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Via Le Lame: a domanda "dove vai" risposero "porto pesce"

CAPOLUOGO E DISCARICHE

E’ stato risposto con pettegolezzo e modalità gossip, su tutt’altro

Logo ass medici famiglia ambiente 350Il candidato a Sindaco Marzi e la coalizione che lo affianca non hanno risposto riguardo il problema della catastrofe ambientale di Via Le Lame a Frosinone posto dai dott.ri Martino e Petricca.

E’ stato eluso accuratamente l’argomento e spostato goffamente il tema su una pregressa recente calunnia perpetrata ai danni degli stessi medici, già peraltro adeguatamente affidata a denuncia-querela.

Ai professionisti, che hanno chiesto conto della riapertura nel 2001 della discarica di Via Le Lame da parte dell’amministrazione Marzi e del dilatarsi della stessa per l’invasione di rifiuti tanto da costituire una montagna emblema di una visione amministrativa che si giudica da sola, che hanno chiesto conto dell’utilizzo di oltre 2 milioni e mezzo di euro dati al Comune di Frosinone per il recupero ed il risanamento della discarica il 10 novembre 2003, ma soprattutto hanno chiesto se mai ci fosse stata presa di coscienza rispetto le malattie e le morti discese da: “enorme quantità di sovvalli depositati sul sito di gran lunga in esubero rispetto ai limiti” e da “non idonea tenuta a regime del sito” e da “enorme quantità di percolato con il rischio di ulteriori irreparabili danni ecologici-ambientali”, un’intera coalizione, in corsa elettorale, ha maldestramente glissato l’argomento discarica Le Lame, spostando artatamente l’attenzione della collettività verso altro, buttandola in confusione.

Infatti, scimmiottando un articolo di stampa falso e denigratorio rivolto ai medici, hanno risposto parlando delle centraline di rilevamento delle polveri sottili. Tali dispositivi tecnologici sono stati messi a disposizione, da anni, dal Comune di Frosinone e da numerosi altri paesi della provincia e della Valle del Sacco, anche a guida PD, a riconosciuto indispensabile completamento della metodica di rilevamento dell’ARPA di fatto rivelatasi insufficiente per gli studi clinici, soprattutto in occasione dei picchi di inquinamento e per nulla utile riguardo il sacrosanto diritto all’informazione del cittadino nell’imminenza del pericolo ambientale.

Le centraline sono legali. Purtroppo, l’attuale campagna elettorale vede riconvergere insieme le stesse figure che hanno avuto potere decisionale oltre 20 anni fa su via Le Lame poi esitata nella montagna di 650.000 tonnellate di rifiuti non caratterizzabili e sotto gli occhi di tutti, causa del secondario ed innegabile dramma ambientale sanitario.

Oggi la memoria torna in automatico alla implementazione di Via Le Lame ai tempi dell’amministrazione Marzi, in concomitanza della possibile edificazione di un’ulteriore criticità ambientale sanitaria, rappresentata dal biodigestore fermentatore di immondizia umida per 50.000 tonnellate annue in spregio di un bisogno per il capoluogo di sole 4.000 tonnellate. L’ attenzione sull’ecomostro di Via Le Lame, più che mai in questo momento, deve essere amplificata il più possibile da parte di tutti. Ne va della salute.

Le risposte sono dovute a tutta la città e soprattutto alle famiglie inconsapevolmente colpite. E’ stato chiesto conto a Marzi sulla discarica, con motivazioni inappellabili, proprio in vista di questa ulteriore possibile negativa evenienza rappresentata dal biodigestore.

E’ stato risposto con pettegolezzo e modalità gossip, su tutt’altro. Quelli del tempo di via Le Lame che hanno avuto potere decisionale, oggi si ripropongono nel tempo del biodigestore. Come poter tacere. Sarebbe opportuno che dessero conto, ma sul serio, in merito l’ecomostro.

Le centraline, nate in difesa della salute collettiva non potranno mai produrre malattia. Della discarica si possono negare i morti e i malati?

Dott. Giovanni Martino
Dott.ssa Teresa Petricca

 

 

 

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