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Il boss, riconoscibile o no?

CRONACHE&COMMENTI

Un vaffa... con disprezzo. Un boss che si fa i selfie in clinica

di Antonella Necci
matteo messina denaro selfie arresto michele santoro 390 minIl video della RAI che mostra Pif (al secolo Pierfrancesco Diliberto, conduttore televisivo, scrittore, regista, ma soprattutto palermitano), ospite ieri sera a Cartabianca di Bianca Berlinguer mentre inveisce contro un concittadino del boss mafioso matteo messina denaro, mi ha fatto riflettere su almeno due punti fondamentali ivi espressi.

Il primo punto riguarda l'esternazione scomposta di un personaggio televisivo come Pif di fronte alle parole dell'uomo della strada che, a mio parere, con poche parole, liquida una operazione di cattura del boss di cosa nostra come inutile. Quel " hanno sbagliato ad arrestarlo", ha creato in Pif una reazione molto aggressiva nei confronti del signore intervistato, per prima cosa perché, in quanto " vicino di casa" del boss non poteva non sapere e non conoscere, e in seconda analisi perché il non arrestare il boss sarebbe stato, per Pif, uno sgarbo troppo grande nei confronti di tutte quelle famiglie che ancora piangono i morti,molti di loro bambini ed adolescenti, che quel boss ha fatto uccidere( per inciso il boss in questione si dichiara incensurato e non disponibile a collaborare con la giustizia).

Ora, a prescindere che nel video qui allegato, si vede come Pif, in un secondo momento, sfumata la rabbia iniziale, abbia compreso la pragmatica affermazione dell'uomo della strada intervistato e abbia cercato di riparare alle parole pesanti che istintivamente gli aveva gridato contro, la mia opinione, da persona non siciliana, esterna al pianeta Sicilia, è che entrambi i protagonisti del video avevano ragione da vendere.
Intanto a me l'intera operazione ha ricordato la cattura di Tano ' u Grecu in " Il cane di terracotta" di Andrea Camilleri. Un temibile boss che si nasconde a pochi chilometri da Vigata (paese immaginario di una Sicilia immaginaria ma reale), che sa di essere gravemente malato e piuttosto che fare la fine di tante sue vittime, preferisce farsi prendere dalla polizia, dopo una operazione di "tiatro". Nel caso del boss di Castelvetrano, infatti, scopriamo che viveva a 95 m dalla sede della DIA, che si recava in una clinica privata frequentata da persone ricche( nel giorno della sua cattura c'era anche Toto Schillaci), dove il boss, da sempre amante di abiti e gadget ultracostosi e griffati vi si recava di frequente per sostenere sedute di chemioterapia. In tutto questo trascorrere quotidiano nessuno,tra medici,infermieri,pazienti, concittadini, nessuno sapeva che quel tipo insignificante,ma vestito riccamente e che di professione si dichiarava geometra, con tanto di carta di identità falsa ma con timbro autentico,fosse quello che veniva chiamato il boss dei boss.

È più che lampante che, e qui giungo al secondo punto focale,quel signore della strada cercasse di fornire la sua versione dei fatti. Nel dare un giudizio così forte nei confronti della operazione dei carabinieri (che hanno arrestato il boss senza maschera,ma a viso aperto,così da essere riconoscibili per poter essere ammazzati in un secondo momento…..ma no sto scherzando. Proprio perché a volto scoperto si capisce che era tutto TIATRO), dicevo,in quelle parole c'era tutta la rassegnazione, ma anche il senso pratico e l'istinto di sopravvivenza di chi è condannato per nascita a convivere con realtà così scomode.
Nel dire che quel boss aveva fatto comodo in tutti gli anni passati, quell'uomo della strada non ha fatto altro che confermare quanto Falcone e Borsellino dicevano: lo stato è il primo a convivere e ad usare la mafia.

Deve essere stato anche il pensiero di Pif, nel momento in cui ha capito di essere stato troppo drastico nei suoi " vaffanculo" e " mi fai schifo più dei mafiosi ", perché, innanzitutto, Pif deve aver compreso che la paura,negli esseri umani che possono vedere i propri figli sciolti nell'acido, fa esprimere giudizi personali piuttosto cauti, e perché la collusione stato- mafia è più che evidente (anche nelle tante incongruenze che stanno via via emergendo).

Il boss ormai sul viale del tramonto, vuole morire non sparato dai giovani che si sono già dati da fare per sostituirlo (come dice Toni Capuozzo, Messina Denaro non è più potente come si crede), ma vuole morire come un uomo onesto perché se lo merita (?).

Siamo in Italia, uno dei dieci paesi più corrotti al mondo, dove la gente che vede uno con un Franck Muller al polso( orologio da più di 36.000 euro) é pronta a srotolare la lingua pur di averne uno. Un paese dove esistono femmine che si sono avvicendate nel letto di questo boss (un essere basso di statura, anziano, piuttosto anonimo, ma nel cui covo è ststo trovato un arsenale di Viagra).

Non credo,innanzitutto, che quelle li non sapessero chi fosse, visto che solo ad avvicinarsi alle persone corrotte a me viene da vomitare istintivamente (il mio sesto senso è micidiale). Presumo che al mondo esistano femmine che passerebbero anche sui cadaveri per un vestito griffato.

Ecco,nei confronti di quelle io direi vaffanculo con disprezzo. E speriamo che ai giornalisti non venga in mente di intervistarle!

18/01/2023

Il video

 

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