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Ma quale "cultura del NO"?

 AMBIENTE E SALUTE

"No alle malattie!!! Pretendiamo la cultura del rispetto"

di Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia*
Logo ass medici famiglia ambiente 350A proposito dell'argomento "CULTURA DEL NO", che implode questi giorni sulla stampa dopo la tragica dichiarazione zingarettiana relativa alla non considerazione del SIN da parte del governatore del Lazio, la Ministra agli affari regionali Maria Stella Gelmini, in sede di assemblea degli industriali, ha affermato che “... Non possiamo continuare con la politica del no… che ogni opportunità si trasforma in una caccia alle streghe… la cultura del no… non favorisce un approccio costruttivo…”.

Oltre le chiacchiere di convenienza argomentale, la Ministra è in grado di rassicurare le famiglie dei morti e dei malati della Valle del Sacco sulla non pericolosità della condizione sanitaria del territorio, che mai ha goduto di un piano epidemiologico ed un registro tumori a conferma o smentita?

Gelmini che si appella al “coraggio dell’impopolarità” per cancellare il problema del SIN e che addirittura raccomanda anche alla politica locale, riportandosi alla frase di Don Abbondio di fronte al Cardinale Borromeo “Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”. Ministra un po’ di riflessione senza malafede. Non si adagi sull’onda emotiva del momento. Il coraggio non è quello da lei erroneamente invocato, ma quello dei pazienti spesso consapevoli di essere condannati a morte, quello della presa di coscienza dell’infertilità da parte di giovani coppie o quello delle madri che piangono i figli in un territorio vilipeso da una politica indegna e da sempre resa sorda e cieca dalla superficialità e dall’impreparazione.

Apprenda in questo momento che, nella Valle del Sacco, non ci vuole coraggio per eliminare la burocrazia quando quest’ultima riguarda i rifiuti (biodigestori, inceneritori e discariche) poiché in tali casi la burocrazia si mostra rapida e favorente nei confronti di progetti vaghi ed approssimativi, tanto che il Biodigestore di Frosinone, non è bloccato da due anni per burocrazia ma per grossolane ed incoerenti carenze progettuali. Il progetto, che prevede 8 unità lavorative a fronte di un alto impatto inquinante in un territorio a riconosciuta ed innegabile pressione ambientale, è fermo nonostante tutta la disponibilità burocratica immaginabile di cui ha goduto, oltre tutte le facilitazioni procedurali concesse aldilà di ogni apparente limite, ma non trova le autorizzazioni a causa di proprie lacune forse incolmabili. Ministra, invece di invocare coraggio ad un ente regionale che mostra la massima disponibilità nei confronti dell’imprenditoria dell’immondizia, si adiri per lo scempio perpetrato continuativamente al territorio della Valle del Sacco, dove sembrano convergere le peggiori sinergie.

Il governo come la Regione.
Gelmini come Zingaretti.

E la salute della gente???

Argomento superato ed obsoleto.

No alle malattie!!!
Pretendiamo la cultura del rispetto.

 

*Dr.ssa Teresa Petricca
Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia

 

 

 

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Ferentino, rifiuti: alte tasse, ma niente isola ecologica

Ferentino 350 260di Marco Maddalena* - Appalto dei rifiuti Sangalli : Il Comune di Ferentino a fine contratto si accorge che non c'è l'isola ecologica!
Il Comune di Ferentino dopo aver effettuato ben due proroghe alla ditta Sangalli per la gestione dei rifiuti, di cui l'ultima per affidamento diretto fino al 31/01/2015 con la seguente motivazione "apprezzabile il servizio finora svolto dalla ditta Sangalli", solamente a dicembre , ad un mese della scadenza dell' ultima proroga, si accorge che l'isola ecologica prevista dal capitolato d'appalto non è stata realizzata dalla Società di Monza. Per questo dà un incarico oneroso ad un legale per richiedere l'adempimento contrattuale. Una situazione di assurda contraddizione, infatti, la mancanza dell' isola ecologica oltre ad essere un'inadempienza contrattuale è anche la conferma di come la motivazione della proroga non fosse corretta e di come l'amministrazione comunale , abbia abdicato negli anni nel suo ruolo di controllore, "svegliandosi" a contratto ormai scaduto!
Un'ennesima figuraccia nel settore dei rifiuti, che va ad aggiungersi al dato assolutamente negativo della raccolta differenziata che con il 9% annuo pone il Comune di Ferentino agli ultimissimi posti in Italia e al non rispetto del target nazionale del 65% , previsto per legge, che avrebbe dovuto essere raggiunto nel 2012 .
La mancanza di un'isola ecologica non ha permesso una lotta adeguata al fenomeno dell'abbandono incontrollato dei rifiuti, in quanto l'area attrezzata può rappresentare una carta importante in tal senso. Il risultato dell' assenza dell' isola ecologica è il proliferare sul territorio, soprattutto nelle periferie, di rifiuti di ogni genere, dagli elettrodomestici, ai materassi e agli scarti di lavorazione. Nessun'area è risparmiata, comprese quelle a ridosso dei cassonetti della differenziata e perfino nelle aree naturali .
A questo punto, è chiaro a tutti che il mancato raggiungimento di un sistema efficiente nella gestione dei rifiuti risponde ad una scelta precisa del governo comunale che nonostante, le precise indicazioni fornite dal Consiglio comunale con l' adozione della "Strategia Rifiuti Zero" non ha intrapreso alcuna azione positiva e propositiva e di confronto con la cittadinanza.
Infine, adesso, è altrettanto chiaro ai cittadini chi sono i responsabili degli aumenti della tassazione sui rifiuti in un momento di forte crisi economica.
*Marco Maddalena, Capogruppo di "Sinistra Ecologia e Libertà" di Ferentino

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