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Ancora a sproposito: dopo i condizionatori d'aria anche l'Ilva

GENITORI TARANTINI

Considerazioni sulla dichiarazione di Mario Draghi che ha auspicato il ritorno dell'Ilva ai massimi livelli produttivi

manifesto genitori tarantini 370 min«E' molto grave la dichiarazione del presidente del Consiglio Mario Draghi che, a nome del governo, ha auspicato il ritorno dell'Ilva ai livelli produttivi di quando era “la più grande acciaieria d'Europa”.

La dichiarazione di Draghi è dell'8 giugno ed è stata rilasciata durante la firma a Palazzo Chigi dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Evidentemente Draghi non ha neppure sfogliato il Rapporto di valutazione di impatto sanitario dell'acciaieria di Taranto, condotto dall'Oms (organizzazione Mondiale della Sanità) su richiesta della Regione Puglia. E visto che Draghi non conosce quello studio gli facciamo un veloce riepilogo.

• L'OMS ha calcolato l'impatto sanitario della “grande ILVA”, quando era “la più grande acciaieria d’Europa”. Quell'ILVA “peso massimo” della siderurgia europea, che Mario Draghi ancora sogna e auspica, ha avuto un impatto devastante: fra le 27 e le 43 morti premature ogni anno a causa delle sue emissioni.
• Anche se venissero applicate all’ILVA tutte le prescrizioni previste dall'Autorizzazione Integrata Ambientale del 2015, sottolinea l’OMS, le morti premature oscillerebbero fra le 5 e le 8 morti premature evitabili ogni anno.

Non solo. Nell’articolo pubblicato su “The Lancet Regional Health Europe” (“Health benefits of decarbonization: the transition of carbon intensive regions in the frame of european green deal”, marzo 2022) il governatore Michele Emiliano scrive, assieme agli studiosi Prisco Piscitelli, Claudio Stefanazzi e Alessandro Miani, che “questa fabbrica sta bruciando circa 5 milioni di tonnellate per anno di carbone ed è potenzialmente collegata a un considerevole eccesso di mortalità (1020 morti dal 2011 al 2019):

“This plant is burning about 5 million tons of coal per year and has been potentially related to remarkable excess of mortality (1020 deaths from 2011 to 2019)”.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S266677622200028X
Siamo di fronte a dati terribili che Mario Draghi non può ignorare e che Michele Emiliano avrebbe fatto bene a ricordare al “premier d’acciaio” che coltiva i sogni della grande ILVA dei tempi che furono.

Ed evidentemente Draghi, fra le tante cose che non sa di Taranto, ignora che sono nati 600 bambini con malformazioni congenite, tra il 2002 ed il 2015, come riportato nella documentazione della VDS (Valutazione Danno Sanitario) ILVA.

Se Draghi fosse veramente una persona preparata sull’ILVA e attenta alle questioni di Taranto, non avrebbe auspicato il ritorno ai massimi livelli produttivi della “grande ILVA”. Draghi - se fosse stato informato - avrebbe dimostrato, crediamo, maggiore preoccupazione. Infatti la Valutazione Danno Sanitario (VDS) per l'ILVA di Taranto fornisce una previsione di "rischio sanitario inaccettabile" non solo a 8 milioni di tonnellate/anno di acciaio ma anche a 6 milioni di tonnellate/anno allo stato delle attuali tecnologie. E persino scendendo a 4,7 milioni di tonnellate/anno di acciaio il rischio sanitario viene valutato come "inaccettabile" nell'ambito dello studio VIIAS (Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario), uno studio predittivo condotto sull'impatto sanitario dell'ILVA.

Quando Draghi sogna di riportare lo stabilimento sul podio europeo dimostra di non avere la benché minima idea della reale “sostenibilità” di un impianto siderurgico come quello di Taranto costruito a ridosso del centro abitato.

Draghi è ancora vittima del fascino mortale di un gigantismo malato che è stato alla base della strage di lavoratori e cittadini, non protetti da uno Stato governato da gente che ha fallito nell’obiettivo primario di proteggere i suoi cittadini. La CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) è stata netta nel condannare, anche di recente, per ben cinque volte lo Stato italiano per non aver protetto i diritti fondamentali dei cittadini di Taranto. Persino l’ONU è intervenuta con un durissimo rapporto che ha denunciato a Taranto quella che viene definita una “zona di sacrificio”. Cose che avrebbero dovuto far rabbrividire qualsiasi capo di governo. A Taranto dovrebbe essere garantita la partecipazione dei cittadini alle scelte ambientali, come prevede la convenzione di Aarhus. Ma nulla viene garantito ai cittadini.

A Taranto dovrebbe essere data attuazione agli articoli 9 e 41 della Costituzione aggiornati con un chiaro riferimento alla tutela dell’ambiente “anche nell’interesse delle generazioni future” (articolo 9), tenendo conto che l’attività economica “non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” (articolo 41).
L'unico potere dello Stato che ha agito in nome di questi principi, tentando di proteggere i cittadini disponendo il fermo degli impianti inquinanti, disapplicato dal potere politico, è stato quello della magistratura contro cui vengono oggi scagliati i cinque referendum su cui saremo chiamati a votare. Noi ci poniamo in difesa della magistratura, che a Taranto ha chiesto la confisca e la chiusura degli altoforni, delle cokerie e degli altri impianti di un'area a caldo che ha causato la morte di troppe persone.

Noi come Comitato Cittadino ci facciamo portavoce della legalità ambientale e della protezione della popolazione.
E visto che Draghi ha il potere di firmare progetti di riconversione grazie al PNRR, chiediamo che firmi un articolato progetto di transizione ecologica che reimpieghi i lavoratori dell'ILVA, attualmente in buona parte a casa, privi di futuro e sostentati da una cassa integrazione che dà per intero l'idea del fallimento di tutti i governi e di tutti i decreti salva-ILVA.»

Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente a Taranto
Per il Comitato, Massimo Castellana e Alessandro Marescotti

 

 

 

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Qualità dell'aria. Differenze e opportunità delle centraline ARPA e ANCLER

ASSOCIAZIONE MEDICI DI FAMIGLIA PER L’AMBIENTE

Una risposta a Legambiente

Logo ass medici famiglia ambiente 350I Medici Teresa Petricca e Giovanni Martino dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente informano che la città di Frosinone riconosce due sistemi di rilevamento della qualità dell’aria: ARPA ed ANCLER.

Le metodologie di rilevamento utilizzate sono diverse: gravimetrica ovvero pesatura delle polveri nelle 24 ore per ARPA; scattering per ANCLER, ovvero conteggio ottico delle polveri momento per momento. ARPA studia il valore complessivo delle 24 ore, ovvero un valore unico che racchiude ed assembla tutti i valori di un giorno, mentre ANCLER studia la variabilità della concentrazione delle polveri ad intervalli di tempo di cinque minuti,consentendo in tal modo l’intercettazione dei PICCHI di INNALZAMENTO dei valori delle PM 10 e PM 2,5.

Quegli stessi picchi che caratterizzarono l’aria in occasione dell’incendio MECORIS, che si resero responsabili dell’aumento dell’incidenza dei ricoveri presso il PS di Frosinone e sottesero la differenza di comportamento tra Sindaco e Prefetto, rilanciata strumentalmente in questi giorni preelettorali. Gli alti picchi di polveri sottili delle prime ore del mattino dettarono un irreprensibile comportamento precauzionale da parte del Sindaco. I picchi crollarono drasticamente, grazie ai venti, nelle ore seguenti e pertanto la media totale delle emissioni a 24 ore risultò nella norma sia con la misurazione ANCLER che con quella ARPA.

Il Prefetto Portelli, a differenza del Sindaco,affidandosi solo al dato relativo la media delle 24 ore fornito da ARPA il giorno successivo l’inizio dell’incendio, si appropriò di un valore normale ma scollegato completamente dalla pericolosità dei picchi rilevati il giorno precedente e che si tradussero in sintomi ed aumento degli accessi nel PS dell’Ospedale di Frosinone ,di cui la città preserva memoria. In questi giorni Legambiente di Frosinone attribuisce ad ARPA Lazio una presa di posizione contraria alla metodologia di rilevamento attuata da ANCLER,che risulta essenziale proprio nella gestione della pericolosità dei picchi. Suona stonato questo interesse negativo di ARPA Lazio verso le centraline ANCLER, affidato ad uno strombazzamento scomposto di Legambiente , dopo ben cinque anni che le centraline in questione sono diffuse in tutto il territorio provinciale. Se fosse vero il dire di Legambiente, l’ARPA sta sconfessando se stessa.

Riportiamoci a tal proposito a quanto ufficialmente affermato dall’Ing. Cintoli Direttore Tecnico di ARPA Lazio, nel corso del Consiglio Comunale di Frosinone del 29 luglio 2019, in seguito ed merito proprio la vicenda Mecoris. Al Presidente dell’Ordine dei Medici di Frosinone che chiese se le medie globali giornaliere, cui si rifà ARPA, riferite ai giorni dell’incendio e che risultavano essere normali, esprimessero un parametro tranquillizzante rispetto il possibile danno alla salute, affermò: “noi possiamo misurare e confrontare queste misure con una norma che NON è una norma legata al controllo di impianti o al controllo di un incendio, è una norma deputata a valutare la qualità dell’aria nella sua generalità e che quindi risente anche di questo” , di fatto non adeguata ad un monitoraggio idoneo e rassicurante per la salute. Rispetto la metodica ANCLER ebbe invece a dire : “utilissime le rilevazioni che vengono fatte con degli strumenti differenti rispetto ai nostri…”.

Sempre nella stessa sede, l’ing. Guglielmi, a ulteriore delucidazione e conferma descrisse le centraline a metodo scattering quali le ANCLER: “...opportunità non ufficiale ma sempre più diffuse in Europa”. Non si evince in tali parole dei dirigenti ARPA quella : “stroncatura senza appello delle metodologie analitiche che fanno uso di sensori ottici come quelli dei dispositivi Ancler” che Legambiente racconta in questi giorni. Affidabilità totale delle centraline ANCLER. Inaffidabile chi, rispetto uno strumento prezioso per la sua utilità ed unicità sul territorio, per interessi non difficilmente intuibili, svende la salute pubblica e la possibilità di prevenzione della stessa.

Le centraline ARPA sono NORMATE, ovvero sono conformi ad una regola comunitaria, che prevede e NE LIMITA la determinazione solo alla media giornaliera. ANCLER non è normata, ma è LEGALE, utilizza una metodica diffusa in tutto il mondo, capace di leggere i picchi in tempo reale per consentire comportamenti adeguati e tempestivi a salvaguardia dell’incolumità personale. Valanghe di studi scientifici ripetuti e ormai consolidati hanno messo in evidenza gli effetti dei picchi di innalzamento sul breve termine oltre che sul lungo termine.

C’è una relazione molto stretta tra i picchi di PM 10 e 2,5 e gli ictus, gli infarti, le aritmie, le crisi d’asma ecc. Esistono raccomandazioni per tutta la popolazione e soprattutto per categorie speciali da osservare durante i picchi: neonati e bambini, donne in gravidanza, anziani, malati cardiovascolari, respiratori e diabetici, lavoratori all’aperto. In un’evenienza acuta è necessaria la CONOSCENZA IMMEDIATA dello stato di criticità per attuare la difesa della salute. Conoscere domani,quanto accade oggi, ha tutt’altro significato in termini medici. Intervenga un medico di Legambiente o di ARPA a smentire. Il cittadino ha il diritto di conoscere la condizione di pericolo nell’immediato e di adeguare le proprie difese in quel momento. Un attentato di bassissimo livello, quello di Legambiente,vigliaccamente e vergognosamente inserito ad orologeria nel periodo preelettorale, contro la popolazione tutta che dovrebbe essere privata di uno strumento di difesa per la salute.

Non siamo abituati,nella normalità dei casi e come regola di carattere generale, a presentare querele per tutelare la nostra immagine professionale e l’onorabilità. Questa volta ci concederemo il lusso di una eccezione, destinando i proventi alla tutela dell’ambiente ed alla promozione di tutte quelle associazioni di volontariato, che non si sentono garantite da una tessera di partito nascosta, poco orgogliosamente, in una delle proprie multitasking.

Dott.ssa Teresa Petricca
Dott. Giovambattista Martino

 

 

 

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Cultura aeronautica: "La conquista dell’aria - i segreti del volo"

ASSOCIAZIONE AERONAUTICA “GIOVANNI ZACCINI” 

Ciclo di conferenze negli istituti scolastici di ogni ordine e grado

scuola di volo pilota 390 minHa avuto inizio lo scorso lunedì 24 gennaio 2022 il “ciclo” di Conferenze di “Cultura Aeronautica” dal significativo titolo “La Conquista dell’Aria - I Segreti del Volo” che interesserà, fino a tutto il prossimo mese di maggio, numerosi Istituti Scolastici di ogni Ordine e Grado sia della Provincia di Frosinone che di altri territori.

I “Corsi” sono organizzati dall’Associazione Aeronautica “Giovanni Zaccini” con sede legale in Ceccano, in Via Gaeta n. 153.
L’Associazione, infatti, tra gli obiettivi contenuti nel proprio Statuto ha, come principale compito istituzionale, la divulgazione della “Cultura Aeronautica” nei suoi molteplici aspetti in generale ma soprattutto intesa come strumento informativo/formativo delle realtà attinenti il “Mondo Aeronautico” tra le nuove generazioni.

In questo nuovo anno scolastico 2021-2022, per la purtroppo nota situazione emergenziale sanitaria dovuta al Covid19, la stessa Associazione Aeronautica “Giovanni Zaccini” sta comunque operando, sempre per gli Istituti Scolastici ma anche per numerosi altri Enti interessati, per la divulgazione delle “conoscenze” relative al “Mondo del Volo” con le modalità, ormai ampiamente collaudate, della “Didattica A Distanza” tramite le “piattaforme” utilizzate sulla rete internet.

I “Corsi”, tenuti dal Presidente della stessa Associazione Aeronautica, il Comandante Antonio Zaccini, si svolgono secondo un programma proposto e concordato, di volta in volta, con i Dirigenti Scolastici.
Tale programma prevede, di massima, oltre alle Conferenze-Incontri “interattivi” e in modalità “a distanza”, anche visite guidate presso Infrastrutture Aeronautiche e Museali “a tema” presenti sul territorio nazionale.
Queste ultime attività sono ovviamente “vincolate” alle disposizioni in vigore in merito alla già citata particolare situazione emergenziale sanitaria in atto.

Le conoscenze aeronautiche di base fornite durante il corso, relative ai molteplici elementi utili e necessari per una conoscenzaANTONIO ZACCINI 350 min “critica” delle problematiche legate alle attività di volo, potranno tra l’altro essere di valido e concreto supporto per un più corretto approccio ad eventuali impieghi futuri collegati alle peculiarità del “Mondo Aeronautico”.
Al termine dei “Corsi” i “frequentatori” avranno acquisito, oltre alle notizie di ordine storico relative all’evoluzione degli studi, esperimenti e realizzazioni dei “mezzi volanti”, anche le conoscenze dei fenomeni fisici relativi alle diverse forme di volo dal punto di vista scientifico.

A tali informazioni vanno ad aggiungersi le notizie relative ad una dettagliata descrizione delle parti componenti i velivoli in generale, al loro funzionamento e alle principali “manovre” previste nella corretta condotta dei voli.
In ultimo verranno trattate anche le diverse problematiche relative alle infrastrutture aeronautiche con particolare riferimento ai “Terminal” aeroportuali, alle Aviosuperfici e ai Campi di Volo.

Con tutti questi specifici argomenti, che completeranno l’iter informativo/formativo degli studenti delle “nostre” Scuole, l’Associazione Aeronautica “Giovanni Zaccini” si ritiene certa di poter positivamente contribuire alla diffusione di tutte le “conoscenze” moderne e di spiccata attualità per le “scienze aeronautiche”, al fine di una formazione la più completa e diversificata possibile anche per il futuro inserimento nelle realtà occupazionali in generale dei giovani in quello che più volte è stato già definito “Mondo dell’Aviazione”.

Una volta ultimato l’iter “istruzionale” ai “frequentatori” del Corso di Cultura Aeronautica verranno rilasciati i previsti Attestati icui contenuti potranno ovviamente essere inseriti, tra l’altro, nei “curriculum vitae” personali di ognuno.
Per tutti i “frequentatori” che fossero interessati a “mettere in pratica” quanto appreso durante lo svolgimento delle Conferenze-Incontri ci sarà, altresì, la possibilità di poter effettuare sia attività di volo con velivoli di aviazione generale che attività di lanci con il paracadute con le modalità che verranno di volta in volta concordate anche in relazione alla già ricordata situazione di emergenza dovuta al Covid19.

Gli Istituti Scolastici o altri Enti-Associazioni, che volessero ancora aderire alla particolare iniziativa tecnico-scientifico-culturale, inserita tra l’altro nei P.C.T.O., Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (già Alternanza Scuola Lavoro) che è comunque a titolo esclusivamente gratuito, potranno inoltrare apposita richiesta presso la Sede Legale dell’Associazione Aeronautica in Via Gaeta n. 153 - Ceccano (FR) o, in alternativa, contattare il numero di telefonia mobile 329.6508342 (tramite sms o whatsapp) o inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo email

IL PRESIDENTE
Comm. Gen. Antonio ZACCINI

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Conferenze: “La Conquista dell’aria - I segreti del volo”

L’ASSOCIAZIONE AERONAUTICA “GIOVANNI ZACCINI”

Ciclo di conferenze negli istituti scolastici di ogni ordine e grado

pilotaggio 350 minHa avuto inizio lunedì 22 febbraio 2021 il “ciclo” di Conferenze di “Cultura Aeronautica” dal significativo titolo “La Conquista dell’Aria - I Segreti del Volo” che interesserà, fino a tutto il prossimo mese di maggio, numerosi Istituti Scolastici di ogni Ordine e Grado sia della Provincia di Frosinone che di altri territori.

I “Corsi” sono organizzati dall’Associazione Aeronautica “Giovanni Zaccini” con sede legale in Ceccano, in Via Gaeta n. 153 e che ha il proprio sito “operativo” presso l’Aviosuperficie “Pegaso Flying Club” costituita, da più di 24 anni, nel territorio dello stesso Comune. L’Associazione, infatti, tra gli obiettivi contenuti nel proprio Statuto ha, come principale compito istituzionale, la divulgazione della “Cultura Aeronautica” nei suoi molteplici aspetti in generale ma soprattutto intesa come strumento informativo/formativo delle realtà attinenti il “Mondo Aeronautico” tra le nuove generazioni.

In questo nuovo anno scolastico 2020-2021, per la purtroppo nota situazione emergenziale sanitaria dovuta al Covid19, la stessa Associazione Aeronautica “Giovanni Zaccini” sta comunque operando, sempre per gli Istituti Scolastici ma anche per numerosi altri Enti interessati, per la divulgazione delle “conoscenze” relative al “Mondo del Volo” con le modalità, ormai ampiamente collaudate, della “Didattica A Distanza” tramite le “piattaforme” utilizzate sulla rete internet.

I “Corsi”, tenuti dal Presidente della stessa Associazione Aeronautica, il Comandante Antonio Zaccini, si svolgono secondo un programma proposto e concordato, di volta in volta, con i Dirigenti Scolastici. Tale programma prevede, di massima, oltre alle Conferenze-Incontri “interattivi” e in modalità “a distanza”, anche visite guidate presso Infrastrutture Aeronautiche e Museali “a tema” presenti sul territorio nazionale. Queste ultime attività sono ovviamente “vincolate” alle disposizioni in vigore in merito alla particolare situazione emergenziale sanitaria in atto.

Le conoscenze aeronautiche di base fornite durante il corso, relative ai molteplici elementi utili e necessari per una conoscenza “critica” delle problematiche legate alle attività di volo, potranno tra l’altro essere di valido e concreto supporto per un più corretto approccio ad eventuali impieghi futuri collegati alle peculiarità del “Mondo Aeronautico”.

Al termine dei “Corsi” i “frequentatori” avranno acquisito, oltre alle notizie di ordine storico relative all’evoluzione degli studi, esperimenti e realizzazioni dei “mezzi volanti”, anche le conoscenze dei fenomeni fisici relativi alle diverse forme di volo dal punto di vista scientifico. A tali informazioni vanno ad aggiungersi le notizie relative ad una dettagliata descrizione delle parti componenti i velivoli in generale, al loro funzionamento e alle principali “manovre” previste nella corretta condotta dei voli. In ultimo verranno trattate anche le diverse problematiche relative alle infrastrutture aeronautiche con particolare riferimento ai “Terminal” aeroportuali, alle Aviosuperfici e ai Campi di Volo.

Con tutti questi specifici argomenti, che completeranno l’iter informativo/formativo degli studenti delle “nostre” Scuole, l’Associazione Aeronautica “Giovanni Zaccini” si ritiene certa di poter positivamente contribuire alla diffusione di tutte le “conoscenze” moderne e di spiccata attualità per le “scienze aeronautiche”, al fine di una formazione la più completa e diversificata possibile anche per il futuro inserimento nelle realtà occupazionali in generale dei giovani in quello che più volte è stato già definito “Mondo dell’Aviazione”.

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Aria inquinata: c'è polvere e polvere, ma non solo

puliamo aria 350 mindi Gaetano Ambrtosiano* - L’inquinamento e le polveri sottili. L’allarme diventa rosso molto più spesso, ma la qualità dell’aria, sostengono gli esperti, nel corso degli anni è notevolmente migliorata. E allora come si spiega l’emergenza continua?

Una prima spiegazione c’è: le norme sono più rigide e le maglie dei controlli si sono ristrette. Le sostanze inquinanti disperse nel cielo delle nostre città sono meno dannose e le polveri persino più sottili. Ma alle centraline dei giorni nostri non sfugge più nulla, neanche le particelle più microscopiche. Bisognerebbe migliorare la normativa che al momento prende in considerazione le polveri solo dal punto di vista della quantità.

Dice il professor Giorgio Gilli, professore di igiene dell’aria e dell’acqua all’Università di Torino: “In sostanza, bisognerebbe valutare meglio la composizione, cercando di capire quanto sono cattive e quanto dannose. Non tutte le polveri sono uguali”.

Ma i blocchi del traffico sono davvero efficaci per combattere l’emergenza smog?
Il blocco del traffico è solo un provvedimento tampone, è la risposta agli obblighi di legge. Forse la politica usa questo metodo per ricordare ai cittadini quanto sia grave la situazione. Diciamo che i blocchi della circolazione riducono di poco i valori esistenti, in sostanza sono un’azione più politica e non un provvedimento efficace sul piano igienico e sanitario. Di fatto sono utili solo evitare che la situazione peggiori, ulteriormente un miglioramento, seppur lieve, c’è, si evita di aggravare la concentrazione, ma tutto ciò che nell’aria è già presente si riduce di pochissimo. Nell’area padana e in tutto il Nord Italia come nel centro e nella nostra provincia la situazione è talmente complessa e per questo non si può pensare di tornare alla normalità solo con la riduzione del traffico. Prendiamo Torino come esempio: la città ha un parco veicolare moderno, vanta il sistema di tele-riscaldamento tra i più grandi d’Italia, e nonostante ciò si ritrova spessissimo a oltrepassare i parametri. Prima di tutto perché i provvedimenti adottati non consentono la rimozione degli inquinanti, ma anche perché la normativa è molto più severa del passato. I limiti si superano più facilmente anche se l’inquinamento è stato ridotto. Il fatto di calcolare le polveri sottili e quelle sottilissime rende più stretta la maglia dei controlli.

Ogni città, nonostante gli impegni presi, decide di testa sua: i blocchi non sono contemporanei e durano per periodi diversi e questo vanifica tutto, le polveri sottili viaggiano e raggiungono anche zone periferiche e lontane dalla grande metropoli tecnicamente sono capaci di viaggiare per centinaia e migliaia di chilometri. Hanno capacità di contaminare aree molto ampie. E per questo bisognerebbe rispettare le stesse regole in una macro-area. Ma questa ipotesi deve essere commisurata all’offerta di servizi di mobilità collettiva, per evitare di bloccare la vita di tutti.

Cerchiamo di essere sinceri e concreti il provvedimento ideale non esiste, paradossalmente bisognerebbe fermare tutto. Dai riscaldamenti alle auto. L’unico rimedio è quello naturale, la pioggia e la neve.Ridisegnare le città e renderle più sostenibili è l’impegno che da anni si prende senza conseguenze reali. Le proposte più utili sono due. La prima: concentrare la produzione di energia termica in grandi centrali per poi distribuirla in tutta la città, perché così è molto più facile controllare le emissioni. Meglio un solo camino, seppur grande, invece che 500 mila sparsi per tutti i quartieri. Poi, bisogna puntare sulla mobilità collettiva sotterranea che riduce il traffico di superficie: viaggiamo più rapidamente e si inquina meno. Qualcosa si è fatto anche in Europa ma i risultati non sono apprezzabili questo perché in ogni caso i parametri si sono notevolmente irrigiditi.

Avere conoscenza di un problema cosi complesso ed articolato è il primo passo verso l’attuazione di soluzioni adeguate.


*Gaetano Ambrtosiano, coordinatore provinciale di Articolo UNO

 

 

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Occorre un grande impegno per il risanamento dell’aria

puliamo aria 350 mindi Giuseppe Sarracino* - La qualità dell’aria rappresenta la più grande sfida ambientale delle aree urbane. Il forte inquinamento atmosferico, dovuto essenzialmente alle attività antropiche, ha degli effetti devastanti sull’uomo. Tra i principali inquinanti abbiamo le particelle di PM10 o di PM2.5, prodotte dal traffico veicolare, dalla combustione della legna, le quali permangano per lungo tempo nell’atmosfera e sono in grado di entrare nell’apparato respiratorio umano, fino agli alveoli provocando patologie respiratorie e cardiovascolari. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’85% della popolazione che vive nelle città europee è esposto a livelli di PMX superiori ai valori indicati nelle linee guida sulla qualità dell’aria. In Italia, sono tante le città colpite dall’inquinamento atmosferico. Un fenomeno costante e non più emergenziale, tanto che i cittadini, sono costretti a respirare aria inquinata per molti mesi dell’anno. Nel 2018 sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono (35 giorni per il PM10 e 25 per l’ozono) in ben 55 capoluoghi di provincia. Frosinone è una delle città più inquinate con 116 giorni di superamento (83 per il PM10 e 33 per l’ozono).

Naturalmente tutto questo non è un processo fatale o irreversibile, occorrono misure idonee ed efficienti capaci di controllare le emissioni degli inquinanti, aumentandone la loro dispersione e i tassi di deposizione. Le piante possono svolgere un ruolo rilevante e interessante se ben gestite e utilizzate. Infatti, gli alberi per loro peculiari caratteristiche, sono in grado di trattenere, sulla superficie fogliare una quantità importante di PM10 e PM 2,5. Inoltre la vegetazione ha un’elevata capacità in termini di depurazione chimica dell’atmosfera, attraverso il processo di fotosintesi, essa è in grado di assorbire anidride carbonica e liberare ossigeno. E’stato dimostrato che un albero di medie dimensioni riesce ad assorbire, durante il suo ciclo vitale, circa 2,5 tonnellate di anidride carbonica e che un albero “urbano” e 3-5 volte più efficace di una forestale della stessa specie e dimensione nella mitigazione del cambiamento climatico.

Per rendere efficiente tale processo occorre conoscere le caratteristiche morfologiche e fisiologiche degli alberi. E’ stato dimostrato che ogni specie reagisce in modo diverso nei confronti del particolato presente nell’atmosfera; per esempio, un olmo trattiene le particelle grazie alla sua densa peluria, mentre un tiglio è capace di trattenere sulla sua superficie fogliare una quantità di particolato per la presenza della melata prodotta dagli afidi, e le conifere sono più efficienti nel migliorare la qualità dell’aria rispetto alle caducifoglie. Gli alberi rappresentano una strategia di lotta all’inquinamento nelle città molto importante, anche se non può essere l’unica forma di contrasto né tanto meno sostituirsi ad altri tipi d’interventi. Nella nostra provincia, Frosinone, dove il territorio è fragile dal punto di vista ambientale, mancano efficace strategie di lotta all’inquinamento atmosferico e tutela dell’ambiente, spesso si limita a interventi estemporanei dettati da motivi contingenti e quindi con scarsi o limitati risultati. I dati nazionali e quelli forniti dall’ARPA, mostrano come molte delle malattie riscontrate, sul nostro territorio, sono dovute da inquinamento da PMX; le stazioni localizzate nella Zona della Valle del Sacco registrano superamenti dei valori limite per gli inquinanti PM10, NO2 e O3.

Occorre quindi un impegno verso il risanamento dell’aria, utilizzando anche la vegetazione. Sarebbe utile avviare una partnership fra Comuni, Provincia, Regione, ARPA, associazioni e aziende private per la realizzazione di un programma d’interventi di forestazione urbana. La necessità di creare nuove aree verdi fruibili, per migliorare l’ambiente urbano, si coniuga al sempre maggior interesse delle aziende a compensare le proprie emissioni nell’aria, con progetti volti alla riduzione delle stesse. Si tratta di sperimentare, un modello di governance ambientale in grado di offrire alle imprese uno strumento che permetta loro di diminuire la propria carbon footprint e la quantità di particolato lasciato nell’aria, con azioni di compensazione che generino benefici ambientali e sociali sul loro territorio, attraverso un progetto di forestazione urbana, con la messa a dimora di 5.000 nuovi alberi nelle aree urbane più popolose della Valle del Sacco.

Questo progetto potrebbe contribuire al raggiungimento di una serie di benefici sul territorio: assorbimento della CO2; miglioramento della qualità dell’aria grazie all’assorbimento e accumulo del PMx; rinnovamento dell’ambiente urbano; mitigazione dell’effetto “isola di calore”. La Regione ha assegnato contributi per la realizzazione degli interventi di risanamento sulla qualità dell'aria nei comuni del Lazio, anche attraverso la messa a dimora di specie vegetali con proprietà di assorbimento delle particelle inquinanti in zone caratterizzate da traffico veicolare. Sarebbe opportuno monitorare i progetti approvati al fine di verificare lo stato dell’arte allo stesso tempo occorre puntare sulle infrastrutture verdi come leve strategiche dell’azione politica e amministrativa per il risanamento dell’aria. Il verde rappresenta un investimento economicamente vantaggioso, dal punto do vista di costi/benefici, è stato calcolato che per ogni euro speso si ottengono fino 3,5 euro in termini di servizi eco sistemici, tra i quali la regolazione della qualità dell’aria. Avviare una strategia di lotta all’inquinamento atmosferico anche attraverso la messa a dimora di migliaia di alberi nelle città più a rischio della nostra provincia sarebbe un buon inizio.

*Dott. Agr. Giuseppe Sarracino
Responsabile Regione Lazio
Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini

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Frusone: Proposte M5S in bilancio per migliorare la qualita’ dell’aria

movimento 5 stelle bandiera 350 260da Ufficio stampa del mDeputato Frusone, M5S - «Si discute in Aula l'ultima legge di stabilità della legislatura e, anche questa volta, abbiamo presentato una serie di emendamenti utili al miglioramento reale della qualità dell’aria, problematica ambientale che riguarda purtroppo molte zone d'Italia, tra le quali la provincia di Frosinone. Soluzioni a medio e lungo termine e non inutili proposte tampone a cui il governo ci ha abituato purtroppo in questi anni.»

Così dichiara il Deputato Frusone intervenendo a proposito della Legge di stabilità in queste ore in votazione alla Camera. Il MoVimento 5 Stelle ha infatti depositato una serie di emendamenti alla proposta del governo, incentrati sulla mobilità elettrica e sull'efficientamento del trasporto pubblico. Frusine continua – «Abbiamo proposto ad esempio d’istituire presso il Ministero dell’Ambiente, un apposito fondo di 50 milioni di euro l’anno per i prossimi tre anni, per agevolare l’acquisto di auto elettriche e di colonnine per la ricarica, oppure di destinare una spesa di 20 milioni di euro per gli anni 2018, 2019 e 2020 per incentivare i Comuni a promuovere e sostenere forme di multiproprietà delle autovetture destinate ad essere utilizzate da più persone»

Il Deputato conclude con un auspicio per il nostro territorio – «Sarebbe inoltre utile prendere come esempio laLucaFrusone 350 260 programmazione strategica che si sta operando in nord Italia, dove intere regioni, attraverso un Accordo di programma, hanno unito le forze per attuare un efficace piano di risanamento della qualità dell’aria. Si tratta di un accordo tra il Ministero dell’ambiente e le regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto siglato nel giugno scorso. Ora non dico che si dovrebbe procedere, nel nostro caso, con un’unione di regioni, perché è evidente che il Bacino Padano ha dei minimi comuni denominatori che Lazio e Campania ad esempio, probabilmente non hanno, però si potrebbe procedere invece con un’unione tra Comuni della provincia di Frosinone, partendo proprio da quelli che fanno parte del SIN Valle del Sacco, che insieme alla Regione e al Ministero, potrebbero siglare un accordo di programma volto a pianificare azioni concrete a breve e lungo termine, utili ad un miglioramento reale della nostra qualità dell’aria.»

 

 
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Convegno di S.I. sulla qualità dell'aria a Frosinone

  • Pubblicato in Partiti

SinItal Fr ambiente 350da Sinistra Italiana Frosinone - Sabato 21 ottobre 2017, presso la sala GRID, si è svolto il convegno sull’inquinamento nella città di Frosinone, nel quale è stato sottolineato il controllo e la gestione della qualità dell’aria ambiente rappresenta uno dei temi di primaria importanza collegati alla tutela dell’ambiente, anche a causa degli effetti sanitari che l’inquinamento atmosferico può procurare sulla popolazione esposta. Nel corso del quale sono state travate soluzioni innovative che proporranno in tutti i campi, in particolar modo sulle tematiche ambientali, azioni da mettere in atto per contenere lo smog.
Interessante e partecipato promosso dal circolo di Sinistra Italiana accolto dalle forze politiche, dal P.R.C., Possibile, P.C.I., ART.1 MDP, Frosinone in Comune, con la presenza di Monica Gregori parlamentare di Sinistra Italiana, la quale ha assicurato emendamenti al DEF per il miglioramento della qualità dell’aria e per le bonifiche, inoltre s’impegnerà il partito per un’interrogazione parlamentare sulla questione ambiente di Frosinone e provincia.
E’ stata accolta la proposta raccogliendo tutti i contributi portati nel dibattito di stilare un documento da far sottoscrivere ai Sindaci per un intervento congiunto Regione – Governo, sarà elaborato da Marco Maddalena Segretario Provinciale di Sinistra Italiana, dove ha sottolineato le problematiche ambientali della valle del Sacco e di Frosinone. Sono intervenuti, Stefano PIZZUTELLI consigliere comunale, Andrea MARCHEGIANI Frosinone in Comune, Paola MANCHI Comitato Possibile, Francesco Smania Segretario del Circolo di Rifondazione Comunista, Gaetano AMBROSIANO Coordinamento Prov.le Art.1 MDP, Orologio Roberto Associazione Fontana San Pietro. Hanno partecipato al convegno il Segretario SPI CGIL Massimo TERRACIANO, il Consigliere Comunale Vittorio VALENTI, una sala affollata di persone cittadini di Frosinone e di altri Comuni.
Il convegno è stato presieduto da CAGGIANO Pasquale Segretario del Circolo di Sinistra Italiana di Frosinone.

 
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La qualità dell'aria

Sinistra Italiana Logo Rosso Bianco 350 260Sabato 21 ottobre 2017, presso la sala GRID in Corso della Repubblica n° 48/52, Frosinone, ci sarà un convegno sull’inquinamento nella città di Frosinone, nel corso del quale si cercheranno soluzioni innovative che proporremo in tutti i campi, in particolar modo sulle tematiche ambientali, nascono in un quadro specifico di requisiti che possiamo riassumere in alcuni punti forza-qualità, azioni da mettere in atto per contenere lo smog.

Nel corso del convegno sono previsti gli interventi di Marco Maddalena Segretario Provinciale di Sinistra ItalianMonica Gregori mina, Paola Manchi Comitato di Possibile, Francesco Smania Segretario del Circolo di Rifondazione Comunista, Gaetano Ambrosiano Coordinamento Prov.le Art.1 MDP, Francesco Raffa coordinatore provinciale di Legambiente Frosinone, Stefano Pizzutelli consigliere comunale, Andrea Marchegiani Frosinone in Comune.

 

Concluderà Monica Gregori Parlamentare di Sinistra Italiana.
Presiederà Caggiano Pasquale Segretario del Circolo di Sinistra Italiana.
Il convegno avrà inizio alle 18.00 e si concluderà alle ore 20.00.
Tutta la cittadinanza di Frosinone è invitata a partecipare.

Pasquale Caggiano min


Pasquale Caggiano,
Segretario del circolo di Sinistra Italiana di Frosinone

 

 
 
 
 
 
 
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Veroli. Limitazioni per il risanamento della qualità dell'aria

veroli comune 350 260Ufficio stampa Comune di Veroli - Provvedimenti per il risanamento della qualità dell'aria.
Interventi programmatici di limitazione del traffico. Con apposita ordinanza sindacale n.19 del 23 febbraio 2017, il Comune di Veroli ha emanato provvedimenti finalizzati al risanamento della qualità dell’aria.
In esecuzione di apposite norme di carattere nazionale con le quali sono state recepite direttive dell’Unione Europea e di quelle della Regione Lazio, tutte finalizzate al miglioramento della situazione complessiva dell’inquinamento dell’aria, il Comune di Veroli con ordinanza del sindaco ha adottato le misure per la riduzione delle emissioni di impianti di combustione ad uso civile, quelle concernenti le limitazioni al traffico veicolare.
“Abbiamo rispettato quanto indicato nel Piano regionale della Qualità dell’aria e nelle relative norme di attuazione” – ha detto il sindaco, Simone Cretaro che ha aggiunto: “Si tratta di una serie di provvedimenti finalizzati ad incidere sulla diminuzione dell’inquinamento dell’aria e, quindi, del conseguente innalzamento del valore della qualità della medesima con conseguente miglioramento della qualità di vita anche nel nostro territorio”.
Considerato che l’esposizione prolungata a concentrazioni significative di polveri PM 10, le cosiddette “polveri sottili”, provoca danni alla salute umana, sono state previste tutta una serie di prescrizioni ed obblighi per i cittadini sulla riduzione delle emissioni di impianti di combustione ad uso civile, con conseguenti limitazioni, tra l’altro, di accensione di fuochi all’aperto, la temperatura negli uffici pubblici e nelle civili abitazioni non potrà essere superiore ai 20° (18° negli impianti industriali), nonché tutte le prescrizioni nell’utilizzare caldaie e canne fumarie di ultima generazione. I trasgressori incorreranno in sanzioni da un minimo di € 25,00 ad € 500,00.
In tutto il territorio comunale, è vietata la circolazione dei veicoli non in regola in materia di controllo dei gas di scarico; gli allevamenti zootecnici dovranno dotarsi di impianti per il recupero ed il riutilizzo del biogas; i gestori di impianti, le cui attività produrranno emissioni polverulente o altri inquinanti, non soggette ad autorizzazione alle emissioni in atmosfera, dovranno, comunque, adottare misure atte a limitare la dispersione degli inquinanti nell'ambiente. Anche in questo caso i trasgressori potranno incorrere in una sanzione amministrativa da € 25,00 ad € 600,00. Per entrambi le fattispecie dei provvedimenti trovano l'applicazione, anche penale, di ogni altra disciplina specifica di legge in materia.
Sono previsti limitazioni del traffico veicolare nell'area urbana interna, circoscritta nelle strade appositamente indicate nell’ordinanza, nei giorni feriali dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19 per autoveicoli a benzina e diesel classificati ormai non ecologiche. I trasgressori alla presente disposizione saranno sanzionati ai sensi del vigente Codice della Strada (Sanzione edittale da € 164,00 ad € 663,00), fatto salvo per le auto in servizio pubblico come quelle di polizia e di soccorso.
Tutti questi provvedimenti sono entrati in vigore dal 24 febbraio fino al prossimo 31 dicembre 2017, con blocchi totali della circolazione nelle domeniche definite ecologiche con inizio dalla prossima imminente del 26 febbraio.
“L’invito alla cittadinanza – sensibilizza il sindaco Cretaro – è quello di limitare l’uso di veicoli a motore, privilegiando per i piccoli spostamenti i movimenti a piedi o in bici ed utilizzare il più possibile i mezzi pubblici. Rilevante è poi quello di evitare che i bambini siano tenuti a 30/50 centimetri dal suolo in quanto a tale distanza è massimo il livello delle emissioni degli autoveicoli. Tutti questi provvedimenti sono stati presi a tutela della salute pubblica, un bene da preservare anche con azioni drastiche come quelle di limitare l’uso delle auto e di regolamentare al massimo l’emissione degli scarichi degli impianti di riscaldamento domestico ed industriale”.
L’ordinanza e, quindi, tutti i provvedimenti presi sono consultabili sul sito internet del Comune di Veroli all’indirizzo: www.comune.veroli.fr.it, sia nella home page che nell’albo pretorio.

 
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