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S.I. e le sue considerazione sul Comune di Anagni

ANAGNI

Gli iscritti di Anagni del coordinamento cittadino di Sinistra Italiana

Sinistra Italiana Logo Rosso Bianco 350 260Dal consiglio comunale del 21 giugno emergono diverse mancanze.

É mancata e manca da tempo (questo è lampante) la progettualità per una città che possa essere definita moderna e proiettata al futuro.
Constatiamo, a maggior ragione in sede di discussione del bilancio di previsione (pieno di buone intenzioni dopo quattro anni di nulla), che non solo non c’è stata progettualità: non sono state trovate soluzioni convincenti riguardo a diverse questioni.
A una nuova mobilità sostenibile ad esempio; siamo ancora alla mercé di un piano urbanistico del centro “flessibile” a seconda delle richieste di pochi privati. Intanto i problemi di un traffico soffocante e inquinante, non più sopportabile dai cittadini, persistono. Ha senso il bike sharing inserito in questo quadro generale?

Il piano regolatore a che punto è?
Si è pensato poi a una rivoluzione, laddove possibile, dell’edilizia scolastica? Dopo la situazione determinata dalla pandemia e dalla crisi climatica bisogna ponderare la questione dell’ efficientamento energetico delle strutture pubbliche e dell’adeguata areazione delle stesse, scuole comprese. Le due cose si permeano e vanno l’una a vantaggio dell’altra (e dei cittadini).
Si è pensato ad una copertura internet adeguata per tutti i quartieri della città, visto l’emergere esponenziale dell’esigenza della didattica a distanza e dello smart working?

Constatiamo poi che non c’è stata progettualità per trovare più spazi dedicati alla cultura. Si è proceduto all’acquisizione dell’ex cinema, ma su quale progetto? Con quale scopo? Si è pensato al recupero di strutture con la possibilità di realizzarvi anche un auditorium, degno di questo nome, dedicato alla musica e ad eventi teatrali, di cui la nostra città avrebbe tanto bisogno, soprattutto alla luce del fatto che si ha l’ambizione di presentarla come capitale della cultura 2026? Per non parlare degli spazi verdi e dei parchi pubblici. A mancare è proprio una visione. Non c’è una programmazione, né strumenti di programmazione e non vengono date risposte a bisogni sociali specifici.

Risulta con tutta evidenza che nella prossima consiliatura con la presenza di un Sindaco diverso da quello attuale, bisognerà cambiare passo e mettere in campo delle modalità diverse dell’agire amministrativo.

Innanzitutto, il Consiglio comunale dovrà ritornare ad essere quel luogo istituzionale dove si ascoltano le voci di tutti, dove ci si confronta nel rispetto reciproco e non si arrivi con una decisione già confezionata e blindata, non modificabile, pronta solo per essere votata dalla maggioranza. In seconda istanza non si può parlare di bilancio senza progetto di città. La gestione del denaro pubblico è una cosa seria. Il consiglio comunale lo è altrettanto.

 

 

 

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Gorbaciov, la casa comune europea che hanno preferito incendiare

 

Invece di ricercare una sicurezza comune in cui ognuno si senta libero e protetto

di Roberto Musacchio
Mikhail Gorbaciov 390 minTra i ricordi belli che ho del mio stare in Parlamento europeo tra il 2004 e il 2009 ci sta un pranzo cui fui invitato con Gorbaciov che era in visita. Credo che fosse per parlare di diritto mondiale all’acqua e credo a iniziativa di Giulietta Chiesa. Purtroppo, nonostante l’importanza, la memoria mi falla. Ricordo che era un piccolissimo gruppo e che Gorbaciov aveva un’aria che mi faceva venire in mente Alessandro Natta. Per dirla col linguaggio di oggi era il contrario di oligarchi e politici rampanti. Sobrietà e serietà. L’idea del Mondo che si fa carico dei problemi globali come l’acqua era in sintonia con chi come lui ad una evoluzione della coesistenza verso la corresponsabilità democratica ha dedicato il suo tentativo di perestrojka.

Quando Francesca Lacaita nella discussione che abbiamo fatto in una redazione pubblica di Transform per il 9 maggio e che qui riportiamo ha ricordato la proposta di Gorbaciov fatta al Consiglio d’Europa a luglio del 1988 per una casa comune europea mi si è riaperta la mente.

Oltre al ricordo personale sono andato a ricercare. Sull’idea di Gorbaciov c’è un libro di Mondadori e ci sono materiali di archivio.

È straordinaria. Al centro il riconoscimento di una Storia comune, in senso forte a partire dalla cultura, che lega ma che va edificata secondo nuove responsabilità. La prima è il disarmo. Poi la ricerca di una sicurezza comune in cui ognuno si senta libero e protetto. Una nuova Helsinki. Il socialismo riformato avrebbe collaborato a questo.

Sappiamo com’è andata e ne vediamo oggi le conseguenze. Lo sapeva anche Gorbaciov che tornò al Consiglio d’Europa nel 2009 e continuò a impegnarsi per quel governo mondiale che era anche nei sogni di Enrico Berlinguer. E per quella Europa dall’Atlantico agli Urali che volevano i pacifisti e Willy Brandt.

Come è andata lo scriviamo da quattro anni su Transform, con la nostra battaglia delle idee per un’altra Europa. Parlammo per l’anniversario dell”89 di una sorta di guerra dei 30 anni. Guerre militari ed economiche dichiarate dal neoliberalismo con la complicità dei nazionalismi. Che hanno smembrato la Jugoslavia, partecipato alle guerre mondiali a pezzi nelle varie parti del Mondo, reso più ingiusta e diseguale l’Europa. Prendemmo a riferimento lo speciale di Le Monde Diplomatique sugli effetti demografici di tutto questo. L’Est che perde 20 milioni di abitanti per riduzione di aspettativa di vita e natalità e per emigrazioni economiche. Sette milioni la sola Ucraina. E poi i dislivelli di reddito che sono cresciuti tra Stati, negli Stati, per età e genere. La politica sostituita dalla governance. L’ostpolitik dal consiglio di amministrazione di Gazprom.

E ora la guerra che rischia la deflagrazione, di mandare in pezzi la casa comune europea e il Mondo intero. La miseria delle classi dirigenti è di fronte a noi. Oligarchi della governance in overdose di potere e di denaro.

La sobrietà di Gorbaciov è lontana. Diciamo la verità: è stato tradito da tutti, in casa, in Europa, nel Mondo. Hanno preferito Yeltsin e ora si trovano Putin con cui si sono accompagnati per vent’anni condividendo l’oligarchia. Il “nemico” per loro nel socialismo reale non era il reale ma il socialismo

Ciò che può portarci fuori dalla cattiva strada non sta nei dominanti ma nei perseveranti, per usare una bella espressione di Maurizio Maggioni.

Ho in mente due belle cose di questi giorni. La vittoria dello Sinn Fein in Irlanda del Nord. Il debutto della Nuova Unione Popolare Ecologica e Sociale che corre per governare in Francia. Ho in mente il passaggio da Gerry Adams, leader di una Storia antica durissima e difficilissima, a Mary Lou Mac Donall con cui condivisi il Parlamento Europeo. Adams che presenta la legge per l’aborto presa dalla Fb, con gesto doppiamente simbolico e ora le donne che guidano il Sinn Fein e si spera una nuova Irlanda che contribuisce ad una nuova Europa. E Jean Luc Melenchon, il “vecchio” leader socialista, che risulta il più votato tra le giovani generazioni, che contribuisce ad una nuova Unione Popolare, rinverdendo una terminologia densa di Storia. E che ha in Manon Aubry, giovane copresidente della Left al Parlamento Europeo, un volto del futuro. Una Unione che propone la disobbedienza a ciò che dall’Europa lederebbe diritti, come nel caso delle pensioni. Di questo, di una riconnessione tra conflitti e riscrittura delle norme, abbiamo bisogno e non di Confederazioni geopolitiche atlantiste con governance a maggioranza di oligarchi e non di procedura democratica.

Radici che rifioriscono, perché non estirpate o recise.

Sognando un’altra Europa e un altro Mondo possibili.

11/05/2022 da https://transform-italia.it/gorbaciov-la-casa-comune-europea-che-hanno-preferito-incendiare

 

 

 

 

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"L'affare Amazon: chi controlla il Comune di Colleferro?"

 

L'affare Amazon alla luce del servizio di Report 2021

di Ina Camilli*
Amazon Colleferro Amazon.jobs minPrimavera 2019. All’inizio erano solo voci e sonore smentite, poi le “chiacchiere” hanno trovato conferma il 12 marzo 2019 nell’articolo di FrosinoneToday: “Colleferro, Amazon sbarca in città. Ecco il documento che chiarisce ogni dubbio”. Il colosso americano aprirà un nuovo magazzino all’interno del Centro logistico multimodale, in via Palianese, nei pressi del casello autostradale dell’A1, al confine con il parco naturale la Selva di Paliano e la strada del vino cesanese, due eccellenze della valle del Sacco (annientate).

Chi rappresenta il vasto comprensorio si fa portavoce di un messaggio mistificatorio della realtà, senza che si sia assunta la responsabilità di una discussione politica in Consiglio comunale e di un dibattuto pubblico con la cittadinanza, ben consapevole che la chimera di un contratto di lavoro avrebbe placato qualsiasi brama di chiarezza e di legalità.

A denunciare l’atto ostile e la mancanza di trasparenza di una Giunta di belle speranze dal primordiale sentimento ambientalista un ristretto numero di oppositori, lasciati soli.

Poi a giugno 2021 Report plana sul magazzino Amazon di Colleferro, ma neanche dopo il risalto mediatico dell’inchiesta cessa il mutismo generale della valle del Sacco, salvo il Sindaco Sanna che, dopo essersi fatto attendere, risponde a “puntate” su FB, confermando gli impulsivi turbamenti.

Arriviamo al dunque. I terreni della società SPL srl (Sistemi e Progetti Logistica) vengono acquistati “segretamente” da Vailog srl e, secondo le affidabili vecchie logiche, nessuno chiede e rende noto il prezzo di vendita, né sono conosciuti proprietario e soci di SPL srl, nascosti dietro società fiduciarie.

Il Sindaco Sanna non sa dire chi siano e asserisce di aver parlato con l’Amministratore delegato. E’ il giornalista, Bellano, a dire che dietro SPL srl teoricamente potrebbe esserci chiunque, facendogli balenare l’importanza del suo ruolo politico per una intera comunità. Il Comune ha fatto una partnership con ignoti, con “uno coperto col burqa”. Può un’Amministrazione pubblica essere partner di chi indossa un burqa, anche se promette posti di lavoro?

Edificazioni collegate al "Centro Logistico Multimodale - SPL srl". A circa un anno dal servizio di Report abbiamo cercato una risposta a queste domande, consultando la documentazione reperibile nelle banche dati disponibili nel sito del Comune di Colleferro e della Camera di Commercio.

Il Centro in via Palianese risale al 2002 e viene costituito attraverso due passaggi, uno deliberativo e l’altro amministrativo. Il Consiglio comunale di Colleferro, nell'ambito della programmazione del "Patto Territoriale delle Colline Romane, quale intervento di trasformazione urbanistica” approva la delibera e la Conferenza di Servizi, in sede regionale, esprime parere favorevole.

Nel 2018 l’Amministrazione comunale, in base alla convenzione urbanistica e all'Accordo di Programma, riprende il progetto urbanistico e con una semplice determinazione dirigenziale approva il permesso a costruire, presentato dalla SPL srl. I lavori inizieranno il 9 maggio 2019, con l’inaugurazione del cantiere alla presenza di tutte le massime Autorità pubbliche.

Le società fiduciarie. I terreni dove vengono pianificati e poi realizzati gli interventi urbanistici erano di proprietà della SPL srl, avente come oggetto sociale l’attività di consulenza per la gestione della logistica aziendale, e per lungo tempo è stata gestita da un amministratore unico.

Capitale sociale pari ad € 10.000,00 e socio unico, da sempre, la società fiduciaria Task Real Estate srl. Oggi SPL srl risulta essere in liquidazione.

La società fiduciaria per legge amministra beni per conto di terzi (nel nostro caso le quote della società SPL srl) con obbligo di riservatezza sull’identità del proprietario effettivo. Pertanto, non siamo in grado di conoscere chi siano stati i veri soci della SPL srl.

La scissione. Il 7 dicembre 2019 una parte del patrimonio di SPL srl viene trasferito ad una nuova società denominata “HSD Real Estate s.r.l.”. Alla nuova compagine, costituitasi a seguito della operazione straordinaria di scissione, viene attribuito un capitale sociale di € 50.000,00 le cui quote vengono assegnate interamente all’unico socio della SPL srl, la società fiduciaria Task Real Estate srl.

Pertanto, i proprietari effettivi della HSD Real Estate srl continuano ad essere gli stessi che hanno sottoscritto il contratto con la società fiduciaria Task Real Estate srl.

Vale a dire che a seguito della scissione si è creata la società HSD Real Estate srl, mentre la SPL srl rimaneva ancora in “vita”. Entrambe le società sono di proprietà (al 100%) della fiduciaria Task Real Estate srl.

Alla HSD Real Estate srl al momento della costituzione vengono trasferiti sia i terreni sia tutte le spese capitalizzate per il progetto di Patto Territoriale ovvero tutto ciò che serviva per completare le attività edificatorie.

Successivamente, il 28 dicembre 2019, la società fiduciaria Task Real Estate srl cedeva la partecipazione totalitaria della HSD Real Estate srl alla società Vailog srl. Il prezzo di cessione, come indicato nell’atto, è stato di € 11.197.132,27.

La cessione delle quote (il cui valore nominale e fiscale era di € 50.000,00) determinò in capo alla società fiduciaria Task Real Estate srl una ingente plusvalenza (11.339.728,12 – 50.000,00 = 11.289.728,12).

Nel progetto di scissione la SPL srl indicava quali ragioni economiche e formali la necessità di separare a livello giuridico l’esercizio delle due attività (...) a seguito della quale la società beneficiaria (ndr la HSD Real Estate) svilupperà il comparto del progetto di Patto Territoriale.

Nella sostanza l’intera operazione ha avuto quale esito il trasferimento dei terreni sotto il controllo (al 100%) della Vailog srl, che poi ha completato il “business” legato al perfezionamento delle opere edificatorie.

Che tutta la strategia e tutti i passaggi (scissione con creazione di HSD e poi cessione della quota alla Vailog srl) siano stati pensati sin dall’inizio, sembrerebbe provato da alcuni studi commissionati dalla Vailog srl prima della operazione. Si tratta della “Phase I Environmental Due Diligence-Greenfield Piombinara (Roma)”, commissionato dalla medesima Vailog srl alla società Tauw Italia e datato 11 giugno 2018 e dello “Studio Geologico di progetto preliminare”, ordinato dalla Vailog srl e datato 28 giugno 2018.

Passato, presente e mantenimento dell’esistente. Nel 2007 l’opposizione di allora, preoccupata dei rapporti tra l’Amministrazione comunale e SPL srl, aveva presentato un esposto sulla sua “misteriosa compagine sociale”. Non possiamo accettare che alcuni Consiglieri, che all’epoca avevano denunciato gli autori di quell’intervento urbanistico-edilizio, non ci dicano quali esiti penali abbia avuto la loro azione. Oggi però siedono nelle file della maggioranza e si elevano a difensori della stessa politica che avevano avversato.

La trasparenza che non c’è. I cittadini dell’area interessata avrebbero voluto e dovuto sapere “qualcosa” di questo nuovo progetto, che li riguarda e non dover investigare!

Il Sindaco Sanna, che al giornalista di Report diceva di non sapere, oggi, leggendo questo articolo, non potrà continuare a sostenere di non sapere. Ora spettano a lui le ulteriori indagini e le rivelazioni per far conoscere le verità su quanto accaduto.

Colleferro, 9.2.2022
*Ina Camilli, Rappresentante Comitato residenti Colleferro
 

 

 

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PRC Ceccano, Il predissesto del Comune

CECCANO, BILANCIO COMUNALE

Corte dei conti: le irregolarità finanziarie sono da addebitare anche all' annualità 2013

Prc-se Circolo “5 Aprile” Ceccano
bandiera prcNello scorso consiglio comunale la maggioranza che amministra Ceccano ha votato il piano di riequilibrio finanziario elaborato dopo la delibera della Corte dei Conti, con cui sono state accertate una serie di irregolarità per il periodo compreso tra il 2013 e il 2019.

Un piano che, sostiene l'amministrazione, ha come obiettivo quello di riparare la disastrosa situazione finanziaria del comune con una serie di interventi che, a parere della maggioranza, non avranno ripercussioni sulla cittadinanza, né in termini di carenza di servizi né in termini di aumenti delle tasse. In tutta franchezza, davanti ad una così rosea prospettiva, restiamo molto scettici.

Certo è che, nuovamente, ci stupisce l'atteggiamento del Sindaco Caligiore che, anche stavolta, ripropone il mantra di "quelli di prima", addebitando alle sole amministrazioni precedenti le cause del dissesto finanziario, continuando a sostenere di non aver fatto spese pazze e di aver ben amministrato le casse comunali.

Ora, se è indubbio ( e la Corte dei conti è stata chiara) che le irregolarità finanziarie siano da addebitare anche all' annualità 2013, è altrettanto indubbio che gran parte delle criticità riscontrate dalla corte siano attribuibili alla gestione politico-amministrativa degli anni 2014-2019, anni in cui ha amministrato Caligiore.
Solo il tempo saprà dirci quanto il piano di riequilibrio votato sarà risolutivo e privo di conseguenze per la cittadinanza ma, per il momento, i presupposti sono di poco conforto.

Al momento Ceccano non ha un piano programmatico di sviluppo a lungo termine, se non quello quindicennale per ripianare i debiti sopra citati; non ha niente da offrire a chi la abita, tanto che sono andate via ben 1500 persone circa nel periodo citato, e tutto ciò che concerne l'ordinaria amministrazione la si fa passare come un risultato megagalattico; ha la tassazione al massimo dell'aliquota, le tariffe per il trasporto scolastico e la mensa scolastica sono già state alzate, il personale del Comune e dei Vigili Urbani è ridotto al minimo e le pochissime assunzioni che ci saranno non aiuteranno certo a migliorare la situazione, le strade del territorio Comunale sono tornate quelle del tempo della Contea tanto cara a Caligiore.

Il fantomatico polo sportivo , tanto decantato in campagna elettorale , rimarrà una promessa non mantenuta e, malgrado tutto, l'amministrazione intende proporre un aumento dei prezzi in convenzione per sfruttare gli impianti sportivi comunali. Peccato che la manutenzione delle suddette strutture, in questi anni, si è rivelata davvero carente e viene il vomito solo a vedere come sono ridotti impianti come la pista di atletica, campo calcetto Protani, campo da baseball Bonanni ,il Popolla, il campo da bechvolley etc. Bene ha fatto l'opposizione a votare contro questo piano di riequilibrio, che e' frutto del fallimento politico della giunta Caligiore. Una giunta che spara a raffica sui precedenti amministratori accusandoli di non avere mai avuto laureati in economia come assessori al bilancio (anche se al predissesto, Ceccano, lo hanno portato loro che sono laureati!) ma che invece dovrebbe fare propria la grande lezione di Calamandrei, il quale affermava: “per fare buona politica non c'e' bisogno di grandi uomini, ma basta che ci siano persone oneste, che sappiano fare modestamente il loro mestiere. Sono necessarie la buona fede, la serietà e l'impegno morale. In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga con l'essere un buon affare”.

Ed un buon affare Caligiore, per Ceccano, di sicuro non lo e' stato.

Ceccano, 24 novembre 2021
Il Segretario del circolo, Luigi Mingarelli

 

 

 

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Sora Bene Comune

  • Pubblicato in da Sora

SINISTRA UNITA SORA

Comunicato

sinistraunitasora 350 260Rifondazione Comunista – Sinistra italiana – Possibile – Pci di Sora, hanno deciso di intraprendere un percorso comune volto a dare speranza e al tempo stesso concretezza alle aspettative delle Cittadine e Cittadini Sorani che dalle prossime elezioni amministrative comunali attendono un nuovo e credibile governo della città. Il progetto si chiamerà “Sora Bene Comune”, ricalcando l’esperienza che governa la Città di Latina, con cui abbiamo già avviato contatti, in primis con il sindaco Coletta ed anche con il consigliere comunale Nino Leotta. Si legge in una nota firmata da Giuseppe Di Pede (Rifondazione Comunista), Annamaria Bellisario (Sinistra Italiana), Riccardo Greco (Possibile) e Olimpio Mazzone (Pci).

Il progetto sarà di matrice civica, di chiaro stampo Progressista e di Sinistra, aperto al contributo di tutte e di tutti quelle/i che amano Sora e si riconoscono nei principi espressi nel manifesto di intenti che si produce di seguito. Chiaramente chi entra a far parte del progetto lo fa a livello individuale e non di partito o organizzazione le quali cederanno la sovranità politica e di azione a Sora Bene Comune. “Sora Bene Comune”, non sarà la solita macedonia o minestrone, a cui siamo purtroppo abituati in questa città, in cui le logiche di opportunismo hanno prevalso per decenni con “traslochi” di consiglieri da una corrente partitica all’altra e con intrallazzi meschini al solo scopo di rimanere al governo cittadino manipolando la realtà. Il manifesto degli intenti, serve proprio a chiarire bene di cosa si sta parlando; si tratta di un progetto politico ambizioso che dalle alleanze tra cittadini vede ben delineata la propria rotta.

Dagli esponenti della sinistra anche un MANIFESTO DI INTENTI
Tra i principi fondanti e indissolubili c’è in primo luogo la Costituzione italiana nata dalla Resistenza e dalla Lotta Antifascista. Da essa non dobbiamo mai discostarci; non dobbiamo mai fermarci nella sua difesa e diffusione in ogni luogo e con ogni mezzo.

SORA BENE COMUNE si batte per una città dove la legalità si realizza nelle forme e nei fatti concreti, iniziando dalle nuove generazioni che rappresentano il nostro futuro rafforzandone l’istruzione, la cultura e il dialogo. SORA BENE COMUNE si batte per una città accogliente, multiculturale e multirazziale, che non faccia mai distinzione di sesso fede e razza. Si batte per la pace nel mondo contro ogni guerra. Si batte per i diritti civili di Donne e Uomini, eliminando le differenze e le distanze tra tutti i generi e promuovendo una politica di protezione che vada contro la violenza e il femminicidio. Si batte per una città pulita ed Eco- sostenibile, attraverso una politica ambientalista vera e tangibile. Si batte per una politica di inclusione, in cui i ceti più deboli vengano ascoltati e tutelati con il massimo rispetto attraverso l’assistenza necessaria, e una tassazione progressiva ed equa. Si batte per una politica di inclusione verso le disabilità, al fine di abbattere tutte le barriere sia architettoniche che culturali. Si batte per una politica di primato dei beni comuni iniziando all’Acqua, che rappresenta il massimo bene per la vita e che deve tornare pubblica. Si batte contro i Conservatorismi e i Populismi promuovendo un rinnovamento vero, partecipato e progressista della politica cittadina, che metta al centro le persone – e non gli interessi di parte e di clan familiari – adoperandosi per la tutela e il rafforzamento del Pubblico nella linea politica e programmatica amministrativa. Questo manifesto rappresenta le basi su cui poggerà SORA BENE COMUNE e qualunque Donna o Uomo ne voglia far parte deve tenerne conto e deve sottoscriverlo attenendosi a questi principi. SORA BENE COMUNE costruirà il proprio programma amministrativo, partendo e sviluppando i contenuti di questo manifesto.

Giuseppe Di Pede (Rifondazione Comunista), Annamaria Bellisario (Sinistra Italiana), Riccardo Greco (Possibile) e Olimpio Mazzone (Pci).

 

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Da grazioso comune tutristico a centro della Regione Lazio

CRONACHE&COMMENTI 

La regia di ASSUNTOPOLI tra vincitori e idonei

di Ina Camilli
ConsRegionaleLazio laRepubblica 390 minAllumiere è una comunità di mezza montagna che raccoglie 3.800 anime. Dista da Roma solo 40 km e negli anni ‘60 veniva scelta per le colonie estive degli orfani dell’Enaoli.

Oggi, invece, questo paesino è considerato il trampolino di lancio per intraprendere la carriera amministrativa e luogo idoneo a servire gli interessi dei partiti nonché i propri.

Da molti giorni infatti la vicenda soprannominata "Assuntopoli" è al centro dell’attenzione mediatica, oltre che delle Procure di Roma e di Civitavecchia.
I giornali ne hanno fatto un caso di cronaca scandalistica dopo l'esposto presentato da alcuni candidati esclusi dal concorso pubblico per esami indetto nell’estate del 2020 – in piena tornata elettorale - dal Comune di Allumiere per l’assunzione di 5 istruttori amministrativi a tempo pieno e indeterminato.
Dai verbali risultano presentate 642 domande. L’Amministrazione, come previsto dal bando, si è avvalsa della facoltà “di sottoporre i candidati a prova preselettiva, qualora il numero delle domande di concorso valide risulti superiore a 50”.
Su 625 candidati che superano il test preselettivo, alla prima prova scritta ne vengono ammessi 110 (di cui 3 appartenenti alla categoria invalidi). Alle due prove scritte successive gli ammessi con un punteggio di almeno 21/30 sono 20, più altri 84 pari merito rispetto al ventesimo posto.

Non sono vincitori di concorso, ma possono essere assunti in altri Enti con la qualifica di idonei in graduatorie aperte, dette di scorrimento, presso altri Comuni del Lazio (Tivoli, Guidonia, Monterondo, Arcinazzo Romano). Anche la Regione ha fatto ricorso alle graduatorie di scorrimento sulla base di uno schema di accordo con il Comune di Allumiere.

I criteri per utilizzare le graduatorie non sono fissati per legge bensì stabiliti in un atto di indirizzo politico, per sua natura discrezionale. Questo potrebbe spiegare il fatto che i pari merito vengano assunti nello stesso arco di tempo.
Si saprà inoltre dalla cronaca di questi giorni che quei posti sono stati assegnati a soggetti appartenenti all’area politica e istituzionale, collegata ad alcuni partiti (Pd, M5S, Lega).

Il potere discrezionale, la posizione di alcuni componenti la commissione di esame e la procedura concorsuale della preselezione non sembrerebbero del tutto regolari ed hanno visto l’intervento della Magistratura.
Dopo una iniziale incertezza gli uffici di via della Pisana hanno affermato che “le procedure di assunzione sono tutte legittime” (un cliché che ricorda il recente caso Tosini-Lozza). Poi sono giunte le dimissioni (volontarie o imposte) del Presidente del Consiglio regionale, Buschini, oltre alla sospensione delle 16 assunzioni oggetto di indagine. Non si dimettono, invece, gli altri componenti dell’Ufficio di Presidenza che avevano approvato all’unanimità la determina regionale.
Al presidente dimissionario Buschini, avente specifica responsabilità politica nell'affaire, si riconosce persino una sorta di diritto di tribuna, consentendogli di presentare come primo firmatario una proposta di legge sull'istituzione della Commissione Trasparenza “per fare luce sulla vicenda.”
Proprio le sue dimissioni e la lettera a corredo dimostrano che, pur essendo “una decisione necessaria”, non si vuole affrontare una riflessione seria sulle distorsioni del sistema sotteso alla vicenda concorsuale, potenzialmente non circoscritta al piccolo Comune di Allumiere.

Tenuto conto di quanto trapelato sino a oggi si potrebbe sospettare una rete di nepotismo clientelare. Dietro la vicenda nata intorno al cosiddetto posto fisso, poltrone, incarichi e consulenze vi sarebbe una regia, un meccanismo pianificato e organizzato dai partiti per l’occupazione di pezzi dell’amministrazione pubblica, la conquista di posti di potere al fine di garantirsi referenti fedeli per il futuro, coinvolgendo apparati burocratici regionali e locali.

Come non domandarsi quale sia la provenienza dei candidati? Alcuni nomi sono noti, altri meno, molti avrebbero strette appartenenze partitiche, potendo vantare una posizione di vantaggio e un legame di parentela con esponenti politici.
E’ accaduto che tra le domande per il concorso di Allumiere risultino presentate anche quelle della moglie del Sindaco di Colleferro e di una Assessora della stessa Giunta comunale (ammesse alla prima preselezione e alla prima prova scritta, ma assenti alle successive).

Avere sottoscritto un contratto annuale part time con la Regione da consigliere comunale, o essere nominato componente dell’ufficio di staff del Sindaco da assessore o presentare domanda per partecipare al concorso di Allumiere di per sè non è illecito, ma appare oltre che inopportuno, eticamente discutibile.

La responsabilità di tutti gli attori di questa sceneggiatura starebbe nell’approvazione di fatto di un sistema che legittima la logica spartitoria, un metodo che riconosce e garantisce una posizione di indebito vantaggio ad alcuni rispetto ad altri candidati che concorrono sulla base di esami e non di rendite di posizione.
Il caso diventa di dominio pubblico in una situazione sociale molto tesa, dove gli addetti di Amazon lottano con ogni mezzo per vedere rinnovato di un mese il contratto di lavoro e gli ex dipendenti non conoscono il motivo per il quale il loro stesso contratto viene fatto sottoscrivere ai nuovi assunti.
Una situazione altrettanto seria e gravida di interrogativi e preoccupazioni è quella che si trascina per il personale di Lazio Ambiente spa e che doveva chiudersi proprio in questi giorni. Evidentemente per il Comune di Colleferro e la Regione Lazio i lavoratori non sono tutti uguali.

Allumiere svela forse l’esistenza di un sistema pervasivo non derubricabile a episodio eccezionale, con il malcelato intento della politica coinvolta di circoscrivere quella matassa di interessi che permea i rapporti tra Regione, Comuni e pezzi di partito scollati dalla loro missione istituzionale.
Tutti i quotidiani nazionali e molti giornalisti indipendenti si sono occupati dello scandalo assunzioni, un po' più timidi quelli locali.

*Ina Camilli, Redazione unoetre.it

  Fonti varie: Etrurianews.it; ilmessaggero.it, alessioporcu.it e altre presenti in internet

 

 

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Ceccano, i Verdi interrogano il Comune sugli impianti comunali

CECCANO. Partiti

Impianti sportivi comunali

AL SINDACO DEL COMUNE DI CECCANO
ALL’ASSESSORE ALLO SPORT
AL DIRIGENTE IMPIANTI SPORTIVI

Ceccano palazzo antonelliLa “Federazione dei Verdi Europei” circolo di Ceccano, evidenzia l’incuria e il degrado di alcuni impianti sportivi della nostra città. In campagna elettorale avevamo posto l’attenzione su alcune criticità: la pista di atletica, i campi di calcetto “ F. Protani”, nel cuore del quartiere G. Di Vittorio e quello situato nella contrada “S. Luigi” - Colle Antico, con annesso spogliatoio.

Se riattivati, impianti di contrada e di quartiere possono offrire, come in passato, spazio a tanti cittadini, in modo che si possa praticare sport all’aperto, soprattutto in questo particolare momento a causa della chiusura degli impianti coperti.
Chiediamo, inoltre, anche la riattivazione del campo di beach-volley, ubicato presso piazzale Peppino Impastato nel cuore della città e facilmente raggiungibile dai ragazzi. L’impianto necessita di una manutenzione poco costosa per quanto riguarda il terreno di gioco e potenziamento dell’illuminazione.

Sarebbe auspicabile, per poterlo sfruttare completamente, la realizzazione di un piccolo spogliatoio prefabbricato atteso il numero dei giocatori che si alterneranno. SI PUO’ FARE. Mettiamo in condizione i nostri ragazzi di praticare sport senza attendere progetti faraonici come spesso vengono annunciati e che purtroppo non vedono la luce.

In attesa di un rapido riscontro,
si porgono distinti saluti.

Ceccano,6 aprile 2021
Direttivo Federazione dei Verdi Ceccano
________________________________________________________________________
Federazione dei Verdi Europei di Ceccano
Tel. 3247770370
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Dalla Rete Trisulti Bene Comune

CERTOSA DI TRISULTI

Soddisfatti per la sentenza del Consiglio di Stato che revoca la concessione a Bannon

comunitàsolidali 350 minNon possiamo che essere soddisfatti, enormemente soddisfatti per l’esito della sentenza con cui il Consiglio di Stato, in ben 39 pagine, ha confermato la revoca della concessione della Certosa di Trisulti (situata nel Comune di Collepardo inn provincia di Frosinone) alla DHI, associazione di stampo sovranista vicina a Steve Bannon.

Ma ancor di più per un passaggio fondamentale, che farà storia per il ruolo che le Associazioni potranno avere in tema di beni culturali e beni comuni. Infatti, laddove il TAR aveva escluso le 12 associazioni che hanno affiancato il MIBACT nel ricorso, poiché non potevano essere riconosciute come portatori di interesse legittimo, il Consiglio di Stato con forza sancisce la loro legittimità a ricorrere sulla forza del principio dell’interesse di fatto.

Ed è proprio in virtù di questa legittimazione che oggi le 12 Associazioni consolidano formalmente la loro costituzione in RETE per accompagnare questa fase delicata al fianco del Ministero e della Regione, insieme a tutti gli attori che in questo periodo hanno manifestato il loro interesse e il loro supporto, tra questi anche quello espresso da S.E. Mons. Loppa Vescovo nelle sue ultime dichiarazioni.

Vogliamo costruire un *Patto Territoriale di Responsabilità Sociale *e ci candidiamo a presidiarne il corso. Non possiamo non tenere conto della fase che il nostro Paese sta vivendo e del quadro Europeo che richiama a due principi cardine per le comunità territoriali: l’inclusione e la coesione sociale.

Costruire questo Patto significa mettere in campo una programmazione concertata e partecipata che va oltre il far uscire un progetto da un cassetto, ma significa per le Comunità creare consapevolezza e avere un protagonismo programmatico.

Senza questa consapevolezza ci sarà sempre un Bannon in agguato.

Scegliere questa modalità di approccio per la creazione di un Modello Trisulti, non significa aspettare tempi biblici, significa imparare a tenere insieme tutti i pezzi per creare coesione appunto. Come peraltro già fanno, ed egregiamente, altri territori che si trovano a vivere esperienze simili.

Significa avere subito chiaro una modalità di procedere, che parte necessariamente dalla messa in sicurezza del bene, che nell’attesa degli "americani" da tre anni perde pezzi, con intervento prioritario del Ministero, ma in cui debbono inserirsi i tanti pezzetti di generazione “culturale” e di “sapere” che animano già le nostre comunità, con un ricorso consapevole e coerente alle risorse finanziarie della programmazione europea.

La Certosa di Trisulti, senza dimenticare la propria dimensione spirituale, sostenibile ed ambientale, deve diventare questo: la culla di un nuovo Umanesimo che questi tempi bui a gran voce stanno reclamando!

Rete delle Comunità Solidali 17/03/2021
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Ceccano. Che fa il Comune per i disservizi di Acea?

Comuni del Frusinate. Ceccano

Acqua. Ancora Acea Ato-5 sotto accusa per i disservizi

di Valentino Bettinelli
acquaprivatizzata 350 260A Ceccano il nuovo anno si è aperto con i consueti disservizi dovuti alla cattiva gestione del servizio idrico integrato da parte di Acea Ato-5. 

Giornate scandite da continue segnalazioni di perdite, mancanza di acqua nelle abitazioni e fuoriuscita di acqua non propriamente limpida dalle tubature domestiche. Un risentimento collettivo che non è passato inosservato agli occhi della minoranza consiliare di Palazzo Antonelli, che ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco Roberto Caligiore, colui il quale si era auto celebrato paladino della battaglia contro Acea. 

L’interrogazione, frutto della collaborazione tra le forze di opposizione, porta la firma dei due consiglieri comunali del gruppo Il Coraggio di Cambiare, Andrea Querqui ed Emanuela Piroli, con la sottoscrizione anche di Mariangela De Santis, per il gruppo Nuova Vita, Emiliano Di Pofi, per il PSI, e Marco Corsi, per il gruppo Marco Corsi Sindaco. Cinque firme importanti, che mettono il sindaco e la sua maggioranza alle corde su una tematica centrale come quella legata alla gestione dell’acqua. 

Nel testo dell’istanza presentata al Sindaco Roberto Caligiore e al Presidente del Consiglio Fabio Giovannone, i sottoscrittori fanno riferimento alla scarsa efficienza del servizio idrico e chiedono l’istituzione di un piano comunale di sicurezza in caso gestione di un’emergenza idrica. 

Nella prima parte del documento si dà spazio ad alcune considerazioni preliminari, fondamentali nello sviluppo dell’interrogazione. In particolare si premette che: “il gestore del servizio idrico risulta essere Acea Ato 5; le segnalazioni pervenute palesano una mancanza rispetto ai termini ed alle condizioni previste dalla Carta dei Servizi; le tariffe pagate dai cittadini di questa provincia sono tra le più alte d’Italia; la carenza d’acqua risulta frequente in tutti i periodi dell’anno, soprattutto in alcune zone della Città e nel corso dei mesi estivi; a tutt'oggi risultano necessari interventi per l'ottimizzazione della rete idrica e per la realizzazione di rete fognaria in parte del territorio comunale”. 

Nel prosieguo del documento, i cinque firmatari pongono quesiti ben chiari e netti all’amministrazione comunale. “Tutto ciò premesso e considerato, si interroga il sindaco e gli assessori competenti, al fine di conoscere le azioni eventualmente intraprese e/o programmate per garantire il rispetto delle condizioni previste dalla Carta dei Servizi e degli obblighi contrattuali oltre che per assicurare una maggior efficienza del servizio idrico. Nonché chiarimenti in ordine alle azioni eventualmente intraprese e/o programmate al fine di stimolare l'esecuzione degli investimenti necessari sul territorio ai fini dell'adeguamento del sistema idrico e fognario”. Continuano chiedendo lumi in merito ad “eventuali azioni volte a predisporre un piano di intervento teso a garantire, in caso di carenza/emergenza idrica, l'approvvigionamento necessario a coprire il fabbisogno di acqua per uso abitativo”. 

In conclusione di interrogazione, i consiglieri chiedono che la stessa venga iscritta all’ordine del giorno della prossima riunione del consiglio comunale. Adunanza che si terrà a breve, vista la convocazione della conferenza dei capigruppo prevista per il prossimo venerdì 22 gennaio. 

Un’opposizione che si dimostra compatta su una tematica centrale e sentita, per cui la cittadinanza merita risposte ed una netta presa di posizione da parte del sindaco Caligiore e della sua maggioranza. Una discussione che sicuramente accenderà i toni del dibattito consiliare e che non accetta rinvii, data l’evidente urgenza della vicenda. 

I cittadini ceccanesi sono esausti dai continui disservizi dovuti alla gestione Acea, e questo documento rappresenta un messaggio chiaro da parte delle forze che sono uscite sconfitte dall’ultima tornata amministrativa del 20 e 21 settembre 2020. 

Si parla di acqua e di diritto di accesso ad un bene primario inalienabile. Un diritto dei cittadini messo sempre più in discussione da un privato che cerca di farla da padrone. A Ceccano, però, c’è chi sta prendendo una posizione incontrovertibile sulla questione, schierandosi al fianco dei cittadini e dei comitati. 

 

 

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PSI: il Comune faccia manutenzione delle strade

Capoluogo. Partiti: PSI

PSI Mateo Zemblaku: l’amministrazione si adoperi per la risoluzione dei problemi dei cittadini

psi 350 minLa Giunta Comunale comunica l’approvazione del progetto per la realizzazione e la consegna della “Torre della Pace”, la quale, secondo le dichiarazioni del sindaco Nicola Ottaviani, “potrà rappresentare il simbolo di identità storica e culturale della cittadinanza, per rafforzare il sentimento di coesione dell'intera comunità seguendo un percorso storico-religioso ma, anche, di forte valenza laica e culturale”.
Ancorché un simile simbolo possa rappresentare un segno di buonSTRADE FROSINONE di cui si parla nell articolo min auspicio, nella situazione attuale, si richiede all'amministrazione comunale uno sforzo affinché tutte le energie vengano impiegate per far fronte ai bisogni e alle problematiche della cittadinanza.
Tra queste, sicuramente e sotto gli occhi di tutti, tranne dell'amministrazione, rientra la disastrata condizione in cui versa il manto stradale cittadino.

Pertanto l'amministrazione si adoperi tempestivamente alla manutenzione delle strade che creano disagi e pericolo alla cittadinanza di cui però la giunta non pare rendersi conto, e in tal senso, forse, dall'alto della torre di 15 metri, anche la giunta e il sindaco potranno constatare lo stato indecoroso in cui versa il capoluogo che amministrano.
Frosinone, 11.01.2021

PSI Frosinone

 

 

 

 

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