fbpx

Costi di vita quotidiana: E’ urgente intervenire

ECONOMIA E CRISI

Solo il governo non avverte che la situazione sociale sta diventando esplosiva

di Angelino Loffredi
bollette 390 minDati ufficiosi ci hanno fatto sapere che almeno 15.000 utenti non sono stati in grado di pagare le ultime bollette riguardanti le forniture di gas e luce.

A vecchie e precarie situazioni precedenti il Covid 19 ora si aggiungono le nuove dovute alle Sanzioni verso la Russia che stanno dimostrando di essere un boomerag anche verso chi le esercita. Stanno sotto gli occhi di tutti infatti l’aumento del prezzo del frumento, dei fertilizzanti, delle materie prime e più in generale la crescita dell’inflazione. Anche lo stesso PIL, tanto esaltato dal governo, in questi mesi dimostra di ridursi.
Un ulteriore aggravamento avverrà quanto si dovrà pagare l’acquisto di armi, e non mi riferisco ai trentotto miliardi previsti per gli anni futuri ma ai venticinque impegnati (e segretati) per il 2021.

Solo il governo non avverte che la situazione sociale sta diventando esplosiva. Non bastano interventi tampone o qualche pannicello caldo perché servono misure straordinarie per rispondere a una situazione straordinaria. L’80 per cento degli italiani comincia ad avere difficoltà molto serie nel pagamento dei mutui e delle bollette. Tante infatti sono le famiglie che vivono con un reddito lordo sotto i 30.000 euro l’anno. È arrivato il momento di fermare la spesa per la corsa al riarmo, anche perchè non esistono Stati che ci minacciano, e nello stesso tempo ridurre l’evasione fiscale e creare un contributo di solidarietà. La situazione è straordinaria. L’elastico dell’ingiustizia sociale si è allungato troppo e sta per spezzarsi e prima che sia troppo tardi servono misure straordinarie. Ieri il segretario della CGIL Landini ha detto che non si tratta tanto di parlare di patrimoniale o di misure fiscali analoghe, il Governo ha il dovere piuttosto di decidere “contributi di solidarietà straordinari" da parte di chi ha di più, proprio perché "non siamo in una situazione normale. Far finta che questa situazione non esista vuol dire continuare a prendere a schiaffi la maggioranza del Paese”.

Il segretario generale ha parlato anche della necessità di decidere subito forti investimenti nelle energie rinnovabili. “Ci troviamo in questa situazione con una completa dipendenza dal gas russo perché non sono state fatte le scelte giuste negli ultimi anni. E non è vera l’obiezione che per passare alle rinnovabili ci vorrebbero troppi anni. Ci sono studi di fattibilità delle imprese del settore che parlano di un range temporale di tre anni per la transizione. È questione di volontà politica”.
Considerazioni condivisibili ma non bisogna perdere tempo. E’ urgente infatti intervenire.

Ceccano 7 Aprile 2022

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Clicky

 

 

Leggi tutto...

A Frosinone serve una sintesi politica ma non a tutti i costi.

CAPOLUOGO VERSO VOTO 2022

L'interesse è per cittadinanza e parti sociali, soprattutto le associazioni impegnate e costruttive

di Gianmarco Capogna*
frosinone corso della repubblica 350 260Non abbiamo mai fatto mistero di aver intrapreso un percorso esplorativo all’interno del campo del centro-sinistra aperto alla partecipazione del Movimento 5 Stelle per le prossime amministrative di Frosinone. È un fatto che confermo, a nome del Comitato Possibile di Frosinone.

Per quanto ci riguarda la costruzione di una coalizione di questo tipo deve avere una prospettiva capace di rappresentare un cambiamento radicale per la città anche in termini di rinnovamento politico e generazionale. Si parte dal metodo, dai contenuti, dal programma e, in contemporanea, dai criteri per l’individuazione della migliore figura capace di rappresentare questo progetto.

In questo senso sì, confermo quanto è stato riportato dalla stampa e cioè che Possibile chiede una sintesi politica. Ma non una sintesi a tutti i costi e con tutti indifferentemente.

La nostra è una posizione chiara e trasparente espressa in maniera coerente a tutti i partecipanti agli incontri di questi mesi. Riteniamo che non debbano esserci processi sovradeterminati in altre sedi e che chiunque sia interessato a prendere parte a questo percorso venga a rapportarsi col tavolo stesso spiegando quale sia la sua idea di città e quale sia il contributo che vuole portare.

Inoltre, una condizione politica sine qua non: chi vuole partecipare a questa coalizione deve necessariamente non essere coinvolto nella maggioranza attuale. Questo proprio perché le intenzioni alla base del lavoro portato avanti in questi mesi sono quelle di costruire una piattaforma programmatica ed elettorale capace di assicurare alternativa e discontinuità.

Preferiamo una sintesi politica anche in ottica di scelta della figura candidata a Sindaco/a perché rappresenterebbe un avanzamento in termini qualitativi dell’unità e della coesione della coalizione stessa. Se questo non avvenisse abbiamo anche detto che si può pensare alle primarie, dove non avremmo problemi, con Frosinone In Comune e raccogliendo anche altri consensi, ad avanzare una nostra candidatura. Ma le primarie non possono diventare uno strumento per autocandidature mai presentate in sede di discussione politica e programmatica. Questo non per limitarne la portata democratica o l’apertura ma perché chiunque sarà candidato/a Sindaco/a dovrà essere un nome rappresentativo di tutti non solo di alcuni.

Con questo spirito io ed Anna Rosa Frate, che è sempre stata con me a questi incontri, stiamo portando il nostro contributo nel pieno rispetto delle altre forze politiche anche di fronte a scelte di cui non comprendiamo le ragioni come decidere di non partecipare, senza spiegazioni, ad una riunione che era stata fissata collegialmente.

Ultimo, ma non ultimo, l’allargamento che per noi è determinante è verso la cittadinanza e le parti sociali, in primis verso le associazioni che in questi anni hanno saputo tenere alta l’attenzione su tanti temi. Allo stesso modo, però, rifuggiamo da chi, anche da quel mondo, preferisce sempre attaccare la politica facendone un miscuglio indefinito. C’è chi come noi di Possibile che non si è mai sottratto al dialogo e al confronto con la piena disponibilità a sostenere il lavoro delle associazioni e delle reti e ritengo che questo sia meritevole di rispetto e anche di un tentativo di avvicinamento che può solo che rafforzare l’eventuale coalizione.

*Gianmarco Capogna
Portavoce nazionale Possibile LGBTI+
Componente del Comitato Possibile di Frosinone
Leggi tutto...

Ripresa produttiva e altissimi costi energetici

IL PRESIDENTE E IL PAPA

Il coraggio di guardare la realtà senza filtri di comodo

di Donato Galeone*
congedodalpapa 390 minIl Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per fine anno 2021 e del settennato al Quirinale, ha voluto sottolineare solennemente che la “nostra Costituzione è il fondamento, saldo e rigoroso della unità nazionale. Lo sono i suoi principi e i suoi valori che vanno vissuti dagli attori politici e sociali e da tutti i cittadini. L'unità istituzionale e l'unità morale sono due espressioni che ci tiene insieme”. Nell'attuazione di quei principi costituzionali - in cooperazione istituzionale e nella unità liberamente condivisa - “le transazioni ecologiche e digitali, che sono necessità ineludibili, possono diventare anche occasioni per migliorare il nostro modello sociale”.

In questa realtà che viviamo giorno dopo giorno – ha detto Mattarella – ci “troviamo dentro processi di cambiamenti che si fanno sempre più accelerati e occorre il coraggio di guardare la realtà senza filtri di comodo, rilevato che alla antiche disuguaglianze la stagione della pandemia ne ha aggiunte di nuove”.

Penso e ritengo che queste riaffermazioni del nostro Capo dello Stato meritano rispetto e attente riflessioni, quali italiani europei, da coniugare e aggiungere con e alle riflessioni del 23 dicembre di Papa Francesco, pur inserite in scenari diversi, tanto di luogo verso la Curia in Vaticano quanto nei contenuti universali alla viglia delle festività natalizie e nella esaltazione della “Umiltà del Natale” avvenuta e circoscritta in una “stalla povera” mancante di tutto.

Il prete gesuita Vescovo di Roma, Papa Francesco, ha detto che “la povertà di una stalla” - luogo dove manca di tutto - si può identificare con la povertà dei tanti “poveri mancanti di qualcosa” e non solo in termini materiali di chi ha fame di pane ma delle tante povertà entro cui siamo tutti “coinvolti nella pandemia persistente e chi in un modo o nell'altro - siamo tutti - poveri mancanti di un lavoro, di una presenza, di una voce e, anche, di una discussione aperta al confronto".
E sulla “Umiltà del Natale”- nel contesto del moderno secolo - Papa Francesco ha richiamato anche una modernità tendente a privare di “radici e germogli” sottolineando - essendo la superbia il contrario della umiltà - che solo la persona umile è guidata e vive dal “ricordare per generare i frutti delle radici e dei germogli”.

In questa visione universale umana e sociale - con rispetto e commozione per la recente strage siciliana di Ravanusa - è apparso esemplare e incisivo il richiamo fatto dal Presidente Mattarella alla lettera scritta del professore Pietro Carmina, deceduto sotto il crollo della sua casa, ai suoi ex studenti, raccomandando loro, di “usare le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha...........non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi”.
Sono esemplari “sollecitazioni nella continuità” verso un impegno sociale di vita lungimirante avviata, divulgata e praticata – nel secolo scorso – anche da don Lorenzo Milani tra i suoi “insegnamenti” ai ragazzi sia nella scuola popolare di Calenzano che di Barbiana.

A me piace segnalare e partecipare queste sollecitazioni – col pensiero e auspicando azioni – per superare le disuguaglianze sociali - non solo limitate alla qualità di lavoro e quantità di “pane quotidiano” - ma verso elevati livelli culturali e di azione sociale con il “dare la parola ai poveri e agli esclusi, elevandoli a dignità di persone, per essere artefici della costruzione della società democratica nell'esercizio dei diritti e doveri costituzionali della repubblica italiana”.
Sappiamo che Don Milani considerava disumano chiamare “forza lavoro” la persona del lavoratore - nella valutazione del “lavoro come una merce” - da acquistare, da assumere e licenziare da un giorno all'altro o per telefono, disdegnando la dignità della persona e il suo lavoro.
Con questi sintetici riferimenti solenni di Natale e di fine Anno - il 31 dicembre 2021 dal Quirinale - il Presidente Mattarella, ha voluto rivolgere a Papa Francesco anche un “augurio affettuoso e un ringraziamento sincero per la forza del suo magistero, e per l'amore che esprime all'Italia e all'Europa, sottolineando come questo Continente possa svolgere un'importante funzione di pace, di equilibrio, di difesa dei diritti umani nel mondi che cambia”.

E il 1° gennaio 2022, da Piazza San Pietro, Papa Francesco, ha risposto con queste parole: “ricambio di cuore e con gratitudine il saluto del Signor Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e assicuro la mia preghiera per lui e per il popolo italiano”.

Penso che questi richiami solenni sia del Presidente Sergio Mattarella che di Papa Francesco dovrebbero mirare e dare - coinvolgendoci anche negli insegnamenti di don Milani - quelle sensibilità umane, sociali e politiche del pensare e riflettere con l'agire nel 2022 – innanzitutto – per fronteggiare contestualmente la “crescita della economia e la questione sociale del lavoro contrastando le povertà” in presenza di un mondo economico sempre più globalizzato e meno sociale nella imprenditorialità - prevalentemente finanziaria multinazionale - tendente ad aumentare ed estendere le sproporzioni di potere nella domanda e nell'offerta di un lavoro che cambia e che va rilevato nella quantità occupazionale – da definire e qualificare adeguatamente – superando con la formazione continua la “disoccupazione tecnologica e la delocalizzazione incontrollata, unicamente profittevole, con perdite certe di posti di lavoro”.

Ecco, quindi, la ragionevole esigenza gestionale di una responsabilità condivisa - sulla “crescita e sviluppo con il PNRR e la programmazione regionale e provinciale” - nell'osservare compiutamente il territorio per renderlo strutturalmente sufficiente tanto nei servizi essenziali alla vita certa delle imprese quanto al benessere delle persone: dalla tutela della salute alla salvaguardia ambientale e dalla scuola con la formazione continua al lavoro contrattato e partecipato.

I segnali dei dati dell'ISTAT più recenti – terzo trimestre 2021 – stimano che il PIL (prodotto interno lordo) è aumentato del 2,6% rispetto al trimestre precedente e che la previsione sarà pari al 6,1% nel 2021 mentre va anche rilevato che la inflazione a ottobre sale a più 2,9% dovuta in larga parte ai prezzi energetici di luce e gas.

I costi energetici di luce e gas – antica insufficienza strutturale nazionale nelle sue articolazioni territoriali - oltre a incidere sui bilanci delle famiglie costringono le imprese, per i costi eccessivi dell'energia - alla fermata degli impianti nei comparti manifatturieri della ceramica come annunciato nel basso Lazio (vengono spenti i forni delle aziende Gruppo Saxa Gres: insieme alla capofila di Anagni sospende l'attività la Grestone di Roccasecca) pur avendo ordini per il 2022 raddoppiati rispetto al fatturato 2021.

E in questi primi giorni del 2022 si leggono previsioni tanto allarmanti quanto insostenibili che richiedono interventi di Governo con massima urgenza: tra gennaio e giugno 2022 le aziende dei distretti produttivi - dove lavorano mezzo milione di addetti - nei settori del vetro, del cartario, le materie plastiche, delle lavorazioni metallifere e la termomeccanica non potranno più reggere gli aumenti energetici di misura due volte e mezzo (uno stabilimento che in un mese spendeva 100 mila euro di gas ne dovrebbe pagare 350 mila). Ricordo storico della crisi petrolifera del 1973!!

(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
Roma, 7 gennaio 2022

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Clicky

 

 

 

 

 

Leggi tutto...

Contro aumento dei costi di amuchina e mascherine

NO Truffe

codici diritti cittadino 350 minAumento dei prezzi di amuchina e mascherine: Codici Frosinone pronta a dare battaglia

Codici Frosinone è pronta a raccogliere le segnalazioni riguardo l'aumento indiscriminato dei costi di amuchina e mascherine. Una speculazione che il segretario provinciale avv. Giammarco Florenzani giudica inaccettabile: "E' vergognoso che in questi giorni, in piena emergenza, qualcuno pensi bene di aumentare in maniera indiscriminata i costi di amuchina e mascherine. Oltre che vergognoso potrebbe essere illecito".

L'associazione che difende consumatori e cittadini è pronta a dare battaglia: "Segnalateci i casi più eclatanti e provvederemo immediatamente a denunciarli a Guardia di Finanza e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato". Il segretario Florenzani mette in guardia anche gli anziani sulle truffe porta a porta: "Diciamo a tutte le persone in là con gli anni di non accettare né firmare nulla che viene proposto da persone che vengono a bussare a casa spacciandosi per rappresentanti di aziende".

 

 

 

Associazioni difesa diritti dei consumatori

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Leggi tutto...

Rifiuti: inquinamento, costi e affari

Discarica di Cerretodi Gaetano Ambrosiano* - Partiamo da uno stralcio di dichiarazione del Presidente Lucio Migliorelli pubblicata nel suo profilo Facebook per capire lo stato delle cose riguardo il mondo dei rifiuti ed il rapporto “politico” della SAF non con il territorio come servizio pubblico ma a scopo ed utilizzo prettamente di Partito.

- “Concludo ricordando che ottemperare all’ordinanza del Governatore del Lazio non è stato solo atto dovuto, ma anche testimonianza di solidarietà, in un momento drammatico, per una città che tra i suoi residenti, o comunque tra le sue presenze quotidiane, annovera una vastissima schiera di ciociari che si recano a Roma per lavoro e per studio, per ricevere cure mediche o anche semplicemente per turismo.” -

Cosa leggiamo in queste poche parole, leggiamo un fatto molto grave che racchiude la totale mancanza di visione e progettualità di un territorio nella sudditanza mai sopita nei confronti della provincia romana e di Roma stessa, dove la politica esprime puri interessi interpersonali lontano da quello che invece dovrebbe essere racchiuso in quello che a sinistra chiamiamo il bene pubblico di una condotta amministrativa. Ma un altro dato che viene in risalto da tutta la questione è il silenzio che cade in modo oscuro a sinistra e nelle associazioni che si sono sempre dichiarate a favore nella lotta all’inquinamento ed alle problematiche del rifiuto ora assistiamo assurdamente ad una presa di posizione del centrodestra nei confronti del problema. Un problema che dovrebbe essere svestito da qualsiasi funzione ideologica se non quello per il bene del pianeta e delle singole persone.

“Per ricevere Cure mediche” è la frase che più ci imbarazza, la Regione non solo ci fornisce di rifiuti ma non ha mai ottemperato ad una corretta procedura sulla bonifica della Valle del Sacco non ci ha mai fornito le condizioni per realizzare un “Registro Accreditato dei Tumori” della nostra provincia e ci ha lentamente svuotato di qualsiasi infrastruttura e servizio sanitario non sembra poco per una delle aree più inquinate d’Italia e con un incidenza tumorale di cui nel dettaglio pare ci vogliano tenere all’oscuro.
Vi consiglio di osservare il Silenzio dell’Ordine dei Medici riguardo la questione. La Sanità con tutte le sue nomine e varie dipende dalla Regione Lazio e dalla Presidenza della Regione Lazio. E su questo faccio notare anche l’assordante silenzio del Movimento 5 stelle. A distanza di anni di fuoco sul problema e delle parole dette vi giuro che cadono veramente le braccia.

Negli ultimi tempi infatti sono apparse sulla stampa diverse affermazioni secondo le quali i rifiuti della nostra provincia, verrebbero poi comunque avviati all’incenerimento in altre regioni italiane. Su questi fatti va fatta assoluta chiarezza. Ne è testimone il Sindaco Simone Cretaro, come dichiarato in questi giorni, dove giustamente prende le distanze dalla responsabilità soggettiva nell’aumento della Tari nel comune di Veroli, un Sindaco a cui come altri non possiamo imputare responsabilità diretta, ma a cui chiediamo una riflessione di coscienza civile ed una posizione più netta nell’affrontare il problema, un aumento sottolineiamo dovuto all’esportazione del rifiuto organico in azienda situata nel comune di Padova, come sappiamo oltre al costo dello smaltimento ciò che incide in maggior misura è il trasporto che fa lievitare il tutto in modo sostanziale.

Altro dato è il quello sulle discariche e vorrei ricordare al Dott. Migliorelli o chi per Lui il caso della discarica delle Lame di cui ancora non siamo a conoscenza di come e quando verrà bonificata, ma voglio soprattutto ricordare che la discarica fu gestita sempre ad utilizzo della RECLAS che con il cambio societario divenne SAF (società Ambiente Frosinone), un dato curioso nel passaggio di costituzione sociale fu mantenuta l’esigibilità del credito nei confronti dei comuni ciociari ora per diritto di responsabilità e per cooerenza di pensiero chiediamo che la SAF si faccia carico per esigibilità di diritto nella bonifica del sito delle Lame (650.000 tonnellate di rifiuti anonimi), una gestione ricordiamo che fu sempre nelle mani del centrosinistra ed in particolare del Partito Democratico e questi sono fatti e non illazioni di alternativa ideologica. Se questo è concetto di buon governo e di programmazione allora abbiamo un problema serio. Ricordo inoltre che la SAF è stata sotto infrazione dalla comunità Europea per non avere a norma l’impianto per il trattamento dell’organico, multa che gravava nelle tasche dei cittadini, come costo.

Quindi come possiamo prendere con serietà nelle parole del Presidente il lavoro che si svolge nell’interesse del territorio. Un interesse inesistente se non nei confronti della Regione Lazio, un interesse privato all’interno delle questioni del Partito Democratico ascoltate il silenzio assordante e di come venga fatto intriso di quell’opportunità che i rifiuti rappresentano. E vi ricordo che siamo uno dei territori che più ha subito una libertina industrializzazione del territorio con tutte le conseguenze che conosciamo. Una “Valle nel sacco dei veleni della Politica” e torniamo a parlare in questi giorni nell’ipotesi di una nuova discarica in una delle aree più segnate nel distretto di Anagni e Paliano. Ancora parliamo di ampliamenti e nuove discariche, ma quando ci libereranno delle esistenti?

Ora nell’assemblea del 18 ci aspettiamo di capire con chiarezza quali sono e quanti sono i comuni che esportano o no la frammentazione di organico e quelli che no, dove conferiscono questo, perché da voci pare che si sia consigliato di mischiarlo nella porzione di indifferenziato, perché questa è la procedura (un  escamotage) ancora esistente nei comuni ciociari sulla problematica.

Un ultima domanda ma questa “Fabbrica dei Materiali”, che cosa rappresenta, un brevetto internazionale, un Pensare Democratico nel futuro della Ciociaria e del Mondo?
O è un semplice ammodernamento di un impianto di TMB basato su quale tecnologia, ma soprattutto dove verificare la relazione tecnica di progetto o siamo di fronte alla solita enunciazione temporale?

Il Presidente ci ha rassicurato che i rifiuti una volta trattati torneranno in territorio Romano e per l’esattezza a Colleferro, ma qualcuno lo ha informato che la causa dell’inquinamento della nostra Valle nasce proprio dai siti industriali di Colleferro?

 

 *Segretario provinciale di Art 1

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Poca acqua a costi altissimi: quale sarebbe la soluzione possibile?

acquapubblica 2si 350 260"Auto-conversazione" di Severo Lutrario per illustrare l’effettivo stato dell’arte sulla vicenda “acqua” con qualche semplice domanda a cui ha cercato di dare delle risposte semplici.

Il contratto con Acea ATO 5 S.p.A. è stato risolto?

Risposta: Si e No.
Si, perché così ha votato l’Assemblea dei Sindaci il 13 dicembre 2016
No, perché la partita non è chiusa fino alla definizione in tribunale dell’opposizione alla risoluzione fatta da ACEA ATO 5 S.p.A.

Ma cosa ci si può aspettare dalla vicenda giudiziaria?

Risposta: La situazione è estremamente incerta perché le contestazioni predisposte dalla Segreteria Tecnica erano parziali e non sono state integrate (nonostante l’esplicita richiesta avanzata dal comitato) nel corso dei sei mesi di valenza della diffida emessa a seguito dell’Assemblea dei Sindaci del 18 febbraio 2016. In pratica la Consulta d’Ambito e la Segreteria Tecnica hanno operato per ottenere che la parte pubblica si trovasse in una condizione di oggettiva debolezza nel confronto con il gestore.

Sulla vicenda risoluzione, a questo punto, si può fare qualcosa?

Risposta: Certo. Si poteva e si può agire (come in altri territori si sta facendo ma non da noi) nei confronti del Comune di Roma Capitale che detiene il 51% delle azioni di ACEA S.p.A. che, a sua volta, ha il 97% delle azioni di ACEA ATO 5 S.p.A..
La giunta Raggi dovrebbe solo tenere fede alla prima delle cinque stelle, quella dell’acqua pubblica e alle promesse elettorali, quando parlava di ripubblicizzazione di ACEA S.p.A..
In sostanza, per quanto ci riguarda, potremmo ottenere che fosse ACEA S.p.A. a bloccare la sua controllata.

Ma se, comunque, la vicenda della risoluzione si dovesse concludere positivamente, sarebbe fatta?

Risposta: No.
Perché in caso di una nuova gara per l’affidamento ad un privato o per scegliere il socio privato di una società mista (51% di proprietà dei comuni e 49% al privato), per gli equilibri e le relazioni tra i grandi operatori del settore (Veolia ha ceduto ad Acea tutte le sue partecipazioni in centro Italia) Acea non avrebbe concorrenti e, cacciata dalla finestra, rientrerebbe dalla porta e per di più con un nuovo contratto predisposto su minura per i suoi interessi dall’Autorità per l’Energia, il Gas e il Servizio Idrico.

Ma, allora, quale sarebbe la soluzione possibile?

Risposta: La gestione pubblica. Ovvero la costituzione di un’azienda speciale consortile.
Infatti, un’eventuale S.p.A. a totale capitale pubblico, ci liberebbe da ACEA ma, funzionando comunque sulla base del diritto privato e commerciale (e quindi avendo come scopo il profitto e non la qualità ed universalità del servizio), porrebbe nelle mani dei management tutto il potere togliendo ogni possibilità di reale controllo alle amministrazioni ed ai cittadini.

Ma i comuni dove troverebbero i soldi per gli investimenti?

Risposta: Perché, il privato dove li prende?SeveroLutrario 350 260
La domanda può essere fatta ad un qualsiasi imprenditore e non c’è nessun imprenditore onesto che potrebbe rispondere di essere pronto a tirare fuori dalle tasche (tanto per fare una cifra) cento milioni di euro per riprenderli in trenta anni di fatturazioni.
Il privato, se è onesto e gli investimenti li fa, i soldi li prende in prestito dal mercato finanziario, dalle banche.
E qui nasce il problema.
Il mercato finanziario non aspetta trent’anni per riavere il soldi prestati con gli interessi. Di norma l’ammortamento è di 5 anni ed allora, o il gestore, se è onesto, in tempi molto rapidi finisce con enormi debiti con le banche, o le tariffe devono assicurare la restituzione del prestito alle condizioni delle banche.
Dato che questa seconda ipotesi non è socialmente sostenibile, si finisce (è avvenuto tante volte in Italia dove i gestori gli investimenti li hanno fatti) con la rinegozziazione del debito con le banche e con queste che stabiliscono di fatto tariffe e investimenti divenendo le vere padrone del servizio.

Ma allora non c’è soluzione?

Risposta: Per una vera soluzione bisogna eliminare la pretesa che tutti i costi del servizio ricadano sulla tariffa e per questo è necessario un intervento legislativo nazionale. Ma, mentre se il gestore è privato, una S.P.A. comunque composta, la condanna è certa, se si scegliesse la soluzione pubblica ci sarebbero comunque alternative da esplorare.

Quali?

Risposta: Ad esempio l’insieme dei comuni che costituiscono l’ambito potrebbero fare ricorso ai Buoni Ordinari Comunali (sono attivabili anche dalle unioni dei comuni) i cui proventi non possono essere impiegati per le spese correnti ma in progetti (e che cos’é il piano degli investimenti nel Piano d’Ambito se non un progetto di miglioramento e efficientamento di un servizio?). Mettendo sul mercato questi buoni con un rendimento anche di poco superiore a quello dei buoni statali, potrebbero essere reperite le risorse necessarie con i tempi e le condizioni di restituzione dei capitali definite in maniera certa.

Ma con un’azienda speciale consortile, non si rischia di mettere in piedi un altro carrozzone come il Consorzio degli Aurunci?

Risposta: Il Forum dei Movimenti per l’acqua ha sempre parlato di “pubblico partecipato”, proprio perché se l’azienda finisce nelle mani dei soliti faccendieri e politicanti di seconda fascia, più che un rischio e quasi una certezza la riduzione del tutto ad un carrozzone. La “partecipazione” è un fattore essenziale e deve assicurare nella gestione del servizio il peso dei consigli comunali, dei cittadini e dei lavoratori.
In questo senso a livello regionali i comitati hanno prodotto la legge regionale n. 5/2014 che ha come elementi qualificanti la ridefinizione degli ambiti (di bacino idrografico) sulla base non di suddivisioni amministrative, ma sulla base dei bacini naturali e un governo degli stessi che toglie ai sindaci le decisioni senza vincolo di mandato e le affida ai consigli comunali con la partecipazioni attiva dei cittadini e dei lavoratori.

Ma la legge 5/2014 che fine ha fatto?

Risposta: E’ ancora inattuata perché la giunta Zingaretti, in ossequio alle politiche del partito di Renzi, non riuscendo a introdurre nel Lazio una legge analoga a quelle approvate in Toscana e Campania, funzionali agli interessi di Acea S.p.A. e analoghi operatori, ha fatto melina sperando che fosse la legislazione nazionale a cancellare la possibilità di un’organizzazione come quella disegnata dalla legge 5/2014. Dopo la bocciatura del Testo Unico dei Servizi Pubblici a rilevanza Economico Generale della ministra Madia, la giunta Zingaretti ha dato mandato al professore Lucarelii – quello che ha predisposto i quesiti referendari del 2011 - di predisporre una proposta di legge attuativa.

Questa è una buona cosa?

Risposta: Si. Però, non credendo che la giunta Zingaretti sia stata improvvisamente fulminata dalla luce sulla via di Damasco, e ricordando come ogni minimo passo in avanti sia stato strappato con il continuo tampinamento di comitati e cittadini (tra i quali quelli ciociari hanno avuto un peso fondamentale), senza la prosecuzione e la moltiplicazione delle iniziative potremmo assistere ad un ennesimo buco nell’acqua

In sostanza, allora come siamo messi?

Risposta: Nei mesi scorsi si sono manifestati contestualmente tre fatti importanti. L’Assemblea dei Sindaci ha deliberato la risoluzione; il governo Renzi è caduto e le cosiddette riforme Madia hanno avuto una battuta di arresto; la giunta Zingaretti ha affidato al professor Lucarelli l’incarico di scrivere la norma attuativa della legge 5/2014. Nei mesi scorsi c’era la necessità ed il tempo di mettere in campo tutte le energie e le intelligenze perché questi fatti si traducessero in un fondamentale passo in avanti verso una soluzione positiva dell’intera vicenda.

Cosa si dovrebbe fare?

Risposta: Spingere perché amministratori e cittadini dell’ATO 5 facciano sentire la loro pressione verso la giunta Raggi e l’intero movimento 5 stelle che, attraverso l’amministrazione di Roma Capitale, ha la proprietà del 51% delle azioni di Acea S.p.A. e ne può determinare scelte ed indirizzi.
Far sentire la pressione di amministrazioni e cittadini alla giunta Zingaretti per imporre la costituzione degli Ambiti di Bacino Idrografico “Sacco” e “Liri – Garigliano” ed il varo della legge attuativa della 5/2014 senza stravolgimenti.
Far conoscere alle amministrazioni comunali del territorio ed ai cittadini i reali termini della questione in ordine ad un’eventuale nuova gara e sulla fattibilità, anche economica (anzi l’opportunità “economica”) di una gestione pubblica.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Volete il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni?

votoNO 350 260PROMEMORIA PER UN PAESE SPACCATO TRA CHI VOTA SI E CHI HA CAPITO LA CONTRORIFORMA (dice Crozza)

Un Memo al giorno per 5 giorni. 5 risposte a 5 bufale propagandistiche del "SI"

VOLETE IL CONTENIMENTO DEI COSTI DI FUNZIONAMENTO DELLE ISTITUZIONI?

SÌ, LO VOGLIAMO. MA SCEGLIAMO DI VOTARE NO A UNA RIDUZIONE DEI COSTI RIDICOLA E OFFENSIVA DELL’INTELLIGENZA DEGLI ITALIANI. INFATTI CON QUESTA RIFORMA OGNI CITTADINO RISPARMIA MENO DI UN CAFFÈ ALL’ANNO, SE VA BENE. UN CAFFÈ. LE PENNE, LA CARTA E LE GOMME DEL MINISTERO BOSCHI PROBABILMENTE COSTANO DI PIÙ DI QUELLO CHE RISPARMIEREMO IN TEORIA CON QUESTA RIFORMA. CHE NON SI PRENDANO IN GIRO I CITTADINI ITALIANI. VORREMMO VEDERE IN PROPOSITO COSA DICE LA FAMOSA SPENDING REVIEW CHE ANNUNCIANO DA 4 ANNI E NON FANNO MAI.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

M5S Ceccano: Raccolta diffrenziata a costi altissimi

ceccano palazzo antonelli 350 253da M5S Ceccano - Nella brochure contenente la sintesi del programma del Sindaco Roberto Caligiore, ampiamente diffusa durante la campagna elettorale, sotto al titolo “Raccolta differenziata senza partiti” era possibile leggere: “Riduzione dei costi dell’appalto con conseguente riduzione della tariffa ed incentivi per premiare i cittadini”.
Peccato che nella Determina n.172 del V Settore, dello scorso 7 luglio, è previsto un impegno di spesa di € 1.488.700,00 per garantire la copertura finanziaria, da Luglio fino a Dicembre 2016, dei seguenti contratti:
1. con la ditta Gea Srl dell’Aquila, per il servizio di raccolta differenziata porta a porta (€ 1.103.200,00);
2. con la società SAF Spa di Colfelice, per il conferimento e lo smaltimento dei rifiuti raccolti “Indifferenziati” ed “Umido” (€ 300.000,00);
3. con la Società Cooperativa Edil Pali di Ceccano, per il servizio di spazzamento stradale (€ 85.500,00).
Come mai il Sindaco non è stato in grado, dopo oltre un anno dall’insediamento, di predisporre un nuovo bando per l’affidamento del servizio in scadenza e mantenere la promessa di “ridurre i costi dell’appalto”?
Sono tante, troppe, le domande alle quali l’Amministrazione Caligiore continua a negare le risposte.
La stessa Amministrazione che ha deciso di snobbare completamente la nostra proposta di applicazione della strategia “Rifiuti Zero” anche a Ceccano, dove la Raccolta Differenziata costa ogni anno quasi 3 milioni di euro, circa 125 euro/anno per abitante. A Capannori (LU) e a Mola di Bari (BA), Comuni che hanno scelto di adottarla, il costo per abitante non supera i 37 euro/anno.
Come è stato possibile? Facciamo un esempio: In provincia di Lucca esiste una società di gestione dei rifiuti completamente pubblica, la ASCIT Spa, le cui quote sono detenute da 6 Comuni tra cui Capannori. La società gestisce il servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti con mezzi elettrici, ha assunto molti dipendenti e raggiunge, nei Comuni che serve, quote di raccolta differenziata che variano dal 70 all’80%. Nel 2014 Ascit Spa ha chiuso il bilancio con un utile pari a 286.268 €.
Questa è la dimostrazione che non occorre affidarsi ai privati per essere efficienti e offrire un servizio a basso costo (5 volte più basso del nostro), ma servono invece amministratori lungimiranti e competenti. Perché il Sindaco ha deciso di ignorare questa realtà scegliendo di far pagare ai cittadini cifre da capogiro a solo beneficio di aziende private?
Da noi i rifiuti differenziati vengono raccolti presso l’Ecocentro di Via Anime Sante e per il suo utilizzo è previsto il pagamento da parte del gestore di un canone pari a 1.500 euro/mese che risulta ad oggi mai pagato. Perché il gestore non ha mai pagato l’affitto e il Comune continua a tacere?m5s ceccano 350 260
La stessa Gea Srl in altri Comuni opera secondo una clausola che prevede penali se la RD si attesta annualmente al di sotto del 65% e a Ceccano siamo sotto questa quota da almeno 2 anni. Perché il contratto col gestore dei rifiuti non prevede nessuna penale se non si raggiungono obiettivi minimi di raccolta differenziata?

Eppure cambiare in meglio si potrebbe

Nei Comuni con amministrazioni all'avanguardia, la tariffazione della frazione indifferenziata dei rifiuti è puntuale, ossia più ne produci e più paghi, più differenzi e meno paghi. È grazie a questi sistemi di incentivazione che si riescono a raggiungere quote importanti di raccolta differenziata e a ridurre il peso della TARI per i cittadini. In mancanza di tale approccio avviene quello a cui assistiamo da anni a Ceccano: un graduale calo di anno in anno della percentuale di rifiuti differenziati perché i cittadini non sono incentivati a impegnarsi di più, dato che alla fine la TARI è sempre più salata. Il nostro Sindaco saprà sicuramente che ogni anno, grazie ai rifiuti differenziati con cura dai cittadini ceccanesi, il gestore privato incassa una cifra intorno ai 200.000 euro. Perché il Comune di Ceccano non vede un solo euro di questi soldi?
Un obiettivo mai raggiunto dal Comune è l’incremento massiccio della quota di compostaggio domestico. Da capitolato d’appalto è previsto uno sconto del 10% sulla TARI per i cittadini che, invece di conferire l’umido al gestore, lo smaltiscono attraverso le compostiere domestiche. Ma a tale opzione non è mai stato dato un reale impulso e, di conseguenza, i rifiuti organici oggi finiscono direttamente in discarica e sul peso di questa frazione il Comune paga una bolletta molto esosa. Inoltre il costo di smaltimento dei rifiuti indifferenziati conferiti in discarica a Colfelice è impostato, da contratto col gestore, su un quantitativo fisso di 10.000 tonnellate all'anno. Oggi il quantitativo di rifiuti conferito si è ridotto a circa 6.700 tonnellate, ma noi continuiamo a pagare come se producessimo il 33% in più di rifiuti. Perché continuiamo a pagare di più per rifiuti che non produciamo?
Nei Comuni virtuosi, tra i quali sfortunatamente non rientriamo, i rifiuti differenziati recano un importante beneficio economico alle casse comunali. Perché il Sindaco non pensa di trasformare i rifiuti da un problema a una risorsa?
Siamo certi, purtroppo, che l’Amministrazione Caligiore non darà mai risposta a questi ed altri interrogativi, continuando a mantenere un atteggiamento votato alla più completa indifferenza. Ma non è solo a noi che deve risposte, le deve a tutti i cittadini di Ceccano che continuano a chiedersi perché mai qui il possibile fatichi sempre di più a diventare realizzabile.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo UNOeTRE.it

regime-attività

Leggi tutto...

Ferentino. Società partecipate, tanti costi nessuna utilità

stu ferentino 350 260di Marco Maddalena - Un’ interrogazione urgente al Sindaco per sapere la situazione di “ben sette anni di nulla” della società partecipata “STU Aulo Quintilio”. E’ evidente il fallimento dell’oggetto sociale della società partecipata, infatti, non è mai stata avviata la ristrutturazione dell’ex edificio “Paolini e il degrado della zona ne è testimone.

Dal 2008 , anno in cui il Comune decide di formalizzare la nascita della STU Aulo Quintilio, troppi dubbi e zone di ombra sono emerse nel progetto e nel frattempo si è persa un presidio scolastico pubblico nel nostro Comune.

Ad oggi il soggetto che ha investito maggiori risorse economiche nel progetto è proprio il Comune di Ferentino, infatti, nel dicembre 2012, nello stesso giorno, si stipula sia il contratto di compravendita con in quale il Comune di Ferentino cede alla società “Aulo Quintilio spa” l’immobile denominato ex “PAOLINI” al prezzo convenuto di 2 milioni e 366 mila euro e sia la sottoscrizione di una scrittura privata per il riacquisto da parte del Comune di opere pubbliche per 2 milioni e 320 mila euro . L’ ammontare della transazione, quindi, versato dal Comune di Ferentino in anticipo per opere future ancora non realizzate è pari al 100% (circa) del valore dell’acquisto (!)

Nel 2013, sono stati rilevati , nel sito, importanti beni archeologici come una porzione di villa romana e una porzione di strada romana. Cosa che poteva essere prevista con tempo, considerato l’ importanza archeologica del Comune di Ferentino e vista l’esistenza di documenti che confermano la presenza di tali reperti. Non è chiaro il motivo per cui il Comune di Ferentino non abbia provveduto ai necessari carotaggi prima della costituzione della società STU Aulo Quintilio e della transazione economica acquisto/riacquisto , in considerazione anche delle operazioni di scavo prescritte dall’ ente Beni Culturali. Praticamente si è avviato un iter senza nessuna garanzia dell’effettiva realizzabilità del progetto (!)

Nella prima versione del piano di recupero, è del tutto evidente che l’interesse pubblico è fortemente limitato, la contropartita per il Comune di Ferentino è ben poca cosa rispetto all’interesse privato che si conseguirà con la ristrutturazione degli edifici, infatti, dai documenti si prevede che la destinazione pubblica sia solo del 30% contro la destinazione privata di ben il 70%. . Essendo, inoltre, una partecipata controllata dal Comune e per questo non potrebbe svolgere un ruolo “commerciale e privatistico” non è chiaro chi venderà le residenze ed i negozi e chi gestirà la valorizzazione immobiliare.

La conferma delle perplessità sulla fattibilità del progetto viene proprio da chi dovrebbe concedere il finanziamento , infatti, le banche finanziatrici dell’operazione hanno espresso dubbi sull’importanza eccessiva di offerta immobiliare residenziale ad opera finita in tali difficili anni e comunque sulla tenuta generale del quadro economico e finanziario così come inizialmente proposto, precludendo in tal senso ad oggi l’accesso della linea di credito da parte della società.

A seguito delle prescrizioni della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, nel dicembre 2014, il Comune di Ferentino rilascia un nuovo permesso a costruire alla società “STU Aulo Quintilio”, che sembra prevedere sia la ristrutturazione dell’immobile senza abbattimento e sia la riduzione dell’entità dell’intervento. Una tale rimodulazione urbanistica ed economica finanziaria obbligatoriamente sarebbe dovuta essere portata all’attenzione del Consiglio Comunale, ma a distanza di ben 6 mesi ancora non è avvenuto (!) . Tutto ciò, è ancora più grave se si considerano sia l’immobilismo del progetto e sia le conseguenze erariali che potrebbero emergere .

La “STU Aulo Quintilio” ad oggi non ha prodotto nulla ed è evidente la mancanza di fini istituzionali. Il mantenimento della quota del Comune può solo generare disavanzi e il Comune è chiamato a ripianare le perdite, una situazione molto simile a quella nota dell’ altra partecipata “Farmacie di Ferentino”.

La richiesta finale nell’interrogazione è un’ immediata discussione in consiglio comunale per valutare l’opportunità di liquidare la società “STU Aulo Quintilio” per tutelare le casse comunali e per valutare nuovi progetti utili alla valorizzazione del bene ex Paolini ad esempio ad uso pubblico come da sua naturale destinazione urbanistica

*Marco Maddalena - Capogruppo Consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà di Ferentino

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Leggi tutto...

Revisionismo a tutti i costi e verità smarrite

Milano da beredi Danilo Collepardi - L'intervento di Michele De Gregorio (che sul quotidiano Nuovo Giorno ha accusato il PCI di aver voluto Andreotti premier, all'epoca del governo della non sfiducia, perchè così si potevano aprire i cordoni della spesa pubblica ndr) contiene considerazioni condivisibili ma anche affermazioni che non corrispondono alla realtà delle cose. Michele probabilmente ricorda male.
Nel secolo scorso ci sono state due fiammate della spesa pubblica. La prima fu a seguito della rottura unilaterale, da parte di Nixon nel 1971, degli accordi di Bretton Wood del 1944. Quegli accordi avevano garantito all'occidente trent'anni di sviluppo e di stabilità: l'epoca d'oro del capitalismo.
Da quella rottura emerse un mondo fuori controllo con i prezzi del petrolio che arrivarono rapidamente alle stelle e che portarono alla prima grande crisi petrolifera. L'inflazione divenne stabilmente a due cifre e di conseguenza la spesa pubblica la seguì nella sua salita ( dai primi anni settanta ai primi anni ottanta si passò dal 45% di spesa pubblica sul Prodotto Interno Lordo al 60% - quota ritenuta fisiologica).
In quegli anni Berlinguer incominciò a parlare di austerità, proprio per ridurre i consumi individuali ad un livello compatibile sia con la spesa pubblica che con l'ambiente. In quegli anni il PCI non poteva essere il partito della spesa, come asserisce Michele e infatti, dati alla mano, non lo fu.
La seconda fiammata, quella definitiva, si ebbe nei "favolosi" anni ottanta del pentapartito e di Craxi, favolosi appunto perché si acquistò consenso con le casse dello Stato. Era l'epoca "dell'Italia che va" e della "Milano da bere".
La spesa pubblica, malgrado il taglio della scala mobile, si mise a volare passando dal 60% al 100% del PIL, facendo diventare l'Italia il paese più indebitato d'Europa . Le giovani generazioni disoccupate dei nostri giorni stanno pagando le cambiali emesse in quei "favolosi" anni dai loro padri.
C'è da aggiungere che l'Italia oggi è un paese morigerato (purtroppo non può fare diversamente) con tutte le conseguenze che conosciamo. Ha infatti un avanzo primario tra i più alti d'Europa, cioè, tolti gli interessi passivi sul debito, le entrate superano le uscite; questo permette, non solo di non aumentare la spesa pubblica, ma anche di incominciare a pagare, seppure in piccola parte, l'enorme debito accumulato che supera i 2.100 miliardi di euro.
Frosinone 28/10/2014

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici