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Ceccano durante la Seconda Guerra Mondiale

STORIA PROVINCIALE E LOCALE

Tra racconto dei fatti storici e mostra di reperti

di Mauro Malizia e Antonello Ciotoli
114 Jaeger Division 350 260Nella splendida cornice del Castello dei Conti di Ceccano, con l'iniziativa proposta da Mauro Malizia e Antonello Ciotoli si sono ripercorsi gli eventi che hanno portato il passaggio del fronte Ceccano durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il percorso, articolato tra il racconto dei fatti storici e la mostra di reperti, è stato ideato per dare un'idea ben precisa dei fatti avvenuti, cercando con l'aiuto dei reperti e le relazioni delle ricerche sul campo, di rendere il più possibile concreta l'idea della tragicità di quei giorni.

Gli organizzatori, Mauro e Antonello, ringraziano i collaboratori, Pro Loco Ceccano e Ass. Culturale Indiegesta per l'aiuto offerto per la realizzazione dell'iniziativa e per la partecipazione alla stessa, e il Comune di Ceccano per il patrocinio.

La presenza istituzionale non è stata numerosa, ma siamo onorati della visita di due consiglieri comunali, che hanno apprezzato la nostra mostra e il convegno organizzato. A tal proposito ringraziamo di cuore i relatori Angelino Loffredi e Damiano Parravano (Ass. Linea Gustav) per la loro preziosa partecipazione e il contributo storico e documentale fornito ai presenti.

Un ringraziamento particolare va a tutti ragazzi del gruppo di ricerca e all'associazione Metal Detector Amaseno per l'aiuto offerto.

Un immenso grazie va a tutti coloro i quali hanno partecipato. La vostra attenzione ci ha dato certezze e nuovi spunti di riflessione per continuare con il nostro progetto di ricerca.

Ricordare è un dovere, farlo nel modo giusto è essenziale.

 

 

 

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Informazione e "verità" durante la guerra

 

Un caso concreto e testimoniato, sancito da dimissioni

Manlio Dinucci spiega i motivi per cui ha deciso di porre fine alla lunga collaborazione con il quotidiano il manifesto.
"L’8 marzo, dopo averlo per breve tempo pubblicato online il manifesto ha fatto sparire nottetempo questo articolo anche dall’edizione cartacea, poiché mi ero rifiutato di uniformarmi alla direttiva del Ministero della Verità e avevo chiesto di aprire un dibattito sulla crisi ucraina. Termina così la mia lunga collaborazione con questo giornale, su cui per oltre dieci anni ho pubblicato la rubrica L’Arte della guerra."
Qui a seguire l'articolo censurato:

di Manlio Dinucci*
manliodinucci 390 minUcraina, era tutto scritto nel piano della Rand Corp

Il piano strategico degli Stati uniti contro la Russia è stato elaborato tre anni fa dalla Rand Corporation (il manifesto, Rand Corp: come abbattere la Russia, 21 maggio 2019). La Rand Corporation, il cui quartier generale ha sede a Washington, è «una organizzazione globale di ricerca che sviluppa soluzioni per le sfide politiche»: ha un esercito di 1.800 ricercatori e altri specialisti reclutati da 50 paesi, che parlano 75 lingue, distribuiti in uffici e altre sedi in Nord America, Europa, Australia e Golfo Persico. Personale statunitense della Rand vive e lavora in oltre 25 paesi.
La Rand Corporation, che si autodefinisce «organizzazione non-profit e non-partisan», è ufficialmente finanziata dal Pentagono, dall’Esercito e l’Aeronautica Usa, dalle Agenzie di sicurezza nazionale (Cia e altre), da agenzie di altri paesi e potenti organizzazioni non-governative.

La Rand Corp. si vanta di aver contribuito a elaborare la strategia che permise agli Stati uniti di uscire vincitori dalla guerra fredda, costringendo l’Unione Sovietica a consumare le proprie risorse nell’estenuante confronto militare. A questo modello si è ispirato il nuovo piano elaborato nel 2019: «Over-extending and Un-balancing Russia», ossia costringere l’avversario a estendersi eccessivamente per sbilanciarlo e abbatterlo.
Queste sono le principali direttrici di attacco tracciate nel piano della Rand, su cui gli Stati Uniti si sono effettivamente mossi negli ultimi anni.

Anzitutto – stabilisce il piano – si deve attaccare la Russia sul lato più vulnerabile, quello della sua economia fortemente dipendente dall’export di gas e petrolio: a tale scopo vanno usate le sanzioni commerciali e finanziarie e, allo stesso tempo, si deve far sì che l’Europa diminuisca l’importazione di gas naturale russo, sostituendolo con gas naturale liquefatto statunitense.
In campo ideologico e informativo, occorre incoraggiare le proteste interne e allo stesso tempo minare l’immagine della Russia all’esterno.
In campo militare si deve operare perché i paesi europei della Nato accrescano le proprie forze in funzione anti-Russia. Gli Usa possono avere alte probabilità di successo e alti benefici, con rischi moderati, investendo maggiormente in bombardieri strategici e missili da attacco a lungo raggio diretti contro la Russia. Schierare in Europa nuovi missili nucleari a raggio intermedio puntati sulla Russia assicura loro alte probabilità di successo, ma comporta anche alti rischi.

Calibrando ogni opzione per ottenere l’effetto desiderato – conclude la Rand – la Russia finirà col pagare il prezzo più alto nel confronto con gli Usa, ma questi e i loro alleati dovranno investire grosse risorse sottraendole ad altri scopi.
Nel quadro di tale strategia – prevedeva nel 2019 il piano della Rand Corporation – «fornire aiuti letali all'Ucraina sfrutterebbe il maggiore punto di vulnerabilità esterna della Russia, ma qualsiasi aumento delle armi e della consulenza militare fornite dagli Usa all'Ucraina dovrebbe essere attentamente calibrato per aumentare i costi per la Russia senza provocare un conflitto molto più ampio in cui la Russia, a causa della vicinanza, avrebbe vantaggi significativi».

È proprio qui – in quello che la Rand Corporation definiva «il maggiore punto di vulnerabilità esterna della Russia», sfruttabile armando l’Ucraina in modo «calibrato per aumentare i costi per la Russia senza provocare un conflitto molto più ampio» – che è avvenuta la rottura. Stretta nella morsa politica, economica e militare che Usa e Nato serravano sempre più, ignorando i ripetuti avvertimenti e le proposte di trattativa da parte di Mosca, la Russia ha reagito con l’operazione militare che ha distrutto in Ucraina oltre 2.000 strutture militari realizzate e controllate in realtà non dai governanti di Kiev ma dai comandi Usa-Nato.
L’articolo che tre anni fa riportava il piano della Rand Corporation terminava con queste parole: «Le opzioni previste dal piano sono in realtà solo varianti della stessa strategia di guerra, il cui prezzo in termini di sacrifici e rischi viene pagato da tutti noi».

Lo stiamo pagando ora noi popoli europei, e lo pagheremo sempre più caro, se continueremo ad essere pedine sacrificabili nella strategia Usa.

 

*Manlio Dinucci, giornalista e geografo, è stato direttore esecutivo per l’Italia della International Physicians for the Prevention of Nuclear War, associazione vincitrice del Nobel per la pace nel 1985. Collabora con «il manifesto» ed è autore, tra l’altro, de Il sistema globale (2002) e, con Daniel Bovet, di Tempesta nel deserto (1991).
 Fonte
https://www.lantidiplomatico.it
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Prevenzione psicologica durante il Covid 19

PROPOSTE ALLE ISTITUZIONI

Chi governa si occupi della salvaguardia della salute mentale durante il covid 19

ceccano palazzo antonelli 350 253Il biennio 2020/2021 sicuramente sarà ricordato, negli anni, per poco più che per la pandemia che sta condizionando le nostre vite e che contribuirà a modificarle anche nel futuro prossimo. Mai come in questo lasso di tempo, ci siamo trovati a far fronte a tutta quella serie di problemi psicologici legati alla sfera emotiva e sentimentale. Abbiamo preso coscienza di quanto peso abbia la componente psicologica all’interno dell nostre vite e forse, questo, è uno dei pochissimi aspetti positivi che abbiamo avuto modo di ritrovare all’interno di questa crisi economica e sanitaria mondiale.

Avevamo bisogno di questo fenomeno per comprendere ciò? Sicuramente no, ma - come al solito - soprattutto in Italia, abbiamo bisogno di sbattere la testa prima di renderci conto dell’esistenza di un pericolo e viviamo costantemente con la speranza di non farci troppo male nel momento in cui questo accade.

Questa tendenza, ovviamente, non colpisce solo noi come singoli cittadini, ma vede interessate anche le istituzioni che non riescono a procedere compatte come una singola organizzazione ma, molto più spesso, si ritrovano ad essere un insieme disomogeneo di singoli, i quali tendono a risolvere quasi esclusivamente i problemi del proprio cortile di quartiere.

In questo contesto, chi si occupa della salvaguardia della salute mentale e della prevenzione riguardo problematiche strettamente legate alla sfera psicologica, elementi altamente compromessi in questo momento storico?
La percezione è quella che i comuni della nostra provincia (Ceccano in primis) stiano sottovalutando un problema che, nel tempo, potrebbe ripresentarsi nella sua massima espressione, attualmente ancora sotto controllo grazie alla resilienza dei singoli individui.
Chi invece, non riesce a sopravvivere alle innumerevoli fonti di stress della vita moderna, subisce questa negligenza dei comuni, i quali invece di favorire un recupero sociale e porre le basi per una serena e preziosa convivenza civile, decidono attivamente di mettere la testa nella sabbia.
Fino a qualche anno fa si realizzavano progetti lavorativi o di volontariato per queste persone a patto che ci fosse l’impegno, da parte loro, di rispettare i colloqui e l’assunzione della terapia atta a risolvere il problema. Attualmente di questi progetti non ce ne sono, e quei pochi presenti sussistono grazie alla presenza di associazioni di volontariato che a stento riescono a sopravvivere.

Ora che le condizioni generali si stanno avviando verso un progressivo peggioramento, da umile cittadino mi voglio rivolgere alle istituzioni locali e chiedo: quali sono le soluzioni che avete deciso di mettere in atto in tal senso?

 

L'autore è conosciuto dalla Redazione, ma ha chiesto di non firmare la richiesta

 

 

 

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Alatri. Il Liceo Pietrobono durante il Covid 19

Scuola e Covid 19

Non interrompere il dialogo con studenti e famiglie nel rispetto della salute

Liceo Pietrobono di Alatri 390 minIl COVID non ferma le possibilità di incontro tra gli studenti di terza media, le loro famiglie e il Liceo di Pietrobono di Alatri
Sia pure nella modalità “a distanza” gli attuali studenti dell’istituto con i loro docenti, martedì 12 gennaio dalle ore 16:00 realizzeranno Pomeridianamente, ovvero un lungo pomeriggio no-stop durante il quale incontreranno in videoconferenza le future matricole e per loro realizzeranno laboratori e seminari, per stringere amicizia e partecipare insieme ad alcune attività del liceo.

Gli argomenti dei laboratori saranno le discipline non presenti nel curriculum della scuola media e che caratterizzano i cinque indirizzi di studio. Il Pietrobono infatti è l’unico istituto nella provincia con un’offerta formativa molto ampia, data da corsi di grande tradizione e prestigio come il liceo classico, il liceo scientifico, il liceo linguistico e il liceo delle scienze umane, a cui si è affiancato a partire dallo scorso settembre, un gettonatissimo liceo delle scienze applicate, con un sorprendente numero di iscritti.

Il pomeriggio si aprirà il laboratorio di informatica, seguito dal “Il mio amico greco smart”, quindi una breve introduzione allo spagnolo e al tedesco, il laboratorio di Fisica e Scienze e si chiuderà con un’ora di ginnastica online. Per fruire dei laboratori è sufficiente collegarsi dalla sezione del sito della scuola dedicata all’Orientamento.

Invece mercoledì 13 gennaio dalle ore 18:00 ci sarà l’Open Day, anche questo fruibile in modalità videoconferenza, con filmati illustrativi e incontro con i docenti e gli studenti. All’appuntamento il Liceo si presenta con la novità del potenziamento di tutti gli indirizzi, con un’ora in più di Scienze motorie nel biennio del liceo scientifico, un’ora aggiuntiva di arti coreutiche-musicali-artistiche nell’indirizzo di Scienze umane, il progetto Aureus con la Storia dell’Arte in inglese a partire dal primo anno del Liceo classico, il corso ESABAC nel triennio del Liceo Linguistico ed ovviamente con il già citato indirizzo di Scienze applicate, che si sta già dedicando alla programmazione dei videogiochi.

Continuano in linea con le disposizioni antiCovid, i progetti “storici” dell’Istituto, improntati all’internazionalizzazione, al linguaggio delle arti e dei media e quindi i progetti Erasmus, gli scambi culturali, gli stage linguistici, le certificazioni linguistiche nelle quattro lingue più parlate dell’Unione Europea, l’anno scolastico all’estero sia come ospitanti che ospiti, il teatro internazionale, il progetto cinema, le collaborazioni con le istituzioni culturali a livello locale e nazionale.

Non ultime le tante attività sportive che da decenni si svolgono al Pietrobono, come la possibilità di praticare sport meno frequenti, i tornei, le competizioni regionali e nazionali, le settimane sportive (dalla “bianca” alla “azzurra”).
Famiglie e studenti collegati potranno confrontarsi e formulare domande e chiedere chiarimenti. Invece per chi avesse qualche difficoltà nell’iscrizione, fino al 25 gennaio (termine ultimo per le iscrizioni) è possibile usufruire di un servizio di supporto offerto dalla scuola, prenotando un appuntamento con la segreteria didattica al numero telefonico 0775/435157, oppure inviando una mail al seguente

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Anita Tarquini e la storia di 3 donne durante Covid 19

Stiamo uscendo dall’emergenza sanitaria. ma cosa lascia alle nostre attività lavorative?

donne COVID 19 390 minLa Segretaria territoriale Uil Anita Tarquini ha raccolto le testimonianze di tre donne in carriera ciociare
Stiamo uscendo dall’emergenza Coronavirus, che cosa lascia nelle nostre realtà lavorative? Abbiamo intervistato la Segretaria Territoriale della UIL Frosinone Anita Tarquini che ha raccolto le sensazioni e stati d'animo di tre delle donne in carriera oggetto dell’inchiesta fatta a gennaio, tre storie diverse ma difficoltà simili per Tiziana, Tamara e Maria Rita durante l’emergenza sanitaria.

“Le prospettive sono terribili, il futuro tutt’altro che roseo, almeno ad oggi”. Parla così Tiziana del suo negozio di vendita di computer e assistenza informatica, rimasta aperta anche durante il lockdown come il codice Ateco imponeva: “Sarebbe stato meglio rimanere chiusi perché non abbiamo visto alcun cliente in queste settimane, il fatturato è stato pari a zero, ed essendo stati aperti, non rientriamo nelle categorie che fanno parte di quelle per le quali lo Stato ha previsto degli aiuti”.

Dunque oltre al danno, dunque, la beffa che si è fatta ancor più pensate per altri aspetti: “A soffrire più di ogni altro è stato mioUilFrosinone 350 min figlio che ho dovuto blindare a casa, con una baby sitter visto che anche mio marito è stato costretto a lavorare. Per tutelarlo abbiamo dormito in stanze separate, una sofferenza ulteriore per lui e per tutti noi”. Dal punto di vista economico si prevedono tempi duri: “Fatturato nullo a fronte di bollette e altre spese che sono arrivate puntualmente. Ad oggi ho ricevuto solo i 600 euro che non sono sufficienti neanche a pagare un mese di affitto. Neanche il bonus baby sitter è stato saldato. Abbiamo fatto assistenza in remoto che in termini economici non ha portato nulla. Per noi poi, adesso, parte un periodo, quello estivo che usualmente è poco producente e porterà ad un altro calo del fatturato. L’unica strada – conclude Tiziana – è quella di stringere i denti e sperare”.

Tamara è nel campo della vendita del caffè, un’attività che stava spiccando il volo prima dell’onda Covid-19 e l’inevitabile stop: “Le criticità – racconta – sono state diverse: macchine del caffè rimaste ferme negli uffici, chiusura per dieci giorni, durante le settimane di picco. Abbiamo sofferto un po' non potendo servire neanche la nostra clientela consolidata. Ovviamente ci sono state delle perdite anche se non irreparabili. Ho tenuto mia sorella a casa assorbendo l’intero turno giornaliero. Tutto sommato possiamo dire di aver retto bene l’urto e ora speriamo di poter riprendere l’attività in pieno. Siamo pronti ad approdare sul web – sottolinea Tamara – e ampliare il nostro bacino d’utenza oltre i confini regionali e perché no anche nazionali”.

Maria Rita, ispettore Forestale per enti internazionali ed italiani che si occupano di rilasciare certificazioni specifiche per aziende del settore legno, vive in Lombardia, regione a rischio: “Ricominciare a lavorare girando per le varie aziende (del settore legno e carta) in cui effettuo i miei controlli – spiega – è stato un po’ problematico. Ho ripreso il 4 maggio ma sia io che i referenti delle ditte con cui interagisco durante i miei audit, abbiamo convenuto quanto sia paradossale e decisamente un po’ “complicata” la situazione, considerando che, portando obbligatoriamente le mascherine, non è possibile neanche vedersi in viso e le sue espressioni, aspetto fondamentale nel mio lavoro. C’è un senso di prudenza diffuso, ovunque saponi igienizzanti per le mani, guanti in dotazione, regolamenti per il “COVID” affissi nelle aziende, riunioni effettuate con pochi presenti e tutti a distanza, saluti da lontano fatti con un cenno del capo e c’è anche, fra tutti, il pensiero comune di un “chissà se tutto andrà bene e quando?”.

 

 

 

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Situazioni difficili e controverse nelle lezioni on line

La libertà d'insegnamento è sacrosanta

lezioni online 350 mindi Antonella Necci - Il Garante della Privacy non ha dubbi: sul trattamento dei dati della didattica online, scuole e università “dovranno rispettare presupposti e condizioni per il legittimo impiego di strumenti tecnologici nel contesto lavorativo, limitandosi a utilizzare quelli strettamente necessari, comunque senza effettuare indagini sulla sfera privata o interferire con la libertà di insegnamento”.

Attraverso una nota ufficiale, inviata ai ministri dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca e per le pari opportunità e la famiglia, il Garante delle pari opportunità ha chiarito che non occorre “sottovalutare i rischi, suscettibili di derivare dal ricorso a un uso scorretto o poco consapevole degli strumenti telematici”.

La nota cita l’atto di indirizzo prodotto dallo stesso Garante pochi giorni fa, nel quale si spiega che viene da sé che “le istituzioni scolastiche e universitarie dovranno assicurarsi (anche in base a specifiche previsioni del contratto stipulato con il fornitore dei servizi designato responsabile del trattamento), che i dati trattati per loro conto siano utilizzati solo per la didattica a distanza. Saranno, in tal senso, utili specifiche istruzioni, tra l’altro, sulla conservazione dei dati, sulla cancellazione – al temine del progetto didattico – di quelli non più necessari, nonché sulle procedure di gestione di eventuali violazioni di dati personali.

L’Autorità vigilerà sull’operato dei fornitori delle principali piattaforme per la didattica a distanza, per assicurare che i dati di docenti, studenti e loro familiari siano trattati nel pieno rispetto della disciplina di protezione dati e delle indicazioni fornite dalle istituzioni scolastiche e universitarie”.

“Con riferimento al trattamento dei dati degli studenti svolti dalle piattaforme quali responsabili del trattamento stesso, si ricorda che esso deve limitarsi a quanto strettamente necessario per la fornitura dei servizi richiesti ai fini della didattica on line, senza l’effettuazione di operazioni ulteriori, preordinate al perseguimento di finalità proprie del fornitore. L’ammissibilità di tali operazioni dovrà, infatti, essere valutata di volta in volta”.

Viene quindi giudicato “inammissibile” l’eventuale “condizionamento, da parte dei gestori delle piattaforme, della fruizione dei servizi di didattica a distanza alla sottoscrizione di un contratto o alla prestazione – da parte dello studente o dei genitori – del consenso al trattamento dei dati connesso alla fornitura di ulteriori servizi on line, non necessari all’attività didattica”.

Nell’atto di indirizzo si sottolinea che i dati personali dei minori “meritano una specifica protezione relativamente ai loro dati personali, in quanto possono essere meno consapevoli dei rischi, delle conseguenze e delle misure di salvaguardia interessate nonché dei loro diritti in relazione al trattamento dei dati personali”. Tale protezione dovrebbe, in particolare, riguardare l’utilizzo di tali dati a fini di marketing o di profilazione e, in senso lato, la relativa raccolta nell’ambito della fornitura di servizi ai minori stessi.

Al fine di garantire la trasparenza e la correttezza del trattamento, le istituzioni scolastiche e universitarie devono assicurare "la trasparenza del trattamento informando gli interessati (alunni, studenti, genitori e docenti), con un linguaggio comprensibile anche ai minori, in ordine, in particolare, alle caratteristiche essenziali del trattamento, che deve peraltro limitarsi all’esecuzione dell’attività didattica a distanza, nel rispetto della riservatezza e della dignità degli interessati”.

Infine, “nel trattare i dati personali dei docenti funzionali allo svolgimento della didattica a distanza, le scuole e le università dovranno rispettare presupposti e condizioni per il legittimo impiego di strumenti tecnologici nel contesto lavorativo (artt. 5 e 88, par. 2, del Regolamento, art. 114 del Codice in materia di protezione dei dati personali e art. 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300) limitandosi a utilizzare quelli strettamente necessari, comunque senza effettuare indagini sulla sfera privata (art. 113 del citato Codice) o interferire con la libertà di insegnamento”.

Secondo il sindacato autonomo Anief, l’analisi del Garante del trattamento dei dati personali conferma la linea intrapresa da tempo: il trattamento dei dati non deve oltrepassare il principio di mero utilizzo funzionale allo scopo, il trattamento dei dati del personale tutto, docente e Ata: nella circostanza del corpo docente, è anche bene rispettare l’autonomia d’insegnamento, costituzionalmente garantita, la quale non può essere messa da parte, a partire dalla scelta delle piattaforme e dei software telematici utili alla didattica a distanza.

Nonostante l'atto di indirizzo del Garante sia stato pubblicato il 30 marzo 2020 in G. U., si fatica ancora a respingere le manie di protagonismo di alcuni dirigenti scolastici, i quali, giustificando il loro operato con la pressante lamentela delle famiglie che desiderano una parvenza di normalità attraverso le videoconferenze, tentano di imporre strumenti online dove il loro controllo sulla libertà d’insegnamento sia possibile.
Non riescono, I dirigenti, a gestire il personale scolastico senza metodi coercitivi, piegandosi, di contro, a tutte le bizzarre richieste di famiglie che, non sapendo gestire la loro progenie, pensano bene di trovare un capro espiatorio su cui riversare le proprie incapacità.

Negli anni e attraverso la loro innegabile esperienza, i docenti hanno sperimentato i più disparati casi di genitori: quelli da manuale, quelli che amano pensare di essere eterni Peter Pan, quelli che necessitano di una pausa di riflessione da loro stessi, gli opportunisti, i privi di criteri e valori, i primi della classe, i deboli ed indulgenti, i tradizionalisti, i progressisti, i menefreghisti.
Casi umani che i docenti hanno conosciuto e con i quali, con abnegazione nei confronti del proprio operato, hanno trovato un canale comunicativo.

Tanti di loro ricercavano un contatto con i singoli docenti con un unico desiderio: demandare alla scuola la risoluzione alle proprie inettitudini, alla propria irresponsabilità, alla propria mancanza di empatia genitoriale.
Il personale docente ha saputo, o almeno ha provato, a risolvere senza giudicare, senza opportunismi, senza rendicontazione di lavoro straordinario, ma solo per amore nei confronti dell'utenza e del proprio innegabilmente bel mestiere, situazioni difficili e controverse.

In questi giorni di didattica a distanza, perciò, il controllo di madri frustrate e di dirigenti scolastici poco adeguati, rende difficile una già difficile comunicazione, dove studenti disorientati e costretti ad un uso eccessivo di applicazioni, non sente più, al di là di quel freddo schermo, quel docente che riusciva a capirli solo da un semplice sguardo. Capirli come a volte, genitori troppo presi dalle loro carriere che le attuali piattaforme comunicative inaridiscono, non riuscivano a fare, una volta tornati a casa.

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Veroli. Quando il mercato durante le feste

veroli comune 350 260Con ordinanza sindacale n.9 del 18/12/2018 sono state apportate modificazioni in merito allo svolgimento del mercato settimanale durante il periodo natalizio 2018. Tenuto conto che il mercato settimanale di Veroli ricade nella giornata del martedì e che, per due settimane consecutive, tali giornate coincidono con la festività religiosa del Santo Natale (25 dicembre) e con la festività del 1° gennaio, il sindaco ha provveduto ad anticipare lo svolgimento del mercato al lunedì.
Pertanto, il mercato settimanale di martedì 25 dicembre è anticipato a lunedì 24 dicembre, mentre il mercato del 1° gennaio 2018 è anticipato a lunedì 31 dicembre 2018.

“Oltre al mantenimento delle tradizioni sociali, tra cui annoveriamo anche quella del mercato settimanale – dicono il sindaco Simone Cretaro e l’assessore al Commercio, Luca Renzi – la decisione scaturisce anche da motivazioni di carattere economico in quanto la rinuncia alla giornata del mercato avrebbe inciso negativamente sia per gli ambulanti per i potenziali introiti che sarebbero mancati, ma anche per le famiglie che fanno acquisti ai banchi su prodotti che ritengono competitivi e, quindi, a valenza di maggiore economicità rispetto al badget settimanale di spesa familiare”.

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