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Ceccano: “Il fiume racconta”

CECCANO INIZIATIVE

Costruire memoria, ricordando le vicende storiche svolte davanti al fiume Sacco

di Manuela Maliziola*
SantaMaria aFiume CeccanoUna manifestazione intensa nei contenuti e ricca negli interventi quella organizzata dall’associazione Famiglia Futura ODV il 27 maggio u.s. nella storica parrocchia di S. Maria a Fiume in Ceccano per costruire memoria, giunta alla sesta edizione.

Il fiume Sacco, che si insinua nella cittadina fabraterna, è stato protagonista e spettatore negli anni delle vicende storiche, soprattutto della seconda guerra mondiale, nella quale la città di Ceccano, ha perduto uomini, donne, bambini nonché sono stati distrutti beni culturali di inestimabile valore. Come d’altronde lo è la Chiesa di S. Maria Fiume, rasa al suolo e ricostruita pietra su pietra, con la grande volontà d’animo e “tigna”, tipiche dei ceccanesi.

La guerra che sembrava sparita dal nostro parlare quotidiano, negli ultimi tempi si è riproposta violentemente nel nostro quotidiano, facendo riaffiorare nell’animo di chi l’ha vissuta tristi ed indelebili ricordi.
Questi ricordi, che sono alla base della nostra storia, vanno preservati e condivisi con le nuove generazioni ed arricchiti con lo studio e la collaborazione di tutti al fine di evitare che gli errori del passato possano ripetersi e che le eroiche gesta di chi ha lottato per la libertà siano sempre ricordate. Un ponte tra passato e presente, così come rappresentato in locandina, illuminato dai colori della pace.

Nella sala dell’oratorio di S. Maria a Fiume, gremita di persone, dopo il saluto dell’avv. Manuela Maattrezzi antiquariato 400 minliziola Presidente dell’Associazione Famiglia Futura ODV e di Don Sebastiano Parroco di S. Maria a Fiume, si sono succeduti autorevoli interventi: il Prefetto Emerito Dott. Piero Cesari, il Prof. Angelino Loffredi, già sindaco di Ceccano, del Prof. Giuseppe D’Onorio, già Sindaco di Veroli, l’Arch. Luigi Compagnoni, la prof.ssa Agata Garofali, il prof. Vittorio Ricci, il Dott. Alessandro Ciotoli, Don Francesco Paglia, lo storico Tommaso Bartoli, moderati dal prof. Pietro Alviti

Illustri relatori che dovizia di particolari hanno appassionato i presenti con le loro ricerche storiche che hanno visto come protagonisti il fiume ed il Santuario di S. Maria a Fiume, le sue Campane, i fatti di Ceccano con l’arrivo degli alleati, le struggenti storie dei tanti deportati Ceccanesi nei vari campi di lavoro, i toccanti ricordi di chi ha vissuto la guerra.
Una sinergica collaborazione tra le associazioni La Lanterna, Pro Loco Ceccano, il Centro Anziani “Gli cunconu” di Ceccano, Indiegesta, Amici Trekking Ceccano, Agesci Ceccano 1, I Fabraterni, l’Oratorio di S. Maria a Fiume e semplici cittadini che hanno reso unico tale evento, tutto arricchiti dalle opere degli artisti ed artigiani locali che hanno mostrato e rievocato antichi giochi e mestieri.

Presenti all'evento altre Associazioni: EC Protezione Civile Ceccano con il suo Presidente Tonino D’Annibale, l'AVIS di Ceccano con il Presidente della sezione fabraterna Daniele Panella e l'Ass. Accademica Internazionale Arte e Giornalismo con il Presidente Avv. Nicandro D’Angelo il quale, nel corso della manifestazione, ha premiato per il loro impegno nel sociale e nella difesa dell'ambiente il Prefetto Emerito Dott. Piero Cesari, il Prof. Pietro Alviti e l'Avv. Manuela Maliziola.

 

Il fiume Racconta 700 min

 

*Manuela Maliziola, Presidente di Famiglia Futura Odv

 

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Dubbi e perimetrazione del SIN Bacino del Fiume Sacco

  • Pubblicato in Partiti

PRC FROSINONE

bandiera prc 350 minLe dichiarazione del Presidente della Regione Lazio sulla sospensione del decreto di perimetrazione del SIN Bacino del Fiume Sacco sono un colpo mortale alle speranze delle comunità della valle del Sacco, da sempre a fianco delle associazioni e delle organizzazioni ambientaliste, che da anni si battono per la bonifica d’un’area resa invivibile dagli sversamenti industriali inquinanti.

Un vero e propria passo in dietro che sacrifica i territori e la comunità in cambio di pochi ed effimeri posti di lavoro.
Le smentite dell’onorevole Fontana e la contro smentita che viene dalla Regione Lazio mostrano che c’è solo tantissima confusione.

La federazione di Rifondazione Comunista Frosinone, d’accordo con le proteste degli ambientalisti, si impegna e si dichiara fin da ora disponibile a sostenere, aderire e coorganizzare tutte le iniziative che si riterranno opportune.
Invita le Amministrazioni dei comuni interessati alla Bonifica della Valle del Sacco, e tutti i rappresentanti delle minoranze consiliari che hanno fatte proprie, in campagna elettorale, le lotte per la bonifica ambientale, a sostenere il movimento di protesta e di indire da subito, in accordo con le associazioni, un incontro per definire un programma ragionato e condiviso di lotta.

Clicca qui per leggere il comunicato delle associazioni ambientaliste che si battono per la bonifica della valle del Sacco, che condividiamo in toto.

 

Frosinone, 29 aprile 2022
Per il Prc-se Frosinone, La segreteria provinciale

 

 

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SIN Fiume Sacco: Regione Lazio in completa confusione

VALLE DEL SACCO

Le intenzioni del Presidente Nicola Zingaretti sono a dir poco inqualificabili

valle del sacco 390 minLe intenzioni del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, comunicate all’assemblea generale di Unindustria, riguardo all’iniziativa congiunta con il Presidente del Consiglio Draghi e il Ministro Cingolani per giungere alla sospensione del decreto di perimetrazione del SIN “Bacino del fiume Sacco”, sono a dir poco inqualificabili e da intendersi come un affronto all’intelligenza della popolazione residente in un’area vasta come la Valle del Sacco.

Come comunità abbiamo partecipato e salutato con soddisfazione l’avvio del procedimento di nuova perimetrazione nel 2014, siamo stati pazienti per la firma del decreto di fine 2016, ancora di più per l’Accordo di Programma Quadro dei primi del 2019, per non dire della nomina di un commissario ad hoc per le operazioni di bonifica nel 2022. Ricordiamo che lo stato di emergenza socio-sanitaria che int

eressa ancora il territorio del SIN Bacino del fiume Sacco è attivo dal 2005.

Oggi con le intenzioni dichiarate dal Presidente Zingaretti e applaudite da Unindustria si torna indietro di ben 8 anni, il tutto condito dalle richieste lobbistiche della categoria industriale che avrebbe dovuto vigilare sull’operato dei propri associati. Il disastro ambientale che tutti conosciamo non ci è piovuto dal cielo: è originato dalle industrie e da un’idea di sviluppo industriale malata e predatoria. Aggiungiamo il ricatto dell’abbandono Catalent da Anagni utilizzato come cavallo di troia per rilanciare intenzioni politico economiche di de-perimetrazione nell’aria già da tempo.

È chiara, prevaricante e provocatoria l’intenzione di dimenticarsi del passato e chi sul territorio ha sofferto sulla propria salute il massiccio impatto industriale.

Le dichiarazioni mostrano anche una ignoranza abissale, la contaminazione delle aree ripariali e di quelle di esondazione non c'entrano nulla con la contaminazione endogena delle aree industriali, in particolare la situazione dell’area della Catalent, come altre, era nota da anni e sancita in base al dlgs 152/06 (T.U. ambiente). Nelle conferenze di servizi della vecchia perimetrazione e nelle caratterizzazioni della nuova, sono evidenti i gradi di contaminazione differenti per aree, per le quali è d’obbligo la giusta precauzione ed un’analisi approfondita. E’ necessaria una fotografia ambientale a colori del nostro territorio, non una in bianco e nero, una volta per tutte. Come sempre accade per le questioni ambientali si accusa l’eccesso di burocrazia, nascondendo le proprie responsabilità per non aver adeguato l’organizzazione e le risorse necessarie a gestire uno dei Sin più vasti del nostro paese ed il più complesso per la pluralità delle fonti di contaminazione provenienti dalle diverse aree industriali collocate lungo il fiume.

Quello che si sta pensando di fare, con tentativi di superamento delle normative nazionali ed europee, è un errore madornale che bisognerà anche valutare dal punto di vista giuridico amministrativo e di certo troverà l’opposizione di chi in questi anni con lo spirito collaborativo ed impegno ininterrotti ha profuso le proprie energie per cercare di trovare la soluzione del problema.

 

Valle del Sacco, 29 aprile 2022
 
Firmato: Associazioni/Comitati
Associazione Rete per la Tutela della Valle del Sacco (ReTuVaSa)
Circolo Legambiente Anagni
Associazione Diritto alla Salute (DAS)
Associazione Big Brother Ambiente
Associazione Unione Giovani Indipendenti (UGI)/Scaffale Ambientalista
Associazione Anagni Viva
Movimento No Biodigestore Anagni
Circolo Legambiente Frosinone

 

 

*LAZIO. ZINGARETTI: CHIESTA A DRAGHI SOSPENSIONE DECRETO PERIMETRAZIONE VALLE SACCO
(DIRE) Roma, 28 apr. - "Occorrono segnali chiari che segnino una nuova fase. Per questo la scorsa settimana abbiamo avviato un'iniziativa direttamente col presidente del Consiglio Draghi, il ministro Cingolani e tutto il governo: la Regione Lazio ha chiesto la sospensione, eccetto le aree ripariali, del decreto di perimetrazione del SIN del Bacino Valle del Sacco". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenendo all'assemblea generale di Unindustria.
"Un decreto figlio di errori e illusioni che hanno finito nel tempo per bloccare tutto- ha aggiunto Zingaretti- Una sospensiva non per perdere tempo ma per definire in pochi mesi col territorio un perimetro che garantisca tutela, bonifica e rilancio produttivo. Un equilibrio tra sostenibilità e crescita, come ci chiede l'Europa".

(Mtr/ Dire)

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L’ennesimo attentato al Fiume Sacco

AMBIENTE. FIUME SACCO

La bonifica è ancora un obiettivo lontano

di Legambiente Anagni
legambiente anagni 350 minNella serata del 3 febbraio 2022, diversi cittadini hanno segnalato la presenza di miasmi provenienti dal fiume Sacco, al confine tra Anagni e Sgurgola, in corrispondenza del vecchio ponte.

Non si tratta di una “novità”, purtroppo. Chi segue le attività di Legambiente ricorderà che il circolo di Anagni, ma ancor prima il circolo Monti Lepini di Sgurgola, da decenni denunciano questi fenomeni, con azioni mediatiche e legali che hanno contribuito a tenere alta l’attenzione.

Il luogo dello scarico è sempre lo stesso. Anche questa volta sono prontamente intervenute le forze dell’ordine e ancora una volta i tecnici dell’ARPA Lazio hanno effettuato prelievi dal fiume.
Nel corso degli anni, episodi di questo tipo si sono ripetuti più e più volte ma, incredibilmente, non si è mai riusciti a risalire al colpevole.

Eppure il fiume Sacco dovrebbe essere ormai un “osservato speciale”!
Come è noto, dal novembre 2016 è il centro del Sito d’Interesse Nazionale “Bacino del Fiume Sacco”, cioè una delle aree contaminate molto estese classificate come pericolose dallo Stato Italiano e che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali e sanitari.
Invece dobbiamo assistere ancora all’inopinata azione di chi (per interesse, per incuria, o per deliberato vandalismo?) agisce per compromettere ulteriormente il già precario stato delle acque del fiume mettendo a rischio l’ecosistema e la biodiversità, la qualità della vita dei residenti e le speranze di quanti si ostinano ad illudersi che vengano finalmente attuati la bonifica ed il risanamento del Fiume e delle aree limitrofe.

Ogni qualvolta si ripetono questi "incidenti" ci viene spontanea una domanda: "quando finirà?"
Abbiamo alle spalle anni di battaglie, denunce, segnalazioni, articoli sui giornali, dirette TV...e tante campagne elettorali di vari candidati. Tutti si allarmano, si indignano, promettono e poi? Ci risiamo!

Sollecitiamo nuovamente le amministrazioni a mettere in atto azioni concrete ed efficaci di sorveglianza ed auspichiamo una rapida conclusione delle indagini degli inquirenti, con la definitiva eliminazione dello scarico, se abusivo.

Permetteteci un’ultima amara considerazione: la colpa dello stato dell’ambiente nella nostra zona è nostra. Di tutti noi cittadine e cittadini della Valle del Sacco.

Sono decenni che subiamo, sulla nostra pelle, i danni provocati dall’inquinamento delle acque, dei suoli e dell’aria (a proposito, anche quest’anno Frosinone è la città più inquinata del Lazio per le polveri sottili, nonostante le periodiche rilevazioni ufficiali di ARPA e di decine di centraline di misurazione non ufficiali che diverse amministrazioni hanno acquistato e collocato nel territorio). Vengono proposte aziende di grande impatto ambientale e assistiamo alla cementificazione di vaste aree per gigantesche strutture logistiche. Il futuro sembra orientato solo su due direttrici: Logistica e Rifiuti.

La nomina di un nuovo Commissario per la Bonifica, nel 2022, per uno stato di emergenza ambientale che dura, almeno, dal 2005, è la dimostrazione evidente di quanto la bonifica stessa sia ancora un obiettivo lontano.

La colpa è nostra. Siamo noi che scegliamo i nostri rappresentanti politici. Forse dovremmo tutti votare con più discernimento.

 5 febbraio 2022

 

 

 

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A proposito del tavolo convocato sul SIN ‘Bacino del Fiume Sacco’

AMBIENTE

Per questo incontro era stata formalizzata una richiesta di diretta streaming

Fiume Sacco 390 minOggi, 17 gennaio 2022, si svolge il tavolo convocato dalla sottosegretaria Ilaria Fontana a cui partecipano il Prefetto di Frosinone, Ernesto Liguori, il Capo dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi del Ministero della Transizione Ecologica, Laura D’Aprile, l’assessore regionale alle Politiche Abitative, Urbanistica, Ciclo dei rifiuti e impianti di trattamento, Smaltimento e Recupero, Massimiliano Valeriani, il Direttore Generale della Regione Lazio, Wanda D’ercole, il Commissario straordinario per gli interventi di bonifica e messa in sicurezza della Valle del Sacco, Illuminato Bonsignore, il Dirigente Area V Protezione Civile della Prefettura di Roma, il Dirigente della Direzione generale per il risanamento ambientale del Ministero della Transizione Ecologica, Luciana Distaso.

Per questo incontro era stata formalizzata una richiesta di diretta streaming, purtroppo disattesa.

Un incontro al più alto livello tra rappresentanti delle istituzioni variamente coinvolte nella gestione del processo di caratterizzazione e bonifica delle aree comprese nei confini del SIN- Bacino del Fiume Sacco, che avviene dopo la nomina del Commissario straordinario per gli interventi di bonifica e messa in sicurezza della Valle del Sacco, Illuminato Bonsignore, la cui nomina è l’indizio di una situazione annosa e complessa che richiede un intervento straordinario per gestione di una realtà problematica ed estremamente variegata come quella di questo SIN.

Possiamo immaginare che la sottosegretaria abbia convocato questa riunione per fare il punto dello stato dell'arte delle operazioni di bonifica e caratterizzazione e verificare come cooperino le istituzioni coinvolte.

Un percorso che parte dall'alto, dunque.

Chi, come noi, ha seguito le vicende dell’inquinamento della Valle del Sacco fin dalla dichiarazione dello stato di emergenza socio–sanitaria nel 2005, sa bene quanto sia stato fondamentale il continuo interessamento di associazioni e comitati per giungere all'attuale perimetrazione del SIN.

In questi anni di mobilitazione nella Valle del Sacco per promuovere l'azione di bonifica, per impedire l'insediamento di nuovi impianti nocivi per l'ambiente e la salute dei cittadini, la corretta e pervasiva informazione, con la condivisione di tutte conoscenze necessarie a comprendere lo stato di salute e di cura delle persone e dell’ambiente è stata alla base del coinvolgimento ampio della popolazione. Oggi nonostante le difficoltà frapposte dalla pandemia, è necessario riattivare quell’opera di informazione e condivisione.

Pertanto, ci aspettiamo che oltre ad una conferenza stampa si attivi un processo dal basso che coinvolga tutte le parti interessate a partire dalle Amministrazioni Comunali che costituiscono il livello istituzionale più vicino alla popolazione.

Riteniamo quindi che tutta la catena istituzionale dal Governo ai Comuni debba farsi carico di un’opera puntuale e adeguata di informazione della popolazione; non è certo sufficiente allo scopo quanto pubblicato dal sito del Ministero per la Transizione Ecologica (https://www.mite.gov.it/bonifiche/conferenze-dei-servizi/293 ) è necessario invece realizzare una campagna di informazione permanente che si basa su processo di formazione e condivisione che metta in grado ogni persona di comprendere in quale contesto ambientale sviluppa il proprio percorso di vita e di lavoro. Per questo riteniamo necessario una ripresa di coordinamento e mobilitazione della cittadinanza attiva del nostro territorio e l'apertura di un confronto con tutti i livelli istituzionali, secondo una pratica che in passato ha dato i migliori risultati, certamente non scevra di contraddizioni, ma capace di coinvolgere a fondo la complessa realtà sociale del nostro territorio.

Nel frattempo ci è giunta la risposta alla nostra richiesta di streaming che accogliamo positivamente e che riportiamo di seguito.

“Gentilissimi, si informa che la Sottosegretaria di Stato on. Ilaria Fontana, ha intenzione di fare un incontro relativo alle bonifiche (SIN) Sito di Interesse Nazionale “Bacino del Fiume Sacco” con tutti i soggetti interessati, l’invito è esteso anche a tutte le associazioni del territorio. In seguito comunicheremo la data di convocazione e il link per la videoconferenza.

Distinti saluti.”

Valle del Sacco, 17.01.2022

Firmato

Associazione Rete per la Tutela della Valle del Sacco (retuvasa)

Circolo Legambiente Anagni

Movimento No Biodigestore Anagni

Comitato La Rinascita - Patrica

 

 

 

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Ricordare Padre Antonio Mannara

RICORDARE

Ci ha lasciato Padre Antonio Mannara, Parroco del Santuario di S. Maria a Fiume, in Ceccano, fu colui che ospitò una importante iniziativa, all'inizio del 2019, voluta da UNOeTRE.it, in difesa del fiume Sacco e dell'ambiente. Il dolore dei cittadini è diffuso e convinto. Anche noi sentiremo la sua mancanza e lo ricorderemo per le suo posizioni oneste e coraggiose. Riproponiamo qui un suo articolo scritto in occasione dell'iniziativa svolta a S. Maria a Fiume il 25 gennaio 2019, corredata dal suo intervento in video, lì pronunciato.

Padre Antonio Mannara 390 mindi Padre Antonio Mannara, Parroco del Santuario di S. Maria a Fiume - Considerando il valore di un fiume nel contesto biblico arriviamo alla conclusione che esso realizza la storia d’Israele, e non solo, anzi la storia dell’umanità, altro che deserti, monti o mari. Un fiume sta all’inizio del racconto biblico, un fiume ritroviamo alla fine. Un fiume, infatti, esce dall’Eden secondo il racconto della Genesi, il primo libro dell’Antico Testamento, e un fiume scorre nella città di Dio di cui parla l’Apocalisse, l’ultimo libro del Nuovo Testamento. È chiaro quindi che i corsi d’acqua hanno un ruolo fondamentale nella vita del popolo di Dio: essi sono il simbolo della vita, anzi sono il simbolo della vita che viene donata, che “arriva” dall’alto proprio come l’acqua in un fiume scorre a partire dalle zone a maggior altitudine beneficando i territori che attraversa.

Il fiume che sgorga dall’Eden, il giardino in cui vivevano Adamo ed Eva in una condizione di felicità perfetta, poi, si divide in quattro diversi corsi, due ben identificabili (il Tigri e l’Eufrate) e due dai nomi misteriosi (il Pison e il Ghicon).
Curioso: in natura di solito succede il contrario, cioè l’unione di più affluenti dà vita a un unico fiume. Come mai allora la Bibbia contraddice questa esperienza comune?
Il messaggio è chiaro: la vita che proviene da Dio non si riduce ma si moltiplica, si espande, abbraccia tutto il creato, giunge ovunque e non segue la nostra logica umana

Nell’immaginario biblico, il Tigri e, soprattutto l’Eufrate, hanno un significato mitico e ricordano che la vita è spesso segnata da sofferenze ma nonostante tutto è percorsa da rivoli di speranza. Sofferenza e speranza. Essi hanno un valore storico molto particolare, perché sono i fiumi che faranno ricordare la deportazione ma anche il sogno, la speranza di tornare un giorno alla propria terra.
Questa ambiguità nel racconto biblico è attribuita anche al Nilo, il fiume d’Egitto che ricorda la prigionia, con i lavori forzati. Anche in questo caso, però, le acque del fiume sono simbolo di speranza: dal Nilo infatti viene tratto in salvo Mosè, colui che guiderà Israele alla terra promessa. Sulle sue rive, insomma, ha avuto inizio la grande storia che ha portato all’Esodo, alla grande alleanza del Sinai e quindi al profondo rapporto d’amore tra Dio e il suo popolo. Se l’Eufrate è il terzo fiume più nominato nella Bibbia con una trentina di ricorrenze, il Nilo occupa il secondo posto, apparendo circa 40 volte. Nella classifica dei fiumi biblici, però, il primo posto spetta al fiume per eccellenza, il Giordano, che appare ben 200. Il fiume Giordano nel quale battezzava Giovanni Battista e nello stesso fiume Gesù Cristo ha voluto ricevere il battesimo.

Sette anni fa sono tornato per la terza volta a Ceccano, se l’ho fatto quando me l’hanno proposto è perché amo questo paese. Chi ama non guarda i difetti, ma certamente registro tanta insoddisfazione.
Facendo una similitudine: se io guardo i bambini che giocano ripenso alla mia infanzia e mi intenerisco, se guardo un bel panorama la mia anima si riempie di meraviglia, ma se io guardo un fiume sporco mi riempio di tristezza. Ho paura davvero per questo. “Il ceccanese non è mai contento…”, siamo soliti dire, ma io non mi meraviglio. Abbiamo poco di meravigliarci e intenerirci. Il ceccanese, a differenza degli israeliti, registrano tanta sofferenza e la speranza latita.
Specchiandosi nel proprio fiume si alimenta rassegnazione, frustrazione e pessimismo.

Ultim: S. Maria a Fiume. Siamo qui e non è un caso. La Madonna qui è amata e porta con sé il ricordo del fiume, è inevitabile. S. Maria a Fiume, del Fiume, ci invita a sperare sempre, ma oggi sentiamo tutti il bisogno di aiuto, il conforto non basta più. Come Israele vogliamo che il nostro fiume, la nostra valle, ritornino a farci vivere; vogliamo che i nostri occhi tornino ad illuminare la nostra anima e la nostra mente. Io stesso qui, in questa parrocchia sono chiamato a celebrare tanti bei momenti ma ahimè funerali tanti, di persone giovani, papà, giovani mamme, sposi promessi che non hanno avuto la possibilità di coronare un sogno…
Ecco oggi vogliamo riaprire un solco di speranza, fatto di informazione e conoscenza. Siamo qui con una richiesta: evitiamo di fare proclami e lanciare slogan finalizzati solo ad illudere, vogliamo fare informazione!
Perciò benvenuti a tutti e iniziamo… iniziando questo dibattito dando la parola a…

 

Il video

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Ceccano: spaventosa moria di pesci nel fiume Sacco

PRC-SE CECCANO. Partiti

La nostra terra è ancora abusata e martoriata da inquinatori seriali

Fiume Sacco a CeccanoAncora una volta una spaventosa moria di pesci nel fiume Sacco; ancora una volta le immagini sono qui a ricordarci che questa nostra terra continua ad essere abusata e martoriata da inquinatori seriali che agiscono e perseverano in barba alle leggi e alla salute degli abitanti della Valle del Sacco. Da giorni a Ceccano, e nei comuni limitrofi di Patrica e Frosinone, i cittadini sono costretti a convivere, giorno e notte, con odori nauseabondi che si sono accentuati negli ultimi 5/6 giorni e che rendono letteralmente impossibile la vita a coloro che vivono nelle zone più esposte. E, come in passato, anche stavolta un grido di dolore silenzioso si leva dal fiume Sacco che, dopo le mucche morte nel 2005, torna a restituirci una moltitudine di pesci, per ricordarci che il problema c'è ancora e persiste, forse più forte di prima. Qualcuno proverà ad imputare questo terrificante fenomeno al caldo, ma da queste parti sappiamo che prima della serrata di Agosto si procede alla pulitura degli impianti industriali e il veleno viene riversato giù lungo il fiume.

Una piaga, quella che attanaglia la Valle del Sacco, che non risparmia neppure gli abitanti, perché qui di inquinamento ci si ammala e si muore, come dimostrano i dati medici e gli studi fatti sulla popolazione locale, come l'ultima indagine condotta dal dr. Montano, andrologo della Asl di Aversa e dalla professoressa Eufemi, biochimica dell’Università La Sapienza di Roma, in merito agli effetti degli inquinanti sui liquidi seminali dei giovani della Valle del Sacco.

La misura è (di nuovo) colma, ed i cittadini sono ormai in preda alla rabbia e alla rassegnazione, perché qui di bonifica e tutela ambientale si parla tanto e da diverso tempo, ma senza risultati concreti.
Dove sono i rappresentanti Politici di questa terra? Consiglieri Regionali, Onorevoli e Senatori, dove siete? Quando mettereteBandieraprc 350 260 finalmente in atto azioni politiche a difesa di quel territorio che tanto dite di amare? Quando inizierà la bonifica promessa? I soldi stanziati per il SIN dove sono? Le perimetrazioni? Il coinvolgimento delle associazioni in difesa di Ambiente e Salute quando verrà attuato? Dove sono i controlli ? Da quando si è placato il clamore mediatico per la schiuma sembra che tutto sia finito, invece la Valle del Sacco continua a morire, e queste foto ne sono la prova. Basta ipocrisia, basta prenderci per i fondelli, e basta con questa latitanza della politica che sembra ricordarsi dell'esistenza della Valle del Sacco solo in determinate occasioni. In questa terra, da anni, si assiste ad una perdurante violazione del diritto alla salute e alla salubrità ambientale, a scapito dei cittadini di oggi e delle generazioni future, a cui rischiamo di consegnare un territorio ormai morente e avvelenato. Non è più tollerabile tutto questo.

"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza di un'autentica vita umana sulla terra" (H. Jonas).

Ceccano,31 Luglio 2021

Prc-se Circolo “5 Aprile” Ceccano
Laura liburdi
Luigi Mingarelli

 

 

 

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Ceccano: fiume Sacco inquinato e dimenticato

PD CECCANO. Partiti

Dopo 3 anni possiamo dire che quanto allora approvato è stato disatteso

fiumeSacco Ceccano 350 260Il dramma della questione ambientale che la nostra città continua a subire da tempo, merita un’attenzione ed una sorveglianza vigile e costante.
Quando si amministra una città da ben 6 anni bisogna saper dire ai cittadini anche cosa si è fatto e cosa si sta facendo per tutelare la salute dei cittadini ed il rispetto ambientale del nostro territorio. Puntare il dito contro qualcuno e paventare soluzioni fino ad ora totalmente disattese, come se la realtà sotto ai nostri occhi fosse ben altra, non fa parte del nostro dna.
Nella mia qualità di capogruppo del Partito Democratico di Ceccano, nel giugno del 2018 presi parte al Consiglio Comunale aperto che si svolse a Ceccano e che ebbe come punto focale all’ordine del giorno la drammatica questione ambientale della nostra città. Dopo un’ampia discussione, frutto di una partecipazione democratica anche dei cittadini e delle associazioni, come amministratori della città di Ceccano votammo una mozione che proprio il Partito Democratico presentò, per mio tramite, dimostrando una lungimiranza amministrativa a cui ancora una volta la maggioranza guidata dal Sindaco Caligiore si fece trovare impreparata.
Tale mozione, impegnava il Sindaco, il consiglio comunale e la giunta:

- “ad attivarsi coinvolgendo tutti gli Enti preposti, al fine di garantire la costituzione di un tavolo interistituzionale di Responsabilità Sociale con il Ministero dell'Ambiente e della Salute, la Regione Lazio, la Provincia di Frosinone, la Prefettura di Frosinone, l'Azienda Sanitaria Locale, l'Arpa Lazio, il Consorzio ASI e tutti gli attori istituzionali interessati, tale da coinvolgere rappresentanze della cittadinanza, associazioni e comitati territoriali, al fine di adottare un programma di interventi e provvedimenti per il miglioramento della qualità dell’aria, delle acque, ma soprattutto per il miglioramento della qualità ambientale dell'intero territorio e la tutela della salute pubblica dei cittadini tutti, promuovendo iniziative innovative anche in collaborazione con la Regione e il Governo per quanto di competenza;

- a farsi parte diligente per richiedere agli organismi preposti campagne di controllo più efficaci sul territorio a tutela della salute dello stesso e di quella dei cittadini residenti;

- a monitorare, comunicare e confrontarsi costantemente con i cittadini, le associazioni e i comitati di Tutela Ambientale nell'intero territorio della Valle del Sacco, sullo stato della qualità dell’ambiente, sui risultati dei monitoraggi e dei controlli, sull’avanzamento delle iniziative volte alla salvaguardia e al miglioramento ambientale e sugli interventi previsti dai diversi strumenti di pianificazione e gestione territoriale, convocando a cadenza trimestrale un consiglio comunale aperto con la popolazione di Ceccano”.

A distanza di 3 anni possiamo dire che quanto allora approvato in questo documento, in un giorno così importante per la città di Ceccano, sia stato totalmente disatteso.
Assenti sono stati e continuano ad essere i tavoli istituzionali di confronto con gli organi preposti, ma anche con i partiti e lepartito democratico bandiera350 250 realtà associative ambientaliste del territorio. Assente è un’azione sinergica in collaborazione con gli altri Comuni della Valle del Sacco. Assente è in particolar modo un monitoraggio costante del nostro territorio da parte dell’amministrazione comunale.

Pertanto, come Segretario del Partito Democratico, esprimo profondo rammarico per gli impegni disattesi su questo importante argomento, che ancora una volta in questi giorni è tornato a reclamare con forza la nostra attenzione, con una nuova moria di pesci. Sulla questione ambientale l’amministrazione comunale di Ceccano non può permettersi più passi falsi ed alcuna distrazione. Il Partito Democratico è pronto a rinnovare il proprio impegno su queste tematiche di vitale importanza per il futuro della città.

Come più volte fatto, anche in Consiglio comunale, dove sono numerosi i documenti presentati dal Partito Democratico all’attenzione della maggioranza, sulle molteplici sfaccettature della questione ambientale, sulla quale non può mancare la menzione delle polveri sottili, del beta-esaclorocicloesano e della necessità di un registro tumori al fine di monitorare l’incidenza di determinate malattie sulla salute dei cittadini che vivono questo territorio.

Il Segretario del Partito Democratico di Ceccano
Giulio Conti

 

 

 

 

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Fiume Cosa: il Parco che vogliamo

Il Capoluogo

Comunicato del Coordinamento Schioppo Bene Comune. 25 gennaio 2021

schioppobenecomune 390 minIl Coordinamento “Schioppo Bene Comune”, con riferimento agli interventi di esponenti dell'Amministrazione comunale apparsi di recente sulla stampa locale in merito alla realizzazione del Parco del Fiume Cosa, ritiene di dover esplicitare la propria visione su come dovrebbe configurarsi un progetto di parco che interessi il tratto urbano del fiume Cosa e le sue aree spondali.
Il dibattito in corso ha focalizzato l'attenzione sull'accesso agli stanziamenti piuttosto che su ciò che si intende realizzare. È invece a nostro avviso prioritaria la condivisione dell'idea progettuale di fondo che ispira gli interventi desiderati sull'area. Tale idea, peraltro, non può non scaturire dalla conoscenza acquisita di chi il fiume lo frequenta e lo vive, ne conosce le dinamiche idrogeologiche e lo stato del suo ecosistema, e sa comprendere il valore della biodiversità che ospita. Perché per progettare è necessario saper ascoltare il fiume, conoscerne il respiro fatto di alternanza stagionale di piene e siccità, che vincola in modo molto rigido le possibilità di intervento.

Noi crediamo fermamente che la fruibilità delle aree spondali debba coniugarsi in maniera inscindibile con la tutela e la salvaguardia della naturalità degli habitat, che è il vero patrimonio da consegnare in eredità alle future generazioni. L'obiettivo primario deve essere dunque non certo la realizzazione di interventi costosi, manomissivi o di opere tanto invadenti quanto effimere, quanto piuttosto la conservazione della wilderness, l'arricchimento della diversità floro-faunistica, la preservazione dei servizi ecosistemici resi dall'ambiente fluviale, in una prospettiva di irrobustimento tangibile della resilienza urbana.

Ciò che proponiamo non è, sia chiaro, la creazione di un santuario intoccabile e inaccessibile. Proponiamo che siano i cittadini, con la loro partecipazione attiva, gli attori della tutela e cura, nonché i beneficiari ultimi del futuro parco, in un'ottica di ricucitura armonica degli insediamenti antropici esistenti con il corridoio ecologico che attraversa la città da parte a parte e che costituisce oggi un valore aggiunto e identitario di Frosinone. L’autogestione in regime di Bene Comune che si sta sperimentando allo Schioppo, laddove cittadini, associati e non, tutelano, curano e rendono fruibile l’area a tutti i cittadini.
Ben venga dunque un progetto per il parco finalizzato a ricucire il rapporto tra "fiume e città", tra Frosinone alta e bassa, la qual cosa renderebbe l'asta fluviale il cuore verde della città e dunque anche segno identitario della stessa.

Ben venga quindi il parco, purché lo sia non solo nominalmente ma effettivamente. Ben vengano il restauro e la valorizzazione delle antiche mole, purché siano accompagnati dalla tutela delle altre emergenze storiche e archeologiche rinvenibili lungo il corso del fiume. Ben venga la realizzazione di percorsi ciclopedonali a basso impatto, ma contestualmente a un'azione capillare di rimboschimento di essenze arboree autoctone da attuarsi con la partecipazione attiva della cittadinanza e delle scuole.

A questo proposito, deve essere sottolineata la centralità del fiume Cosa e dei suoi ambienti più rappresentativi - come l’area dello Schioppo - oggetto delle cure assidue dei volontari delle nostre Associazioni, come anche l’area di Maniano, Mola Vecchia, Vignali-Fontana Tonica, nell’educazione ambientale delle nuove generazioni, vero pilastro nella costruzione di una comunità che sappia confrontarsi con le immani sfide poste dalla crisi ecologica e climatica.

Rifuggiamo dunque dall'idea di un parco come l'ennesima opportunità, dipinta stavolta di verde, per distribuire denaro pubblico e prebende dai ritorni elettorali, ma sosteniamo invece con forza il progetto di un parco vero in cui tutti possano sì camminare ma in punta di piedi, un parco autenticamente tale in grado di riconciliare i frusinati con la natura dimenticata che nonostante tutto ancora prorompe nel cuore della città.

 

 

 

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M5S. Fontana e Marcelli per il fiume Liri

Acque e Ambiente 

 M5S: Loreto Marcelli e Iaria Fontana deunciano stato allarmante fiume Liri

Lirineldegrado 360 min“Lo stato in cui versa il fiume Liri è allarmante e non è la prima volta che denuncio questa situazione”. Così il Consigliere regionale Loreto Marcelli sulle condizioni delle acque anomale del fiume Liri. Già nei mesi scorsi il preoccupante stato del fiume aveva portato il Consigliere a numerosi sopralluoghi e a chiedere alle autorità competenti di intervenire per far luce sulla situazione, e nel mese di luglio ha presentato formale esposto alle Procure della Repubblica del tribunale di Cassino e di Avezzano e ai Carabinieri del gruppo forestale di Frosinone, insieme al Consigliere Comunale Fabrizio Pintori. “Non è più accettabile che il fiume Liri, ormai periodicamente, versi in simili condizioni, - conclude il Consigliere Marcelli - è doveroso capire la natura di acque anomale schiumose e torbide”.
“Il 9 luglio ho inviato una lettera al ministro dell’ambiente Sergio Costa per chiedere l’intervento del RAM (Reparto ambientale marino delle capitanerie di porto) nelle attività di controllo sul Liri, a partire dalla foce sino a Capistrello, in Abruzzo, dove venivano registrati da mesi ulteriori sversamenti - dichiara Ilaria Fontana, Portavoce del M5S alla Camera e membro della Commissione Ambiente, Lavori pubblici e territorio - la repressione degli illeciti deve essere accompagnata anche da una attività di prevenzione: i monitoraggi periodici effettuati dalle ARPA territorialmente competenti in ottemperanza alla Direttiva Quadro Acque non ha una cadenza sufficiente a rispondere a questo tipo di inquinamento. Sto portando avanti un’attività di denuncia che non si fermerà di certo, e continuerò a monitorare attentamente quanto accade. La preoccupazione per le condizioni di salute dei nostri fiumi, e del nostro oro blu, dell’ambiente circostante e dei cittadini che lo abitano deve essere una priorità.”
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