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PSI Ceccano. Che dire della gestione del depuratore consortile?

PSI “SANDRO PERTINI” CECCANO

A proposito del consiglio comunale del sei maggio '22

psi 350 minSi assiste con sgomento ai consigli comunali, ormai dovremmo essere abituati ai loro continui sproloqui, ma il consiglio comunale del sei maggio c.m. è stato il più fantasioso.

Si premette che il problema ambientale, purtroppo presente assiduamente nella nostra amata terra, non ha colore politico. Si ricorda che il sindaco assume sia il ruolo di autorità sanitaria che di pubblica sicurezza, l’amministrazione deve farsi carico delle proprie responsabilità. L'interrogazione “del 11 novembre 2021 avente in oggetto le vicende che hanno interessato la gestione del depuratore consortile” presentata dal nostro consigliere, Emiliano Di Pofi, insieme agli altri consiglieri di minoranza, rivolta all’assessore Del Brocco è stata accolta dall’assessore con ilarità. C’è poco da ridere e da scherzare. Potrebbe incrementare i controlli, ad esempio sul depuratore dell’Asi e sulle aziende che emettono quella puzza acre che raggiunge in alcuni casi anche il centro storico della cittadina, ma più spesso avvolge come un manto velenoso la parte bassa. Il nostro territorio è profondamente ferito dall'inquinamento, non è difficile incontrare accumuli e piccole discariche di rifiuti.

C’è assolutamente bisogno di interventi strutturali, di diffondere la cultura dell’ambiente. Non basta farsi selfie.
Nascondersi dietro la solita frase faziosa che viene ripetuta come un mantra da questa amministrazione, non funziona più, Caligiore e la sua giunta siedono in consiglio comunale da ben 7 anni.

Ceccano, 10 maggio 2020. Comunicato stampa PSI sezione Sandro Pertini di Ceccano Angelo Belli, iscritto

 

 

 

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Emanuela Piroli: "Caligiore liberi la città da una gestione amministrativa inadeguata e imbarazzante"

CORAGGIO DI CAMBIARE

Ceccano meriti le scuse per quello che ha subito in questi giorni

da Coordinamento politico “Il Coraggio di Cambiare”
EmanuelaPiroli consfondo 350 minÈ passata una settimana dalla pubblicazione del post della vergogna da parte dell’ex assessore alla cultura Stefano Gizzi. Una settimana in cui la nostra città è stata protagonista, suo malgrado, di una squallida vicenda politica. La presa di distanze da parte del Sindaco Caligiore è arrivata con colpevole ritardo, solo dopo la revoca della delega, peraltro voluta dalle alte sfere dello stesso partito di Gizzi, la Lega. Se il senatore Durigon non avesse preso in mano la situazione, Gizzi sarebbe ancora al suo posto e Caligiore non avrebbe preso alcuna posizione, come sempre è stato. La dimostrazione di ciò è il fragoroso silenzio della maggioranza tutta. Nessuno, infatti, ha speso una parola in merito. Ciò denota una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini e fa presagire un regolamento di conti interni alla maggioranza, probabilmente in vista dell’imminente voto sul bilancio, o per definire la spartizione delle poltrone e delle candidature alla Regione o al Senato.

Crediamo che Ceccano meriti le scuse per quello che ha subito in questi giorni, e non ci bastano le scuse di Gizzi alla maggioranza, tra l’altro smentite da lui stesso. Una città messa completamente alla berlina da questa amministrazione e dal Sindaco Caligiore.

I ceccanesi sono finiti sotto accusa su tutti i media nazionali e fatti passare per estremisti, guerrafondai e perché no, anche razzisti e contrari alla solidarietà.

In questi anni non erano mancati segnali di intemperanze da parte di Stefano Gizzi, che non avevamo avuto remore nel segnalare, chiedendo dimissioni, revoca delle deleghe e presentando anche un’interpellanza in consiglio comunale.
Gizzi, tra le tante cose, si era contraddistinto per aver bruciato in piazza il Codice da Vinci, per il sostegno allo “sciamano americano” nella vergognosa rivolta a favore di Donald Trump, per il suo assurdo paragone tra il green pass e le leggi razziali, ma potremmo citare altre decine di casi. Non ultimo l’epiteto con cui continua ad apostrofare sua Santità Papa Francesco, per Gizzi ‘il perito chimico Bergoglio’.

«Dopo anni di esternazioni pubbliche al limite della decenza, da sempre da noi condannate, si chiude una brutta pagina per la città ed i ceccanesi tutti - ha dichiarato la consigliera Emanuela Piroli - Esprimo soddisfazione per l’azione unitaria realizzata dalle forze politiche e consiliari di opposizione, di concerto con i nostri concittadini. Ringrazio tutti coloro che ad ogni livello politico ed istituzionale, hanno apportato un contributo. Purtroppo, però, devo constatare che il sindaco Caligiore, che ricordo essere anche carabiniere, non è da meno di Gizzi. Come dimostrato da una sua storia su Instagram, dove, con una violenza verbale che ci lascia basiti, la sinistra viene associata al brigatismo, utilizzando come sottofondo musicale il brano di un gruppo fondato da Massimo De Angelis, neofascista eversivo di "Terza Posizione". Questo evidenzia, sicuramente, un certo nervosismo del primo cittadino, ma anche la sua incapacità nello svolgere il ruolo che gli compete, quello di essere il garante di tutti. Ci spieghi il Sindaco cosa intendesse esprimere con quella frase, anzi no, si dimetta e liberi la città da una gestione amministrativa inadeguata e imbarazzante. Così da poter iniziare a progettare interventi e a sviluppare idee per costruire un futuro migliore, questioni che non sembrano nell’agenda del Sindaco».

 

 

 

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Ceccano. Gestione arrogante anche nel 2° Consiglio comunale

Comuni del Frusinate. Ceccano

Basta a discorsi fuori luogo su “quelli di prima”: prima di ora c'erano loro

Per il valCivesCeccano 350 minore che diamo al consiglio comunale, che è il simbolo della partecipazione civica e l’espressione della libertà democratica, per il rispetto assoluto dell’istituzione che rappresenta, non possiamo restare in silenzio di fronte ad atteggiamenti impropri del Sindaco, dei suoi assessori e dei consiglieri di maggioranza nei confronti della minoranza consiliare e dei nostri consiglieri Piroli e Querqui. Già durante il primo consiglio comunale si era palesata una certa tendenza della maggioranza, a sminuire il ruolo e le istanze dell'opposizione. Tendenza ancor più evidente nel corso del secondo consiglio comunale, il 30 ottobre, in cui si è discusso ed approvato il bilancio di previsione. 

Noi non ci stiamo a subire certi atteggiamenti irrispettosi ed arroganti, e ci opponiamo ai tentativi di prevaricazione, da parte di chi, mostrando i muscoli della vittoria al primo turno, cerca di svincolarsi da una discussione nel merito e addita la controparte come impreparata e ignorante, pur di non rispondere a domande di interesse prioritario per la comunità, come ad esempio quella sul piano di rientro dal disavanzo. Anziché entrare nel merito tecnico delle osservazioni avanzate dai nostri consiglieri comunali, hanno cercato di distogliere l’attenzione con argomentazioni vaghe e attacchi pretestuosi, fino a vere e proprie cadute di stile, al fine di screditare consiglieri di minoranza.

Una tecnica arrogante, aggravata dalla “consuetudine”, così l’ha definita l’assessore Gizzi, e fatta sua dal Presidente del Consiglio Giovannone, che dovrebbe essere garante di tutti, di far chiudere l’assemblea dall’intervento del Sindaco senza alcun diritto di replica. Un atto gravissimo. Caligiore può dire tutto quello che vuole, e nessuno può replicare. Un’arroganza inaccettabile, che mina la sana e costruttiva discussione e limita la libertà di espressione in seno al consiglio comunale. Evidenzieremo costantemente queste anomalie ed utilizzeremo altri canali per dire la nostra.

Nel merito del bilancio discusso nell’ultimo consiglio comunale, rafforzando gli interventi dei nostri consiglieri comunali, riteniamo discutibili alcune affermazioni avanzate dal sindaco e dalla sua maggioranza. Verità, o presunte tali, su aumento della qualità dei servizi e diminuzione della pressione fiscale sui cittadini. Per il primo tema, vogliamo portare ad esempio il ritardo nei pagamenti degli stipendi dei dipendenti, tanto da sollevare un’agitazione sindacale; i debiti con il sistema bibliotecario della Valle del Sacco e la conseguente mancanza del servizio di prestito intersistemico; i debiti con i fornitori di servizi all’Ente; il servizio mancante della raccolta del rifiuto indifferenziato del sabato; oltretutto ancora non è chiaro come sia stato possibile fare in 2 anni (2018/2019) un debito verso la SAF pari a quello fatto da tutte le amministrazioni precedenti. Proprio sui rifiuti, la maggioranza continua a vantare uno sviluppo virtuoso del piano, tanto da abbassare le tariffe della TARI. Curioso che la tariffa sia la stessa, ma manchi una giornata di raccolta. Anche le dichiarazioni dell’assessore Del Brocco sono inqualificabili, quando fa riferimento a persone che adesso parlano di raccolta differenziata, ma, a suo dire, non sapevano distinguere l’alluminio dalla plastica e la carta. Ancora una volta si continua a parlare con toni pregiudizievoli senza avere argomenti per farlo. Diciamo basta a queste inutili denigrazioni dei cittadini, invece di pensare al suo ruolo amministrativo ed istituzionale, centrale nella nostra città come quello dell’assessorato all’ambiente.

Diciamo basta, inoltre, a discorsi davvero fuori luogo su “quelli di prima”. Non dobbiamo difendere nessuno, ma crediamo che Caligiore e suoi abbiano l’obbligo di pensare a quanto c’è da fare per la città e a tutte le inadempienze di “quelli di prima di adesso”, ovvero lui e la sua precedente amministrazione.

Ufficio Stampa Cives Ceccano

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M5S Veroli: Cambia la gestione servizi d'informatizzazione?

M5S logo minIl gruppo Movimento 5 Stelle Veroli attraverso la persona del consigliere comunale Fabrizio Cretaro ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione rivolta al Sindaco Simone Cretaro ed all’Assessore con delega agli affari legali e contenzioso Emanuele Fiorini per chiedere delucidazioni sul cambio in corsa dell’affidamento per la “gestione del servizio di informatizzazione comunale”; tale richiesta dichiara il consigliere Cretaro “si è resa necessaria poiché abbiamo notato che l’amministrazione ha voluto interrompere anzitempo il contratto con l’azienda informatica che gestiva il servizio sostituendola nel mese di Novembre con un’altra, abbiamo per questo chiesto quindi nello specifico quale fossero i motivi dietro tale decisione, se i corrispettivi poi non ancora versati alla vecchia ditta incaricata riguardanti i mesi a venire si sarebbero comunque dovuti versare alla stessa e soprattutto cosa non meno importante trattandosi di soldi pubblici se tale interruzione anticipata di affidamento comportava o meno delle sanzioni a carico del Comune. Proprio nella giornata di ieri lunedì 16 è arrivata pronta la risposta dell’amministrazione che ci spiega che la ragione per cui si è arrivati all’interruzione anticipata dell’affidamento è da ricondurre ad un 'servizio non più soddisfacente' da parte della vecchia ditta, ci rassicurano inoltre sul fatto che non ci saranno duplicazioni di pagamento dovute al subentro della nuova azienda affidataria né tantomeno delle sanzioni che possano gravare sulle casse comunali."

 

 

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PD critica la gestione rifiuti nella città di Frosinone

assemblea pd fr 350 260 mindal Partito Democratico Circolo di Frosinone - Negli scorsi giorni siamo stati raggiunti da segnalazioni e notizie riportate da quotidiani locali circa le criticità che si stanno creano attorno al nuovo sistema di gestione rifiuti nella città di Frosinone.

La mancanza di un vero e preliminare coinvolgimento di associazioni, comitati di quartiere, famiglie e cittadini ha dato alla città un piano di raccolta pensato e calato totalmente dall’alto, questo fatto oggi determina situazioni di sporcizia e degrado in varie zone del centro e dalla periferia della città, dove i cassonetti condominiali risultano insufficienti nel sostenere il carico e dove iniziano a fiorire piccole discariche e accumuli di rifiuti nel territorio urbano. Ci sono inoltre notevoli ritardi e criticità anche nella transizione dal vecchio al nuovo gestore specialmente nel centro storico dove la distribuzione di materiali e informazioni è al palo o comunque eseguita con superficialità e scarsa omogeneità, creando ulteriori disagi ai cittadini interessati dal sistema di raccolta porta a porta i quali ancora non sanno quando arriveranno i nuovi kit, e nel qual caso non saprebbero dove e come smaltire il vecchio kit, notevolemente più ingombrante, dal momento che questi non vengono ritirati dal nuovo gestore.

In queste ore i circoli cittadini del Partito Democratico e dei Giovani Democratici di Frosinone hanno presentato un esposto al Comune di Frosinone, col proposito di denunciare una complessa situazione di degrado urbano che avvolge purtroppo molte aree del capoluogo e richiedere immediati interventi all’Amministrazione Comunale: sarà necessario aprire un vero confronto e degli spazi di fattiva collaborazione tra comune, gestore e cittadini se si vuole davvero correggere il tiro di un sistema di raccolta purtroppo partito male.

Nei prossimi giorni cercheremo di dare seguito a queste iniziative integrando a questo un lavoro di opposizione e proposta in seno all’assise comunale, lo faremo con i nostri rappresentanti eletti e possibilmente con tutti coloro i quali vorranno contribuire al superamento di una situazione di degrado ormai palese ed insostenibile per un capoluogo di provincia.

Partito Democratico Circolo di Frosinone
Gruppo Consiliare PD Frosinone
Giovani Democratici Circolo di Frosinone

Frosinone, 05/06/2018

 

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'Affidare in gestione la palazzina polifunzionale dei Cavoni'

Frosinone centro polifunzionale incompiuto minDaniele Riggi: ”Affidare in gestione gli spazi della palazzina polifunzionale dei Cavoni dove i lavori sono terminati per evitare lo stato di abbandono dell'edificio”

La situazione in cui versa il quartiere Cavoni, uno dei più popolosi di Frosinone, è a dir poco scandalosa. Il quartiere, infatti, ormai da diversi anni, ospita una delle più grandi opere “incompiute” della città: la palazzina polifunzionale. L'opera è diventata una sorta di cattedrale disabitata circondata da una “giungla” verde. Dopo anni di lavori e vicende travagliate ci ritroviamo un edificio terminato, che però deve essere ancora rifinito, un'area di cantiere abbandonata al degrado e, intorno, delle aree che dovevano essere attrezzate con verde pubblico e che, invece, sono diventate una vera e propria giungla nel cuore del quartiere. Al di là dei tempi necessari a sbloccare i lavori e dei fondi disponibili per riqualificare l'opera, a mio parere, la priorità dell'Ammnistrazione deve essere quella di non lasciare più incustodito l'edificio. Non bisogna dimenticare, infatti, che negli anni passati ladri e malintenzionati hanno rubato finestre e altri materiali dal palazzo, arrecando alla struttura danni superiori a 500mila euro.

Nel 2016 l'Amministrazione comunale ha dovuto spendere ben 480mila euro per riparare i danni. L'altra priorità è quella di preservare gli spazi dove i lavori sono terminati, spazi che, altrimenti, se non sono vissuti, sono destinati a rimanere ancora per molto tempo abbandonati. Se il Comune non ha le risorse per garantire un servizio di custodia all'edificio allora prenda in considerazione almeno l'ipotesi di cedere in gestione gli spazi della struttura dove i lavori sono stati completati. Attraverso un bando pubblico si potrebbero affidare questi spazi ad associazioni o ad attività di tipo economico per mantenere in vita l'edificio ed evitare che resti disabitato e abbandonato a se stesso.

Ci sono molti giovani che, ad esempio, cercano spazi in città per avviare attività di co – working o di tipo ludico-ricreativo, ci sono anche molte associazioni che ultimamente hanno difficoltà a trovare una sede in cui stabilirsi. Per quanto riguarda, invece, le aree verdi circostanti, che devono essere attrezzate per diventare luogo di aggregazione per i cittadini, si potrebbe pensare al contributo di sponsor privati, così come si è deciso di fare per altre aree verdi della città. Non capisco perché l'Amministrazione Ottaviani, che in questi anni non ha esitato a spendere centinaia di migliaia di euro in eventi e opere non indispensabili, di fronte a un opera di questa importanza, collocata in un quartiere popoloso e in un punto di enorme visibilità, abbia esitato a stanziare le risorse necessarie a terminare i lavori. Sicuramente la colpa dei mancati finanziamenti all'opera non può essere attribuita totalmente all'Ammnistrazione che ha ereditato questa situazione, ma è altrettanto vero che l'Amministrazione, molto probabilmente, non ha ha mai inserito questa opera tra le sue priorità.

 

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Gestione pubblica delle acque. Opposizione chiede impegni per l'attuazione

Ferentino municipio 350 260Al presidente del Consiglio Comunale di Ferentino, Al Sindaco del Comune di Ferentino, Al Prefetto di Frosinone

Ferentino, li 13 Ottobre 2017

Oggetto: RICHIESTA CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE – ODG.
Impegno per l’attuazione della Legge regionale 4 aprile 2014, n.5 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”

Ai sensi della normativa vigente Art.39 D. Lgs. 267/2000, e dell’Art.42 del Regolamento del Consiglio Comunale e degli altro Organi Istituzionali, i sottoscritti Consiglieri comunali, chiedono la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario ed urgente per discutere sul seguente Ordine del Giorno:

ODG Impegno per l’attuazione della Legge regionale 4 aprile 2014, n.5 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”

IL CONSIGLIO COMUNALE di FERENTINO

PREMESSO CHE

• l'acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita e, pertanto, la disponibilità e l'accesso all'acqua potabile e all'acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi costituiscono un diritto inviolabile dell'uomo, un diritto universale, indivisibile, che si può annoverare fra quelli di cui all'articolo 2 della Costituzione;
• con la promulgazione della Carta Europea dell'Acqua (Strasburgo 1968) la concezione dell'acqua come “bene comune” per eccellenza si è progressivamente affermata a livello mondiale;
• il principio dell'accesso all'acqua come diritto fondamentale di ogni persona, secondo criteri di parità sociale e di solidarietà, e stato, altresì, ribadito dall'assemblea Generale delle Nazioni Unite (Risoluzione ONU del 29 luglio 2010);
• inoltre, la risoluzione del Parlamento Europeo del 11 marzo 2004 sulla strategia per il mercato interno già affermava “essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno”;
• la Risoluzione del Parlamento Europeo del 15 marzo 2006 sul IV Forum mondiale dell'Acqua dichiara “l'acqua è un bene comune dell'umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l'accesso all'acqua alle popolazioni più povere entro il 2015 ed insiste affinché “la gestione delle risorse idriche si basi su un'impostazione partecipativa e integrata, che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua a livello locale e in modo democratico”;
• “un più ampio accesso alle informazioni e una maggiore partecipazione ai processi decisionali migliorano la qualità delle decisioni e ne rafforzano l'efficacia, contribuiscono a sensibilizzare il pubblico alle tematiche ambientali e gli consentono di esprimere le sue preoccupazioni, permettendo alle pubbliche autorità di tenerne adeguatamente conto”, come sancito dalla Convenzione Internazionale di Aarhus (1998), ratificata dal nostro Parlamento con legge n. 108 del 2001 e approvata dalla Comunità europea con decisione n. 2005/370/CE del Consiglio, del 17 febbraio 2005;
• l’articolo 43 della Costituzione cita: “A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale”.
• l'esito della consultazione referendaria del 12 e 13 giugno 2011, sancito dai decreti presidenziali pubblicati in Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 167 del 20-7-2011, ha determinato l'abrogazione sia dell'articolo 23-bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con la legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modificazioni e integrazioni, sia del comma 1 dell'articolo 154 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;

RITENUTO CHE

• il bene acqua, pur essendo rinnovabile, per effetto dell'azione antropica può esaurirsi: è quindi responsabilità individuale e collettiva prendersi cura di tale bene, utilizzarlo con saggezza, e conservarlo affinché sia accessibile a tutti e disponibile per le future generazioni;
• i cambiamenti climatici a livello mondiale stanno alterando gli equilibri del pianeta, producendo effetti che si manifestano anche in Italia con piogge torrenziali alternate a siccità prolungate e, nella nostra regione, con preoccupanti processi che determinano l’impoverimento delle falde acquifere;
• per le ragioni e considerazioni in premessa, è necessaria una rinnovata iniziativa di tutte le pubbliche istituzioni per far si che l’acqua, risorsa naturale limitata, continui ad essere considerata bene comune pubblico e non merce condizionata dal mercato e dal profitto;
• non è ulteriormente accettabile e sostenibile lo stato in cui versano le risorse idriche nel territorio del Comune di Ferentino (Fr) e, più in generale, quelle all’interno della Regione Lazio, caratterizzata da un continuo depauperamento in termini di quantità e qualità delle acque, dovuto principalmente ad una mancanza di pianificazione e una gestione orientata a massimizzare i profitti piuttosto che a garantire un servizio essenziale;

VISTO CHE

• il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato la legge di iniziativa popolare 04 Aprile 2014, n. 5 sulla “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”;
• l’articolo 5 comma 1 della Legge Regionale n. 5 del 04/04/2014 prevede che “Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Regione individua con apposita legge gli ambiti di bacino idrografico e, al fine di costituire formalmente le Autorità di detti ambiti, disciplina le forme e i modi della cooperazione fra gli enti locali e le modalità per l’organizzazione e la gestione del servizio idrico integrato, costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.”;
• la Corte Costituzionale, con la sentenza 13 luglio 2017 n. 173, ha stabilito che gli Ambiti Territoriali Ottimali vanno definiti mediante un atto amministrativo e non attraverso una Legge Regionale;

IMPEGNA

la Giunta comunale ed il Sindaco a sollecitare il Presidente e la Giunta della Regione Lazio ad attuare la L.R. 4 aprile 2014, n. 5 "Tutela, governo e gestione pubblica delle acque" e quindi:

• ad approvare un atto amministrativo che in attuazione dell'art. 5 di suddetta Legge Regionale istituisce gli Ambiti di Bacino Idrografico e dispone la Convenzione di Cooperazione Tipo per il governo dei medesimi prendendo a base della discussione la proposta di legge prodotta dal Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio e depositata a firma di diversi consiglieri regionali, di maggioranza e opposizione, denominata PdL n. 238 che punta alla definizione di una pluralità di ambiti territoriali ottimali su base idrografica;

• a porre in essere, nelle more della definizione del nuovo assetto del servizio idrico integrato sul territorio della regione, ogni possibile azione volta ad impedire il passaggio forzato degli impianti dei comuni ai gestori del servizio in forza delle convenzioni stipulate sulla base della normativa previgente e volta ad intervenire immediatamente per la cessazione degli affidamenti e delle concessioni non conformi alle norme europee;

Marco Maddalena, Maurizio Berretta, Marco Valeri, Gianni Bernardini,

 
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"Una vera e pura vergogna la gestione sanitaria a Frosinone"

Bandiera pci 350 260di Marcello Colasanti, Pci Frosinone - Vergognoso, una vera e pura vergogna la gestione sanitaria a Frosinone, in particolar modo l'ufficio "ESENZIONE TICKET" che tocco con mano in questi giorni.
Qualche giorno fa le cronache dei giornali locali denunciavano lo stallo dell'ufficio per la rottura dei computer e rinvii delle pratiche ad altre date non ben definite. Ad oggi credo che il problema non sia affatto cambiato, ogni 2/3 giorni cerco di varcare l'atrio d'attesa per prendere un numeretto per la fila e sistematicamente ci rinuncio .
Oggi 5 maggio alle ore 11.40 ho preso il n° 85 e in stanza c'era il n° 31, con 54 numeri avanti a te e visto l'ora, ci rinunci di nuovo, perché, poi la domanda viene spontanea, il turno di lavoro quando finisce?
Ma i responsabili di questa martoriata ASL sono al corrente del disservizio che stanno procurando, una persona che lavora quanto tempo deve pretendere per una pratica di 15 minuti?
È veramente così laborioso fare una pratica? oppure è una volontà manageriale e oso dire forse anche politica per scoraggiare tanta gente e curarsi a proprie spese come spesso sta succedendo in tutta Italia e la Regione Lazio risparmia e riduce il debito, oppure inducono ad innervosire il malato affinché rinuncino perfino a curarsi? e l'abolizione dei ticket in questo caso non sarebbe la cosa migliore?
Un appello lo faccio agli eletti della provincia affinché non dicano che tutto va bene perché il Presidente Zingaretti ha promesso 99 milioni di euro per un nuovo ospedale a Sora, vogliamo che funzionano quelli esistenti e non vogliamo più sentire dire dal Dott. Cristofari che c'è fila nei pronto soccorso perché è la procedura e che deve funzionare così. No, non è possibile, bisogna cambiare registro, la SALUTE deve essere salvaguardata.
Saluti

Frosinone 04/05/17

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Piglio: Bando per la gestione dell'ex stazione ferroviaria

stazione Pigliocomunicato completo 180Piglio / Felli: "L'ex stazione nell'ambito di un progetto turistico culturale"

E’ stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune Piglio, il bando di gara per l’assegnazione in concessione di un immobile di proprietà comunale, sito nel complesso della ex stazione ferroviaria, adiacente alla pista ciclabile che da Paliano giunge a Fiuggi, destinato ad attività turistiche, culturali e sportive. Il bando pubblicato evidenzia una locazione per la durata di un anno, con decorrenza dal prossimo 1 maggio fino al 30 aprile 2018 per lo svolgimento di attività ricettiva, consistente nella somministrazione di alimenti e bevande preconfezionati ai frequentatori, dando atto che il locatario, nel rispetto della normativa vigente, potrà organizzare in detti locali anche attività, iniziative, e manifestazioni ricreative e sportive (noleggio biciclette, etc.). Tale servizio potrà essere organizzato e gestito sia dalle Associazione di tipo sportivo, ricreativo, culturale, ambientale, sia da titolari di attività commerciali per la vendita e somministrazione di alimenti e bevande regolarmente iscritte alla C.C.I.A.A., con sede in Piglio. "Mentre stiamo dando vita ad un calendario di iniziative per promuovere l'intera pista ciclabile in sinergia con la FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) -sottolinea il Sindaco Mario Felli- abbiamo pubblicato questo bando, al fine di permettere ai sodalizi o privati di poter offrire un servizio turistico e commerciale alle centinaia di fruitori della pista ciclabile. L'ex stazione ferroviaria di Piglio, come le altre lungo il tratto, è un vero monumento storico, la cui iconografia ci fa viaggiare tra passato, presente e futuro; e che ci consente, pertanto di assegnare lo status di “bene comune” a questo luogo che, per la sua destinazione, ha concorso alla genesi del concetto di mobilità e crescita del territorio. Oggi, poi, le vecchie stazioni ferroviarie non sono più concepite come meri luoghi di transito, di arrivo e partenza dei viaggiatori, non funzionando più la linea ferroviaria, ma stanno acquisendo, una valenza commerciale e culturale, diventando luoghi d’incontro, di scambio e di relazione per tutti i cittadini. La stazione si apre al territorio, -conclude il Sindaco Felli- diventa agorà e si propone come polo di attrazione urbana, centro di servizi e funzioni polivalenti dedicati a tutti gli abitanti e fruitori vari". Il canone mensile stabilito è di € 50,00.

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Rifiuti: siamo di fronte ad una gestione del tutto raffazzonata

rifiuti 350 260di Ivano Alteri - Dobbiamo correggere, in peggio, un dato che abbiamo fornito in un nostro precedente articolo sui rifiuti, a proposito della raccolta differenziata nel comune di Frosinone. Avevamo scritto che si aggirava intorno al 18%, come risultava dai dati Istat, quando invece è effettivamente intorno al 12%, come emerso dall'intervento del sindaco nel corso di un consiglio comunale. Ciò, oltre a provare che l'ottimismo non ci manca, rinforza la nostra idea che nella gestioni dei rifiuti, tramutati artificiosamente in immondizia, ci sia qualcosa che non quadra. Qualche logica contorta, generata da interessi truffaldini (e vagamente omicidi, bisogna aggiungere), sembra volerci mantenere nel pantano maleodorante e malefico dello status quo.

Dalla discussione pubblica che si svolge sui giornali locali, soprattutto in queste settimane di crisi acuta della gestione romana dei rifiuti, tale logica viene accuratamente occultata dietro posizioni gagliarde e toste che, anziché proporre strategie alternative come ci si attenderebbe legittimamente da amministratori e politici, si limitano a mostrare i muscoletti sgonfi di chi, politicamente parlando, avrebbe soltanto gli occhi per piangere. “No ai rifiuti romani” è il loro grido di battaglia, lanciato gonfiando il petto. Ma dopo questo grido ardimentoso, profluvi di cifre e foto con mascella volitiva sui giornali, non c'è, ahinoi, nessuna battaglia; e i ciociari continuano ad affogare nell'immondizia, propria e altrui.

Anzi. Si continua a confondere (intenzionalmente?) lo smaltimento (oneroso) col recupero (remunerativo), la produzione di energia sporca con la trasformazione dei rifiuti in materia prima seconda, l'immondizia indifferenziata coi rifiuti differenziati. Come se nulla sia accaduto in giro per l'Europa, per esempio in Germania, dove un uso accorto delle migliori tecnologie e delle migliori pratiche di raccolta costituiscono un business importante, e pulito, per quelle comunità; cui anche noi, con amara ironia, contribuiamo alacremente mandandogli a caro prezzo rifiuti di cui noi, invece, non sappiamo cosa fare.

Peggio; si continua a rinnovare appalti facendo copia-incolla con bandi precedenti, come se negli anni nulla sia accaduto in Ciociaria, in termini di inquinamento e malattie, di deturpamento del territorio, contaminazione del suolo e delle falde acquifere... Così è avvenuto proprio a Frosinone, città capoluogo, dove nel 2015 è stato rinnovato un appalto, fotocopia del precedente che aveva causato anche l'arresto del vicesindaco, alla stessa società uscente che già aveva mancato tutti gli obiettivi (tutti!) di differenziata fissati dal bando e dalla legge.

Inoltre, tra le norme imposte al gestore erano già presenti delle sanzioni a suo carico, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata. Per ogni anno era fissato l'obiettivo percentuale; e per ogni punto percentuale in meno rispetto ad esso era prevista una sanzione dai 20 ai 30 mila euro. Considerato che lo scostamento in difetto negli anni scorsi è stato di decine di punti percentuali l'anno, le sanzioni che il gestore avrebbe dovuto pagare al Comune di Frosinone ammonterebbero a milioni di euro. Sono state comminate queste sanzioni? Se sì, sono state anche scorporate dal calcolo della relativa tassa imposta ai cittadini? Se invece non sono state comminate, perché?

Come si può vedere, siamo di fronte ad una gestione del tutto raffazzonata, senza un minimo di studio, senza alcun controllo sui risultati. Una sciatteria politica che impedisce di far valere anche quanto di buono pure è scritto negli stessi contratti redatti dalla pubblica amministrazione; e che consente al gestore di fare il bello e il cattivo tempo con i soldi dei cittadini, con la loro salute e con le loro condizioni di vita generali.

Tutte questioni che andrebbero chiarite al più presto dagli amministratori cittadini (anche da quelli d'opposizione, se possibile), e da tutti gli altri. Anche per fugare il sospetto che dietro le dichiarazioni gagliarde e toste non vi sia invece la recondita volontà di proteggere interessi indicibili e di mantenere l'inaccettabile status quo.

Frosinone 6 agosto 2016

 
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