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No all'inceneritore rifiuti di Roma

COLLEFERRO. AMBIENTE

Intelligenza e onestà è guardare oltre il proprio naso e i propri interessi

di Gruppo territoriale 5 Stelle Valle del Sacco Roma Sud
Inceneritori h250 minLa storia dovrebbe insegnare a non ripetere gli errori commessi in passato, ancor più se sono stati cagione di disastri e malattie. Dovrebbe essere superfluo dirlo o scriverlo, ma nei fatti e per certe scelte della politica c’è purtroppo sempre bisogno di ripeterlo, anche all’indirizzo di chi si professa intelligente e titolato.
Oggi ci ritroviamo con il neosindaco di Roma che alle sue già poco lusinghiere gesta aggiunge, con allucinante indolenza verso i Cittadini, la proposta per la realizzazione di un termovalorizzatore (ovvero un inceneritore di rifiuti) per risolvere il problema dell’immondizia nella Capitale.
Geniale!

Una proposta quantomeno clamorosa, quella del primo cittadino capitolino – anche se non stupisce più di tanto, dato il personaggio che abbiamo imparato a conoscere fin dall’indomani del suo insediamento in Campidoglio –, che snobba e scavalca con indifferenza tutti i provvedimenti votati a favore di altre tecnologie e/o metodi per una gestione virtuosa dei rifiuti che li porti a divenire, attraverso un processo di differenziazione e lavorazione, materiale post-consumo riciclabile.
Una proposta che riporta l’orologio della transizione ecologica indietro di vari lustri.

Eppure in campagna elettorale Gualtieri raccontava ai romani che avrebbe risolto il problema in pochi mesi, se non settimane, e gran parte dell’elettorato gli ha creduto, dato che lo ha preferito a Virginia Raggi.
Ma ciò che diceva di ritenere facile evidentemente non lo è e ciò è bastato per far affiorare il reale valore politico di questo sindaco in tutta la sua incapacità amministrativa. Un’incapacità pericolosa poiché a danno della salute dei cittadini. Inoltre affiorano anche preoccupanti dosi di approssimazione e incompetenza della serie “ci fa o c’è?” poiché tutto si può dire di un inceneritore (o termovalorizzatore che dir si voglia) tranne che possa essere la soluzione idonea ad affrontare un’emergenza rifiuti visto che la sua realizzazione richiede all’incirca sei anni.

Nel frattempo, sapendo di doversi scontrare con il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio fatto di vincoli ambientali nonché di direttive per il recupero e la valorizzazione dei materiali differenziati, sceglie con arroganza la strada di farsi conferire da parte del Governo Draghi i poteri speciali per Roma Capitale così da aggirare gli ostacoli legislativi regionali ed arrivare quindi al via libera del progetto da finanziare (ahimè) con il PNRR i cui soldi derivano da quel recovery fund che il Governo Conte ottenne per finalità opposte a quel disastro ambientale che lascia prefigurare la richiesta di Gualtieri, e noi abitanti della Valle del Sacco, Colleferrini in primis, sappiamo di cosa parliamo.
Anche in questo caso il Governo Draghi farebbe da sponda alle richieste dell’amministrazione PD del Campidoglio, come già accaduto, si ricorderà, quando Gualtieri ottenne il bene placito da Palazzo Chigi per l’esorbitante aumento degli stipendi, suo e di quella sua Giunta che tardava a formarsi proprio perché, a dire dello stesso sindaco, riteneva troppo bassi i compensi percepiti dall’Amministrazione Raggi.

Gualtieri, nel proporre la realizzazione del termovalorizzatore per l’incenerimento dei rifiuti di Roma (il cui sito sarebbe stato individuato in Santa Palomba, territorio che si suddivide tra la zona urbanistica 12N del IX Municipio di Roma Capitale e i comuni di Albano Laziale e Pomezia), cita formalmente Copenaghen quale città dove è attivo il termovalorizzatore che, nelle sue intenzioni, sarebbe da copia/incolla per la città di Roma in quanto, a suo dire, con rilascio degli agenti inquinanti nell'aria prossimo allo zero. E così, specie nella mente dei Cittadini di Colleferro, si consuma l’ennesimo connubio fra centrodestra e centrosinistra, compagini politiche ormai pressoché indistinguibili poiché, in ambedue i sensi, le proposte dell’una vanno di continuo a coincidere con quelle dell’altra. Chi di noi – o quantomeno chi il 2 luglio del 2016 ha assistito al comizio – non ricorda le piste da sci e le aree pic-nic sopra e intorno al termovalorizzatore di Copenaghen menzionate dall’ex sindaco di Colleferro Moffa?

Quella prossimità allo zero accampata da Gualtieri è assolutamente falsa in quanto qualsiasi combustione sprigiona, al di là del filtraggio, innumerevoli sostanze tossiche della gran parte delle quali nulla si sa (come ci insegna, per esempio, l’oncologa Patrizia Gentilini) mentre sono pochissime quelle intercettate dagli appositi rilevatori.
Inoltre Copenaghen è situata in una zona sotto l'influenza atlantica, dove c'è un continuo ricambio di aria (che comunque altro non vuol dire che quell’aria viene spinta da qualche altra parte, verso cioè altri territori).

La realtà e l’onestà intellettuale ci dicono che nessuna tecnologia di incenerimento certifica l'abbattimento totale o quasi degli agenti inquinanti e, in assenza di ricambio naturale dell'aria, i cittadini che risiedono intorno al termovalorizzatore saranno gli unici ad accorgersene, come attestò per Colleferro il rapporto ERAS (Epidemiologia Rifiuti Ambiente Salute) del 31 luglio 2012. L’ERAS denunciò un incremento in città delle ospedalizzazioni legato a disturbi respiratori, soprattutto nei bambini, in seguito all’attivazione dei termovalorizzatori.

Noi del Gruppo territoriale 5 Stelle Valle del Sacco Roma Sud siamo contro l'incenerimento dei rifiuti nel modo più assoluto e siamo sempre più convinti che l'unica strada per la gestione dei rifiuti sia, per una vera valorizzazione, la raccolta differenziata finalizzata al recupero e al riciclo dei materiali post-consumo. Altra via compatibile con la salute dei Cittadini e dell’Ambiente non c’è.

Come accennato, i Cittadini di Colleferro hanno sperimentato sulla propria pelle la convivenza sul territorio con i termovalorizzatori, ragion per cui vorremmo conoscere il pensiero del sindaco Pierluigi Sanna, soprattutto in qualità di vicesindaco della Città Metropolitana di Roma, a proposito della proposta di Gualtieri, dato anche il suo percorso ambientalista di tutto rispetto e il suo contribuito alla chiusura dei due termovalorizzatori presenti a Colleferro.

Riteniamo più che mai importante una precisa e decisa presa di posizione che si opponga alla proposta di Gualtieri da parte del vicesindaco della Città Metropolitana. Ogni latitanza in merito sarebbe da considerare imperdonabile e avrebbe un forte sentore di opportunismo carrieristico. Ad ogni modo, sarebbe sicuramente cinica e irriguardosa nei confronti degli abitanti di Santa Palomba e dintorni.

 

 

 

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Ma quale "cultura del NO"?

 AMBIENTE E SALUTE

"No alle malattie!!! Pretendiamo la cultura del rispetto"

di Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia*
Logo ass medici famiglia ambiente 350A proposito dell'argomento "CULTURA DEL NO", che implode questi giorni sulla stampa dopo la tragica dichiarazione zingarettiana relativa alla non considerazione del SIN da parte del governatore del Lazio, la Ministra agli affari regionali Maria Stella Gelmini, in sede di assemblea degli industriali, ha affermato che “... Non possiamo continuare con la politica del no… che ogni opportunità si trasforma in una caccia alle streghe… la cultura del no… non favorisce un approccio costruttivo…”.

Oltre le chiacchiere di convenienza argomentale, la Ministra è in grado di rassicurare le famiglie dei morti e dei malati della Valle del Sacco sulla non pericolosità della condizione sanitaria del territorio, che mai ha goduto di un piano epidemiologico ed un registro tumori a conferma o smentita?

Gelmini che si appella al “coraggio dell’impopolarità” per cancellare il problema del SIN e che addirittura raccomanda anche alla politica locale, riportandosi alla frase di Don Abbondio di fronte al Cardinale Borromeo “Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”. Ministra un po’ di riflessione senza malafede. Non si adagi sull’onda emotiva del momento. Il coraggio non è quello da lei erroneamente invocato, ma quello dei pazienti spesso consapevoli di essere condannati a morte, quello della presa di coscienza dell’infertilità da parte di giovani coppie o quello delle madri che piangono i figli in un territorio vilipeso da una politica indegna e da sempre resa sorda e cieca dalla superficialità e dall’impreparazione.

Apprenda in questo momento che, nella Valle del Sacco, non ci vuole coraggio per eliminare la burocrazia quando quest’ultima riguarda i rifiuti (biodigestori, inceneritori e discariche) poiché in tali casi la burocrazia si mostra rapida e favorente nei confronti di progetti vaghi ed approssimativi, tanto che il Biodigestore di Frosinone, non è bloccato da due anni per burocrazia ma per grossolane ed incoerenti carenze progettuali. Il progetto, che prevede 8 unità lavorative a fronte di un alto impatto inquinante in un territorio a riconosciuta ed innegabile pressione ambientale, è fermo nonostante tutta la disponibilità burocratica immaginabile di cui ha goduto, oltre tutte le facilitazioni procedurali concesse aldilà di ogni apparente limite, ma non trova le autorizzazioni a causa di proprie lacune forse incolmabili. Ministra, invece di invocare coraggio ad un ente regionale che mostra la massima disponibilità nei confronti dell’imprenditoria dell’immondizia, si adiri per lo scempio perpetrato continuativamente al territorio della Valle del Sacco, dove sembrano convergere le peggiori sinergie.

Il governo come la Regione.
Gelmini come Zingaretti.

E la salute della gente???

Argomento superato ed obsoleto.

No alle malattie!!!
Pretendiamo la cultura del rispetto.

 

*Dr.ssa Teresa Petricca
Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia

 

 

 

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La ruta, una sconosciuta panacea

 SALUTEBENESSRE Rubrica

La rutina è una sostanza naturale con molteplici attività farmacologiche

di Dr. Antonio Colasanti
ruta 390FrescoAroma minLa rutina è un flavonoide dal quale deriva la quercitina. I flavonoidi furono scoperti durante il processo di isolamento dalla vitamina c dal prof Albert Szent Gyorgy scienziato ungherese, premio Nobel nel 1937 per aver scoperto ed isolato la vitamina "c".

Fu proprio durante la ricerca sulla vit c che scoprì i flavonoidi. Ad un amico che soffriva di emorragie gengivali aveva somministrato un preparato grezzo di vitamina c isolata dal limone riuscendo ad arrestare l'emorragia. Chiamò questa sostanza vitamina p in quanto riduceva la permeabilità vascolare. In pratica rafforzava i vasi sanguigni capillari. E' attraverso di essi che le cellule ricevono ossigeno, nutrienti, ormoni, anticorpi e  smaltiscono i rifiuti. Affinché il tutto avvenga, le pareti dei capillari devono essere permeabili, ma non troppo. Quando i capillari sono troppo fragili si rompono e si manifestano le ecchimosi e gli edemi. I flavonoidi contribuiscono a diminuire la fragilità capillare ed a prevenire una anormale permeabilita.

Tutte le cellule dipendono dalla capacità dei capillari di eliminare i rifiuti. I flavonoidi ad oggi scoperti sono piu di 5000 e tutti favoriscono l'assorbimento dei principi attivi delle piante. La vitamina c insieme alla rutina inibisce le cellule cancerose. Si è scoperto che solo la combinazione di vit c e bioflavonoidi è efficace. i bioflavonoidi si trovano nella polpa bianca degli agrumi che normalmente viene scartata, insieme al torsolo bianco.

La rutina non è frequente nei vegetali. Oltre agli agrumi la troviamo nel grano saraceno, the nero, buccia delle mele, inoltre è quasi insolubile in acqua. La rutina ha attività antiossidante, antinfiammatoria, anticancerogenica, antibiotica, citoprotettiva, vasoprotettiva ed edema venoso. Rafforza i capillari, protegge contro le tossine, previene l'ossidazione della vitamina c, ha effetti sulla dislipidemia.

Inoltre:
1 - previene la neuroinfiammazione, la rutina dimostra un effetto neuroprotettivo sull'ischemia cerebrale;
2 -  promuove la sopravvivenza delle cellule della cresta neuronale, promuovendo la sopravvivenza delle cellule potenziali neuronali e mesenchimali;
3 - ha un'attività anticonvulsivante. Previene le convulsioni e sembra un ottimo coadiuvante dei farmaci piu importanti;
4 - ha un'attività anti-alzheimer, infatti sopprime l'attivita delle citochine proinfiammatorie, tale effetto è utile nel trattamento dell alzheimer;
5  - ha effetti antidepressivi, in quanto dal favorisce l'aumento e la disponibilità della serotonina, ormone antidepressivo;
6  - è un analgesico che agisce sui sistemi nervosi centrale e periferico;
7 - ha effetti antiartritici, decrementa l'artrite reumatoide, rallenta i marcatori della cartilagine infiammata;
8 - ha effetti antidiabetici in quanto decrementa il glucosio plasmatico, aumenta i livelli di insulina, ringiovanisce le cellule pancreatiche;
9 - agisce sul colesterolo diminendone i livelli del colesterolo totale e di quello ldl, ha effetto protettivo su fegato ed arterie;
10 - riduce l'ipertensione perché aumenta la quantita di ossido nitrico e previene il danno ossidativo, migliora le funzioni endoteliali;
11 - ha funzioni: antibatterica-antifungina-antimalarica-antivirale-anti fatica-neuroprotettiva, come evidenziano studi internazionali.

La rutina è una sostanza fitochimica, flavonoide: con molteplici attività farmacologiche.
L'antico detto: "una mela al giorno toglie il medico di torno"... sembra essere vero, ma bisogna mangiarla con la buccia dato che la rutina è presente in essa.

 

 

 

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Chi si ammala e chi no

 SALUTEBENESSERE. Rubrica

 La differenza è legata alla capacità di difesa del sistema immunitario

di Dr. Antonio Colasanti

7 mosse per rinforzare il sistema immunitario UGEI 400 minLa vera causa del contagio è generata da diversi motivi: alimentazione scorretta, troppo lavoro, stress fisico ed emozionale prolungato, momenti difficili, eventi traumatici. Becham medico del 1800 ed anche Hahnemann padre dell omeopatia, affermavano: il germe non è nulla il terreno è tutto.

Per loro, la naturale resistenza alle malattie era conseguente allo stato di salute del corpo, dell'igiene alimentare, dei nutrienti necessari e della vitalità del sistema immunitario.

La salute è il risultato del nostro modo di essere. Il pensiero, il respiro, gli alimenti, l'esercizio fisico, la meditazione. Da due anni stiamo vivendo momenti di forte tensione dovuti al bombardamento mediatico che ci costringe a concentrare tutta la nostra attenzione sul pericolo del covid. Facilmente si genera paura che diventa pensiero fisso e comporta indebolimento del sistema immunitario.

Dalle ricerche internazionali si è notato che la differenza di contagio e legata alla produzione innata di interferone, molecola che viene prodotta contro le infezioni ed è praticamente la prima linea di difesa, chiamata immunità innata costituita da molecole che neutralizzano e bloccano il virus.

Dalle statistiche si è rilevato che tra i fattori di rischio il gruppo sanguigno zero si ammala con piu difficoltà, mentre quello "a" è piu facilmente attaccabile. L'obesità, l'età, le cardiopatie, e le polmoniti ed anche i geni hanno un peso sui rischi maggiori o minori di contrarre l'infezione. Questa variabile individuale non è prerogativa solo del covid, ma esiste anche per altre malattie infettive, come la tbc, la lebbra, aids ed altro. Anche chi si vaccina puo infettarsi, perché i virus presenti nei vaccini sono un risultato di studio non tenendo conto della mutazione genetica.

Gli individui si contagiano dal 20 al 50% e come mai non tutti si ammalano? Dipende dal sistema immunitario. L'alimentazione ha un ruolo primario nell'attivazione e nell'integrita del sistema immunitario. Per la prevenzione bisogna lavorare sul terreno, cioé modificare il ph della matrice extracellulare. Un terreno acido è alla base di tutte le patologie.

Modificare il ph potenziale redox e la resistività elettrica in modo naturale e non tossico per preparare la strada alla guarigione ed immunizzazione.

Il medico saprà aiutarci.

 

 

 

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Perchè NO al biodigestore di Frosinone

AMBIENTE CAPOLUOGO

Solo danni, nessun vantaggio. Un raggiro mascherato

L’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia ritiene necessario fare chiarezza con dati di certezza inoppugnabili Logo_ass_medici_famiglia_ambienterispetto l’irrisoria ed illusoria produzione di energia da parte di impianti di fermentazione anaerobica di rifiuti urbani da giorni falsamente contrabbandati come possibile soluzione alla crisi energetica, da imprenditori e fiancheggiatori interessati ad impiantare opifici estremamente remunerativi, ma a forte impatto inquinante con rischio di pericoli, malattie e morti.

Esempio di riferimento il biodigestore di 50.000 tonnellate/anno di rifiuti da trattare che si vorrebbe impiantare a Frosinone. Se producesse quanto riportato sulla carta nel progetto presentato per l’autorizzazione, vale a dire 4.022.760 m3/anno di biometano, coprirebbe lo 0,0057% del fabbisogno nazionale di gas naturale che nel 2020 è stato di 70miliardi e 300mila milioni di m3 secondo i dati ufficiali forniti dal Mi DGSAIE. Sarebbero necessari 17.475 biodigestori come quello di Frosinone per soddisfare il fabbisogno nazionale di gas. Più di due biodigestori per ogni Comune d’Italia. Se consideriamo che le 7,2 milioni tonnellate di rifiuti umidi prodotti in Italia nel 2020, sarebbero sufficienti per rifornire 143 biodigestori come quello di Frosinone, dovremmo centuplicare la produzione di rifiuti organici e neppure riusciremmo a coprire il fabbisogno.

Nel caso di Frosinone quanto riportato sulla carta, trova ben altro riscontro nella realtà. I dati inoppugnabili dei numeri dimostrano impietosamente, non solo l’assenza di vantaggio nel conteggio energetico, ma addirittura un pesante sovraccarico complessivo del sistema nel suo insieme. Un biodigestore, che di bio ha solo un falso e confondente suffisso, che smaltirà 50.000 tonnellate di umido contro una necessità territoriale per Frosinone di sole 4.000, che conteggi tecnici completi, effettivi, non drogati ed utili, insieme a semplici considerazioni di evidenza e di buon senso rivelano consumatore di energia e non certo produttore, non è la soluzione che viene contrabbandata. Conti e considerazioni, che la propaganda interessata e sponsorizzata, accuratamente evita ed anzi irreverentemente nega, mistificando il biodigestore quale fonte di energia e possibile soluzione all’attuale crisi energetica.

A Frosinone il biodigestore necessita di un fabbisogno termico di 2.872,637 kWh/a fornito da caldaia a gasolio e di un fabbisogno elettrico di 17.839 kWh/a prelevato dalla linea elettrica per produrre 4.022.760 Sm3/anno di biometano corrispondente a 39.978 kWh/a. La produzione energetica, tanto enfatizzata, risulta già dimezzata dai consumi, ma mentre si consuma energia di qualità, il biometano prodotto, grezzo e ricco di impurità, con una ulteriore perdita prevista del 3%, dovrà a sua volta essere compresso a liquido, immesso nelle bombole e trasportato nei luoghi di utilizzo, con ulteriore aggravio di consumi e quindi di energia.

Il conteggio precipita, se si considera il notevolissimo consumo di carburante e quindi di energia di tutti i mezzi autoarticolati che, da luoghi più o meno distanti, trasporteranno i rifiuti e la parte cellulosica in entrata, delle autobotti che porteranno a stoccaggio il biodigestato residuo, rifiuto speciale, e dei mezzi che dovranno conferire in discarica l’ammendante. Centinaia e centinaia di camion ogni giorno sulle strade in cammino.

Questa la realtà. Dove il guadagno energetico? Dove la soluzione ai problemi? Solo danni, nessun vantaggio. Un raggiro mascherato.

 

 

 

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2017- 2022: le iniziative del Mov. No Biodigestore Anagni

AMBIRENTE. MOV.NOBIDIGESTOREANAGNI

Esiste qualche fatto concreto messo in campo dai nostri amministratori?

di Mov. NoBiodigestoreAnagni
nobiodigestoreanagni 390 minIl movimento Nobiodigestore Anagni fin dal giugno del 2021 ha messo in atto una serie di azioni per contrastare la costruzione dell’impianto di Energie Anagni. Al nostro interno vi sono gruppi che seguono la questione dal lontano 2017.

La prima azione del Mov.No Biodigestore Anagni e stata quella di adoperarsi per coinvolgere la politica territoriale: purtroppo con scarsi risultati tanto che abbiamo dovuto avviare l’iter della proposta di delibera di iniziativa popolare dopo l’ingiustificato no da parte della minoranza alla nostra istanza di chiedere un consiglio comunale ad hoc. Abbiamo messo in piedi un ricorso al Tar che, ad oggi, continua il suo iter, grazie alle donazioni di tanti cittadini.

Successivamente abbiamo interessato la Regione e il Ministero: abbiamo ottenuto un’audizione e l’invito al tavolo promosso dall’Onorevole Fontana sulla questione del Sin. Il 6 aprile, inoltre, alcune associazioni che fanno parte del Movimento parteciperanno alla conferenza dei servizi …

A tutto questo manca la partecipazione al tavolo di confronto con il Sindaco Natalia e la sua giunta, tavolo che il consigliere Ambrosetti si era impegnato a chiedere alla sua maggioranza durante l assemblea pubblica del movimento in località San Filippo ma del quale ancora non abbiamo notizie.

Al momento siamo in trepida attesa di partecipare all’ennesimo consiglio comunale sul biodigestore richiesto in data 17.03.2022 dal consigliere Necci a nome di tutta la maggioranza, per sapere se oltre alle tante chiacchiere fatte fino ad ora esiste qualche fatto concreto messo in campo dai nostri amministratori.

 

 

 

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NO ampliamento dell’inceneritore di rifiuti ACEA

PRC FROSINONE

Richiesta sospensione procedimento autorizzativo

bandiere rifondazione 360 260All’indomani della bella manifestazione pubblica di San Vittore del Lazio, contro l’ampliamento dell’inceneritore di rifiuti ACEA, in cui hanno fatto spicco le dichiarazioni e le preoccupanti informazioni rese dai “Medici per l’Ambiente”, Rifondazione Comunista lancia un appello ai Sindaci del Sud Lazio che saranno parte in causa nella ultima riunione della Conferenza dei Servizi, convocata giovedì 16 presso la Regione Lazio.

E’ questa l’ultima occasione per far seguire alle parole i fatti, percorrendo ogni via utile a scongiurare la iattura costituita dal progetto ACEA di realizzazione della QUARTA LINEA di combustione dei rifiuti. Per questo motivo chiediamo che i Sindaci, massime autorità sanitarie del territorio da loro amministrato, propongano in apertura dei lavori la sospensione del procedimento autorizzativo al fine di operare i necessari approfondimenti, ed in considerazione del fatto che il via libera alla quarta linea costituisce una grave ammissione di colpa da parte della Regione e di Roma Capitale, che continua a destinare contro ogni previsione di legge una enorme quantità di rifiuti non differenziati (ben oltre il 35% consentito) all’incenerimento fuori ambito, in un contesto territoriale in cui le polveri sottili in atmosfera sono ai livelli massimi certificati da ARPA Lazio e le patologie correlabili hanno una incidenza superiore alla norma.

Autorizzare e realizzare l’ampliamento dell’impianto, CHE E’ GIA’ ORA SOVRADIMENSIONATO, come se San Vittore del Lazio fosse l’unico sito idoneo della Regione in una sorta di cinico accanimento, significa una sola cosa: Roma e la Regione Lazio non hanno alcuna volontà nei prossimi anni a venire di attuare una regolare raccolta differenziata dei rifiuti, né di minimizzare lo scarto finale costituito dalla frazione indifferenziata. La grande massa fuori norma di rifiuti indifferenziati, trattati in impianti TMB, prende la via del sud e finisce e finirà dunque inesorabilmente nei forni e nei polmoni degli sfortunati abitanti del cassinate, dell’alto casertano e del basso Molise, se i fatti non seguiranno le parole.

Vogliamo sottolineare e porre all’attenzione di tutti, infine, che l’ampliamento dell’impianto appare peraltro tecnicamente ingiustificato. 2.500.000 cittadini romani, nella peggiore delle ipotesi immaginabile, dovrebbero produrre, in presenza di una sufficiente Raccolta Differenziata, circa 270.000 tonnellate l’anno di rifiuti urbani combustibili, indifferenziati. Queste 270.000 t/a sommate alle circa 55.000 tonnellate l’anno prodotte dai cittadini della provincia di Frosinone fano 325.000 t/anno circa di CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti), largamente rientranti nella capacità delle tre linee di combustione già esistenti. Vorremmo che qualcuno argomentasse bene questa incongruenza.
Frosinone, 15 Dicembre 2021

Per la Segreteria Provinciale Roberto D'aliesio
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PRC: NO alla 4ª linea di combustione a San Vittore del Lazio

 PRC FROSINONE

Manifestazione popolare del 12 dicembre

termovalorizzatore S Vittore 390 minIl Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea parteciperà attivamente alla San Vittore del Lazio, indetta dai comitati e dalle associazioni ambientaliste del Cassinate contro la realizzazione della QUARTA linea di combustione dell’inceneritore di rifiuti di San Vittore del Lazio.

Gli altissimi tassi di inquinamento del nostro territorio e la regolamentazione contenuta nel piano regionale dei rifiuti non consentono assolutamente di gravare ancora sulla salute dei cittadini del Sud Lazio e sulla qualità del nostro ambiente di vita. ACEA, azienda comunale romana assurta a multinazionale, deve comprendere che non si può operare prescindendo dalle normative di settore ed in barba alla zonizzazione programmata, infischiandosene della popolazione.

E’ troppo facile, oltre che per noi offensivo, scaricare il peso dei rifiuti urbani prodotti da oltre due milioni di romani sul nostro territorio, sollevando Roma capitale dall’onere giuridico e morale di risolvere COME DOVUTO i suoi problemi e trattando i cassinati ed i ciociari come cittadini di serie B, privi di alcun diritto.

Rifondazione comunista ringrazia i comitati che hanno voluta dar vita alla manifestazione di domenica mattina e bandiere rifondazione 360 260chiama i cittadini, gli iscritti ed i simpatizzanti ad essere presenti per far valere i diritti di tutti e tutte a vivere in un ambiente sano e salutare.

Invitiamo caldamente la politica e le istituzioni a respingere l’inaccettabile progetto di ampliamento dell’impianto di San Vittore ed a riportare al centro dell’agire pubblico gli interessi fondamentali del popolo e dei cittadini.

Per la segreteria provinciale del PRC – SE:
Roberto D’Aliesio

 

 

 

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L'indignazione del Mov. NO Biodigestore Anagni

AMBIENTE. BIODIGESTORI

Le conferenze stampa del 5 e 6 novembre scorso e i loro effetti

Mov. NO BIODIGESTORE ANAGNI
nobiodigestore 370 minLa comunità anagnina è composta di persone perbene, di donne, uomini, bambini, giovani ed anziani, lavoratori onesti, pensionati e studenti.
Anagni ha una storia, una tradizione ed una dignità da rispettare.

Con le conferenze stampa del 5 e 6 novembre scorso il Sindaco, la Giunta e i Consiglieri di opposizione hanno danneggiato l’immagine della città, alimentando una inutile e violenta polemica sul biodigestore mirata solamente a nascondere il vuoto delle loro azioni.
Hanno dato dimostrazione di non volere il bene comune, ma solo di usare la questione del biodigestore per fini di propaganda politica.
Il Sindaco Natalia, dopo aver aspramente attaccato i consiglieri di opposizione che hanno rinunciato al ricorso, ha dichiarato “non siamo contro il biodigestore, siamo contro gli impianti nocivi”, ripetendo le parole usate per annunciare il suo inopinato emendamento alla proposta di delibera firmata da 600 cittadini.
Si tratta di una banale ovvietà che nasconde un inaudito attacco alla volontà dei suoi cittadini, perché al sindaco non serve nessuna delibera per opporsi agli impianti “nocivi”, trattandosi del suo primo dovere impostogli dalla legge.
Questa affermazione serve però a Natalia per gettare fumo negli occhi, volendo svuotare di significato la delibera di iniziativa popolare che gli impone un indirizzo politico ben preciso, che è quello di contrastare il progetto in tutte le sedi non perché "nocivo", ma perché non sostenibile per la nostra città e la nostra terra per molteplici e concorrenti ragioni.
Sono due cose ben diverse e Natalia lo sa bene.

E se vuole cambiare la delibera è solo perché con questo emendamento il Comune non farà più nulla per far valere l'impatto ambientale negativo, ma si limiterà ad aspettare che gli enti preposti dichiarino che l'impianto non è “nocivo”.

I cittadini devono sapere che agli atti risultano solo posizioni di Natalia favorevoli al biodigestore.
- Risulta il suo parere favorevole del 24 dicembre 2020, reso di nascosto alla cittadinanza ed anche ai consiglieri della sua maggioranza, come confermato dal suo ex alleato Cardinali.
- Risulta che il Comune non ha proposto ricorso al TAR, non ha proposto ricorso al Capo dello Stato, non ha formulato opposizioni in sede di AIA e non ha fatto proprio nulla, nemmeno il parere sanitario.
- Risulta che l’assessore leghista D’Ercole sia completamente latitante sulla vicenda e che il sottosegretario del suo stesso partito, se ne sia partito ieri da Pordenone per sostenere il progetto presso Saxa Gres.

I consiglieri di maggioranza se davvero avessero avuto a cuore il bene comune avrebbero dovuto togliere la fiducia al loro Sindaco e rimettere il tutto alla volontà dei cittadini.
Invece sono complici anche loro.

Per conto loro i consiglieri di opposizione, con l’annuncio della rinuncia al ricorso al TAR contro il biodigestore, hanno dimostrato che le loro azioni sono servite a ben poco e per molti versi hanno danneggiato la battaglia civica contro il progetto.
Infatti, gli stessi, non solo hanno omesso di esercitare l’azione politica consiliare, rifiutando di firmare la delibera di consiglio e costringendo i cittadini a raccogliere le firme, ma hanno addirittura preferito rivolgersi ad azioni che non gli competevano.

Non sono stati eletti per firmare un ricorso, come dimostra la loro rinuncia postuma, che hanno tentato di giustificare con imbarazzanti elucubrazioni.
Come non sono stati eletti per invitare i cittadini a sostenere l’iniziativa di Andrea Fiorito, ossia di un singolo cittadino da loro arbitrariamente individuato per cavalcare la protesta.
In città ci sono da anni tante realtà civiche e apolitiche attive in questioni ambientali che non hanno voluto interpellare ed adiuvare, preferendo frammentare le iniziative.

Quando in città da oltre due mesi operava il nostro gruppo formato da tante realtà a nome “NO BIODIGESTORE ANAGNI”, con tanto di comunicati, magliette, striscioni, pagine facebook, instagram e internet, a settembre hanno firmato il ricorso insieme ad un comitato di ignota composizione costituito in fretta e furia ed inspiegabilmente dotato di un nome chiaramente assimilabile al nostro.
Questo ha gravemente confuso i cittadini, i quali sono stati anche da loro invitati a versare somme in favore di tale ignoto comitato.

Hanno raccolto per mesi firme inutili per un’autotutela già protocollata e mai nemmeno considerata dalla Regione.
Hanno cercato di far credere di aver trascinato la cittadinanza con il loro ricorso, quando in realtà nulla hanno fatto per sostenere le azioni davvero concrete ed efficaci messe in campo.
L’iniziativa di delibera popolare, la collaborazione con l’opposizione di Sgurgola, l’interrogazione parlamentare sul biodigestore, il ricorso al TAR con i residenti vicini all'impianto, il tavolo con il Ministero, la partecipazione alla conferenza di servizi e le varie assemblee organizzate con i cittadini degli ultimi mesi, sono tutte attività svolte dal movimento NO BIODIGESTORE ANAGNI e senza alcun sostegno e presenza dei consiglieri comunali, se non la firma di uno di loro sulla proposta di delibera.
Circostanza quest’ultima che dimostra definitivamente, ove ancora ce ne fosse bisogno, il livello di capacità e sensibilità politica mostrato dall’intero consiglio comunale di Anagni.

La maggioranza prima dice SI al biodigestore poi dice NO.
L’opposizione prima fa il ricorso contro il biodigestore poi lo ritira.
La maggioranza emenda la delibera popolare.
L’opposizione non firma la delibera popolare.

16 consiglieri + 1 Sindaco.

In concreto, nessuno ha fatto nulla contro il biodigestore.
Solo i cittadini.
21.000 NO. Anzi, 21.000 – 17.

NO BIODIGESTORE ANAGNI
#unapezzacontrolamonnezza
#nobiodigestoreanagni
#partecipazionecivicaattiva
#DemocraziaPartecipata

 

 

 

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Anagni. Altri NO al biodigestore

BIODIGESTORE ANAGNI

"Sindaco, i cittadini di Anagni ti chiedono solo di cambiare idea"

di Gruppo civico Anagni cambia Anagni
Biodigestore 390 FrosinoneToday min minUn'industria di trattamento rifiuti da 84mila tonn/a provenienti da Roma e basso Lazio è una sciagura immane per Anagni.
Lo diciamo ormai da tempo, con forza e con chiarezza, nei confronti del sindaco Natalia che ha mostrato un inconcepibile entusiasmo per la realizzazione dell’avventato biodigestore: "perché dovrei lasciarlo ad altri Comuni che sono pronti a farlo?". Aspettiamo, ovvio, di sapere ancora quali sarebbero questi Comuni che vorrebbero soffiare “l’affare” secondo Natalia! Lo diciamo nei confronti dei consiglieri di maggioranza che, con o senza entusiasmo, condividono nei fatti il favorevole parere inviato dal sindaco alla Regione Lazio il 24 dicembre, aprendo la strada per la determinazione di autorizzazione regionale del 10 giugno scorso.

Lo diciamo, insieme ai consiglieri di minoranza, alle associazioni, ai comitati e ai cittadini nei confronti della politica ad ogni livello che, in luogo del leale confronto, preferisce infilare la testa nella sabbia.
Anagni vede trasformato il suo futuro di città a vocazione culturale e turistica, di polo di sviluppo industriale avanzato (settore farmaceutico e non solo) a “città dei rifiuti” con conseguente decadimento ambientale e diminuzione di ogni suo valore patrimoniale.
Un costo secco per tutti i cittadini, una grave penalizzazione alla qualità dello sviluppo industriale, al settore agricolo - alimentare ed a quello del terziario - commerciale. Un pesante impoverimento a tutto tondo nel corrente e per il prossimo futuro.

Anagni è “Bene comune” di tutti i cittadini e, su un tema così strategico ed impattante come la realizzazione di un mega biodigestore, gli anagnini fanno sapere di non sentirsi più rappresentati da chi governa la città. Ormai da mesi i cittadini, ad ogni livello, chiedono al sindaco ed alla sua maggioranza consiliare un ripensamento netto su questa scelta così dannosa per la città.

Da mesi siamo a ricordare direttamente al sindaco il suo impegno di opposizione verso tali impianti (moratoria) assicurato ai cittadini durante la campagna elettorale.
Anche questa settimana, invece, si chiude senza che il sindaco abbia dato le risposte attese.
Ci è capitato di leggere ancora sue dichiarazioni del tipo: "...la verità sta per venire fuori".

Sindaco, la città non aspetta altre versioni di verità all'occasione, i cittadini di Anagni ti chiedono solo di cambiare idea annullando il tuo parere favorevole rilasciato il 24 dicembre scorso ed OPPONENDOTI DA SINDACO, a questa scelta sciagurata di trasformare Anagni in "città baricentro nel sistema di lavorazione rifiuti" afferente la città di Roma, Provincia e basso Lazio.
Il tutto, senza se e senza ma, con la dovuta urgenza necessaria per una cautelare sospensione del procedimento regionale di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) in corso.

Gruppo civico Anagni cambia Anagni

 

 

 

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