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Con convinzione dalla parte della PACE

GUERRA RUSSIA vs UCRAINA

Pretendere il cessate il fuoco è un diritto dell'umanità

di Ignazio Mazzoli
marcia perugiassisi 390 min“FERMATEVI”, gridava lo striscione di apertura della marcia per la Pace Perugia-Assisi che il 25 aprile di quest’anno ha visto coinvolte decine di migliaia di persone.
Questa iniziativa non è stata fatta conoscere con la necessaria ampia diffusione che tutt’ora merita. Forse perché invitava Russi e Ucraini, insieme, a far tacere le armi, anziché invitare a proseguire “sine die” la guerra? Fino a che... e fino a quando…?

È l’ultimo dei tanti episodi che motivano il malcontento verso l’informazione italiana. Malcontento e disillusione soprattutto di quella maggioranza del popolo italiano che non vuole l’invio di armi anche italiane all’Ucraina con la certa convinzione che questo sostegno è motore di un pericoloso e ingovernabile allargamento del conflitto, che al contrario, politica e diplomazia hanno il dovere di far cessare.
Ora, anche fra gli operatori dell’informazione si sollevano potenti voci di dissenso verso la mancanza di informazioni complete su un conflitto che alcuni giudicano inevitabile e sacrosanto. È questa narrazione televisiva estenuante, a senso unico, di decine di ore al giorno, come avveniva per il covid, ma che in quel caso era motivata dal dover indicare indispensabili condotte di vita corrette, a tutela della salute di ognuno di noi.

Oggi c’è al contrario la diffusione di un dogmatismo per convincerci della bontà delle decisioni governative e della maggioranzaok triincee GettyImages 350 min che sostiene l’esecutivo e che induce molti, troppi operatori a svillaneggiare tutti coloro che non lo condividono, siano essi intellettuali, giornalisti e politici dubbiosi. Emblematiche sono alcune interviste a cui è stato sottoposto il Presidente del M5S Giuseppe Conte che è sembrato, più che un intervistato davanti a giornalisti, un malfattore davanti a poliziotti aguzzini che pretendevano una confessione di reità.

E' avvenuto a “di Martedì” con Giovanni Floris a proposito della necessità di impedire l’aumento in bilancio al 2% delle spese per la Nato in tempi troppo brevi, e più recentemente si è ripetuto con Corrado Formigli che a "Piazza Pulita" di giovedì 28 aprile pretendeva da Conte un atto di fede sull’opportunità dell’invio di armi all’Ucraina anche a fronte dell’apertura di una nuova fase della guerra che oramai si caratterizza per un escalation di cui è difficile pronosticare e prevedere esiti, durata e dimensioni delle forze in campo. E' solo un esempio, ma se ne potrebbero fare ben altri. Insomma, gli interlocutori, che hanno dubbi e contestano le scelte del governo Draghi, vengono incalzati anche con brutalità e sberleffi, cosa che a chi condivide quelle scelte, non avviene.

I Paesi Nato, convocati in una base USA a Ramstein in Germania, si sono riuniti per concordare cosa? L’allargamento della guerra contro lo “Zar” costi quel che costi? Subito dopo Biden chiede al Congresso USA altri 33 miliardi di dollari in aiuti di cui oltre 20 in armi, non solo ma pretende anche contributi dagli alleati. Una somma “proporzionale” a quella stanziata dagli american. Un incubo ci assale. Che guerra ci si deve preparare ad affrontare? E noi che rispondiamo? Consentiamo che altri, gli stati Uniti di Biden decidano per noi? Ma L'Unione europea dov'è?

A questo punto sì, che la cosa ci riguarda tutti quanti molto da vicino, e non soltanto perché le condizioni iniziali dell’intervento italiano furono decise in un contesto totalmente diverso da quello odierno. Alla luce, plumbea, degli ultimi annunci, infatti, non è più accettabile che il nostro Paese proceda come se niente fosse senza interpellare immediatamente il Parlamento. Draghi deve confrontarsi con il Parlamento e i partiti tutti si devono passare la mano sulla coscienza per riconsiderare le loro decisioni.

Ci sono insomma due fronti che la grande informazione di regime si preoccupa di coprire: a) convincere noi italiani che la guerra è giusta e inevitabile; b) bacchettare ogni forza politica che possa far tremare la maggioranza che sostiene Draghi.

Riflettiamo su questo, che mi sembra un vero e proprio misfatto a danno delle opinioni maggioritarie del nostro popolo e del dettato della nostra Costituzione. Il suo articolo 11 stabilisce che “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…” la forza del verbo ripudiare è stata più volte ripresa e sottolineata sin dal 24 febbraio, anche se non sempre capìta, ma qui voglio richiamare l’altra affermazione di ripudio: ”come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” che mi pare assolutamente calzante alla drammatica circostanza che stiamo vivendo e, non va trascurato come fanno i nostri governanti che sembrano soprattutto impegnati ad allinearsi aglitrincee scavate nei giardini di kiev 600 min alleati nordamericani.

Una seconda Helsinki per lavorare concretamente per la Pace

È un conflitto spietato quello che c'è e quello che alcuni profilano è anche peggiore. Urge aprire la strada per il cessate il fuoco e richiede urgentemente la convocazione di una Conferenza di pace internazionale che liberi l’UE e il mondo tutto dalla volontà bellicista dei due contendenti e obblighi loro e i propri alleati a scegliere la via della trattativa con tutte le conseguenze che comporta per i belligeranti. Qui non c’è niente da vincere, c’è solo morte e distruzione (di macerie ce ne sono già troppe). Se si continua così c’è il rischio di una guerra combattuta anche con armi nucleari che comporterebbe la fine del pianeta. Le armi devono tacere per fare posto alle trattative. Impegnarsi a trovare una soluzione negoziale è l'una vera e concreta solidarietà da dare agli ucraini in modo da far cessare stragi e distruzioni spaventose.

In molti, saggiamente, hanno chiesto una nuova Helsinki analoga a quella che si svolse nel 1975. Bene. È un modello da replicare immediatamente impegnando subito grandi potenze: Cina, USA, Russia India e paesi interessati. A parere di molti questo sarebbe un compito che l’UE potrebbe e dovrebbe affrontare dando un giusto e utile contributo, in questa necessaria direzione, con autonomo spirito d'iniziativa che fino ad ora è mancato. Riuscirà a trovarlo?

Una conferenza di tal genere saprebbe pure rispondere alle esigenze di definizione di un nuovo, condiviso, ordine mondiale, che senza mortificare nessuno riesca ad assicurare una pace più stabile e anche meno conflitti locali.

Basta con i luoghi comuni e con gli anatemi. Qui è in gioco la vita di tutti noi. Possiamo aspettare che si decidano Zelensky e Putin? Non bastano i danni che già stiamo subendo e di cui parla così poco la nostra informazione?
Si avvelena il clima chiamando “putiniani” tutti quelli che vogliono discutere e invitare a riflettere sul fatto che stiamo precipitando senza controllo nel baratro di una guerra senza fine.

Aggressore e aggredito, oggi, non vogliono ugualmente la pace, sperando che prolungando la guerra uno vincerà sull’altro e ignorando che nessuno avrà questo premio, ma al contrario raccoglieranno macerie inestricabili, assurde custodi di corpi massacrati in una desolazione senza speranza.

Il tema di come arrivare alla Pace deve diventare centrale e senza alternativesolo la pace 390 min

Abbiamo sentito riecheggiare in queste giornate più volte il reganiano anatema, rivolto oggi a Putin: “Impero del male (in inglese: Evil empire)" che il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, pronunciò l'8 marzo 1983 destinandolo all'Unione Sovietica allora guidata da Michail Gorbačëv, ma poi i due s’incontrarono e si parlarono, svolgendo un Summit dal 29 maggio al 3 giugno 1988.

Quanto è cambiato da allora! L’Urss non c’è più. Non c’è più traccia dell’eredità della Rivoluzione d’ottobre. Eltsin e Putin l’hanno relegata in un dimenticatoio e già questo non giustifica più nostalgie di vecchi comunisti e tanto meno millantare spauracchi di guerra di valori. Il capitalismo è negli Usa e nella Federazione Russa. Gli oligarchi (anche con nomi diversi) spadroneggiano dovunque. Chi sente il bisogno ineliminabile di una nuova società più giusta, senza sopraffazioni di diritti e mortificanti diseguaglianze, guardi avanti, continui nelle mutate condizioni a lavorare per conquistarla con studio e volontà di battaglie democratiche.

Qui non c’è una guerra di civiltà da combattere, c’è una civiltà superiore da conquistare ancora con la democrazia e nella Pace. "Il naufragio di civiltà minaccia tutti", ammonisce Papa Francesco il 3 aprile. "Questa è una guerra sacrilega" aggiunge avvisando "L'Unione europea [perché] sia responsabile, [dicendo] no a torbidi accordi". Ancora il Papa il 13 aprile, spiega: “[la] pace ottenuta con forza è solo [un] intervallo tra guerre”.

Perché non si parla di cosa succede a noi? Piuttosto

“Gli eventi scioccanti in Ucraina stanno avendo enormi impatti negativi sull’economia mondiale” e “ci vorrà del tempo per valutare il costo umano, morale ed economico della guerra”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento al Development Committee della Banca Mondiale e del Fondo monetario internazionale.

Basterebbe questo da solo a farci scegliere la via della Pace. – “La guerra tra Russia e Ucraina sta provocando un’onda anomala di rincari su rincari dei prezzi all’interno del mercato internazionale che continuano a crescere a dismisura, si è scatenata una tempesta perfetta tra l’aumento dell’energia e l’aumento delle materie prime che farà ricadere sulle tasche dei consumatori un sostanziale aumento dei beni di prima necessità, come pasta e pane, oltre alla benzina che è arrivata a superare i 2 euro.” Gli italiani già provati dalla crisi economica provocata dalla pandemia non possono sostenere quest’ulteriore impennata di prezzi.

L'inflazione di oggi allarga la povertà assoluta e falcidia i redditi da lavoro. È già prossima al 6% e richiede misure di sostegno a chi è in difficoltà economiche e a tutti i redditi da lavoro. Il governo saprà intervenire respingendo tutte le ostilità degli imprenditori o se si preferisce dei “padroni”?

Costoro, nei fatti, certo non sono i più disponibile alle scelte di Draghi. Qualche dato: dopo 7 settimane di guerra, solo il 19% degli Stati del mondo ha deciso di rispondere all’invasione dell’Ucraina imponendo sanzioni economiche alla Russia. In questa classifica “negativa” sorprendono per il “non disimpegno” dalla Russia, la Francia (68%) e l’Italia (64%) che si trovano sul podio con percentuali di molto vicine a quelle cinesi, e nettamente più elevate rispetto a quelle tedesche (46%).

Quando capita di sentire “tutto il mondo condanna”, ecco non è tanto vero, le cose non stanno proprio così.

Scrive l’ISPI (Istituto per gli studi di Politica Internazionale https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/tutti-i-buchi-delle-sanzioni-alla-russia-34533) che, solo un terzo delle sanzioni economiche imposte nella storia ha raggiunto i suoi obiettivi. In particolare, l'efficacia delle sanzioni dipende dal fatto che siano non solo forti, ma anche imposte all’unisono da gran parte delle nazioni e delle imprese del mondo, in modo da ridurre la possibilità di scappatoie e partite di giro.

Ecco una piccola prova concreta in un elenco, incompleto certo, di imprese italiane che eludono le sanzioni? Restano in Russia: Buzzi Unichem, Calzedonia, Campari, Cremonini Group, De Cecco, Delonghi, Geox, Intesa Sanpaolo, Menarini Group, UniCredit, Zegna Group. Stanno prendendo tempo Barilla e Maire Tecnimont. Riducono operazioni Enel, Ferrero, Pirelli. Sospendono l’attività: Ferrari, Iveco, Leonardo, Moncler, Prada. Si ritirano Assicurazioni Generali, Eni, Ferragamo e Yoox. E chissà quante altre. (dati ISPI).

Con convinta decisione, chi vuole, continui a servire la causa della Pace senza timidezze né imbarazzi e trovi altri servitori impegnati e generosi, scoprirà orecchie e coscienze attente.
Con buona pace di tutti gli indiavolati guerrafondai.

 

 marcia perugiassisi 650 min

 aggiornato il 2 maggio 2022 alle ore 14,56

 

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Parte Compagnoni, arriva Pompili a Ceccano Calcio 1920

CECCANO CALCIO

Un nuovo attaccante, in grado di mantenere intatta la forza della squadra

di Valentino Bettinelli,
CeccanoCalcio Pompili 350 minIl Ceccano Calcio 1920 annuncia di aver raggiunto un accordo con Samuele Pompili, attaccante classe 2000 proveniente dall’Arce.

Il Presidente Gianluca Masi ha espresso la sua “piena soddisfazione per l’acquisizione di Pompili, giovane attaccante ceccanese, che consentirà alla squadra di continuare a lottare per le posizioni di vertice fino alla fine”.

Allo stesso tempo, il patron Masi ha voluto chiarire la posizione del Ceccano Calcio in merito all’affaire Compagnone. “Abbiamo ricevuto la richiesta di andare via di Vincenzo come un fulmine a ciel sereno. Come società abbiamo sempre puntato sulle sue qualità e siamo costretti ad esprimere la nostra delusione per gli sviluppi della vicenda. Fino alla fine abbiamo cercato di mantenere ferma la nostra volontà di tenere il ragazzo, per non rischiare di compromettere i sacrifici fatti fino ad ora. Una scelta che ci ha portato ad un vero braccio di ferro, per una questione di rispetto verso i tifosi, la dirigenza, lo staff tecnico e il gruppo squadra. Tutti allo stesso modo attori protagonisti di una stagione più che positiva. Una brutta pagina che la società, la piazza e la squadra non meritavano assolutamente”.

In conclusione, il Presidente Masi torna sulla scelta di Samuele Pompili. “Sin da subito abbiamo valutato le opzioni per fornire a mister Carlini un nuovo attaccante, in grado di mantenere intatta la forza della rosa, in considerazione della lotta al vertice che ci vede protagonisti e degli impegni di Coppa Italia. Come ho già detto, siamo contenti per l’arrivo di Pompili, che ringraziamo per la disponibilità e, da ceccanese doc, per l’attaccamento dimostrato nei confronti della maglia rossoblù, che siamo sicuri indosserà con grande voglia. A lui un grande in bocca al lupo a nome di tutta la società”.

*Valentino Bettinelli, Ufficio Stampa

 

 

 

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Biodigestore Anagni: parere urbanistico non favorevole da parte dell’Ufficio Tecnico

ANAGNI BIODIGESTORE

Tanto tuonò che piovve. "Meglio tardi che mai"

di Cittàtrepuntozero
città3.zero min“Meglio tardi che mai”! Con queste parole il movimento Cittatrepuntozero, guidato dal consigliere comunale Fernando Fioramonti, commenta il parere urbanistico non favorevole da parte dell’Ufficio Tecnico, relativo al rilascio dell’AIA per la realizzazione del biodigestore. “Dopo mesi di sole parole, di inseguimento del consenso e dei soliti spot, finalmente l’amministrazione Natalia - prosegue Cittatrepuntozero- dimostra concretamente che il suo no al biodigestore è qualcosa di più concreto. Ce ne compiacciamo! Il sindaco ha accolto i rilievi mossi da Cittatrepuntozero: dopo la conferenza stampa in pompa magna, in cui dichiarava l’improvviso no della maggioranza al biodigestore, gli abbiamo chiesto passi concreti per impedire la realizzazione dell’impianto. Il parere negativo per l’AIA va certamente in questa direzione. In questa sede il parere del Comune assume una natura più vincolante ed era importante arrivare ad una posizione ufficialmente negativa. Sosterremo la scelta dell’amministrazione da un punto di vista urbanistico. È evidente ormai - prosegue la nota - che tale scelta ha inevitabili riflessi sulla decadenza del Consgliere Fioramonti. Era già palese prima ma oggi ancor di più che si è in presenza di uno stesso interesse perseguito dal Comune e dal Consigliere Fioramonti unitamente al collega Tasca. Pertanto ci auguriamo che al parere segua anche la definitiva archiviazione dell’iter di incompatibilità! In difetto ci sarebbe la dimostrazione che la incompatibilità è un artifizio politico per eliminare due consiglieri scomodi perché lavorano nell’interesse della collettività. Certamente il sindaco non vorrà danneggiare il fronte del no al biodigestore facendo decadere Fioramonti e Tasca!”

Il movimento poi conclude con una nota polemica:”L’unica nota dolente è che il sindaco, nell' inconsueta location delle conferenze stampa del Comitato No Biodigestore, ha omesso di spiegare ai cittadini perché non ha invece presentato il parere sanitario negativo all’AIA. Ci piacerebbe saperne il motivo. Quel che è certo è che tale parere è di stretta competenza del sindaco, che lo avrebbe dovuto presentare in Regione entro 90 giorni dalla conferenza di servizi e cioè entro lo scorso 30 novembre! Sono queste ambiguità che ci lasciano dubbiosi e basiti. Di questa omissione grave il sindaco dovrebbe darne conto!”

 

 

 

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Dalla parte degli onesti

 CRONACHE&COMMENTI

Gridare “onestà” non serve, se al dunque non si sta dalla parte degli “onesti”.

di Aldo Pirone
Onestà gridata 390 minLa questione fiscale da sempre è stata una cartina al tornasole per capire la lotta fra classi sociali, fra conservatori, reazionari e progressisti, fra privilegio e giustizia sociale. Grandi rivoluzioni hanno avuto come motivazione immediata e scintilla tale questione: da quella inglese di Cromwell a quella americana a quella francese.

Da noi la cartina al tornasole ha, da vari decenni, il volto dell’evasione e dell’elusione fiscale e come se ciò non bastasse, appena è possibile, la destra per aiutare i soliti noti ordisce condoni. Quello ultimo targato Draghi dopo un lungo tira e molla con la destra sovranista di Salvini e quella berlusconiana ha partorito un compromesso in cui, come ha osservato Bersani, la dose di veleno è minima ma sempre di veleno si tratta. La destra, infatti, voleva ben di più: azzeramento delle cartelle fino al 2015 senza alcun tetto di reddito. Anche se per effetto delle dichiarazioni fiscali mendaci il tetto di 30.000 euro di reddito come vincolo fa acqua da tutte le parti.

Giorni fa la Corte dei Conti e la Banca d’Italia hanno sonoramente bocciato il provvedimento. La Corte l’ha giudicato “Una scelta non condivisibile” perché, ha spiegato, è il “beneficio erogato a un vastissimo numero di soggetti, molti dei quali presumibilmente non colpiti sul piano economico dalla crisi, genera disorientamento e amarezza per coloro che tempestivamente adempiono e può rappresentare una spinta ulteriore a sottrarsi al pagamento spontaneo per molti altri”. Bankitalia, dal canto suo, dice su per giù la stessa cosa: “incentivi negativi per l’affidabilità fiscale degli operatori economici e disparità di trattamento nei confronti dei contribuenti onesti“.

Ora il “mini condono” è passato in discussione al Senato, dove Lega e Forza Italia sono tornati alla carica per eliminare le limitazioni imposte da Draghi e sostenute da Pd e Leu. Lo scopo è sempre di trasformare il condono da mini a maxi.

La cosa sorprendente è che, sia nel Consiglio dei ministri sia ora a Palazzo Madama, la destra ha trovato e trova sponda e sostegno nel M5S o, almeno, in una gran parte di esso. Se questo sostegno non ci fosse stato, anche il “mini condono” sarebbe stato evitato, la vecchia coalizione contiana sarebbe rimasta unita e adesso Salvini, Berlusconi e Meloni non potrebbero contare al Senato sulla sponda dei “grillini”. Sarebbe questa un’ottima occasione per Conte di manifestare la sua leadership in fieri sui pentastellati per fargli invertire la rotta condonista.

Gridare “onestà”, come fa a ogni piè sospinto il M5S, non serve, anzi può essere solo una cortina fumogena se al dunque non si sta dalla parte degli “onesti”.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

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Da che parte stanno

 Cronache&Commenti

E' chiaro da che parte stanno lorsignori, i loro giornali e i loro giornalisti

di Aldo Pirone
MaurizioMolinari 360 minPer avere ulteriore conferma del mondo di lorsignori che, come pupari, stanno dietro le spalle di Renzi, basta leggere quanto scrive oggi il direttore de “la Repubblica” Maurizio Molinari e quanto dice il Presidente della Confindustria della Lombardia Marco Bonometti.

Molinari, dopo averci ricordato stancamente quello che tutti sanno a iosa, cioè i grandi e drammatici problemi che sono di fronte agli italiani, dice che per affrontare una simile agenda “ll premier che serve al Paese deve dunque essere davvero europeo”. Il che significa che Conte lo è solo insufficientemente, nonostante abbia contribuito non poco a riagganciare l’Italia all’Europa impegnata, sotto la sferza del Covid 19, nel cambiamento delle politiche economiche e non solo. Il vero europeo per Molinari è chi rimette pienamente nelle mani di lorsignori il timone del comando soprattutto nella gestione dei miliardi del Recovery plan.

Bonometti, diminutivo di Bonomi ma non in protervia e arroganza, invece, è più diretto e ruspante e dice a “La Stampa” di patron Agnelli-Elkann - che non a caso lo è anche di “Repubblica” -: “Conte si cerchi un’altra occupazione”. Purtroppo per Bonometti Conte non è licenziabile con un cenno del capo, ad nutum, come ai bei tempi quando in fabbrica e nello Stato lorsignori facevano il comodo loro indisturbati. E poi un’altra professione ce l’ha, dignitosa e ben remunerata, non deve cercarsela, magari andando a fare lo zerbino a pagamento dell’autocrate dell’Arabia saudita Mohammad bin Salman come lo statista di Rignano.

Il professor Conte non è un rivoluzionario o un progressista a tutto tondo è un moderato ma gli è capitato di essere oggi, per le condizioni in cui la lotta politica si svolge in Italia, la trincea da scardinare per far tornare pienamente in auge lorsignori di cui “il Bomba” di Rignano è solo il “centravanti di sfondamento”, come fu improvvidamente definito a mezza bocca da qualcuno dentro il Pd.

La partita della crisi è ancora in corso, è difficile prevedere come andrà a finire. Quello che però è chiaro già da molto tempo - a parte qualche rimbambito/a della sinistra schifiltosa - è da che parte stanno lorsignori, i loro giornali e i loro giornalisti.

Oggi Molinari e Bonometti ce l’hanno ricordato, tante volte l'avessimo dimenticato.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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E' un obbligo l'informazione trasparente da parte dei Comuni

Comuni del Frusinate. Ferentino

Dal Consigliere Maurizio Berretta: Interrogazione urgente a risposta scritta

Ferentino municipio 350 260Al Sindaco di Ferentino Antonio Pompeo
Al Presidente del Consiglio comunale di Ferentino
Al Segretario Generale Franco Loi del Comune di Ferentino

Ferentino, li 22 Dicembre 2020
Oggetto: Interrogazione a risposta scritta e urgente sugli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte del Comune di Ferentino - D.Lgs 14 marzo 2013, n. 33 e Rafforzamento dei controlli in materia di enti locali - Art.3 del d.l. 174/2012.

Il sottoscritto Consigliere comunale Maurizio Berretta, nell’esercizio delle proprie funzioni e nella fattispecie dell’Art.35 del Regolamento del Consiglio comunale e degli altri organi istituzionali
Premesso che:
-vige il D.Lgs n.33 del 14/03/2013 sul Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni;
-vige il D.l. 174/2012 nel caso l’art.3 relativo agli obblighi di trasparenza dei titolari di cariche elettive e di governo;
- la struttura sugli obblighi di pubblicita’, trasparenza e diffusione delle PA e’ delineata dalle seguenti sottosezioni di 1° livello: Disposizioni generali , Organizzazione , Consulenti e collaboratori, Personale, Bandi di concorso, Performance, Enti controllati, Attività e procedimenti, Provvedimenti, Controlli sulle imprese, Bandi di gara e contratti, Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici, Bilanci, Beni immobili e gestione patrimonio, Controlli e rilievi sull'amministrazione, Servizi erogati, Pagamenti dell'amministrazione, Opere pubbliche, Pianificazione e governo del territorio, Informazioni ambientali, Strutture sanitarie private accreditate; Interventi straordinari e di emergenza, Altri contenuti e relative sottosezioni di 2° livello;
- il Comune di Ferentino e’ titolare del dominio internet www.comune.ferentino.fr.it;
- E’, oltre ad essere un obbligo di legge, un dovere da parte dell’ente comunale e dei suoi amministratori, ma soprattutto, un diritto di ogni singolo cittadino poter consultare le informazioni riportate;maurizioberretta 350

INTERROGA IL SINDACO

per conoscere i motivi per i quali diverse sottosezioni di 1° livello e di 2° livello sono totalmente carenti o riportanti informazioni parziali, cosi come le carenze informative per quanto compete il D.l. 174/2012 nel caso il comma 1 dell’art.3. per le quali esiste l’obbligo di pubblicazione e trasparenza;

Si chiede inoltre, ai sensi dell’Art.35 del Regolamento del Consiglio comunale e degli altri organi
istituzionali, RISPOSTA SCRITTA ed URGENTE.

Maurizio Berretta

 

 

 

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Parte male il Frosinone, allo “Stirpe” passa l’Empoli

Frosinone calcio

Esordio amaro per il Frosinone nella prima giornata del campionato di serie B

di Tommaso Cappella*
Brighenti Mancosu 370 minEsordio amaro per il Frosinone nella prima giornata del campionato di serie B. I giallazzurri del riconfermato tecnico Nesta si fanno battere 2-0 allo “Stirpe” dall’’Empoli del neo allenatore Dionisi. Un ko francamente inatteso dal momento che, anche quest’anno, Brighenti e compagni partono con i favori del pronostico per quanto riguarda il salto nella massima serie, possibilmente dalla porta principale. Una prestazione comunque condizionata anche dalla tante assenze per infortunio specialmente a centrocampo, nonostante gli arrivi di Kastanos, Parzyszek e Carraro, con questi ultimi due ancora da tesserare.

Tante le assenze nelle file giallazzurre. Nesta deve rinunciare ai vari Capuano, Salvi, Gori, Luciani e Volpe infortunati, con Tabanellli e Novakovich che partono dalla panchina, oltre al giovane Errico squalificato, mentre Citro e Trotta non figurano nemmeno tra i convocati per scelta tecnica. Esordio assoluto invece per il neo acquisto Kasranos. Sin dalle prime battute, si capisce che il match nasconde tante insidie. E già al 4’ l’Empoli passa in vantaggio: la difesa giallazzurra in disimpegno perde palla di cui si impossessa Moreo il quale tira in diagonale, Bardi para con la sfera che arriva sui piedi Bandinelli il quale ribatte in gol ma un difensore manda in angolo. Dal tiro dalla bandierina, prolunga capitan Romagnoli per la testa dio Moreo che insacca per lo 0-1. I padroni di casa accusano il colpo e fanno fatica a riorganizzarsi con i toscani che invece effettuano un ottimo giro palla. Potrebbe pareggiare però il Frosinone al 22’quando Kastanos dal vertice sinistro effettua un gran tiro con pallone che si stampa sul palo alla sinistra di Brignoli. Insiste la squadra di Nesta e al 34’ si erge a protagonista proprio l’estremo difensore toscano con una grande parata su tiro a colpo sicuro dal limite di Rohden. Poi accade poco o nulla e squadre al riposo con l’undici di Dionisi avanti 1-0.

Nella ripresa al 4’ dubbio fallo nell’area dell’Empolli di Bandinelli su Zampano, ma Manganiello lascia correre. E così all’11 i toscani raddoppiano con l’ex La Mantia di testa su splendido cross dalla sinistra di Terzic. Al 16’ pallone d’oro per il neo entrato Dionisi il quale, su cross rasoterra di Ciano, si allunga ma la sfera termina sul fondo. Si fa vedere anche l’Empoli e al 23’ potrebbe trovare addirittura lo 0-3 ma la punizione di Stulac si infrange sul palo. In campo però c’è solo il Frosinone e al 28’ l’altro neo entrato Novakovich manca di poco il gol su passaggio di Beghetto. Altra palla gol al 37’ quando Dionisi serve il liberissimo Kastanos in area, tiro a colpo sicuro e Brignoli si supera mandando in angolo. Il Frosinone le prova tutte per andare a segno, ma il pallone non ne vuol sapere di entrare: E così sono inutili gli ulteriori tentativi di Novakovich due volte ancora Kastanos perché l’Empoli sbanca lo “Stirpe” e inizia nel migliore dei modi il torneo cadetto.

Archiviata questa sconfitta, il Frosinone è ora atteso dalla insidiosa trasferta di Venezia che, all’esordio, ha battuto 1-0 nel derby la neo promossa Lanerossi Vicenza, mentre l’Empoli ospiterà la matricola Monza fermata sullo 0-0 nell’anticipo di venerdì dalla Spal. I lagunari, per il secondo turno di fila, vogliono sfruttare il fattore campo per fare bis. Da parte dei giallazzurri ci si attende invece il riscatto, dal momento che ha le potenzialità e le possibilità di compiere imprese che alla vigilia sembravano impossibili. Occorre iniziare a fare punti per non ritrovarsi in una situazione di classifica complicata. Mercoledì comunque il Frosinone ospiterà il Padova per il secondo turno di Coppa Italia.

*Tommaso Cappella, Giornalista volontario in pensione

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Il Ceccano parte col piede sbagliato

Ricci Emanuele 350 260 minTommaso Cappella, Ufficio Stampa Ceccano 1920 ca5 - CECCANO-CITTA’ DI ZAGAROLO 2-4

CECCANO – Dopo essere stata eliminata dall’Heracles nel primo turno di Coppa Lazio, la matricola Ceccano calcio a5 esordisce nel campionato di serie C2 con una sconfitta al cospetto del Città di Zagarolo. Un ko comunque immeritato per i rossoblù che hanno anche sbagliato un tiro libero con Ricci sul finire di primo tempo e un calcio di rigore a metà ripresa sempre con Ricci.

In avvio di gara sono gli ospiti a rendersi pericolosi con un gran toro di Bargelli, ma Cipriani si suoera. Al 12’ grande conclusione di Ricci e Pellitta si rifugia in angolo. Lo stesso Ricci però, tre minuti dopo, con un’azione personale, sblocca la gara. Gli ospiti reaguscono e, dopo una bella parata di Salvati su Cecilia, è proprio quest’ultimo a pareggiare al 20’. Ad un minuto dal riposo il Città di Zagarlo passa in vantaggio per una indecisione della difesa rossoblù che consente a Bargelli di insaccare. Poi Ricci si fa parare il tiro libero da Pellitta.

Nella ripresa, dopo sei minuti, gran palo di Bargelli, ma al 13’ il Ceccano pareggia grazie ad un autogol di Conte su tiro di Cicciarelli. Al 17’ tocca a Colapietro colpire i legni della porta avversaria e sulla ribattuta Pellitta è eccezionale nel respingere. Un minuto dopo gli ospiti tornano in vantaggio con capitan Niceforo. Ma al 20’ il Ceccano ha la ghiotta possibilità di pareggiare. Testa intercetta con una mano sulla linea di porta e il direttore di gara assegna il calcio di rigore che però Ricci manda alto. A questo punto nemmeno il portiere di movimento sortisce l’effetto sperato, anzi il Città di Zagarolo realizza a porta vuota con Troisi il gol del 2-4. Prossimo impegno pe i rossoblù di mister Compagnone il derby di sabato prossimo alle ore 15.00 presso il “Tintisona” contro la Nuova Paliano.

CECCANO: Cipriani, Salvati, Ricci, Celli, Uberti Padovani, Pietrantoni, Carlini, Colapietro, Cicciarelli, Ferri.

Allenatore: Compagnone.

CITTA’ ZAGAROLO: Pellitta, Testa, Bargelli, Cecilia, Troisi, Conte, D’Ambra, Genovesi, Niceforo, Lo Muto, Brecci, Blasi.

Allenatore: Riccomagno.

Arbitro: Cozzuto di Aprilia.

Marcatori: 15' pt Ricci, 20’ pt Cecilia, 29’ pt Bargelli, 13’ st (aut.) Conte, 18’ st Niceforo, 32’ st Troisi.

Note: ammoniti Testa e Uberti; al 30’ pt Ricci sbaglia un tiro libero; al 20’ st Ricci sbaglia un calcio di rigore.

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Parte Meccatronica, scuola per il lavoro

meccatronica 400 mindi Maria Giullia Cretaro - Nasce ufficialmente il primo corso di ITS Meccatronico per la Provincia di Frosinone. Nella sede di Unindustria del Capoluogo, martedì 10 Settembre si è tenuta la conferenza stampa per inaugurare questo nuovo percorso di studi, già anticipato qualche mese fa ma ora è concreta realtà.
A presenziare, oltre al Prefetto di Frosinone Ignazio Portelli, il Presidente della Provincia Antonio Pompeo, l'Assessore al Lavoro regionale, Claudio Di Berardino, e il Vicepresidente di Confindustria, Maurizio Stirpe. Un parterre che dimostra l'interesse istituzionale per il neonato progetto e la già avviata sinergia tra le parti.

Apre le danze il Prefetto, che ricorda subito la drammatica situazione del lavoro in Provincia; la sola volontà di collaborazione, come in questo caso, permetterà di "mettere insieme questo caleidoscopio in un progetto di interesse generale".

Nella carrellata di interventi non poteva mancare quello di Pompeo che ristabilisce subito il valore dell'ente Provincia, nonostante il depauperamento istituzionale subito. Essenziale rimane infatti il suo ruolo come collante tra Regione e territorio. Un territorio ricco di potenzialità troppo spesso inespresse. Perché queste possano essere pienamente esaltate, il lavoro di squadra rimane la forza primaria.

Tornando nello specifico dell'ITS, la tempistica del progetto è il vero successo. In poco più di sei mesi questa idea è diventata concreta, è stata presentata alla Regione e sostenuta dall'assessore Di Berardino oltreché dal Presidente Zingaretti.

Qui Pompeo, anticipando le possibili domande della platea, non bypassa il tema delle politiche attive per i lavoro. Creare i presupposti per il rilancio dei territori anche e soprattutto in termini occupazionali, ripartendo dalla formazione è un investimento per il reinserimento lavorativo. Un inciso che resta nebuloso e non del tutto esaustivo per l'argomento disoccupazione.

A descrivere nei dettagli il nuovo piano formativo, è il Vicepresidente Stirpe, anche Presidente della Fondazione ITS, riconosciuta sabato. "Arrivo e partenza si sommano oggi. Vari attori hanno lavorato affinché questo istituto potesse partire. L'obiettivo era ambizioso ma il risultato ottenuto è la vittoria degli enti che hanno collaborato per andare oltre i limiti burocratici e in un semestre concretizzare un'idea"
Le parole di Stirpe toccano un punto fondamentale: ovvero come il progetto risponda a delle richieste dirette delle aziende del territorio. Imprese che necessitano un nuovo assetto digitalizzato di impianto professionale e qualificato.

Il progetto, oltre ad essere mosso da chiare necessità di domanda e offerta, è in sé un atto di generosità per il territorio, perché verso di esso esiste un debito di riconoscenza, avendo restituito meno di quanto ricevuto.
Il programma dell'istituto partirà entro la fine di ottobre per 28 ragazzi, che terminato il corso troveranno impiego presso le aziende territoriali.

La selezione punta sulla qualità : i candidati, che potranno presentare domanda entro il 23 settembre, saranno valutati per titoli già acquisiti (necessario il diploma) e una doppia verifica frontale. Tra loro, saranno scelti i 28 che avranno ottenuto il punteggio maggiore. Tempo per candidarsi, fino al 23 settembre.

Quale ruolo ricopriranno le imprese? Esse saranno i primi finanziatori, sopperendo alla mancanza di fondi pubblici. Nella proposta stessa avanzata alla Regione infatti, le aziende si erano dichiarato autosufficienti per finanziare la fondazione.
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Innegabile l'attesa per le parole di Claudio Di Berardino, che nell'ultima settimana ha incasellato due appuntamenti per discutere la situazione lavoro della Provincia. L'esperienza dell'istituzione è per l'Assessore, esempio di buona pratica, perché prevede una stretta collaborazione tra pubblico e privato con ripercussioni positive sul territorio.
Regione e Provincia hanno lavorato a stretto contatto per la buona riuscita del progetto, avvalendosi del prezioso contributo delle associazioni imprenditoriali, promotrici dell'idea.
"Quello di Frosinone sarà l'ottavo ITS della Regione. Gli altri hanno già prodotto risultati soddisfacenti e sono in prospettiva di crescita.
La formazione è essenziale per lo sviluppo territoriale, soprattutto per la qualità del lavoro, non si può prescindere dal progresso "

Forse l'Assessore avrebbe volentieri glissato sulle politiche attive, ma schivare il cross di Pompeo non era possibile in sede di conferenza stampa. A suo avviso dunque, questa proposta è una forma di politica attiva, un'offerta formativa che si presta alla ricerca per l'impiego.
Non è chiaro come l'avvio dell'istituto, possa sopperire alle domande degli oltre 1200 lavoratori della provincia, in molti senza i requisiti necessari per accedere al corso, che comunque costa di un numero assai limitato di posti.

Fermo restando l'encomiabile risultato di un nuovo polo formativo, questo non può rispondere a tutte le esigenze del territorio. Sarà un volano per le generazioni più giovani, l'ennesima porta in faccia per chi resterà ancora in attesa di una soluzione.
Che questa filiera apertasi in tema di formazione, possa tradursi in un apporto fattivo delle imprese sul territorio. La sinergia è un primo passo, l'ITS un primo successo.

 

 

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Frosinone parte col piede sbagliato, pesante ko a Pordenone

Mirko Gori su Chiaretti 350 Frosinone Pordenone 25ago19di Tommaso Cappella* - Esordio con pesante sconfitta 3-0 per il Frosinone in casa del neo promosso Pordenone nel posticipo della prima giornata del campionato di serie B. Una sconfitta maturata al termine di una gara che ha visto i giallazzurri alquanto molli e poco convinti dei propri mezzi. E’ mancata anche una certa concentrazione da parte di una squadra che ha anche bisogno di un attaccante in grado di concretizzare sotto porta, dal momento che i vari Citro e Trotta hanno mancato clamorosamente le occasioni capitate. E’ tornato a giocare Dionisi, ma a questo Frosinone, è innegabile, serve lo “stoccatore”.

In avvio di gara i padroni di casa, sospinti dall’entusiasmo per il loro approdo tra i cadetti, creano al 9’ la prima palla-gol. Ciurria dalla destra salta Ariaudo, entra in area e chiama Bardi alla grande parata. La risposta del Frosinone al 15’ quando duettano Beghetto e Ciano, con quest’ultimo che va alla conclusione ma un difensore respinge. Le difese delle due squadre sono molto attente e concedono poco. Poi al 32’ un cross pennellato dal solito Beghetto trova Citro solo davanti a Bindi, ma “cicca” la sfera. Due minuti dopo ancora Beghetto rimette al centro e questa volta è Trotta a vedersi respingere il gran tiro dall’estremo difensore dei ramarri. Proprio nel periodo migliore del Frosinone al 42’ passa il Pordenone. Azione insistita dei padroni di casa e pallone che arriva a Ciurria il quale tira, sulla traiettoria si trova Pobega che mette alle spalle di Bardi.

Nella ripresa ci si aspetta la reazione del Frosinone e invece è il Pordenone all’8’ a raddoppiare ancora con Pobega dopo un cross dalla sinistra di Chiaretti. Anche sfortunati i giallazzurri al 15’ perché la magistrale punizione di Ciano trova Bindi alla grande parata con deviazione in angolo. E al 19’ è tris per i neroverdi di Tesser grazie a Barison che ribatte in gol una respinta di Bardi su colpo di testa di capitan De Agostini. La gara finisce praticamente qui. L’unico a non arrendersi fino al 90’ è Paganini, uno dei pochi a salvarsi dalla serata negativa dei suoi compagni, ma il suo colpo di testa termina di un soffio sopra la traversa.

Che dire ancora? Inizio peggiore non poteva capitare ad un Frosinone, sicuramente tra le formazioni più attrezzate di questa serie B. Deve quindi archiviare immediatamente questo pesante ko e voltare pagina, calandosi in una realtà molto difficile come lo è il torneo cadetto. Occorre cioè agire più di spada che di fioretto, perché anche contro il Pordenone la squadra di Nesta è sembrata specchiarsi troppo ed essere meno cinica e concreta. E lo deve fare subito, archiviando questa sconfitta e pensare già all’Ascoli che domenica sera alle 21,00 arriverà al “Benito Stirpe, forte della convincente vittoria per 3-1 di sabato scorso contro il Trapani. Occorre l’immediato riscatto, perché lo chiedono soprattutto i diecimila e oltre tifosi giallazzurri che hanno sottoscritto l’abbonamento e credono fortemente nelle potenzialità di questo Frosinone.

*giornalista volontario in pensione

 

 

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