fbpx

Dubbi e perimetrazione del SIN Bacino del Fiume Sacco

  • Pubblicato in Partiti

PRC FROSINONE

bandiera prc 350 minLe dichiarazione del Presidente della Regione Lazio sulla sospensione del decreto di perimetrazione del SIN Bacino del Fiume Sacco sono un colpo mortale alle speranze delle comunità della valle del Sacco, da sempre a fianco delle associazioni e delle organizzazioni ambientaliste, che da anni si battono per la bonifica d’un’area resa invivibile dagli sversamenti industriali inquinanti.

Un vero e propria passo in dietro che sacrifica i territori e la comunità in cambio di pochi ed effimeri posti di lavoro.
Le smentite dell’onorevole Fontana e la contro smentita che viene dalla Regione Lazio mostrano che c’è solo tantissima confusione.

La federazione di Rifondazione Comunista Frosinone, d’accordo con le proteste degli ambientalisti, si impegna e si dichiara fin da ora disponibile a sostenere, aderire e coorganizzare tutte le iniziative che si riterranno opportune.
Invita le Amministrazioni dei comuni interessati alla Bonifica della Valle del Sacco, e tutti i rappresentanti delle minoranze consiliari che hanno fatte proprie, in campagna elettorale, le lotte per la bonifica ambientale, a sostenere il movimento di protesta e di indire da subito, in accordo con le associazioni, un incontro per definire un programma ragionato e condiviso di lotta.

Clicca qui per leggere il comunicato delle associazioni ambientaliste che si battono per la bonifica della valle del Sacco, che condividiamo in toto.

 

Frosinone, 29 aprile 2022
Per il Prc-se Frosinone, La segreteria provinciale

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Clicky

 

 

 

 

Leggi tutto...

Valle del Sacco. Cosa fare dopo la perimetrazione del SIN

depuratore consortile asi anagnidalla Rete per la Tutela della Valle del Sacco - Gli enti pubblici hanno concluso la perimetrazione del nuovo Sito di Interesse Nazionale della Valle del Sacco. In attesa delle osservazioni dei privati coinvolti, le quali potrebbero comportare tempi non brevi, ci si può cominciare a domandare come procedere con la bonifica e soprattutto con quali fondi. Lo stesso Ministero dell’Ambiente non ha nascosto le ristrettezze economiche, che possono indebolire e ritardare le operazioni di bonifica nei SIN.

Il nostro nuovo SIN, lo ricordiamo anche in questa sede, è decisamente complesso e articolato. Si sviluppa in area vasta lungo l’asse del fiume, comprendendo terreni agricoli (la cui esatta definizione è da verificare in base ad analisi aggiornate) contaminati da beta-HCH e metalli pesanti, nonché numerose ulteriori aree, prevalentemente industriali ed ex industriali, interessate da altre tipologie di contaminazione (ad esempio, l’amianto della Cemamit a Ferentino e i veleni della discarica delle Lame a Frosinone).

Non conosciamo ancora l’esatta estensione del SIN, ma in base a una verosimile stima si potrebbero presumere non meno di 7.000 ettari. Per estensione il nostro SIN dovrebbe dunque collocarsi al terzo posto in Italia, dopo i SIN di Casale Monferrato e del Sulcis.

Dopo un anno e mezzo di stop alle attività di bonifica a causa del declassamento dell’ex SIN, dopo un anno per maturare la perimetrazione del nuovo SIN, ci ritroviamo ancora con la famigerata area ARPA2 del sito industriale di Colleferro da mettere in sicurezza, nonché con i barrieramenti idraulici lasciati nell’abbandono amministrativo. Il depuratore di Anagni, gioiellino finalmente terminato dopo tempi biblici e dispendio faraonico di risorse, non è ancora in funzione a causa del mancato allaccio delle industrie, che non hanno alcuna intenzione di collegarvisi. I terreni agricoli ripariali sono ancora contaminati e l’evidenza sperimentale sinora maturata relativamente all’applicazione di sistemi di fitorimedio può dirsi interessante, ma ben lungi dal poter diventare in tempi brevi operativa e dal prospettarsi come pratica sostenibile economicamente e soprattutto ambientalmente, ovvero non foriera di ulteriori fattori inquinanti.

Enormi risorse sono necessarie per quanto elencato sinora. Da che base partiamo?

Il recente emendamento Pilozzi (sottoscritto anche da altri parlamentari) alla Legge di Stabilità presentato in V Commissione Permanente (Bilancio, Tesoro e Programmazione), relativamente al Bilancio di Previsione triennale 2016-2018, ha consentito di destinare al nostro SIN10 milioni di euro, 5 per il 2016 e 5 per il 2017. L’emendamento rende inoltre disponibili, per tutti i SIN ma prioritariamente per quelli per cui è necessario provvedere con urgenza al corretto adempimento di obblighi europei, ulteriori 10 milioni di euro per il biennio 2016-17 e ulteriori 10 milioni per il 2018.
A dirla tutta, il testo dell’emendamento inizialmente presentato era ancora più incisivo, proponendo uno stanziamento di 40 milioni di euro per il solo SIN della Valle del Sacco, sempre suddivisi nelle due annualità. Il Governo ha però preferito operare dei tagli.

Si può inoltre contare sui fondi rimasti in giacenza nella contabilità speciale regionale.
Per quanto riguarda il residuo di fondi non utilizzati dall’ex Ufficio Commissariale, si tratta di ulteriori 10 milioni di euro circa, da destinare esclusivamente a progetti già approvati, in particolare la bonifica del sito ARPA2.
Ulteriori 10 milioni di euro circa sono parte della dotazione dell’ex Ufficio Commissariale, a titolo di crediti maturati e non ancora liquidati, dovuti soprattutto dagli uffici regionali che gestiscono i fondi comunitari.

E' indispensabile stabilire delle priorità

Si tratta, tutto sommato, di una cifra molto lontana dal poter fronteggiare tutte le esigenze della bonifica, ma non indifferente per cominciare ad operare. Per non disperderla in mille rivoli, è indispensabile stabilire delle priorità. Tra le quali, lo ribadiamo, non possono non essere contemplate le seguenti:

- l’avvio del percorso di Messa In Sicurezza di Emergenza della discarica di rifiuti tossici denominata ARPA2, con relativa bonifica;

- lo sblocco dell’autorizzazione allo scarico del sistema di barrieramento idraulico a protezione delle falde nel sito industriale di Colleferro, previe necessarie modifiche strutturali del sistema di collettamento acque;

- la verifica idrologica degli argini del fiume Sacco, con successivo rafforzamento nelle aree a rischio di esondazione, scongiurando nei limiti del possibile e di quanto ambientalmente opportuno il nuovo riversamento sulle fasce ripariali del contaminante beta-HCH persistente nel sedimento fluviale;

- l’aggiornamento della caratterizzazione di tutte le fasce agricole ripariali, ferma al 2008, indispensabile per la ridefinizione dei perimetri di interdizione all’utilizzo agricolo e zootecnico;

- la decontaminazione delle aree agricole ripariali ancora inquinate, con tecniche ad emissioni zero;

- la messa in funzione dell’impianto di depurazione di Anagni, risolvendo la questione del mancato allacciamento delle industrie dell’area ASI;

- la continuazione del servizio di Sorveglianza Epidemiologica territoriale.

Questo in generale. Va però ricordato che il nostro SIN è particolarmente complesso e che, a parte il fiume inquinato come elemento unificante, esso è costituito da una serie di macro e microaree, ognuna delle quali presenta una propria specificità e una propria storia.
Stabilire le relative priorità richiede dunque un lavoro di concertazione e organizzazione, la costituzione di tavoli di lavoro per ogni diversa situazione. Considerato lo stato delle risorse tecniche, umane e finanziarie, nonché le carenze organizzative e la mancanza di coordinamento tra soggetti istituzionali centrali e periferici, è necessaria un’iniziativa che parta dal rapporto tra reti associative e amministrazioni locali. Indispensabile infine che si arrivi all’attivazione di una cabina di regia incentrata sulla massima collaborazione tra Enti e Associazioni ai vari livelli, con un centro di coordinamento che ponga in primo piano la trasparenza e la condivisione delle conoscenze.

Valle del Sacco, 22.12.15

-----

Presidente Rete per la Tutela della Valle del Sacco: Alberto Valleriani - 335.65.45.313
Ufficio Stampa: 320.96.53.728 - 335.65.45.313

 
Vuoi dire la tua su unoetre.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

regime-attività

Leggi tutto...

Valle del Sacco si perpetua la confusione su perimetrazione e SIN

perimetrazione sin valledelsacco 350 260da Rete per la Tutela della Valle del Sacco - SIN Valle del Sacco: mentre il ministero ricorre al consiglio di Stato, si perpetua la confusione sulla perimetrazione e sul numero stesso dei SIN.

Torniamo sulla Conferenza di Servizi per il SIN "Bacino del fiume Sacco" del 19 gennaio 2015 in quanto, non riportato sul verbale, si è avuta la percezione che sia al Ministero dell'Ambiente che alla Regione Lazio non si abbia la certezza di quanti SIN insistono sul nostro territorio (incredibile, ma vero!!). Ripercorriamo quindi l'iter amministrativo per chiarire questo punto.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 maggio 2005.
E' stato dichiarato lo stato di emergenza socio-economico-ambientale nel territorio dei comuni di Colleferro, Segni e Gavignano in provincia di Roma, e dei comuni di Paliano, Anagni, Ferentino, Sgurgola, Morolo e Supino, in provincia di Frosinone;

Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 giugno 2005, n. 3441 e 14 luglio 2005, n. 3447.
E' stato nominato Commissario delegato per l'emergenza il Presidente della Regione Lazio che si può avvalere di un Soggetto attuatore per porre in essere tutte le attività volte al superamento dell'emergenza. Le stesse Ordinanze hanno definito i compiti e l'organizzazione dell'Ufficio commissariale, individuando le risorse economiche utili per i primi interventi. L'ufficio è competente per l'area industriale di Colleferro e le fasce ripariali del fiume Sacco.

Legge 2 dicembre 2005, n. 248, art. 11-quaterdecies, comma 15.
L'area dei nove comuni è stata inserita nella lista dei siti di interesse nazionale da bonificare.
Essa dispone: «Al comma 4 dell'art. 1 della legge 9 dicembre 1998, n. 426, dopo la lettera p-terdecies), e' aggiunta la seguente: «p-quaterdecies) area del territorio di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 maggio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 27 maggio 2005.

Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3552 del 17 novembre 2006 - art. 16.
Ha integrato la precedente ordinanza n. 3441 del 10 giugno 2005. Essa attribuisce, tra l'altro, al commissario delegato l'esclusiva competenza per il superamento dell'emergenza nel territorio dei comuni di Colleferro, Segni e Gavignano in provincia di Roma, e dei comuni di Paliano, Anagni, Ferentino, Sgurgola, Morolo e Supino, in provincia di Frosinone;

Decreto Ministeriale 31 gennaio 2008.
Definisce una nuova perimetrazione del sito di interesse nazionale del bacino del fiume Sacco, comprendente tutti i comuni del bacino idrografico, ad eccezione dei territori dei nove comuni di esclusiva competenza commissariale, nonché di alcune aree di discarica già perimetrate nell'ambito del sito di bonifica di interesse nazionale di «Frosinone». Il sito di interesse nazionale di Frosinone è stato individuato dal D.M. n. 468/01 e perimetrato con successivi D.M. 2 dicembre 2002 e D.M. 23 ottobre 2003.
Il criterio adottato è relativo all'inquinamento comportante potenziali conseguenze ambientali per le quali e' oltremodourgente e indifferibile procedere ai necessari accertamenti al fine di porre in essere adeguati interventi di messa in sicurezza d'emergenza, caratterizzazione e bonifica delle aree inquinate interessate.

DPCM del 29 ottobre 2010 pubblicato in GU n. 270 del 18 novembre 2010.
Viene prorogato ulteriormente lo stato di emergenza fino al 31 ottobre 2011 e contemporaneamente viene esteso anche ai comuni di Frosinone, Patrica, Ceccano, Castro dei Volsci, Pofi, Ceprano e Falvaterra, limitatamente alle fasce ripariali.

Il punto critico a partire dal quale si ingenera una tragica confusione è il Decreto Ministeriale 31 gennaio 2008,dalla cui interpretazione si è ricavata una perimetrazione del SIN che esclude i nove comuni sul cui territorio insistono le cause e gli effetti più gravi dell'inquinamento del fiume Sacco. Ad una lettura più attenta del dispositivo si potrebbe interpretare come una aggiunta -della nuova area perimetrata- al territorio dei nove comuni, ma il testo è talmente mal scritto che così non è stato. Il vizio originale si ritrova in una frettolosa operazione mirante ad allargare al massimo l'area di intervento, senza il fondamento di una analisi rigorosa dei processi di inquinamento.

Pertanto, il SIN è unico ma il Ministero perpetua l'errore di non considerarlo tale, tant'è che nella legge di declassamento non si tiene conto delle aree dei nove comuni che, sebbene gestite a titolo esclusivo da un commissario, fanno sempre parte dello stesso SIN.

Detta confusione emerge anche dal verbale della riunione tecnica convocata dal MINAMB in data 8 settembre 2014, dal cui verbale si legge che "il perimetro provvisorio del SIN, successivamente declassato a SIR, oggetto del ricorso e della relativa sentenza del TAR che riassegna la titolarità del procedimento al MATTM, non comprende le porzioni del territorio assegnate alla responsabilità e competenza esclusiva del Commissario delegato ex OPCM 3552 del 2006. Pertanto si evidenzia una incongruenza tra il perimetro di cui al DM 4352 del 31 gennaio 2008 e il perimetro indicato dalla Legge istitutiva del SIN (Legge 2 dicembre 2005, n. 248)".

ARPA Lazio, che ha ricevuto dalla Regione Lazio il compito di ridefinire la perimetrazione del SIN, ha proseguito nell'errore, tant'è vero che i 9 comuni non sono stati neppure invitati alla conferenza dei servizi del 19 gennaio2015. Inoltre vi sono aree ad esempio l'ex area industriale di Castellaccio a Paliano, la Ex Cemamit a Ferentino, che sono state escluse perché ricadenti nella prima definizione di SIN, ma in area esterna alle competenze sia dell'Ufficio Commissariale che del Ministero, in una sorta di limbo amministrativo.

Viste le contraddizioni e le mancanze riscontrabili nella successione di interventi amministrativi e legislativi, il ricorso al Consiglio di Stato avverso la sentenza del TAR Lazio sede di Roma, che ha riportato la titolarità del SIN al Ministero dell'Ambiente, è ancora più sconcertante. Il Ministero è venuto meno alla sua funzione di coordinamento strategico degli interventi.

Questa catena di eventi dimostra ancora una volta la necessità di una nuova legge che stabilisca modalità, competenze e risorse per l'individuazione dei territori, per la progettazione e la realizzazione dell'azione di bonifica dei Siti di Interesse Nazionale. E' condizione necessaria riorganizzare e coordinare in modo efficace tutti gli enti e le istituzioni, con compiti di controllo sullo stato di salute delle popolazioni e dell'ambiente. Ciò sarà possibile solo ricostruendo il ruolo e le funzioni di una agenzia nazionale per l'ambiente, contro l'inquinamento.

Riteniamo che questa situazione vada stigmatizzata in tutte le sedi istituzionali, che le rappresentanze politiche locali a tutti i livelli se ne facciano carico, in modo coordinato tra loro e con associazioni e comitati che in questi anni hanno garantito la circolazione delle informazioni, la vigilanza costante su interventi e provvedimenti, sino al punto di sollecitare l'intervento dell'autorità giudiziaria.

E' necessario ribadire al Ministro Galletti la contrarietà ed il disappunto del Territorio della Valle del Sacco per la contraddittorietà e l'inefficacia degli interventi del Ministero, chiedendo con fermezza che sia ritirato il ricorso al Consiglio di Stato.

Valle del Sacco, 11 febbraio 2015

Perimetrazione Sin Valle del Sacco

 

Presidente Rete per la Tutela della Valle del Sacco: Alberto Valleriani - 335.65.45.313
Ufficio Stampa: 320.96.53.728 - 335.65.45.313

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici