fbpx

Sin Valle del Sacco: non siamo ancora al giro di boa. Si è persa la rotta?

ASSOCIAZIONI - AMBIENTE

Regione Lazio dove sei, che fai?

di Ina Camilli*
comitatoresidenticolleferro 350 minDopo due mesi dall’annuncio di sospensione e revisione del SIN (sito di interesse nazionale) bacino del fiume Sacco e il caso Catelant (importante multinazionale farmaceutica con stabilimento ad Anagni), cosa ha fatto la Regione Lazio?

Ad aprile le dichiarazioni del Presidente della Regione e le obiezioni di quello di Unindustria sulla Catelant e sul Sin hanno fatto esplodere la questione dell’immobilismo dei vertici della politica, dei partiti e delle Istituzioni pubbliche che a livello territoriale hanno competenze e poteri di controllo.

Durante l’assemblea degli industriali, forse confusa con l’aula consigliare della Pisana, Zingaretti ha annunciato l’intesa tra Governo e Regione sulla sospensione  dell’efficacia del decreto riguardante la perimetrazione del Sin, escluse le aree ripariali. Zingaretti avrebbe sollecitato il Governo ad adottare un decreto per definire “in pochi mesi” una nuova perimetrazione del sito, divenuto negli anni frutto “di errori ed illusioni, che hanno bloccato tutto.”

Secondo politici e imprenditori Catalent avrebbe rinunciato all’investimento nella valle del Sacco per realizzarlo in Inghilterra a causa di ritardi nell’iter autorizzatorio, inghiottito dalle sabbie mobili della burocrazia italiana.

Un argomento che viene utilizzato anche in questo caso per mettere sul banco degli imputati le limitazioni imposte dal Sin, mentre Arpa non ha rilevato l’inquinamento di suolo e sottosuolo nell’area interessata dal progetto di Catalent. L’autorizzazione sarà poi rilasciata quando ormai la multinazionale ha abbandonato Anagni.

Invece di una autocritica sulle proprie responsabilità, è partito l’attacco alle prassi burocratiche e alle inefficienze amministrative che, secondo la valutazione pressoché unanime della politica e dell’economia, sono la causa dei tempi lunghi nel rilascio delle autorizzazioni, insieme agli obblighi imposti dal Sin (anche il Covid). 

Argomento mai abbastanza provato: nei suoi procedimenti è la stessa Regione a non rispettare i termini perentori previsti dai vari iter. I ritardi sono piuttosto da attribuire alle lungaggini della politica, sempre pronta a cogliere i segnali di malumore di una platea qualificata, ma con poca attitudine a misurarsi con i tempi di investimento degli imprenditori, conservando l’abitudine di addossare alle lotte ambientali sul territorio le “colpe” di progetti produttivi non andati in porto. Davvero ancora qualcuno vuole far credere che siano le proteste ambientaliste il freno allo “sviluppo” della valle del Sacco?

Torniamo alle procedure che, riteniamo, siano ferme all’annuncio di Zingaretti del 28 aprile scorso. Il Presidente della Regione ha lasciato intendere che l’iniziativa per la sospensione del Sin dovesse essere presa dal Governo e che ci fosse una intesa istituzionale formale.

Immediata la replica dal Ministero della Transizione ecologica: nessuna sospensiva e sia la Regione, se lo ritiene, a farsi parte attiva nella richiesta di riperimetrazione, dichiara la Sottosegretaria di Stato, Fontana.

Se Zingaretti conoscesse meglio la normativa saprebbe che spetta alla sua Regione presentare istanza di riesame del procedimento di riperimetrazione del Sin con la partecipazione dei Comuni ed Enti competenti in materia di salute ed ambiente, similmente a quanto avvenuto nel 2016.

Anche ai protagonisti economici del territorio - rappresentati dal Presidente degli industriali - deve essere sfuggito che alcuni decreti sono intervenuti proprio sulle norme riguardanti le procedure amministrative ed hanno introdotto misure di semplificazione e accelerazione. 

Dal 2020 infatti sono entrate in vigore le nuove disposizioni che ampliano le ipotesi in cui è possibile realizzare interventi ed opere nei siti da bonificare.

Inoltre,  per conoscere in tempi rapidi le condizioni per l’approvazione del progetto operativo, limitando i passaggi intermedi, è prevista la possibilità dì accertare lo stato di potenziale contaminazione attraverso indagini preliminari con una procedura abbreviata e presentare gli esiti della caratterizzazione e delle analisi di rischio.

Per la matrice suolo è prevista la certificazione di avvenuta bonifica in assenza di interferenze con la matrice acque sotterranee. 

Ancora più sorprendenti i rapporti tra i vari livelli istituzionali. Il Presidente della Regione non avrebbe chiarito se una simile iniziativa sia stata assunta d’intesa con il Commissario straordinario per gli interventi di bonifica e messa in sicurezza della valle del Sacco, Bonsignore, appena nominato da Zingaretti a gennaio scorso. 

Sempre a gennaio, per rimettere in moto la macchina, la Sottosegretaria Fontana  ha assunto l’iniziativa di istituire presso la Prefettura di Frosinone un Tavolo politico istituzionale, da lei presieduto allo scopo di monitorare lo stato di attuazione degli interventi nel Sin e scongiurare la perdita, per scadenza dei termini, dei fondi stanziati per bonificare il bacino del Fiume Sacco, previsti nell’Accordo di Programma del 2019.

A marzo peraltro l’assessorato regionale ai rifiuti, andando controtendenza, ha reso noto che sono stati approvati e finanziati  i progetti di  caratterizzazione ai fini della bonifica e il monitoraggio delle acque, ma in realtà anche in questo caso i tempi sono stati biblici.

Infine l’eventuale utilizzo di terre provenienti dall’area Sin senza caratterizzazione di legge (a titolo gratuito o addirittura a pagamento) da miscelare con rifiuti dei Tmb per la copertura di discariche è solo un nostro timore eccessivo.

Il fiume Sacco da corridoio di biodiversità rischia di identificarsi come sversatoio di rifiuti industriali e il Contratto di Fiume, che potrebbe favorire la sua rigenerazione e riqualificazione ambientale, non è stato colto dalle Amministrazioni comunali nella sua capacità di migliorare il territorio.

Colleferro, 28.6.2022
*Ina Camilli, Rappresentante Comitato residenti Colleferro
Contrada Fontana degli Angeli00034 Colleferro – Roma – cell. 3357663418

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

 

con una carta oppure con l'App PayPal dal tuo smartphone, scansionando il QR Code che segue qrcode

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Clicky

 

 

Leggi tutto...

Dubbi e perimetrazione del SIN Bacino del Fiume Sacco

  • Pubblicato in Partiti

PRC FROSINONE

bandiera prc 350 minLe dichiarazione del Presidente della Regione Lazio sulla sospensione del decreto di perimetrazione del SIN Bacino del Fiume Sacco sono un colpo mortale alle speranze delle comunità della valle del Sacco, da sempre a fianco delle associazioni e delle organizzazioni ambientaliste, che da anni si battono per la bonifica d’un’area resa invivibile dagli sversamenti industriali inquinanti.

Un vero e propria passo in dietro che sacrifica i territori e la comunità in cambio di pochi ed effimeri posti di lavoro.
Le smentite dell’onorevole Fontana e la contro smentita che viene dalla Regione Lazio mostrano che c’è solo tantissima confusione.

La federazione di Rifondazione Comunista Frosinone, d’accordo con le proteste degli ambientalisti, si impegna e si dichiara fin da ora disponibile a sostenere, aderire e coorganizzare tutte le iniziative che si riterranno opportune.
Invita le Amministrazioni dei comuni interessati alla Bonifica della Valle del Sacco, e tutti i rappresentanti delle minoranze consiliari che hanno fatte proprie, in campagna elettorale, le lotte per la bonifica ambientale, a sostenere il movimento di protesta e di indire da subito, in accordo con le associazioni, un incontro per definire un programma ragionato e condiviso di lotta.

Clicca qui per leggere il comunicato delle associazioni ambientaliste che si battono per la bonifica della valle del Sacco, che condividiamo in toto.

 

Frosinone, 29 aprile 2022
Per il Prc-se Frosinone, La segreteria provinciale

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Clicky

 

 

 

 

Leggi tutto...

SIN Fiume Sacco: Regione Lazio in completa confusione

VALLE DEL SACCO

Le intenzioni del Presidente Nicola Zingaretti sono a dir poco inqualificabili

valle del sacco 390 minLe intenzioni del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, comunicate all’assemblea generale di Unindustria, riguardo all’iniziativa congiunta con il Presidente del Consiglio Draghi e il Ministro Cingolani per giungere alla sospensione del decreto di perimetrazione del SIN “Bacino del fiume Sacco”, sono a dir poco inqualificabili e da intendersi come un affronto all’intelligenza della popolazione residente in un’area vasta come la Valle del Sacco.

Come comunità abbiamo partecipato e salutato con soddisfazione l’avvio del procedimento di nuova perimetrazione nel 2014, siamo stati pazienti per la firma del decreto di fine 2016, ancora di più per l’Accordo di Programma Quadro dei primi del 2019, per non dire della nomina di un commissario ad hoc per le operazioni di bonifica nel 2022. Ricordiamo che lo stato di emergenza socio-sanitaria che int

eressa ancora il territorio del SIN Bacino del fiume Sacco è attivo dal 2005.

Oggi con le intenzioni dichiarate dal Presidente Zingaretti e applaudite da Unindustria si torna indietro di ben 8 anni, il tutto condito dalle richieste lobbistiche della categoria industriale che avrebbe dovuto vigilare sull’operato dei propri associati. Il disastro ambientale che tutti conosciamo non ci è piovuto dal cielo: è originato dalle industrie e da un’idea di sviluppo industriale malata e predatoria. Aggiungiamo il ricatto dell’abbandono Catalent da Anagni utilizzato come cavallo di troia per rilanciare intenzioni politico economiche di de-perimetrazione nell’aria già da tempo.

È chiara, prevaricante e provocatoria l’intenzione di dimenticarsi del passato e chi sul territorio ha sofferto sulla propria salute il massiccio impatto industriale.

Le dichiarazioni mostrano anche una ignoranza abissale, la contaminazione delle aree ripariali e di quelle di esondazione non c'entrano nulla con la contaminazione endogena delle aree industriali, in particolare la situazione dell’area della Catalent, come altre, era nota da anni e sancita in base al dlgs 152/06 (T.U. ambiente). Nelle conferenze di servizi della vecchia perimetrazione e nelle caratterizzazioni della nuova, sono evidenti i gradi di contaminazione differenti per aree, per le quali è d’obbligo la giusta precauzione ed un’analisi approfondita. E’ necessaria una fotografia ambientale a colori del nostro territorio, non una in bianco e nero, una volta per tutte. Come sempre accade per le questioni ambientali si accusa l’eccesso di burocrazia, nascondendo le proprie responsabilità per non aver adeguato l’organizzazione e le risorse necessarie a gestire uno dei Sin più vasti del nostro paese ed il più complesso per la pluralità delle fonti di contaminazione provenienti dalle diverse aree industriali collocate lungo il fiume.

Quello che si sta pensando di fare, con tentativi di superamento delle normative nazionali ed europee, è un errore madornale che bisognerà anche valutare dal punto di vista giuridico amministrativo e di certo troverà l’opposizione di chi in questi anni con lo spirito collaborativo ed impegno ininterrotti ha profuso le proprie energie per cercare di trovare la soluzione del problema.

 

Valle del Sacco, 29 aprile 2022
 
Firmato: Associazioni/Comitati
Associazione Rete per la Tutela della Valle del Sacco (ReTuVaSa)
Circolo Legambiente Anagni
Associazione Diritto alla Salute (DAS)
Associazione Big Brother Ambiente
Associazione Unione Giovani Indipendenti (UGI)/Scaffale Ambientalista
Associazione Anagni Viva
Movimento No Biodigestore Anagni
Circolo Legambiente Frosinone

 

 

*LAZIO. ZINGARETTI: CHIESTA A DRAGHI SOSPENSIONE DECRETO PERIMETRAZIONE VALLE SACCO
(DIRE) Roma, 28 apr. - "Occorrono segnali chiari che segnino una nuova fase. Per questo la scorsa settimana abbiamo avviato un'iniziativa direttamente col presidente del Consiglio Draghi, il ministro Cingolani e tutto il governo: la Regione Lazio ha chiesto la sospensione, eccetto le aree ripariali, del decreto di perimetrazione del SIN del Bacino Valle del Sacco". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenendo all'assemblea generale di Unindustria.
"Un decreto figlio di errori e illusioni che hanno finito nel tempo per bloccare tutto- ha aggiunto Zingaretti- Una sospensiva non per perdere tempo ma per definire in pochi mesi col territorio un perimetro che garantisca tutela, bonifica e rilancio produttivo. Un equilibrio tra sostenibilità e crescita, come ci chiede l'Europa".

(Mtr/ Dire)

Leggi tutto...

Caffaro, Snia, Sorin, Liva Nova e Valle del Sacco

Ambiente

C-Stampa Retuvasa: Caffaro, Snia, Sorin, Liva Nova: il delitto imperfetto

Possibili sviluppi economici per la bonifica della valle del Sacco?

valle del sacco 350 260Le attività di bonifica della valle del Sacco stanno procedendo lentamente rispetto all’Accordo di Programma Quadro sottoscritto agli inizi di marzo del 2019 con un orizzonte temporale al 2023, tra difficoltà oggettive in un SIN molto complesso e articolato, ma con responsabilità politiche sulle tempistiche di attuazione. Certo è che il 2023 è solamente il primo step a cui ne dovranno seguire necessariamente altri.

Nel frattempo sono intervenuti fattori aggiuntivi che potrebbero in qualche modo dare nuova linfa economica per il prosieguo oltre la data stabilita e perché no una accelerazione.

La storia che andremo a raccontare è tanto complessa nella sua articolazione quanto interessante, tra movimentazioni societarie, furbetti del quartierino, procedimenti giudiziari extra territoriali, o meglio collegati al nostro territorio tramite la società Snia e la sua collegata Caffaro.

È necessario raccontare anche nel dettaglio al fine di cercare di rendere chiaro il più possibile quanto accaduto.

Le ramificazioni societarie

La Snia acquisisce la BPD di Colleferro nel 1968, la SNIA a sua volta nel 1974 entra a far parte di Montedison che la acquista da Mediobanca, nel 1980 con il nome di Snia BPD viene acquisita da FIAT. nel 1998 Snia passa così sotto il controllo di Luigi Giribaldi e Cornelio Valetto, che attraverso il 30% societario e si ritrovarono azionisti di maggioranza. Nel 1999, è Emilio Gnutti a dirigere il gruppo, lanciando nel 2002 un'OPA sul 71% del capitale valutando l'intera società 950 milioni di euro. LA SNIA a sua volta diviene insolvente il16 aprile 2010, trascinata dalla insolvenza della controllata Caffaro, acquistata nel 2000.

Il contenzioso civile: parte 1

In questo quadro societario il commissario straordinario della SNIA Spa in liquidazione e in amministrazione straordinaria a fine 2010 ha proposto azione di responsabilità con conseguente domanda di condanna nei confronti degli amministratori, sindaci e soci di riferimento, per un totale di n. 65 parti convenute e 24 terzi chiamati e con l’intervento ad adiuvandum del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare e del Ministero dell’economia e delle finanze, rappresentati dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Milano.[I]

Ma cosa succede in questo primo grado di giudizio?

Il tribunale di Milano con sentenza del 10 febbraio 2016 ha dichiarato inammissibile l’intervento ad adiuvandum del Ministero dell’ambiente e dal Ministero dell’economia e delle finanze, estromettendoli dal giudizio e inammissibile anche la domanda di risarcimento del danno ambientale proposta dal Commissario straordinario.

E non finisce qui, le parti vengono anche condannate al pagamento delle spese processuali stimate in 10mln di euro.

3. Il contenzioso civile: parte 2

A questo punto si passa in Appello e la sentenza viene completamente riformata in relazione allo specifico danno ambientale provocato da Caffaro, di proprietà Snia, scissione Sorin, cessione a Liva Nova PLC[II].

4. Il contenzioso civile: parte 3

Il 28 ottobre 2021 viene portato a termine l’Appello con i riscontri dei CTU nominati per i tre siti interessati di Brescia, Colleferro e Torviscosa [III].

Riassumendo la risposta ai primi 3 quesiti contenuta nella sentenza: €22.059.598,34 per riparazione primaria strutture industriali; €52.574.138,69 per riparazione primaria Valle del Sacco; €10.612.285,71; €1.202.304.42 per capitale fruttifero per pompaggio Area chetoni; per complessivi €86.448.327,16 (€453.587.327,48 in totale per i tre siti di Brescia, Colleferro, Torviscosa).

Col quarto quesito, infine, la Corte ha chiesto ai consulenti di indicare “ove possibile e rilevante, quali fossero alla data del 2 Gennaio 2004 le condizioni di inquinamento dei siti in esame, con relative misure di riparazione, come sopra specificate, e con i relativi costi”.

Con riguardo al sito di Colleferro, i consulenti hanno risposto che “alla data in oggetto si ritiene che lo stato di inquinamento del sito in esame fosse del tutto analogo allo stato attuale, in quanto non si ravvisano sul sito di Colleferro o nella Valle del Fiume Sacco dopo tale data, attività di alcun genere da parte delle società riconducibili al gruppo SNIA”.

5. Il contenzioso civile: riepilogo

La sentenza non definitiva, n.973/2019, afferma che SNIA, quale proprietaria delle aree e degli stabilimenti, gestore diretto e capogruppo delle società via via partecipate ed acquisite, e Sorin, limitatamente all’attivo conferito –ma senza alcuna limitazione temporale relativa all’epoca di produzione dei danni, compresi, perciò, oltre a quelli esistenti al momento della scissione, anche quelli successivi, poiché ampiamente prevedibili –devono ritenersi corresponsabili in solido dei danni arrecati nei tre predetti siti. Tuttavia, stante la pendenza della procedura di amministrazione straordinaria nei confronti di SNIA s.p.a., il predetto importo di €453.587.328,48, in moneta attuale, deve essere qui posto solo a carico di LivaNova P.L.C.

Conclusioni

Una sentenza in Appello quella di Milano che apre un nuovo scenario nell’ambito della giurisprudenza sui reati ambientali, prevedendo però che Liva Nova PLC ricorra in Cassazione ed eventualmente alla Corte di Giustizia Europea,

Viene affermato il principio “chi inquina paga” anche a soggetti subentranti a chi ha realmente cagionato il danno.

Questa storia mette ancora in evidenza la spregiudicatezza del comparto finanziario del nostro Paese, sempre più spesso coinvolto in affari illeciti o sul filo del limite ammissibile al solo scopo di capitalizzare, distraendo grossi quantitativi di fondi economici a discapito finale di ignari cittadini.

Se tale situazione venisse confermata la bonifica della valle del Sacco potrebbe trovarsi a disposizione nuovi fondi anche se potrebbero rientrare nelle casse dell’erario in quanto utilizzati come “azione in danno”.

Sarebbe opportuno però che tali fondi, se dovessero entrare nelle disponibilità del MITE, venissero riversati per la bonifica dei territori che hanno subito ingenti danni socio-economico-ambientali non immediatamente quantificabili nel tempo. Pertanto è auspicabile che nello specifico della Valle del Sacco, i soggetti in gioco quali MITE e Regione Lazio si adoperino per rendere trasparente tutta l’operazione di recupero su Liva Nova PLC.

Valle del Sacco, 22 marzo 2022

[I] La prima richiesta e la più rilevante, sotto il profilo del danno cagionato, delle condotte censurate consiste in una omissione, protrattasi a far data dal 3 aprile 2000, che avrebbe esposto SNIA Spa alla responsabilità per tutti i debiti della controllata al 100 per cento società Caffaro Srl, conseguenti ai danni all’ambiente causati da quest’ultima nei tre SIN di Torviscosa, Brescia e Colleferro.
Altra rilevante condotta censurabile da parte di amministratori e sindaci della SNIA è rappresentata dalla cosiddetta «scissione distrattiva» della SORIN Spa. In parole semplici si ipotizza il dolo di BIOS che trasferisce in SORIN il comparto redditizio del biomedicale con grave pregiudizio per gli altri soci, i quali si trovano con patrimonio diminuito e impossibilitati a proseguire le attività. Da qui la richiesta di risarcimento danni.
[II] La prima sezione del corte d’appello civile del tribunale di Milano nel giugno 2018 con sentenza del marzo 2019 accoglie la domanda di Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dell’economia e delle Finanze, della Presidenza del Consiglio dei Ministri dichiarando la corresponsabilità di Sorin, ora Liva Nova PLC, con Snia per gli interventi di riparazione ambientale sostenuti e da sostenere nei siti di Brescia, Colleferro e Torviscosa, stante l’inattività delle corresponsabili. Di fatto si chiede la riparazione del danno a Liva Nova PLC.
Dispone altresì la prosecuzione del giudizio per determinare tramite CTU collegiale: l’esatta dimensione dell’inquinamento dei siti di Brescia, Colleferro e Torviscosa, le necessarie misure di riparazione ambientale, l’esatta determinazione dei relativi costi di risanamento.
[III] Il primo quesito posto ai consulenti è così formulato: “valutino i CTU l’esatta natura ed il grado del deterioramento ambientale provocato dalle aree interne ed esterne i SIN, siti industriali di Brescia, Torviscosa e Colleferro per cui è causa, dall’attività svolta dalle società riconducibili al Gruppo SNIA”.
In risposta, i consulenti hanno svolto una premessa metodologica, specificando che “è stata effettuata una disamina accurata e completa della vasta documentazione disponibile, con il fine di identificare, per ogni sito, i contaminanti di riferimento e se ed in che misura tali contaminanti siano connessi alle attività svolte delle società riconducibili al gruppo SNIA”. “Si è, inoltre, tenuto ben presente come il quesito non riguardi la definizione dello stato di contaminazione alla data attuale, che pagina compete alla progettazione di interventi di bonifica, ma richieda un esame dello stato di contaminazione fin dalla sua prima identificazione come ben dettagliato nella relazione”.
Per il Sin Valle del Sacco i tecnici si soffermano sulla secolare attività industriale del sito di Colleferro e sulla contaminazione diffusa da Beta-esaclocicloesano (BetaHCH) del sedimento del fiume con progressiva diminuzione di presenza del contaminante in relazione alla distanza del fiume, confermando il nesso causale tra attività industriale specifica delle società riconducibili al gruppo SNIA.
Col secondo quesito, la Corte ha chiesto indicarsi, “in relazione al deterioramento ambientale riscontrato nei tre siti, gli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino delle aree (pubbliche e private) già realizzati dalle parti interessate”.
Con riguardo al sito di Colleferro, la risposta è che “gli interventi di bonifica e messa in sicurezza presso il sito industriale di Colleferro sono molteplici, ma non tutti sono di rilevanza per la contaminazione da pesticidi oggetto principale di questa analisi, e ancora meno sono quelle la cui competenza ricade in ultima istanza su SNIA e le società ad essa a vario titolo collegate”.
Col terzo quesito, la Corte ha chiesto “indicazioni in ordine alle misure di riparazione (primaria, complementare e compensativa, di cui all’allegato 3 alla parte sesta del D.Lgs.n.152/06) necessarie per l’integrale rimozione delle conseguenze prodotte dall’inquinamento e per il ripristino della piena fruibilità delle risorse e/o dei servizi naturali danneggiati, precisandone tipologia, oggetto, modalità, tempi di realizzazione e determinandone i relativi costi”.
Con riguardo al sito di Colleferro i consulenti precisano che “nel suo complesso la stima del danno ambientale per il sito di Colleferro-Valle del Fiume Sacco può essere suddivisa nelle seguenti parti: 1) riparazione primaria del sito industriale, per la porzione di competenza Caffaro-SNIA, 2) riparazione primaria della valle del Sacco, 3) riparazione compensativa, con particolare riguardo alla valle del Sacco.”
Il punto 1) nella disamina dei periti risulta essere molto complesso ed articolato in quanto le attività portate avanti dall’ex Ufficio Commissariale sono state molteplici e riferite all’area Benzoino (completata), all’area ARPA1 (completata), all’area ARPA2 (programmata ma non realizzata), alla rete delle acque bianche (completata), all’area Chetoni-Feniglicina (da effettuare), all’area compresa tra Benzoino e ARPA1 (caratterizzata), alle attività di caratterizzazione-valutazione-manutenzione.
Una nota particolare si legge nella relazione e relativa ad ARPA2: “Tuttavia alla data odierna tale bonifica non è stata realizzata, e nell’ambito dell’Accordo di Programma Regione Lazio-MATTM del 2019 e successiva Rimodulazione ed Integrazione del 27 ottobre 2020, i relativi costi sono stati rivalutati (si veda più avanti) con una situazione incerta relativa al contributo SeCoSvIm che porta ad escludere tale contributo dal computo in questa sede, quindi con costi presunti totalmente a carico dell’erario.” Per completezza di informazione la SeCoSvIm avrebbe dovuto partecipare con l’80% dell’importo totale di € 8.765.402,82, che ora ricadrebbero totalmente a carico dell’erario.
Al punto 2) oltre agli altri costi ripresi dall’Accordo di Programma Quadro del 2019 e rimodulato il 27 ottobre 2020 merita attenzione il passaggio sul ripristino ambientale del letto del fiume Sacco che può avvenire solamente con dragaggio. Il costo per tale operazione a partire da Colleferro fino alla confluenza con il Liri viene stimato in poco meno di 44mln di Euro.
Al punto 3) si ripercorrono gli indennizzi alle attività zootecniche e i costi stimati per la coltivazione dei pioppi

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Clicky

 

 

Leggi tutto...

L’ennesimo attentato al Fiume Sacco

AMBIENTE. FIUME SACCO

La bonifica è ancora un obiettivo lontano

di Legambiente Anagni
legambiente anagni 350 minNella serata del 3 febbraio 2022, diversi cittadini hanno segnalato la presenza di miasmi provenienti dal fiume Sacco, al confine tra Anagni e Sgurgola, in corrispondenza del vecchio ponte.

Non si tratta di una “novità”, purtroppo. Chi segue le attività di Legambiente ricorderà che il circolo di Anagni, ma ancor prima il circolo Monti Lepini di Sgurgola, da decenni denunciano questi fenomeni, con azioni mediatiche e legali che hanno contribuito a tenere alta l’attenzione.

Il luogo dello scarico è sempre lo stesso. Anche questa volta sono prontamente intervenute le forze dell’ordine e ancora una volta i tecnici dell’ARPA Lazio hanno effettuato prelievi dal fiume.
Nel corso degli anni, episodi di questo tipo si sono ripetuti più e più volte ma, incredibilmente, non si è mai riusciti a risalire al colpevole.

Eppure il fiume Sacco dovrebbe essere ormai un “osservato speciale”!
Come è noto, dal novembre 2016 è il centro del Sito d’Interesse Nazionale “Bacino del Fiume Sacco”, cioè una delle aree contaminate molto estese classificate come pericolose dallo Stato Italiano e che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali e sanitari.
Invece dobbiamo assistere ancora all’inopinata azione di chi (per interesse, per incuria, o per deliberato vandalismo?) agisce per compromettere ulteriormente il già precario stato delle acque del fiume mettendo a rischio l’ecosistema e la biodiversità, la qualità della vita dei residenti e le speranze di quanti si ostinano ad illudersi che vengano finalmente attuati la bonifica ed il risanamento del Fiume e delle aree limitrofe.

Ogni qualvolta si ripetono questi "incidenti" ci viene spontanea una domanda: "quando finirà?"
Abbiamo alle spalle anni di battaglie, denunce, segnalazioni, articoli sui giornali, dirette TV...e tante campagne elettorali di vari candidati. Tutti si allarmano, si indignano, promettono e poi? Ci risiamo!

Sollecitiamo nuovamente le amministrazioni a mettere in atto azioni concrete ed efficaci di sorveglianza ed auspichiamo una rapida conclusione delle indagini degli inquirenti, con la definitiva eliminazione dello scarico, se abusivo.

Permetteteci un’ultima amara considerazione: la colpa dello stato dell’ambiente nella nostra zona è nostra. Di tutti noi cittadine e cittadini della Valle del Sacco.

Sono decenni che subiamo, sulla nostra pelle, i danni provocati dall’inquinamento delle acque, dei suoli e dell’aria (a proposito, anche quest’anno Frosinone è la città più inquinata del Lazio per le polveri sottili, nonostante le periodiche rilevazioni ufficiali di ARPA e di decine di centraline di misurazione non ufficiali che diverse amministrazioni hanno acquistato e collocato nel territorio). Vengono proposte aziende di grande impatto ambientale e assistiamo alla cementificazione di vaste aree per gigantesche strutture logistiche. Il futuro sembra orientato solo su due direttrici: Logistica e Rifiuti.

La nomina di un nuovo Commissario per la Bonifica, nel 2022, per uno stato di emergenza ambientale che dura, almeno, dal 2005, è la dimostrazione evidente di quanto la bonifica stessa sia ancora un obiettivo lontano.

La colpa è nostra. Siamo noi che scegliamo i nostri rappresentanti politici. Forse dovremmo tutti votare con più discernimento.

 5 febbraio 2022

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Clicky

 

 

 

Leggi tutto...

A proposito del tavolo convocato sul SIN ‘Bacino del Fiume Sacco’

AMBIENTE

Per questo incontro era stata formalizzata una richiesta di diretta streaming

Fiume Sacco 390 minOggi, 17 gennaio 2022, si svolge il tavolo convocato dalla sottosegretaria Ilaria Fontana a cui partecipano il Prefetto di Frosinone, Ernesto Liguori, il Capo dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi del Ministero della Transizione Ecologica, Laura D’Aprile, l’assessore regionale alle Politiche Abitative, Urbanistica, Ciclo dei rifiuti e impianti di trattamento, Smaltimento e Recupero, Massimiliano Valeriani, il Direttore Generale della Regione Lazio, Wanda D’ercole, il Commissario straordinario per gli interventi di bonifica e messa in sicurezza della Valle del Sacco, Illuminato Bonsignore, il Dirigente Area V Protezione Civile della Prefettura di Roma, il Dirigente della Direzione generale per il risanamento ambientale del Ministero della Transizione Ecologica, Luciana Distaso.

Per questo incontro era stata formalizzata una richiesta di diretta streaming, purtroppo disattesa.

Un incontro al più alto livello tra rappresentanti delle istituzioni variamente coinvolte nella gestione del processo di caratterizzazione e bonifica delle aree comprese nei confini del SIN- Bacino del Fiume Sacco, che avviene dopo la nomina del Commissario straordinario per gli interventi di bonifica e messa in sicurezza della Valle del Sacco, Illuminato Bonsignore, la cui nomina è l’indizio di una situazione annosa e complessa che richiede un intervento straordinario per gestione di una realtà problematica ed estremamente variegata come quella di questo SIN.

Possiamo immaginare che la sottosegretaria abbia convocato questa riunione per fare il punto dello stato dell'arte delle operazioni di bonifica e caratterizzazione e verificare come cooperino le istituzioni coinvolte.

Un percorso che parte dall'alto, dunque.

Chi, come noi, ha seguito le vicende dell’inquinamento della Valle del Sacco fin dalla dichiarazione dello stato di emergenza socio–sanitaria nel 2005, sa bene quanto sia stato fondamentale il continuo interessamento di associazioni e comitati per giungere all'attuale perimetrazione del SIN.

In questi anni di mobilitazione nella Valle del Sacco per promuovere l'azione di bonifica, per impedire l'insediamento di nuovi impianti nocivi per l'ambiente e la salute dei cittadini, la corretta e pervasiva informazione, con la condivisione di tutte conoscenze necessarie a comprendere lo stato di salute e di cura delle persone e dell’ambiente è stata alla base del coinvolgimento ampio della popolazione. Oggi nonostante le difficoltà frapposte dalla pandemia, è necessario riattivare quell’opera di informazione e condivisione.

Pertanto, ci aspettiamo che oltre ad una conferenza stampa si attivi un processo dal basso che coinvolga tutte le parti interessate a partire dalle Amministrazioni Comunali che costituiscono il livello istituzionale più vicino alla popolazione.

Riteniamo quindi che tutta la catena istituzionale dal Governo ai Comuni debba farsi carico di un’opera puntuale e adeguata di informazione della popolazione; non è certo sufficiente allo scopo quanto pubblicato dal sito del Ministero per la Transizione Ecologica (https://www.mite.gov.it/bonifiche/conferenze-dei-servizi/293 ) è necessario invece realizzare una campagna di informazione permanente che si basa su processo di formazione e condivisione che metta in grado ogni persona di comprendere in quale contesto ambientale sviluppa il proprio percorso di vita e di lavoro. Per questo riteniamo necessario una ripresa di coordinamento e mobilitazione della cittadinanza attiva del nostro territorio e l'apertura di un confronto con tutti i livelli istituzionali, secondo una pratica che in passato ha dato i migliori risultati, certamente non scevra di contraddizioni, ma capace di coinvolgere a fondo la complessa realtà sociale del nostro territorio.

Nel frattempo ci è giunta la risposta alla nostra richiesta di streaming che accogliamo positivamente e che riportiamo di seguito.

“Gentilissimi, si informa che la Sottosegretaria di Stato on. Ilaria Fontana, ha intenzione di fare un incontro relativo alle bonifiche (SIN) Sito di Interesse Nazionale “Bacino del Fiume Sacco” con tutti i soggetti interessati, l’invito è esteso anche a tutte le associazioni del territorio. In seguito comunicheremo la data di convocazione e il link per la videoconferenza.

Distinti saluti.”

Valle del Sacco, 17.01.2022

Firmato

Associazione Rete per la Tutela della Valle del Sacco (retuvasa)

Circolo Legambiente Anagni

Movimento No Biodigestore Anagni

Comitato La Rinascita - Patrica

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Clicky

 

 

 

Leggi tutto...

Ceccano: spaventosa moria di pesci nel fiume Sacco

PRC-SE CECCANO. Partiti

La nostra terra è ancora abusata e martoriata da inquinatori seriali

Fiume Sacco a CeccanoAncora una volta una spaventosa moria di pesci nel fiume Sacco; ancora una volta le immagini sono qui a ricordarci che questa nostra terra continua ad essere abusata e martoriata da inquinatori seriali che agiscono e perseverano in barba alle leggi e alla salute degli abitanti della Valle del Sacco. Da giorni a Ceccano, e nei comuni limitrofi di Patrica e Frosinone, i cittadini sono costretti a convivere, giorno e notte, con odori nauseabondi che si sono accentuati negli ultimi 5/6 giorni e che rendono letteralmente impossibile la vita a coloro che vivono nelle zone più esposte. E, come in passato, anche stavolta un grido di dolore silenzioso si leva dal fiume Sacco che, dopo le mucche morte nel 2005, torna a restituirci una moltitudine di pesci, per ricordarci che il problema c'è ancora e persiste, forse più forte di prima. Qualcuno proverà ad imputare questo terrificante fenomeno al caldo, ma da queste parti sappiamo che prima della serrata di Agosto si procede alla pulitura degli impianti industriali e il veleno viene riversato giù lungo il fiume.

Una piaga, quella che attanaglia la Valle del Sacco, che non risparmia neppure gli abitanti, perché qui di inquinamento ci si ammala e si muore, come dimostrano i dati medici e gli studi fatti sulla popolazione locale, come l'ultima indagine condotta dal dr. Montano, andrologo della Asl di Aversa e dalla professoressa Eufemi, biochimica dell’Università La Sapienza di Roma, in merito agli effetti degli inquinanti sui liquidi seminali dei giovani della Valle del Sacco.

La misura è (di nuovo) colma, ed i cittadini sono ormai in preda alla rabbia e alla rassegnazione, perché qui di bonifica e tutela ambientale si parla tanto e da diverso tempo, ma senza risultati concreti.
Dove sono i rappresentanti Politici di questa terra? Consiglieri Regionali, Onorevoli e Senatori, dove siete? Quando mettereteBandieraprc 350 260 finalmente in atto azioni politiche a difesa di quel territorio che tanto dite di amare? Quando inizierà la bonifica promessa? I soldi stanziati per il SIN dove sono? Le perimetrazioni? Il coinvolgimento delle associazioni in difesa di Ambiente e Salute quando verrà attuato? Dove sono i controlli ? Da quando si è placato il clamore mediatico per la schiuma sembra che tutto sia finito, invece la Valle del Sacco continua a morire, e queste foto ne sono la prova. Basta ipocrisia, basta prenderci per i fondelli, e basta con questa latitanza della politica che sembra ricordarsi dell'esistenza della Valle del Sacco solo in determinate occasioni. In questa terra, da anni, si assiste ad una perdurante violazione del diritto alla salute e alla salubrità ambientale, a scapito dei cittadini di oggi e delle generazioni future, a cui rischiamo di consegnare un territorio ormai morente e avvelenato. Non è più tollerabile tutto questo.

"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza di un'autentica vita umana sulla terra" (H. Jonas).

Ceccano,31 Luglio 2021

Prc-se Circolo “5 Aprile” Ceccano
Laura liburdi
Luigi Mingarelli

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Clicky

 

 

Leggi tutto...

Ceccano: fiume Sacco inquinato e dimenticato

PD CECCANO. Partiti

Dopo 3 anni possiamo dire che quanto allora approvato è stato disatteso

fiumeSacco Ceccano 350 260Il dramma della questione ambientale che la nostra città continua a subire da tempo, merita un’attenzione ed una sorveglianza vigile e costante.
Quando si amministra una città da ben 6 anni bisogna saper dire ai cittadini anche cosa si è fatto e cosa si sta facendo per tutelare la salute dei cittadini ed il rispetto ambientale del nostro territorio. Puntare il dito contro qualcuno e paventare soluzioni fino ad ora totalmente disattese, come se la realtà sotto ai nostri occhi fosse ben altra, non fa parte del nostro dna.
Nella mia qualità di capogruppo del Partito Democratico di Ceccano, nel giugno del 2018 presi parte al Consiglio Comunale aperto che si svolse a Ceccano e che ebbe come punto focale all’ordine del giorno la drammatica questione ambientale della nostra città. Dopo un’ampia discussione, frutto di una partecipazione democratica anche dei cittadini e delle associazioni, come amministratori della città di Ceccano votammo una mozione che proprio il Partito Democratico presentò, per mio tramite, dimostrando una lungimiranza amministrativa a cui ancora una volta la maggioranza guidata dal Sindaco Caligiore si fece trovare impreparata.
Tale mozione, impegnava il Sindaco, il consiglio comunale e la giunta:

- “ad attivarsi coinvolgendo tutti gli Enti preposti, al fine di garantire la costituzione di un tavolo interistituzionale di Responsabilità Sociale con il Ministero dell'Ambiente e della Salute, la Regione Lazio, la Provincia di Frosinone, la Prefettura di Frosinone, l'Azienda Sanitaria Locale, l'Arpa Lazio, il Consorzio ASI e tutti gli attori istituzionali interessati, tale da coinvolgere rappresentanze della cittadinanza, associazioni e comitati territoriali, al fine di adottare un programma di interventi e provvedimenti per il miglioramento della qualità dell’aria, delle acque, ma soprattutto per il miglioramento della qualità ambientale dell'intero territorio e la tutela della salute pubblica dei cittadini tutti, promuovendo iniziative innovative anche in collaborazione con la Regione e il Governo per quanto di competenza;

- a farsi parte diligente per richiedere agli organismi preposti campagne di controllo più efficaci sul territorio a tutela della salute dello stesso e di quella dei cittadini residenti;

- a monitorare, comunicare e confrontarsi costantemente con i cittadini, le associazioni e i comitati di Tutela Ambientale nell'intero territorio della Valle del Sacco, sullo stato della qualità dell’ambiente, sui risultati dei monitoraggi e dei controlli, sull’avanzamento delle iniziative volte alla salvaguardia e al miglioramento ambientale e sugli interventi previsti dai diversi strumenti di pianificazione e gestione territoriale, convocando a cadenza trimestrale un consiglio comunale aperto con la popolazione di Ceccano”.

A distanza di 3 anni possiamo dire che quanto allora approvato in questo documento, in un giorno così importante per la città di Ceccano, sia stato totalmente disatteso.
Assenti sono stati e continuano ad essere i tavoli istituzionali di confronto con gli organi preposti, ma anche con i partiti e lepartito democratico bandiera350 250 realtà associative ambientaliste del territorio. Assente è un’azione sinergica in collaborazione con gli altri Comuni della Valle del Sacco. Assente è in particolar modo un monitoraggio costante del nostro territorio da parte dell’amministrazione comunale.

Pertanto, come Segretario del Partito Democratico, esprimo profondo rammarico per gli impegni disattesi su questo importante argomento, che ancora una volta in questi giorni è tornato a reclamare con forza la nostra attenzione, con una nuova moria di pesci. Sulla questione ambientale l’amministrazione comunale di Ceccano non può permettersi più passi falsi ed alcuna distrazione. Il Partito Democratico è pronto a rinnovare il proprio impegno su queste tematiche di vitale importanza per il futuro della città.

Come più volte fatto, anche in Consiglio comunale, dove sono numerosi i documenti presentati dal Partito Democratico all’attenzione della maggioranza, sulle molteplici sfaccettature della questione ambientale, sulla quale non può mancare la menzione delle polveri sottili, del beta-esaclorocicloesano e della necessità di un registro tumori al fine di monitorare l’incidenza di determinate malattie sulla salute dei cittadini che vivono questo territorio.

Il Segretario del Partito Democratico di Ceccano
Giulio Conti

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Clicky

 

 

 

Leggi tutto...

L'inquinamento del Sacco e l'allarme inascoltato

 SANITA' E TERRITORIO

La salute nella Valle del Sacco

Dr. Giovanni Cirillo
Spermatozoi info grafica 700x455 Anter 390 minIl dr. Montano, andrologo della Asl di Aversa e la professoressa Eufemi, biochimica dell’Università La Sapienza di Roma, hanno condotto per conto del Ministero della Salute uno studio che ha riguardato gli effetti degli inquinanti sui liquidi seminali dei giovani della Valle del Sacco.

La ricerca ha evidenziato un calo di fertilità “notevole” a causa del lindano e di altri inquinanti provenienti nel tempo dal rilascio industriale nella Valle del Sacco.
La ricerca con i suoi risultati è conosciuta in ambito scientifico e ministeriale, poco o nulla nelle altre istanze istituzionali come l’assessorato all’ambiente della Regione Lazio e la Asl di Frosinone.

Ci sono voluti anni per riconoscere alla Valle del Sacco, ai fini dell’inquinamento, il sito di interesse nazionale (SIN), ci sono al riguardo anche i finanziamenti per iniziare il disinquinameno, ma tutto procede con una lentezza esasperante come le indagini per la caratterizzazione degli inquinanti (quali sono e dove sono).

Nel frattempo nulla succede per monitorizzare la salute della popolazione più esposta come donne e uomini in età fertile e bambini. Il Ministero della salute per proprio conto svolge una ricerca al riguardo (lo studio Montano/Eufemi) e gli enti interessati al disinquinamento (Regione e Asl) non ne conoscono gli esiti. Non si tratta di occultamento quanto piuttosto di rigidità burocratiche del tipo competenze separate tra assessorato all’ambiente, che si occupa di aria acqua e suolo, e l’assessorato alla salute che si occupa di persone. Il risultato è che il disinquinamento non procede, la popolazione vive nella disinformazione più completa, la salute delle persone si compromette misconoscendone cause e progressione delle malattie come gli effetti sulla fertilità maschile.

Gli effetti di questo non governo del fenomeno stanno producendo guasti sulla salute delle persone e un rifiuto aprioristico di qualsiasi iniziativa industriale per nuovi insediamenti produttivi. Aumenta la contrapposizione tra salute e lavoro con effetti paralizzanti su un tessuto sociale già lacero.

Che fare? Grande campagna informativa istituzionale regionale che faccia il punto della situazione sul fatto e il da fare e nel frattempo mettere in campo da parte delle asl di Colleferro e Frosinone tutte le iniziative di monitoraggio degli effetti degli inquinanti sulla salute delle persone in età fertile e dei bambini per preservarne la salute riproduttiva.

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Clicky

 

 

 

Leggi tutto...

L'inquinamento del Sacco e l'allarme inascoltato

 SANITA' E TERRITORIO

La salute nella Valle del Sacco

Dr. Giovanni Cirillo
Spermatozoi info grafica 700x455 Anter 390 minIl dr. Montano, andrologo della Asl di Aversa e la professoressa Eufemi, biochimica dell’Università La Sapienza di Roma, hanno condotto per conto del Ministero della Salute uno studio che ha riguardato gli effetti degli inquinanti sui liquidi seminali dei giovani della Valle del Sacco.

La ricerca ha evidenziato un calo di fertilità “notevole” a causa del lindano e di altri inquinanti provenienti nel tempo dal rilascio industriale nella Valle del Sacco.
La ricerca con i suoi risultati è conosciuta in ambito scientifico e ministeriale, poco o nulla nelle altre istanze istituzionali come l’assessorato all’ambiente della Regione Lazio e la Asl di Frosinone.

Ci sono voluti anni per riconoscere alla Valle del Sacco, ai fini dell’inquinamento, il sito di interesse nazionale (SIN), ci sono al riguardo anche i finanziamenti per iniziare il disinquinameno, ma tutto procede con una lentezza esasperante come le indagini per la caratterizzazione degli inquinanti (quali sono e dove sono).

Nel frattempo nulla succede per monitorizzare la salute della popolazione più esposta come donne e uomini in età fertile e bambini. Il Ministero della salute per proprio conto svolge una ricerca al riguardo (lo studio Montano/Eufemi) e gli enti interessati al disinquinamento (Regione e Asl) non ne conoscono gli esiti. Non si tratta di occultamento quanto piuttosto di rigidità burocratiche del tipo competenze separate tra assessorato all’ambiente, che si occupa di aria acqua e suolo, e l’assessorato alla salute che si occupa di persone. Il risultato è che il disinquinamento non procede, la popolazione vive nella disinformazione più completa, la salute delle persone si compromette misconoscendone cause e progressione delle malattie come gli effetti sulla fertilità maschile.

Gli effetti di questo non governo del fenomeno stanno producendo guasti sulla salute delle persone e un rifiuto aprioristico di qualsiasi iniziativa industriale per nuovi insediamenti produttivi. Aumenta la contrapposizione tra salute e lavoro con effetti paralizzanti su un tessuto sociale già lacero.

Che fare? Grande campagna informativa istituzionale regionale che faccia il punto della situazione sul fatto e il da fare e nel frattempo mettere in campo da parte delle asl di Colleferro e Frosinone tutte le iniziative di monitoraggio degli effetti degli inquinanti sulla salute delle persone in età fertile e dei bambini per preservarne la salute riproduttiva.

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Clicky

 

 

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici