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La guerra, le sanzioni e l'invenduto "made in Italy"

CRONACHE&COMMENTI

 Un allarme che arriva dai produttori italiani

di Angelino Loffredi
Vini importanti 390 minIn questo periodo ho scritto ed affermato con convinzione che le sanzioni non hanno mai fatto cadere i governi colpiti ma anzi li hanno sempre rafforzati, avvicinati al popolo e tenuti in carica. Con una distinguo, mentre prima, nei decenni passati, l’economie erano nazionali e quindi il paese colpito lo era economicamente ma non dal punto di vista politico, ora invece con l’estensione della economia globalizzata e per la inevitabile interdipendenza bisogna mettere nel conto che anche i paesi sanzionatori potrebbero risultare colpiti e notevolmente danneggiati.

Ritorno quindi a riporre l’attenzione sulla necessità di conoscere concretamente i risultati delle sanzioni occidentali verso la Russia e le conseguenti ripercussioni..
Ricordate con quanta sicurezza si prevedeva, attraverso le stesse, l’inevitabile, rapido tracollo della economia russa? Tutto accompagnato da conseguenti sanguinose ribellioni popolari e dalla fine di Putin attraverso una congiura di palazzo. Qualche giornale statunitense proprio in questi giorni ha scritto che la popolarità di Putin nel suo paese è addirittura aumentata.

Indubbiamente la situazione in quel paese non deve essere buona, certamente le difficoltà saranno enormi. Anche io mi pongo la domanda: fino a quando?. Certamente non fino a domani. Nello stesso tempo rifletto anche sul fatto che gli occidentali sono arrivati al sesto pacchetto di sanzioni. Sei, non uno .Provvedimento che riconosce che finora risultati concreti non sono stati ottenuti. Ancora non vedo un’attenzione necessaria ad esaminare le ripercussioni che stanno determinando non solo in Russia ma anche da noi in Italia, nell’interno delle nostre famiglie, nel nostro tenore di vita. Qualche settimana scrivevo di economia di guerra, https://www.loffredi.it/l-economia-di-guerra-.html una prospettiva che poteva sembrare azzardata ma che ora purtroppo rimane ancora più realistica e minacciosa. Non scrivo della questione riguardanti il gas ed il petrolio, del pagamento in rubli e nemmeno delle risorse sostitutive all’energia russa, perché è sotto gli occhi di tutti la babilonia di discussioni e provvedimenti italiani ed europei..

Conosciamo con grande insistenza informativa delle confische delle proprietà degli Oligarchi russi,effettuate in Italia. Per Oligarchi intendo coloro che rapinarono, attraverso le privatizzazioni volute da Elsin e Putin le ricchezze pubbliche ex sovietiche. E vero sono contento quanto vengono colpiti i profittatori del Regime Putiniano ma nello stesso tempo, concretamente, chiedo: chi pagherà anzi chi sta pagando per la conservazione e la manutenzioni di tali proprietà ?
Avverto subito chi mi sta seguendo che non sono in grado di fare una descrizione dettagliata dell’accaduto ma provo ad evidenziare e divulgare solo quel poco che si riesce a conoscere.

Mi ha colpito notevolmente infatti venire a conoscenza, attraverso uno studio non dei Putiniani di casa nostra ma dellamadeinitaly benidilusso 390 min Coltivatori Diretti, che tra i prodotti alimentari “Fatti in Italia” più venduti in Russia ci sono i prodotti come vino e spumanti per un valore attorno ai 150 milioni di euro, il caffè per 80 milioni di euro, l’olio di oliva per 32 milioni di euro e la pasta per 27 milioni di euro. Le sanzioni ci hanno fatto ricordare che l’Italia è il primo Paese fornitore di vino in Russia, con una quota di mercato di circa il 30%, davanti a Francia e Spagna, ed ha registrato nel 2021 un boom della domanda di spumanti a partire da Prosecco e Asti. Inoltre abbiamo anche denominazioni apprezzate ma ora danneggiate dalle sanzioni quali anche i vini Dop toscani, siciliani, piemontesi e veneti, oltre che salumi , Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma e San Daniele.
E’ a rischio anche il nostro tartufo, sempre più apprezzato dai russi, per un valore di ben 30,2 milioni di euro.

Gli effetti delle sanzioni, volute dal Governo Draghi, rischiano dunque di cancellare completamente il “Fatto in Italia” dai mercati, dai ristoranti, dai salotti privati russi. Ecco perché seguito a preferire che in Ucraina si ipotizzino e realizzino corridori umanitari, tregue, compromessi, iniziative diplomatiche promosse da un’ Europa indipendente a cessioni di armi e a sanzioni boomerang.

Ceccano 3 Maggio 2022
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Ferentino: Sanzioni ritardato pagamento TARSU 2009

Ferentino 350 260Interrogazione al Sindaco di Ferentino sull'applicazione dello Statuto dei Contribuenti e richiesta intervento del Garante dei contribuenti.

di Marco Maddalena* - A seguito delle risposte del Sindaco alla mia interrogazione del 22 gennaio 2015 sulla sanzione TARSU del 30% per ritardato pagamento ho provveduto a formulare ulteriore interrogazione e ad informare il Garante dei Contribuenti per richiedere il rispetto delle norme dello Statuto del contribuente
La questione delle sanzioni del 30 per cento per ritardo pagamento , continua a presentare aspetti poco chiari e sta generando forti proteste tra i cittadini che si vedono irrogare pesanti sanzioni in un momento di forti difficoltà economiche.
L'ultima risposta del Sindaco alla mia prima interrogazione lascia ancor più perplessi e rende un quadro ancor più "confuso"., infatti, quando parliamo di migliaia di avvisi di accertamento il problema non è più solo tecnico, come sostiene il Sindaco, ma è prima di tutto politico, in quanto qualcosa nella gestione o nella corretta informazione non ha funzionato al meglio.
Nella missiva, lo stesso sindaco ammette che "trattasi di situazione tributaria per la quale il quadro normativo non risulta assolutamente chiaro né esaustivo e ciò naturalmente comporta una vera e propria corsa contro il tempo nella spedizione degli avvisi di pagamento, che può provocare imprevisti nella consegna dei bollettini"
Proprio le risposte del Sindaco dimostrano che è necessario intervenire seguendo i dettami in materia sanzionatoria contenute nello Statuto del Contribuente ( Legge 27 luglio 2000, n. 212) e più specificamente nell'art.10, secondo il quale " i rapporti fra contribuenti ed Amministrazione sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede e che non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi e quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria "
Ebbene il Sindaco sembra non conoscere questo dispositivo legislativo, in quanto non ne fa menzione (!), Invece di erogare sanzioni sino al 30% per il solo ritardo di pagamento si poteva agire diversamente nel rispetto del principio della collaborazione e della buona fede espresso dello Statuto del Contribuente. Parliamo di contribuenti che prima dell'accertamento hanno provveduto al pagamento regolare e totale del tributo richiesto, non di evasori fiscali, l'unica fattore è il ritardo a volte di pochi giorni, del quale non c'è prova che la causa sia da imputare al cittadino vista la spedizione per posta ordinaria .
La Legge ( D.Lgs. 507/1997), pur non prevedendone l'obbligo, dà la facoltà, per l'Amministrazione finanziaria (come è il Comune) di inviare al contribuente inadempiente un sollecito di pagamento, con contestuale invito a regolarizzare la propria posizione, prima di notificare l'avviso di accertamento contenente le relative sanzioni e interessi come per legge. Ma non basta, l 'art. 6 comma 5 della Legge 212/2000 (Statuto dei diritti del Contribuente) prevede in via generale, e quindi per tutti i tributi, un tale obbligo in capo all'Ente locale o concessionario.
L 'assurdo è che chi paga in ritardo, anche di pochi giorni, paga il 30% della sanzione mentre chi compila il modulo del ravvedimento operoso e paga anche entro un anno paga il 3,75% della sanzione (!) .Un avviso bonario avrebbe consentito al cittadino di pagare senza sanzioni , inoltre è ancora più assurdo che il cittadino che paga con rata unica, nonostante gli imprevisti accertati nella consegna da Lei constatati, non si veda annullata l'intera sanzione ma semplicemente una rettifica con un piccola riduzione della sanzione
Molti sono i casi che andrebbero rivalutati, nel caso del ritardato pagamento c'è una volontà politica oltre che tecnica, infatti si è voluto colpire senza preavvisare il cittadino, mentre lo stesso rigore non viene usato nei confronti delle mancanze del concessionario nella riscossione oppure nel risarcire i cittadini che da anni usufruiscono del servizio raccolta dei rifiuti in maniera assai limitata, vista la mancanza ad esempio di un Isola Ecologica e visto il dato del solo 9% della raccolta differenziata dei rifiuti pone il nostro Comune fuori i limiti di legge minimi del 65% con conseguenti forti esborsi nelle tasche dei cittadini.
In base a tutto ciò ed ai nuovi elementi emersi dalle risposte del Sindaco ho provveduto ad una nuova interrogazione con la richiesta di annullamento e rettifica degli avvisi, portata a conoscenza anche del Garante dei Contribuenti in modo di poter tutelare al meglio i diritti dei cittadini.

*Capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà Ferentino

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Richiesta di annullamento sanzioni per TARSU 2009 a Ferentino

Ferentino b 350 260di Marco Maddalena* - Ritardo pagamento TARSU 2009 interrogazione con richiesta di annullamento sanzioni
Di seguito si invia copia del testo dell'interrogazione sulle sanzioni per ritardato pagamento della TARSU 2009, inviata al Sindaco, Avv. Antonio Pompeo e all'assessore ai tributi, Sig. Franco Martini e per conoscenza alle associazioni dei consumatori componenti del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU):
In questi giorni, centinaia di cittadini stanno ricevendo avvisi di accertamento riguardo la TARSU degli anni precedenti che stanno generando diverse lamentale da parte della cittadinanza .
Il caso che sta emergendo con più evidenza sono l'irrogazione di sanzioni del 30% per il ritardo versamento TARSU del 2009.
Situazione non chiara tanto che , lo stesso Comune è intervenuto con un' avviso pubblicato sul sito dell'ente comunale, dove si comunica che solo chi ha provveduto al pagamento della rata unica può avere una diversa applicazione della descritta sanzione recandosi presso l'ente concessionario , Tre Esse Italia. Un avviso che si può definire abbastanza "confuso" in quanto non c'è un dispositivo chiaro sulle azioni intraprese per annullare definitivamente sanzioni che non sembrano avere presupposti di legittimità .
Il Comune sembra che abbia demandato alla concessionaria dei tributi la propria "sovranità" , in quanto pur avendo accertato che ci sia stata una procedura non trasparente, allo stesso tempo non decide per l'annullamento ma lascia "discrezione" al concessionario (!)
La modalità di sanzione della Tarsu 2009 (Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani) è poco consona al regolamento comunale che non prevede esplicitamente nè le predette sanzioni e nè la procedura per l'irrogazione delle sanzioni in caso di ritardo pagamento , inoltre, nelle cartelle di pagamento inviate ai cittadini per il tributo 2009 non era specificato il rischio della sanzione del 30% nel caso di ritardato pagamento , ma solo in caso di omesso pagamento totale o parziale, quindi i cittadini non erano adeguatamente a conoscenza delle possibili sanzioni.MarcoMaddalena 350 260
Pare veramente "strano" poi che un ritardato pagamento , già verificabile nell'anno di riferimento , sia stato, sollevato solo dopo 5 anni e a ridosso dei termini di prescrizione, così non mettendo il cittadino nelle migliori condizioni per poter ricostruire al meglio la sua situazione fiscale.
Altro elemento da non sottovalutare, è il verificarsi in modo costante del ritardo o mancata spedizione delle cartelle di pagamento , infatti, molti cittadini , nel caso ad esempio della nuova Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani ( TARI) dell'anno in corso, si sono dovuti recare allo sportello del concessionario per riceverla . Fatto riscontrato formalmente anche negli ultimi consigli comunali, tutto ciò , potrebbe far pensare per analogia che lo stesso ritardo nella consegna si sia verificato anche nell'invio delle cartelle di pagamento TARSU del 2009 e l'invio tramite posta ordinaria non può dimostrare il contrario.
Le sanzioni del 30% , secondo una dottrina consolidata sembrano non essere applicabili alla riscossione spontanea della Ta.R.S.U, secondo la norma , infatti, la sanzione dovrebbe riferirsi sull'accertamento di eventuale evasione fiscale , in tal caso non c'è stata evasione, visto che il contribuente ha versato in toto il pagamento , c'è stato semplicemente un ritardo e a volte di pochissimi giorni . Ritardo di pagamento nel quale come detto sopra vanno verificate le cause indipendenti dal contribuente. L'avviso di pagamento del 2009 , ad esempio, è stato inviato per posta semplice e per questo non possono scattare sanzioni del 30 % per ritardo pagamento , mancando l'attestata notifica del ricevimento alle predette scadenze.

Sussiste, anche l'"anomalia" delle formulazione dei bollettini, con la possibilità di rateizzare ma con la bolletta unica di pagamento che porta la data della prima scadenza e non dell'ultima. La rateizzazione della tassa, infatti , è concepita come uno strumento di ausilio per il contribuente e non come un pericolo di continue scadenze dalle quali guardarsi per non incorrere in sanzioni. Nonostante quanto comunicato, per logica, l'ultima data utile per il pagamento rimane quella riportata nell'ultimo bollettino e cioè Maggio 2010 , ciò vuol dire che le rate intermedie non comportano ne scadenze, ne sanzioni. Per quanto sin qui esposto, il bollettino per il pagamento unico dovrebbe esser datato appunto Maggio 2010 in corrispondenza con l'ultima rata utile ed invece il contribuente è stato chiamato a saldarlo entro il 20 novembre 2009 !
Il contribuente deve essere messo in condizione - e per tempo! - di poter adempiere ,tant'è che il capitolato d'appalto con il concessionario della riscossione parla di spedizione da fare nei 30 giorni antecedenti alla scadenza della prima rata . Se si volesse applicare la sanzione del 30%, come affermato dalla Tre Esse, quest'ultima dovrebbe comprovare il tempestivo ricevimento dell'avviso e degli allegati bollettini da parte del cittadino di cui si dovesse asserire, ad esempio, il tardivo adempimento. Tuttavia, l'invio di cui si discorre è stato fatto con posta ordinaria, al quale non è seguito nessun sollecito di ravvedimento con interessi di mora tramite posta raccomandata, ma direttamente una sanzione per qualcosa mai notificato prima. Al riguardo, si ricorda che, per giurisprudenza costante, è chi agisce ad essere onerato della prova del ricevimento di un atto, che potrà avere effetto nei confronti del destinatario solo se da questi effettivamente ricevuto e solo a decorrere da quel momento. Occorrerà, dunque, una "ricevuta firmata" che ne attesti con certezza il ricevimento, cosa che non potrà avvenire nel caso di specie, stante le modalità di spedizione seguite della Tre Esse.
Considerato che tale situazione sta creando non solo disturbo , ma anche problemi economici alla cittadinanza che oltre ai continui aumenti sulla Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani si ritrovano adesso a dover fronteggiare un' ulteriore "gabella" , nonostante abbiamo adempiuto in modo regolare al pagamento del tributo stesso e che sembrano verificarsi ulteriori anomalie riguardo ad altre fattispecie legate alla riscossione TARSU .
Per tutto ciò si chiede :
Se il Sindaco e l'assessore ai tributi intendono procedere all' annullamento definitivo delle sanzioni del 30% per ritardo pagamento, in particolare, non solo a chi ha effettuato il pagamento in unica rata ma anche a chi lo ha effettuato ratealmente?
Se il Sindaco e l'assessore ai tributi intendono con l'ausilio dell' Ufficio Ragioneria del Comune e la collaborazione delle associazioni dei consumatori riconosciute ad istituire un ufficio interno al Comune , per verificare attentamente gli avvisi di accertamento relativi anche ad altre fattispecie e per accertare eventuali inadempienze contrattuali del concessionario della riscossione?
Vista l'importanza che assume il tema in oggetto, in base all' Art. 35 del Regolamento del Consiglio Comunale dichiaro questa interrogazione urgente con risposta scritta entro 10 giorni.

*Capogruppo consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà Comune di Ferentino

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