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Lo SPI torna a scuola

SEGRETERIA SPI CGIL FROSINONE LATINA

Iniziativa organizzata con la scuola primaria "A. Carbone" di Sora

spi cgil 350 260Dopo due anni di pandemia che hanno determinato gravi e seri problemi a tutta la società e che hanno prodotto anche per la scuola difficoltà e conseguenze negative sulla fruizione piena del diritto allo studio di alunni e famiglie, lo SPI CGIL di Frosinone Latina ha deciso di “tornare a scuola” per riprendere la propria attività ordinaria di promozione di interventi educativi e formativi.

Al fine di ripartire in modo significativo e diverso rispetto al passato, la scelta della segreteria dello SPI CGIL è stata di rivolgere la propria attenzione ai più piccoli, agli alunni della scuola primaria ed in particolare a quelli dell’Istituto Comprensivo 1 Sora, scuola primaria “Arduino Carbone”, proprio per rendere anche più evidente e più proiettato verso il futuro l’impegno dello SPI nella costruzione di relazioni forti con le nuove generazioni, trovando nel dirigente scolastico, Rosella Cav. Puzzuoli e nel personale insegnante della scuola la giusta sensibilità e la disponibilità a cogliere il valore educativo della iniziativa proposta.

Da queste premesse nasce l’iniziativa organizzata per il giorno 19 Maggio 2022 a partire dalle ore 10 presso l’auditorium Baronio di Sora, che consiste nella presentazione agli alunni delle classi Prime, Seconde, Terze e Quarte della scuola primaria “A. Carbone” dell’Istituto Comprensivo I di Sora dello spettacolo dal titolo “Diario dei cattivi consigli”, liberamente tratto da una pubblicazione di Astrid Lindgren, l’autrice svedese di Pippi Calzelunghe.

L’adattamento scenico e la regia sono di Valeria Freiberg, presidente dell’associazione culturale Ariadne di Roma, che da anni opera nell’ambito delle attività teatrali di carattere educativo rivolte alle scuole. Il linguaggio utilizzato è quello della fiaba e lo spettacolo si snoda in uno spazio fantastico, corredato di immagini e giochi, per creare atmosfere incantate in cui i bambini possono immergersi e trascorrere momenti di serenità e divertimento.

La finalità è stata e resta quella di offrire un piccolo contributo per segnare in modo emblematicamente positivo la chiusura di un anno scolastico difficile e nello stesso tempo per auspicare anche per la scuola un ritorno alla “normalità”.
La segretaria dello SPI CGIL di Frosinone Latina ringrazia il dirigente scolastico, il personale docente ed ATA della scuola e l’Amministrazione Provinciale per l’attenzione e la disponibilità a recepire la proposta presentata ed a renderla concretamente realizzabile.

Frosinone, 11 Maggio 2022
 Beatrice Moretti Segretario generale dello SPI CGIL Frosinone Latina

 

spi Fr Lt 650 min

 

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Alternanza scuola-lavoro in Acciaierie d'Italia ???

ASSOCIAZIONE GENITORI TARANTINI

Per formare i giovani su ILVA bisogna tenere corsi sul rispetto della legalità

Niente dacinziazaninelli 390 min fare. L’idea di voler mettere sotto scacco un intero territorio, mostrandosi come il “benefattore”, ha proprio messo radici solide nella testa dei dirigenti dell’acciaieria tarantina.
E’ notizia di oggi che l’A.D. di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli, ha incontrato venti studenti delle quinte classi del Pacinotti-Fermi che affronteranno un periodo di formazione professionale in azienda.

Lucia Morselli e Arturo Ferucci, direttore delle Risorse Umane, hanno accompagnato gli studenti e il dirigente scolastico alla scoperta dello stabilimento, nell’ambito dell’alternanza Scuola-Lavoro.

Per tre settimane, e per un totale di 72 ore a studente, gli allievi dell’Istituto si aggireranno in quello che Lucia Morselli ha definito, in un recente passato, lo stabilimento più moderno e sicuro d’Europa e che per noi resta ancora lo squallido esempio di come la produzione possa prendere il sopravvento sulla salute e sull’ambiente.

Se non fosse drammaticamente assurdo, ci sarebbe da ridere nell’apprendere che gli studenti dedicheranno la prima delle tre settimane alla formazione obbligatoria in materia di “salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”, nell’azienda con una altissima percentuale di incidenti, spesso mortali, che sta cadendo a pezzi, che ancora oggi, con la produzione al minimo, rappresenta un rischio inaccettabile per la salute di lavoratori e cittadini.

Nelle due settimane successive, gli studenti, sulla base del loro indirizzo di studi, verranno assegnati a diverse aree lavILVA fumo 350 minorative, seguiti da insegnanti e tecnici dell’industria.

E’ inaccettabile che giovani della nostra provincia debbano frequentare una azienda altamente inquinante che non offre la totale sicurezza personale, come più volte accertato dalle indagini sui vari incidenti verificatisi in questi anni all’interno dell’area dell’acciaieria.

“Il lavoro nobilita”, si dice, ma il lavoro che nobilita è solo quello che non danneggia se stessi e gli altri; non c’è nulla di nobilitante in un’attività che procura danni alla salute e all’ambiente.

I nostri giovani meritano altro; i nostri giovani meritano di più. Il loro percorso scolastico non è necessariamente legato a quell’industria produttrice di inquinamento incompatibile con la vita e la salute.

Come associazione Genitori tarantini, chiediamo ai genitori di questi ragazzi di tutelarli, di affiancarli nella scelta di un futuro diverso da quello imposto dalla collusione del Governo con l’azienda.

Vogliamo sperare che un minimo di buon senso prevalga e che il dirigente scolastico, Vito Giuseppe Leopardo, ci ripensi per il bene degli studenti a lui affidati, per il loro futuro, per una Taranto che torni ad essere amata da tutti i tarantini, ad iniziare dai più giovani, qualsiasi sia il loro percorso scolastico. Le ripetute violazioni delle norme in materia di sicurezza sul lavoro hanno fatto del siderurgico tarantino una fabbrica da sempre dispensatrice di morte. Il colmo si è raggiunto in occasione dell'incidente che è costato la vita ad un operaio di 35 anni, Alessandro Morricella, bruciato vivo. Ebbene, in questo caso, secondo la Procura di Potenza, il rappresentante della proprietà degli impianti, e cioè il commissario Laghi, in concorso con il Procuratore di Taranto, Capristo, fecero di tutto per affossare l'inchiesta.

Se si vuole formare i giovani su ILVA bisognerebbe tenere corsi sul rispetto della legalità.

Associazione Genitori tarantini
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Meno armi più scuola

CRONACHE&COMMENTI

Contrastare l’aumento delle spese militari, anche perché nessuno ci minaccia

di Angelino Loffredi
no spese militari 390 minNon passa giorno senza essere sempre più convinto che le scelte del governo Draghi nei confronti della guerra ucraina siano sbagliate e dannosissime per noi Italiani. Da un’annunciata volontà a volere la pace si è passato ad una incomprensibile e autolesionistica corsa verso il riarmo. Risucchiato dalle richieste statunitensi il governo infatti ha deciso di aumentare le spese militari fino al 2% del PIL. Nello stesso va anche precisato che solo 10 su 26 Stati aderenti alla Nato hanno accettato tale impegno. Si tratta di un incremento complessivo di circa 13 miliardi di euro rispetto alle già alte spese previste nel 2021. Inizialmente la crescita di tale spesa doveva avvenire entro il 2024 ma l’opposizione del Movimento 5 Stelle, fortunatamente, ha fatto slittare la scadenza al 2028.

Alle grandi manifestazioni a sostegno della pace, il governo e la maggioranza che lo sostiene hanno risposto con un linguaggio e con iniziative che evocano invece una guerra infinita, facendo sparire dal dibattito politico termini quali “tregua” e “compromesso” abbandonando altresì ogni iniziativa diplomatica tendente a mettere in attività l’Onu, la stessa EU o altri stati disposti a svolgere un ruolo positivo per fermare la guerra.

Nello stesso tempo sono ugualmente convinto sia necessario seguire attentamente, direi quotidianamente, le ripercussioni che la politica delle sanzioni e l’aumento delle spese militari determinano nella vita reale dei cittadini. Insomma nella loro quotidianità.
Va rilevato pertanto che se aumentano le spese militari come indicato, conseguentemente diminuiscono gli interventi a favore dell’Istruzione. La diminuzione nel prossimo quadriennio, infatti sarà di 7,5 miliardi di euro.
Con nettezza questa previsione è riportata nel Documento Economia e Finanza ( DEF). La spesa per l’Istruzione negli anni 2022-2025 infatti scende dal 4 al 3,5%

Tale scelta suicida fortunatamente è stata contestata dal Francesco Sinopoli, segretario generale Flc/Cgil, il quale ha dichiarato .
"In questo modo ci allontaniamo ancora di più dalla media Ocse. Dopo due anni di pandemia, quando è diventato chiaro a tutti quanto sia fondamentale per il Paese il nostro sistema d'istruzione, dopo tanta retorica e pochissime risorse per affrontare l'emergenza, si torna esattamente alla stessa logica ragionieristica dei tagli degli ultimi venti anni".
Ricordo che il nevralgico mondo della scuola era stato già penalizzato nel 2008 quando si mandarono a casa ben 130.000 lavoratori, con un taglio alle risorse da cui la scuola pubblica si deve ancora risollevare e che gli attuali investimenti del Pnrr non riescono a risarcire.
Nel settore Istruzione è a rischio anche la tenuta degli stipendi di cui si ipotizza la riduzione fino al 2025.
Sempre il segretario Sinopoli a proposito di tale pericolo afferma che si tratta di “Una vera e propria beffa per una categoria di lavoratrici e lavoratori che già soffre di una disparità rilevante rispetto ai colleghi europei e agli altri lavoratori pubblici a parità di titolo di studio e che fatica, con salari già depressi, a recuperare potere d'acquisto di fronte di all'inflazione sempre più elevata".

Sono d’accordo con l’impegno del sindacato per contrastare l’aumento delle spese militari, anche perché nessuno ci minaccia, e per sostenere gli investimenti per l’Istruzione. In un contesto di aggravamento della condizione sociale l’aumento delle spese militari non può essere considerata una priorità
Se vogliamo immaginare un mondo diverso è necessario ripartire investendo concretamente in Istruzione e Ricerca.

Ceccano 13 Aprile 2022

 

 

 

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Ceccano. Per una nuova scuola

 

"...prioritaria una progettazione volta alla realizzazione di un asilo nido comunale"

di Mariangela De Santis, Emanuela Piroli Consigliere comunali
pirolidesantis 390 minPer l’ennesima volta questa amministrazione dimostra superficialità e mancanza di prospettiva progettuale. Così, dopo aver annunciato in pompa magna la costruzione di una nuova scuola in via dell’Olmo, con tanto di “progetto esecutivo già presentato nell’ambito dello specifico bando del Pnrr”, nella riunione della 6 commissione del 10 febbraio veniva confermata la mancata partecipazione al bando, scaduto in data 8 febbraio. Questo perché gli amministratori si sono resi conto, “soltanto” all'esito di valutazioni successive, che non sussistevano le condizioni per rispondere all’avviso. Impegnati ad auto complimentarsi per il “grande” lavoro ed a scegliere la posa per la foto di rito non si sono preoccupati di analizzare il bando nei dettagli.

- Non si potrà accedere ai fondi del Pnrr semplicemente perché, sin dall’inizio, non sussistevano le condizioni per partecipare: nel bando si precisa che “l’area su cui deve essere realizzata la nuova scuola, in caso di delocalizzazione, deve essere, a pena di esclusione, alla data di scadenza del presente avviso di proprietà pubblica, nella piena disponibilità dell’ente locale” e che risultano inammissibili “eventuali costi di esproprio o di acquisto dell’area su cui deve essere realizzata la nuova scuola”. Il quadro economico del progetto esaminato dalla Commissione includeva la somma di 90 mila euro per l’acquisizione delle aree; sarebbe bastato analizzare attentamente il bando, prima di pubblicizzare la presentazione del progetto e- magari-concentrarsi sulla possibilità di aderire ai bandi per ‘mense’ ed ‘asili nido’ – Sottolinea De Santis

- Non nego la grande delusione, Ceccano perde un’altra occasione di finanziamento, e sono molto preoccupata per l’atteggiamento di questa maggioranza, che promette e annuncia “grandi opere”, ancor prima di aver gettato le basi per realizzarle, come in una eterna campagna elettorale.

La verità è che ora, si dovranno attendere altri bandi e dobbiamo augurarci che ci sia maggiore attenzione e lungimiranza – dichiara Piroli
Abbiamo chiesto alla commissione e all’assessore delegato Mario Sodani di considerare prioritaria una progettazione volta alla realizzazione di un asilo nido comunale. Un servizio che è un grande assente nella nostra città e che migliorerebbe la qualità di vita di molte famiglie – concludono le consigliere.

 

 

 

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La scuola del futuro

AMBIENTE

Corso per insegnanti ed educatori dal 27 al 29 agosto presso l’Oasi di Cavoretto (TO) oppure online

CasaComune Gruppo Abele.LadudatoSi LaudatoQUI minLa scuola per il futuro, corso di educazione ambientale
Casacomune propone la seconda edizione di una formazione per insegnanti ed educatori su cambiamenti climatici, biodiversità, conflitti ambientali, cibo e salute. Si offriranno spunti di riflessione su stili di vita e di azione incontrando testimoni di esperienze virtuose o di impegno collettivo.
1 agosto 2021

Premessa

La scuola, da sempre elemento debole del sistema pubblico italiano, è stata particolarmente colpita dai provvedimenti di emergenza presi per arginare la pandemia. Gli studenti stanno vivendo un vero e proprio shock esistenziale: per molti mesi hanno vissuto la sospensione delle loro attività quotidiane “in presenza” (scolastiche, ricreative, sportive e di volontariato, in sostanza, di buona parte della loro vita di giovani) e soprattutto, un inedito spostamento dal reale al digitale delle loro relazioni tra coetanei e con le figure educative di riferimento.
È indispensabile che gli educatori, gli insegnanti e le figure “guida” sappiano raccogliere il disorientamento degli studenti – a volte, un vero e proprio malessere – offrendo loro gli strumenti e i percorsi esperienziali per rielaborare in maniera vantaggiosa il trauma collettivo che hanno vissuto nella solitudine del distanziamento sociale. Occorrono strumenti e percorsi pedagogici e, soprattutto, contenuti di riflessione che possano essere riconosciuti dagli studenti per la loro importanza esistenziale, in maniera da sollecitare il loro impegno individuale e di gruppo, superando le sensazioni di ansia, apatia e impotenza verso il futuro.Educazione ambientale
Le minacce che riguardano la Terra, la casa comune di tutti gli esseri viventi, hanno dimostrato di essere al centro dell’interesse di moltissimi giovani che ne riconoscono la portata decisiva per il proprio futuro. I giovani vedono i segnali di uno squilibrio di origine antropica che mette in grave pericolo la sopravvivenza di molte specie vegetali e animali, e che perpetua condizioni di marginalità, povertà e insalubrità per molte persone e comunità. Anche la diffusione di molte patologie ed epidemie non sono estranee al modo in cui siamo in relazione con la Terra.
Comprendere e saper trasmettere l’intima relazione tra gli esseri viventi, gli ecosistemi e le società umane è il primo passo per il cambiamento necessario attraverso un cammino educativo che coinvolga adulti e giovani per trovare altri modi di intendere il progresso tali da mettere al centro il valore insostituibile di ogni essere vivente, respingendo la cultura dello scarto di cose e persone.

Contenuti

Casacomune propone la seconda edizione di una formazione specifica per insegnanti ed educatori che intende divenire un appuntamento annuale stabile dedicato all’interdipendenza tra i fenomeni che viviamo: dai cambiamenti climatici alla perdita di biodiversità, dalla insostenibile produzione e distribuzione del cibo ai connessi fenomeni delle migrazioni e dei conflitti ambientali lontani e vicini, fino alle conseguenze sulla nostra salute.

Si offriranno anche spunti di riflessione su stili di vita e di azione atti a far fronte a tutto questo, incontrando testimoni di esperienze virtuose o di impegno collettivo. Saranno indicati e messi a disposizione materiali (dispense, bibliografie, sitografie) e strumenti, anche digitali, utili per il lavoro didattico, con riferimento particolare alle ore di educazione civica (Legge 92/2019) e si cercherà lo scambio interattivo su esperienze significative. Casa Comune

Il corso è riconosciuto dal MIUR. Clicca qui per il programma del corso e per effettuare le iscrizioni.

Parole chiave: #ecodidattica

 

 

 

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Ceccano studenti scioperano per scuola e salute

Studenti e Covid 19

Studenti protestano e scioperano: vogliono chiarezza sulle scelte per scuola e salute

di Valentino Bettinelli
LiceoCeccano vogliamocertezzeLunedì 11 gennaio 2021: gli studenti protestano e scioperano per chiedere chiarezza sulle decisioni adottate sulla scuola. Una giornata che era stata annunciata dalla Rete degli Studenti Medi già da qualche giorno e che ha visto coinvolti tanti istituti della provincia. Anche il Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano ha aderito all’agitazione studentesca, organizzando una manifestazione nei pressi dell’istituto stesso, nel rispetto delle norme anti-covid e con proposte serie e decise sulla ripartenza della didattica in presenza, che era inizialmente prevista per lunedì 11, poi slittata al prossimo 18 gennaio, come ordinato dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

A far discutere, i provvedimenti adottati dal Prefetto Portelli sulla nuova scansione oraria, che prevederà due diverse fasce per le scuole: per i bienni lezioni dalle 8 alle 13. Gli studenti del triennio entreranno alle 10, per uscire da scuola alle 15. Un orario che causa non pochi problemi a chi è costretto a spostarsi dal proprio comune per studiare, e che, secondo gli studenti, “creerà problematiche per noi e le nostre famiglie, costrette a dover far fronte a scansioni orarie scomode e fonte di grandi disagi”. Ad agitare i ragazzi anche “l’impossibilità di coltivare le nostre aspirazioni e i nostri talenti, considerando la necessità di mettere al centro lo studio scolastico. Un orario che vedrà tanti di noi rientrare a casa molto tardi, non potendo così affrontare altre discipline oltre la scuola”. Un’ osservazione legittima da parte di una generazione che si appresta ad entrare nella società degli adulti e che vuole formarsi anche a livello sociale, oltre che didattico.

Le istanze avanzate dai rappresentanti riguardano, in particolar modo, l’impossibilità di entrare nel dibattito decisionale e le poche notizie fornite. “Denunciamo una quasi totale esclusione dai processi di elaborazione e lamentiamo una carente informazione in merito. Chiediamo fortemente di rientrare a scuola, ma pretendiamo che questo avvenga con chiarezza e con una didattica in presenza reale, non con un sistema misto che poco si confà ad una didattica tradizionale”. Altro tema importante quello delle poche notizie sulla prossima maturità. Esame che tra pochi mesi riguarderà tanti di loro, ma che ancora non gode di giusta attenzione.

Le ragazze e i ragazzi presenti hanno manifestato in silenzio, esponendo una serie di cartelli, tra i quali spicca uno che recita “Priorità alla scuola”. Una priorità che vivono come una vere e propria urgenza e per la quale chiedono un intervento concreto da parte delle istituzioni. Ci troviamo di fronte ad una popolazione studentesca cosciente e che sa avanzare proposte serie, senza lasciare spazio a dibattiti poco costruttivi. La mattinata di lunedì 11 gennaio è stata una giornata di civile protesta a Ceccano, come nel resto della provincia, nel segno della scuola e del diritto allo studio che gli studenti rivendicano con forza.
Ora più che mai c’è bisogno di rimettere al centro la scuola. Istruzione che deve diventare fulcro dell’agenda politica delle istituzioni, nazionali e locali. Un tema cardine per il presente e futuro della nostra società. Un futuro che si può costruire su basi forti e grazie a generazioni giovani preparate e pronte al confronto.

 

 

 

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Ancora critiche sulla Ministra Azzolina

 Cronache&Cronache

Una polemica con La Ministra Azzolina da parte di una ex 5S

di Antonella Necci
flora frate 350 minSul tema della riapertura delle scuole, l’ex deputata del Movimento 5 Stelle, Flora Frate, (prima espulsa dal M5S, passata al gruppo Misto e da fine novembre 2020 con Azione), attacca senza mezzi termini la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, in merito al rientro in classe, il 7 gennaio, degli studenti delle scuole superiori ma anche su altri punti della sua gestione ministeriale come il concorso straordinario indetto in piena pandemia e poi sospeso e la situazione riguardante i docenti precari.

«Il Ministro dell’Istruzione – scrive Flora Frate – ospite di Lucia Annunziata a ‘Mezz’ora in più’, ci propina il solito estenuante monologo senza contraddittorio. Una sfilza a raffica di banalità, paternalismo, autobiografia ossessiva, chiacchiere vuote senza un minimo di consapevolezza sullo stato reale in cui versa la scuola italiana.»
È continua:
«Non una parola sulle migliaia di studenti scomparsi dalla Didattica a distanza – prosegue l’ex M5S, sul fallimento dei banchi a rotelle accatastati negli sgabuzzini (quelli che sono arrivati), su un concorso indetto in piena pandemia poi sospeso, sui docenti precari senza alcuna soluzione politica adeguata e su un sistema di GPS folle e scriteriato.
I fatti, insomma.
E come sempre le responsabilità, gli errori e le scelte sono di tutti tranne che del ministero stesso. L’annuncio solenne della riapertura delle scuole il 7 gennaio è simile ai tanti altri falliti poi miseramente. Il disastro, guardando al passato recente, è dietro l’angolo.»

Parole dure, alle quali il web ha risposto solo censurando tali dichiarazioni, senza che la ministra rispondesse. Il suo silenzio vorrebbe essere considerato un affronto inutile e dannoso alla sua immagine, se non fosse che le parole della deputata Flora Frate, napoletana, docente precaria di Storia e Filosofia, nascondono una verità ineluttabile. La sua stessa condizione di precaria non può non essere considerata.
Del resto la stessa ministra, docente di sostegno poi inserita nelle ultime graduatorie del concorso a dirigente scolastico del 2017, sa bene di cosa si parla quando si enuncia la parola "precario".

Ma ciò che svilisce ancora di più il ministero della pubblica istruzione è l'avvicendamento, come avevamo già annotato in tempi non sospetti e pre-Covid, (fine dicembre 2019, all'indomani delle dimissioni del ministro Fioramonti), è la scarsa, per non dire nulla, competenza in materia di gestione di un patrimonio così sacro ed importante come la cultura. Del resto questa ministra, classe 1986, cresciuta a pane e soubrettine delle reti Mediaset, ben ricalca lo schema delle simil-politiche finora avvicendatesi nei vari dicasteri di potere.

Spacciare per acume e successo politico lo spreco di denari per l'acquisto dei banchi con rotelle (che gli alunni delle scuole non ancora rifornite in tal senso aspettano con ansia per avviare il campionato d'istituto di corsa nel corridoio di banchi comandati), ma non per l'acquisto di termoscanner e per l'infermeria scolastica con personale medico e paramedico, la dice lunga sulla necessaria incompetenza del ministro della pubblica istruzione. L'istruzione è per paesi civili, cosa che non riguarda l'Italia, dove l'insegnamento dell'educazione civica viene affidato ai docenti di educazione fisica, in primis, ma non alla figura ormai scomparsa del docente di diritto. Troppo pericoloso. Meglio qualcuno giuridicamente più incompetente. Ovviamente l'insegnamento di una materia extra non viene computato sullo stipendio dei docenti. Così imparano ad avermi maltrattato, considerandomi una nullità quando stavo sul sostegno. Vero ministra?

Non saper vedere l'iniquità dei banchi con rotelle, fa capire quanto poco la ministra abbia frequentato le aule scolastiche, al contrario della deputata Frate, che sa bene le conseguenze del mettere in mano ad adolescenti simili "giocattoli!"

 

 

 

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Cgil ai Ministri Azzolina e Speranza

Sindacati

Interventi necessari per la riapertura della scuola in presenza

FLC Cgil Cgil 370 min

Roma, 2 dicembre 2020
Prot. n. 346/2020 flcgil FS-stm

All’On. Lucia Azzolina Ministra dell’Istruzione

All’On. Roberto Speranza Ministro della Salute

ll.ss.

Gentilissimi Ministri,

scriviamo a voi quali responsabili politici preposti alla tutela di due fondamentali diritti dei cittadini del nostro Paese: istruzione e salute.
L’attuale fase di espansione del contagio sta travolgendo, purtroppo, il funzionamento delle nostre scuole nonostante i protocolli d’intesa tra Governo e Organizzazioni Sindacali per la ripresa delle attività formative, a partire da settembre, in sicurezza e in presenza.
Come CGIL abbiamo espresso, da mesi, l’assoluta necessità di garantire l’attività in presenza, quale elemento ineludibile della relazione educativa e del rapporto insegnamento- apprendimento.

L’incredibile sforzo compiuto della scuola militante - quella fatta di lavoratrici e lavoratori che con un lavoro incredibile fin dall’estate hanno operato, giorno per giorno, per adeguare gli ambienti educativi all’accoglienza degli studenti secondo i protocolli individuati dal CTS – rischia, di essere vanificato per le seguenti ragioni.
Innanzitutto abbiamo assistito all’incapacità di tenuta del sistema sanitario nelle regioni in termini di risorse, di tracciamento dei contagi e di tempestività di intervento.

Il quadro è poi peggiorato per le gravi omissioni riguardo al rafforzamento o alla costituzione di un trasporto scolastico dedicato.
Infine si è registrato il disordine istituzionale del sistema delle autonomie del nostro Paese che - complice la mancanza di un centro di coordinamento sia a livello nazionale che regionale, sia la mancanza di rispetto dell’autonomia scolastica e spesso didattica – ha favorito in alcune Regioni discutibili interventi fuori del proprio perimetro di competenza in tema di didattica a distanza.
Tutto ciò ha reso un rebus irrisolvibile la conciliazione del diritto all’istruzione con il diritto alla salute e alla sicurezza sul posto di lavoro.
Al crescere dei casi di contagio nelle scuole – inserite, ormai, anch’esse nella classifica INAIL sui settori lavorativi soggetti agli infortuni sul lavoro - parimenti va aumentando la preoccupazione dei lavoratori e delle famiglie.
Ecco, di seguito, alcuni punti di forte criticità su cui si deve rapidamente intervenire:

- CONDIVISIONE DATI. A oggi non esistono dati precisi sui contagi nelle varie regioni che permettano di giustificare le scelte differenziate per ciascuna regione. Se non si conoscono con precisione dati e numeri dei contagi allora diventa complicata l’adozione di interventi adeguati sia sulla sicurezza che sulla prevenzione. Occorre anche sapere come sono stati spesi e utilizzati i soldi rispetto all’acquisto dei materiali necessari

(mascherine di tutti i tipi, dispositivi vari di sicurezza, ecc.). Occorre, infine, un monitoraggio permanente sull’evoluzione della pandemia nelle scuole.

- TAVOLI PERMANENTI LOCALI SULLA SICUREZZA. Devono essere previsti e regolarmente convocati, vissuti e praticati nei vari territori per tutte le scuole di ogni ordine e grado individuando un centro di coordinamento e monitoraggio.

- MEDICINA DEL TERRITORIO. Occorrono investimenti per permettere alle strutture sanitarie di supportare il lavoro delle scuole. Personale medico e sanitario deve essere strutturalmente dedicato per attività di consulenza immediata su situazioni sintomatologiche da discriminare. Nella scuola qualsiasi segnale di malessere viene ricondotto al covid, un supporto può aiutare a riconoscere le situazioni più tranquille, soprattutto con gli alunni più piccoli. La presenza di personale competente contribuisce anche a tenere il clima delle scuole più sereno.

- PERSONALE DOCENTE, DIRIGENTE, EDUCATIVO E ATA IN SICUREZZA. La tutela della salute del personale è fondamentale. Va tenuto presente che il personale della scuola è fortemente esposto ai pericoli di contagio, per cui, oltre alle misure successivamente esposte, deve essere prevista da subito la precedenza, dopo il personale medico e sanitario, per essere sottoposto alla vaccinazione non appena essa sarà disponibile.

- DISPOSITIVI DI SICUREZZA. In questa situazione devono essere forniti i dispositivi che servono per permettere al personale di lavorare in sicurezza: mascherine di varia complessità, visiere, guanti, camici, ecc. devono essere sempre garantiti in misura sufficiente a coprire il fabbisogno in base alle prescrizioni del MC e a ciò che è stato definito nel DVR e con particolare riguardo nei settori della scuola (come l’infanzia) dove le condizioni di lavoro sono più problematiche.

- EFFETTUAZIONE TAMPONI. A oggi il personale della scuola che necessita di tamponi ed accertamenti non ha una corsia riservata di verifica. Vista la forte situazione di pressione sulle strutture sanitarie le risposte ai tamponi arrivano ben oltre le ordinarie 48h. Ciò comporta che il personale scolastico in isolamento fiduciario può lavorare a distanza, ma a scuola, occorrono supplenti o personale in presenza. Più lungo è l’accertamento più complessa è la risposta organizzativa della scuola, che in questa fase fatica a trovare i supplenti. Quello che occorre è il coinvolgimento del personale in “salute” e un canale riservato al personale della scuola per permettere una programmazione certa: le Regioni devono dire se sono in grado di dare queste risposte altrimenti la protezione civile può svolgere quel ruolo, in una fase di emergenza. In questo contesto la qualità e la celerità del “tracciamento” sono fondamentali.

- TRASPORTO PUBBLICO. È innegabile che i limiti del trasporto in questa fase siano tra le cause principali del contagio. Non sono stati fatti investimenti significativi e, soprattutto nella secondaria di secondo grado, il trasporto degli alunni è rimasto promiscuo con tutte le altre persone e, per giunta, senza significative differenziazioni nell’orario scolastico di ingresso e di uscita. Non sono stati attuati particolari piani territoriali di gestione dei trasporti, questa situazione deve trovare una risposta improrogabile in fase di riprogrammazione della riapertura del secondo grado. Soprattutto nelle aree metropolitane, lo studio dei dati, frutto di una raccolta di risposte ad apposite check list, possono permettere la programmazione degli interventi necessari per garantire la differenziazione degli orari e l’utilizzo di mezzi dedicati e adibiti a scuolabus.

- RIDUZIONE DEL NUMERO DI ALUNNI PER CLASSE. La legge di bilancio 2021 in discussione in questi giorni in Parlamento deve stanziare cospicue risorse finalizzate alla cancellazione delle norme che ancora oggi consentono di costituire classi con un numero eccessivo di studenti. Per noi non più di 20 alunni per classe, che devono essere ulteriormente ridotti in presenza di alunni con disabilità e/o nelle situazioni a rischio dispersione e/o nelle aree a rischio. Naturalmente occorre mettere mano da subito al reperimento di nuovi edifici scolastici. Questa richiesta è ancor più necessaria per tentare di riparare al danno subito dagli studenti durante il lockdown.

- PRECARIATO E SISTEMI DI RECLUTAMENTO. Il numero dei lavoratori precari della scuola quest’anno non ha alcun precedente nella storia della Repubblica. È sempre più complicato reperire supplenti in ampie zone del Paese, mentre i pensionamenti aumentano ogni anno vertiginosamente. La situazione è ormai insostenibile. Occorre urgentemente prevedere meccanismi di forte semplificazione nelle assunzioni e continuità delle procedure di reclutamento. Il diritto a una istruzione di qualità è sempre più messo in discussione, non solo dalla pandemia, ma da scelte politiche sbagliate e lontane dai bisogni della scuola reale.

- DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO E PROGRAMMAZIONE DELL’OFFERTA FORMATIVA. Occorre eliminare le norme che consentono la costituzione di scuole con un numero spropositato di plessi. La costituzione di scuole di dimensioni più ridotte favorisce una maggiore cooperazione e l’erogazione di un’offerta formativa omogenea e rispondente ai reali bisogni delle studentesse e degli studenti.

- DISORDINE ISTITUZIONALE IN TEMA DI ISTRUZIONE. Va riaffermato e preteso che le Regioni e gli Enti locali non intervengano in alcun modo su aspetti di natura didattica che competono alle singole istituzioni scolastiche e al ministero dell’istruzione, a cominciare dalla indicazione di potersi sottrarre alla didattica in presenza senza obbligo di giustificazione dell'assenza come accade in qualche Regione. Pertanto si rende necessario istituire da subito una sede di coordinamento fra tutti i soggetti istituzionali responsabili.

Risultano pertanto indifferibili interventi tempestivi già nella prossima Legge di Bilancio per garantire gruppi classe effettivamente ridotti e l’aggiornamento dei protocolli di sicurezza sottoscritti nei mesi scorsi, non più sufficienti ad affrontare l’emergenza in corso.
Ribadiamo, infine, con chiarezza che questa Organizzazione Sindacale, nel proprio ruolo di garante delle migliori condizioni di esercizio del diritto allo studio e alla salute, continuerà a collaborare per la riapertura delle scuole e per il ritorno alla didattica in presenza, ma solo se saranno assicurate adeguate garanzie di sicurezza e valide misure di prevenzione per la salute e l’incolumità di studenti e lavoratori.
In attesa di un positivo riscontro, anche al fine di ulteriori approfondimenti sulle problematiche sopra descritte, inviamo cordiali saluti.

Il Segretario generale FLC CGIL Francesco Sinopoli La Segretaria Confederale CGIL Rossana Dettori

 

 

 

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Scuola di umanità

Cronache e Commenti

La scuola, grazie alla sensibilità dei suoi insegnanti migliori, è strumento potente di educazione ai valori di umana solidarietà e di civismo

di Aldo Pirone
GiardinoYaguineKoita e FodèTounkara 360 minIeri ho avuto una bella sorpresa. Verso l’ora di pranzo ho visto una classe di ragazzetti della prima media che attorniavano il cippo che, credo, il VII Municipio ha fatto mettere nel giardinetto di Piazza Salvatore Galgano - zona Lamaro di Cinecittà – a spiegazione e memoria di chi erano Yaguine Koita e Fodè Tounkara cui il medesimo giardino è intitolato. Un insegnante stava spiegando loro la vicenda dolorosa dei due giovani guineani di quattordici e quindici anni che pur di venire in Europa morirono congelati nel carrello di un aereo - partito da Konakry e sbarcato a Bruxelles - dove si erano nascosti. Il professore stava leggendo la lettera che fu trovata in tasca di Yaguine e Fodè, rivolta alle “Loro eccellenze i signori membri e responsabili dell'Europa” che chiedeva aiuto per la loro terra “è alla vostra solidarietà e alla vostra gentilezza che noi gridiamo aiuto in Africa. Aiutateci, soffriamo enormemente in Africa, aiutateci, abbiamo dei problemi e i bambini non hanno diritti”.

Mi sono allontanato subito per non disturbare la lezione di umanità che l’insegnante stava impartendo a questi nostri giovanissimi ragazzi. Non so, quindi, da quale scuola venissero. Ma sono stato felice di vedere come in questi tempi di tragica pandemia che fa rigurgitare orribili brutture animalesche in molte persone, la scuola possa essere, grazie alla sensibilità dei suoi insegnanti migliori, uno strumento potente per educare i nostri giovani a valori di umana solidarietà e di civismo.

Al tempo stesso mi sono rallegrato e ho provato un certo orgoglio perché quel giardino, che era una discarica, è potuto rinascere già da molti anni grazie all’impegno testardo di un operaio comunista: Agostino Medelina. E sia stato intitolato a quei due giovani immigrati africani grazie all’impegno di un'altra comunista tuttora molto in gamba: Teresa Vergalli che fu staffetta partigiana in Emilia. In questi anni l’area, seppur piccola, è diventata un’oasi di pace, quotidianamente vigilata e manutenuta da un comitato di cittadini volontari costituiti in comitato di gestione. E’ grazie al loro impegno civico se il giardino in questi quattordici anni, tanti ne sono passati dalla sua inaugurazione, è stato un punto d’incontro naturale e di socializzazione per anziani, badanti, lavoratori del vicino supermercato Pewex all’ora di mensa.

Vedere oggi quei ragazzi della prima media ascoltare attenti le parole di Yaguine e Fodé mi ha fatto riflettere ancora una volta su come i valori umani di solidarietà e fratellanza che impastarono anche la militanza di milioni di comunisti italiani, come Agostino Medelina e Teresa Vergalli, non siano morti e continuino a essere trasmessi per molte vie alle nuove generazioni.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

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Il rientro a scuola non è stato tanto normale

 Covid 19 e Scuola

 Una mamma: 2 figli, uno alla secondaria e uno all'università

di Rossana Germani
covid 19 a scuola 370 minRiporto la mia esperienza, che è il punto di vista di una mamma di un ragazzino della scuola secondaria di primo grado (la vecchia scuola media).

La scuola, in ottemperanza alle regole imposte dai DPCM, per regolare la convivenza degli alunni in classe, ha reso più flessibili gli orari d'ingresso e di uscita in modo che i ragazzi avessero un grande lasso di tempo per entrare e che la loro uscita fosse scaglionata per classi.

Tutto è stato pensato in funzione della prevenzione.
In classe, i professori tentano di far rispettare tutte le regole in materia di prevenzione; una di queste è tenere le finestre aperte per garantire il ricambio di aria, ma vivono comunque in un costante stato di paura. Un colpo di tosse, un naso soffiato ed ecco che la lezione non va avanti. Se un bambino mostra sintomi anche di un lieve malessere viene accompagnato nella sala "positivi" per garantire la sicurezza di tutti; a vigilare c'è la collaboratrice scolastica che attende la citofonata del genitore o chi per lui, chiamato a casa per recarsi a scuola a riprendere l’alunno. Ma capita che per un po' di tosse si debba stare a casa per troppi giorni, magari per una forma parainfluenzale non curata tempestivamente. E a quel punto senti forte la responsabilità di far sottoporre tuo figlio a un tampone, provocando altre assenze.

Nelle relazioni tra i bambini, poi, si instaura un rapporto “delicato e strano “, mentre molti si attengono alle regole, altri, quasi a dispetto, le violano. Questo genera inevitabilmente uno stato di conflittualità.
Ma la tensione non si registra solo tra i ragazzi, anche i genitori ne sono vittime. E così, quel gruppo WhatsApp "mamme di classe" creato da anni ufficialmente solo per le comunicazioni della rappresentante di classe e usato un tempo quasi esclusivamente per il buongiorno, per gli auguri, per le ricette e, perché no, anche per le battutine un po' piccanti - e già, non solo gli uomini le fanno - è diventato ora un gruppo di scambio di informazioni e addirittura di qualche screzio. Tutto ciò scaturisce sempre da divergenze di opinioni rispetto le misure di prevenzione e può capitare di imbattersi in incomprensioni, antipatie e scontri verbali. E il virus è sempre lì ad osservarci e a cercare la falla per insinuarsi. Spero vivamente che ognuno segua le raccomandazioni, i divieti e gli obblighi.

Ma io sono anche mamma di un ragazzo universitario, e la differenza la percepisco direttamente. Mio figlio resta a casa e segue, le rare volte che si svolgono, le lezioni a distanza. La sua è una facoltà che impone una frequenza è necessaria: le materie scientifiche, come la matematica, la fisica non sono certo opinabili e necessitano di spiegazioni ed esperimenti. La sua università ha optato per le lezioni in presenza solo per le matricole, per cui lui, lavorando esclusivamente da casa non ha opportunità di confronto coi suoi colleghi. Ma sono certa che se la caverà, perché è un ragazzo in gamba.

La pandemia non ha cambiato solo le nostre abitudini, ha cambiato anche il nostro modo di rapportarci con gli altri: siamo tutti più guardinghi ma anche più attenti, si spera. Niente più contatti. Stentiamo a riconoscerci con le mascherine, ci guardiamo negli occhi e ci sorridiamo con gli occhi a distanza ma ci sentiamo anche tutti più vicini sapendo di affrontare un unico nemico che riusciremo a sconfiggere solo se tutti seguiamo le regole e le raccomandazioni che ci vengono date.

Con il nuovo DPCM del 25 ottobre, in vigore dal 26, le restrizioni si fanno sempre più ferree e si sta continuando a preferire ed aumentare la didattica a distanza oltre che per le università anche per le “scuole superiori” per limitare gli assembramenti soprattutto dovuti agli spostamenti che tali scuole rendono necessari.

Continua, invece, in presenza, la didattica per la scuola primaria e secondaria di primo grado. Non so se sia un bene o un male. Io avrei preferito la DAD, perché temo che sia soltanto rimandata al successivo DPCM forse proprio già a fine novembre ma spero vivamente di sbagliarmi e che la curva epidemiologica scenda. Nella speranza di vedere scendere quei numeri, mi attengo alle nuove regole appena date sperando che tutti lo facciano, usando molto più che la “diligenza del buon padre di famiglia”.

 

 

 

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