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Ceccano Calcio in corsa per il secondo posto

 

Dopo quel pareggio beffardo il secondo posto sembrava essere svanito

di Valentino Bettinelli*
MircoCarlini 350 minIl Ceccano Calcio, dopo il discusso pareggio di domenica scorsa e le note polemiche nei confronti del direttore di gara, ha ripreso ad allenarsi con il solito spirito. I rossoblù si stanno preparando al prossimo derby casalingo contro il Tecchiena, che si terrà domenica 15 maggio, con l’obiettivo di raggiungere il secondo posto e continuare a sperare in un probabile ripescaggio nel prossimo campionato di eccellenza.
In una intervista l’allenatore Mirco Carlini ha detto la sua su questo ultimo periodo del campionato.

1. Mister, domenica la squadra ha offerto una prestazione come sempre di livello, che però non ha portato all’ottenimento dei tre punti. Come ha visto i suoi ragazzi?

La prestazione è stata ottima dal punto di vista del gioco. Abbiamo espresso un gran calcio, come abbiamo fatto in quasi tutte le gare del campionato. Ad eccezione del Cos Latina al ritorno, non c’è stata una squadra che è stata superiore a noi. C’è grande rammarico per il pareggio ottenuto, soprattutto perché il tempo era abbondantemente scaduto e l’arbitro avrebbe dovuto decretare prima la fine del match. Abbiamo perso due punti che potevano proiettarci, in caso di vittoria nella gara di recupero con Alatri, al secondo posto in solitaria. Stiamo comunque lavorando benissimo, consapevoli degli sforzi che stiamo facendo, portando avanti una stagione straordinaria.

2. Dopo quel pareggio beffardo il secondo posto sembrava essere svanito, ma la sconfitta nel pomeriggio del Cos Latina permette ancora di tenere la corsa aperta per un secondo posto importantissimo in ottica ripescaggio. Come vede questa opportunità?

Sicuramente l’obiettivo deve essere questo. Come abbiamo sempre detto non eravamo partiti per vincere il campionato, in considerazione della rosa giovanissima che abbiamo. Siamo l’unica squadra che ha giocato da inizio stagione con i classe 2004 titolari fissi. In alcune gare ci sono stati in campo fino a cinque età di lega in contemporanea. A questo punto siamo lì e dobbiamo tentare in ogni modo di raggiungere il secondo posto, che aprirebbe le porte per un ripescaggio in eccellenza, categoria che a Ceccano manca da oltre dieci anni.

3. Oltre al recupero della gara con Alatri mancano tre partite, di cui due in casa. Crede che il fattore Popolla possa diventare fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo?

Sicuramente il secondo posso passa per il Popolla. Giocheremo con due squadre che hanno fatto molto bene, sia Tecchiena che Guarcino. Saranno due gare molto difficili, ma dobbiamo vincerle a tutti i costi, iniziando dal sentito derby di domenica con Tecchiena. Per fare questo abbiamo bisogno del nostro fortino e, quindi, chiedo l’appoggio alla nostra tifoseria, che nelle ultime partite è tornata a sostenerci con forza sia in casa che fuori. Il loro sostegno è fondamentale, perché il raggiungimento del nostro obiettivo sarebbe un episodio destinato a restare nella storia del calcio ceccanese.

Domenica, dunque, i ragazzi di Carlini ospiteranno la Polisportiva Tecchiena, che all’andata si era imposta con il risultato di 2-1 sul Ceccano. Un derby importante per cancellare la sconfitta del girone di andata e per continuare la corsa verso il secondo posto.

*Valentino Bettinelli, Ufficio Stampa

 

 

 

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"Questa, secondo noi, è la strada"

Genitori Tarantini

"...la nostra posizione in merito ex-Ilva non cambia"

Associazione Genitori Tarantini
AssociazioneGenitoriTarantiniA margine della videoconferenza organizzata dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, alla presenza di alcune associazioni impegnate sul territorio, riteniamo doveroso rendere noto, sia alle persone che ci seguono e che in varie occasioni hanno mostrato fiducia in noi che a quelle che non ci seguono o che non hanno alcuna voglia di credere in noi, che la nostra posizione in merito alla questione ex-Ilva (e, più in generale, alla questione Taranto) non cambia:

Chiusura delle fonti inquinanti, a cominciare dai pericolosi e illegali impianti del siderurgico che sono sotto sequestro penale dal luglio 2012 perché “causano malattie e morti”; restituzione, previa bonifica, del territorio, attualmente occupato dall’azienda, ai rispettivi comuni di pertinenza; NO-TAX area per un minimo di dieci anni a favore dei comuni considerati area S.I.N.; progetti per uno sviluppo ecocompatibile con le peculiarità del nostro territorio presentati da personalità di rilievo internazionale.

Inoltre, data la gravità della situazione sanitaria determinata dalle pericolosissime emissioni inquinanti delle industrie che per anni hanno avvelenato la nostra città, pretendiamo un registro, aggiornato giornalmente, sulla mortalità a Taranto, suddivisa per quartieri, sesso ed età, con la collaborazione dell’Ufficio Anagrafe del comune di Taranto , che si realizza con facilità con gli strumenti informatici di cui disponiamo. Parallelamente dovrà essere incrementato il numero degli operatori sanitari che paradossalmente è carente in una città afflitta da eccessi di malattie dovuti ai veleni industriali.

A Genova, nel 2005, l’area a caldo è stata chiusa per sempre (e trasferita a Taranto), tutelando, attraverso un accordo di programma, le maestranze tutte. Anche Trieste, quest’anno, si è liberata di quella produzione inquinante, con grande felicità del ministro triestino Patuanelli. Riteniamo oltremodo offensivo della dignità, della salute e della vita dei tarantini continuare a produrre in questa maniera obsoleta.

La Costituzione italiana assegna a tutti i cittadini pari dignità e tutela la salute come unico diritto fondamentale.

Taranto ha diritto di essere considerata territorio italiano, non possedimento della Repubblica; Taranto ha diritto ad avere pari opportunità; Taranto ha diritto di regalare aria pura ai suoi figli e i suoi figli hanno diritto di restare nella terra che li ha visti nascere.

Regione Puglia e Comune di Taranto, se davvero vogliono attivarsi per la tutela del territorio e della salute dei cittadini, dovrebbero sollecitare al TAR del Lazio la trattazione, previa sospensiva, del ricorso per l’annullamento del DPCM del 29 settembre 2017 che autorizza la produzione con impianti che invece dovrebbero essere fermati per l’art. 29 decies del d. lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente). A tal proposito, il Sindaco potrebbe anche intervenire nel ricorso alla CEDU contro lo Stato italiano che continua a violare i nostri diritti alla vita e alla salute.

Cogliamo l’occasione per invitare il presidente della Regione Puglia, Emiliano, il presidente della Provincia, Gugliotti, e il sindaco di Taranto, Melucci, con le rispettive fasce distintive, a d organizzare un sit in sotto il Palazzo della Prefettura di Taranto per dire, insieme ai cittadini, NO al nuovo accordo. Una posizione chiara di chiusura immediata di impianti illegali e pericolosi.

Questa, secondo noi, è la strada.

Comitato cittadino per la tutela della salute e dell’ambiente a Taranto

Rappresentante legale: Massimo Castellana

PeaceLink (Alessandro Marescotti)

Ass. Genitori tarantini – ets (Cinzia Zaninelli)

Comitato Quartiere Tamburi (Giuseppe Roberto)

Donne e Futuro per Taranto Libera (Lina Ambrogi Melle)

LiberiAmo Taranto – aps (Maria Arpino)

Lovely Taranto – ets (Antonella Coronese)

 

 

 

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L'UE non aiuta...se lo fa, votano contro o s’astengono

Inutili idioti

Malvini e Seloni mindi Aldo Pirone - Finora hanno gridato all’Europa che non aiuta e non interviene. Quando lo fa, votano contro o s’astengono. I “patrioti” son fatti così. Ultimamente, più l’Ue prova a superare il suo deleterio confederalismo, mette in campo nuove risorse e abbandona i vecchi totem dell’austerità (patto di stabilità ecc.), e più i sovranisti vanno in confusione. Ieri Macron e Merkel hanno fatto una proposta importante, ancorché insufficiente: recovery fund di 500 miliardi di trasferimenti, non di prestiti com’è stato finora. E’ una proposta, ma per i soggetti da cui proviene, Francia e Germania, è importante. Almeno lo è per chi conosce la storia europea dal 1870 al 1945, dipanatasi attorno al conflitto nazionalistico franco-tedesco e che la costruzione europea doveva disinnescare in un'Unione più larga, democratica e sociale.

Ebbene che dice il nostro “bauscia” (Salvini)? “Non si capisce se c’è una Ue o decidono tutto Francia e Germania. Così il Recovery fund è dimezzato ed è solo un prestito destinato ad alcuni settori”. La “proposta” – alla quale già annunciano opposizione i “paesi frugali” di Austria, Olanda, Danimarca e Svezia – per il “ganassa” è diventata “decisione” e il “trasferimento” un “prestito”. Quanto alla quantità dello stanziamento, dovrebbe spiegare perché si è astenuto venerdì scorso sui 2000 miliardi chiesti dall’europarlamento. Poveraccio. Piuttosto, la discussione dei 27 su questa proposta sarà dura, sia per farne accettare la modalità di prestito sia per allargarne la quantità secondo quanto richiesto dall’europarlamento. E sarà dura perché in quella sede si decide all’unanimità.

Dal canto suo la concorrente di Salvini, Giorgia Meloni, nota “patriota” italiana, non ci ha capito nulla e, come ubriaca, dice che Conte e Di Maio sono stati utilizzati come “utili idioti” da Macron. Aver avuto l’assenso dalla Merkel per 500 miliardi di cui l’Italia dovrebbe beneficiare per molta parte, perché saranno distribuiti secondo le necessità e su progetti ben precisi, non la smuove dal suo antieuropeismo d’accatto. Preferirebbe che l’Italia affondasse priva di ogni aiuto europeo pur di abbattere il governo Conte. Non capisce, inoltre, che è la Germania che si è smarcata dai “paesi frugali”, non la Francia da quelli del sud i quali, infatti, apprezzano, come, d’altro canto, Ursula Von Der Leyen che il 27 prossimo dovrebbe presentare la proposta complessiva della Commissione europea sul recovery fund.

Insomma, un’idiota e manco utile.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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Frosinone, tris di vittorie e secondo posto centrato

RaffaeleMaiello in azione 8feb20di Tommaso Cappella* - Terzo successo di fila per il Frosinone e secondo posto raggiunto, anche se in condominio con il Crotone. Dopo aver sfiorato l’impresa nel match di andata allo “Stirpe” pareggiando 1-1 la sera del 20 settembre dell’anno scorso, il Venezia si fa battere al “Penzo” dalla formazione giallazzurra, molto concreta come ha saputo fare nelle ultime due prestazioni quando è riuscita a passare ad Ascoli e avere ragione tra le mura amiche della Virtus Entella. Una vittoria che consente ai giallazzurri, come detto, di agganciare quel secondo posto utile per la promozione diretta. La squadra di Nesta quindi riesce finalmente a dare anche quella continuità di prestazioni e vittorie che, mai come in questo scorcio di campionato, servono come il pane.

La gara contro i lagunari, sin dalle prime battute, fa capire che le due squadre si temono e difficilmente si scoprono. Al 17’ tentativo del Frosinone, tiro di Novakovich intercettato da Maiello che tira: Lezzerini si fa trovare pronto al momento del tiro. Al 23’ si fa male Tabanelli, costretto ad uscire sostituito da Gori. Subito dopo la mezz’ora punizione dal lato corto dell'area di rigore, Maiello crossa sul secondo palo dove c'è Rohden che ti testa mette il pallone di poco sopra la traversa. Prima frazione che si chiude quindi sul nulla di fatto. Nella ripresa il Frosinone si fa più intraprendente e al 18’ passa in vantaggio: cross di Beghetto dalla fascia sinistra, inserimento di Rohden sul primo palo e conclusione da pochi metri a sorprendere Lezzerini. Il Venezia, a questo punto, si riversa nella metà campo avversaria e al 39’ va vicino al pareggio ma il palo nega la gioia a Fiordilino. E poi ancora in pieno recupero un colpo di testa di Zigoni si stampa di nuovo sul legno della porta difesa da Bardi. Dopo otto minuti di recupero arriva il triplice fischio del signor Ayroldi che sancisce la vittoria, anche se sofferta, del Frosinone.

Nella prossima giornata, quinta di ritorno, i giallazzurri sono attesi dal confronto interno con il Perugia in programma domenica alle ore 15,00. Una sfida alquanto sentita e dal pronostico sempre incerto per la grande rivalità che si portano dietro queste due squadre da tanti anni. Da parte di Brighenti e compagni però occorre, non solo puntare al poker di vittorie, ma anche per allontanare una diretta concorrente alla scalata verso la serie A e soprattutto per rafforzare la seconda piazza. E poi va fatta anche rispettare la dura legge del… fortino “Benito Stirpe”.

*Giornalista volontario in pensione

 

 

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Quando chiedere le dimissioni secondo il PD?

Ferentino municipio 350 260di Maurizio Berretta - Il PD vuole le dimissioni della Raggi ma dimentica di farle dare a Pompeo
Soltanto 79,5 km è la distanza tra le sedi dei Comuni di Ferentino e di Roma ma per il PD evidentemente sono distanti anni luce.

Ieri mattina, dopo la notizia dell'arresto per tangenti di Michele De Vito, Presidente del Consiglio comunale di Roma, sono arrivate le prese di posizione dei dirigenti Pd:

• Bruno Astorre – Segretario regionale Pd: "La Raggi riferisca in aula. Garantismo e rispetto per il lavoro della magistratura cosi' come per chi e' coinvolto nei procedimenti messi in atto dagli inquirenti. Questi sono i binari su cui si muove e muovera' il Partito democratico che chiama pero' la sindaca Raggi alle responsabilita' politiche e amministrative pesanti e gravi per la citta' Capitale d'Italia” ;
• Mariano Angelucci Vice Segretario Pd Roma: “Noi garantisti sempre, ma Raggi si dimetta”
• Giulio Pelonzi Capogruppo Pd in Consiglio: "Se Raggi non accoglie il nostro invito a liberare Roma e a dimettersi, pensiamo a una mozione di sfiducia per lei” ;
• Comunicato Pd capitolino: “Possibile che tutto avvenga sempre a sua insaputa? Possibile che si fidi sempre di persone poi accusate di fatti cosi' gravi?... Per questo, chiediamo alla sindaca di fare un passo indietro e dimettersi… Non per le conseguenze dell'inchiesta, sui cui fara' luce la magistratura ma per la sua incapacita', politica e amministrativa, di scegliere i collaboratori”.

Quindi il PD del Lazio e di Roma ai suoi massimi livelli prende una chiara posizione, la Raggi deve dimettersi perché ha il dovere di assumersi la responsabilità pmaurizioberretta 350olitica e amministrativa del comportamento di un esponente della sua maggioranza. Il PD di Ferentino, di cui il nostro sindaco e Presidente della provincia Antonio Pompeo è il massimo esponente che fa? Antonio Pompeo, liquida la grave vicenda locale, cha ha portato all’arresto di un suo Consigliere comunale, il più votato della sua maggioranza e delegato al project del cimitero, come una "marachella" di un singolo... Eppure eppure sia Roma che Ferentino, condividono in questa vicenda, la corruzione con tangenti per lavori pubblici, a Ferentino l'accusa al più votato tra i consiglieri di Pompeo ha un'aggravante terribile: oltre alle tangenti stesse c'è l'accusa di presunte infiltrazioni malavitose/camorristiche.

A questo punto mi rivolgo ai vertici del PD: Pompeo e la Raggi si devono dimettere entrambi o restare in sella? Se la Raggi deve rispondere politicamente dei comportamenti di De Vito perché Pompeo non deve farlo per quelli di Riggi? Nel Pd sono bravissimi quando pensano di rimpossessarsi del potere, ma meno bravi quando lo devono cedere.
Se invece si preoccupassero delle istituzioni, della trasparenza amministrativa, dovrebbero avere lo stesso atteggiamento.
Visto che il sindaco Pompeo non vuole dimettersi io mi rivolgo a Astorre, Angelucci, Pelonzi, e a tutto il Pd del Lazio: spiegate a Pompeo che deve dimettersi per le stesse motivazioni per cui lo chiedete alla Raggi? Un iscritto al partito dovrebbe obbedire alle regole prima di altri.
Mi aspetto dal PD comportamenti coerenti in caso contrario dimostrerebbe di avere una doppia morale: quella di essere rigoroso con gli altri e indulgente con i suoi.
Maurizio Berretta
Capogruppo Lega Salvini al Consiglio comunale di Ferentino

 

 

 

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Dittatura del proletariato. Secondo "la Repubblica"

Repubbllica.it minLa disoccupazione non si ferma. Si intensifica lo sfruttamento degli esseri umani e si distrugge la natura. I morti sul lavoro aumentano e i più disperati della terra, uomini e donne, affogano in mare. Crescono le rendite, diminuiscono i salari. La precarietà dilaga, si diffonde la povertà e si concentra la ricchezza. Le disuguaglianze sono al top. Non è un bel vedere, e si direbbe che questo è l’effetto della dittatura del capitale, sempre e ovunque orientato all’ottenimento del massimo profitto. E invece no, è vero il contrario: stiamo vivendo «nella transizione fra capitalismo e comunismo», ossia nella dittatura del proletariato preconizzata da Marx.
 
È la scoperta epocale del filosofo (senza offesa per la categoria) Maurizio Ferraris dell’università di Torino. Il quale sostiene che «i populismi contemporanei» altro non sono che «la realizzazione della dittatura del proletariato». Per cui, equiparando il populismo al comunismo, «nulla è più ingannevole» del paragone tra il populismo e il fascismo.
 
Cosa si può dire di questa inarrivabile vacanza del pensiero, che pasticciando con le formule fa piazza pulita della realtà? Sicuramente che è un’altra dimostrazione, meschina ma significativa, del fallimento intellettuale e morale, prima ancora che politico, di una intera classe dirigente. Non per caso, sotto il titolo Nell’età della rabbia rivive la dittatura del proletariato, a questa falsificante vacanza filosofica dedica un’intera pagina la Repubblica, organo dichiarato della sinistra del capitale. Il cui proprietario, non dimentichiamolo, è uno dei più celebri speculatori, prima tessera del Pd e noto mallevadore dello sfasciacarrozze Matteo Renzi. Complimenti, avanti così. E sentite condoglianze.
Paolo Ciofi
www.paolociofi.it
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Secondo giorno di presidio in Provincia per Vertenza Frusinate

Assemblea permanente disoccupati Palazzo della Provincia 18dic18 350 260 Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro - Secondo giorno di presidio in Provincia per Vertenza Frusinate. Nella serata di Lunedì le prime risposte dei politici, incisive e senza dubbio incalzate dalla protesta. Verso le 19, dopo una segreteria tenutasi presso la sede della CISL, sono stati gli stessi sindacalisti a riferire ai disoccupati la situazione corrente. A parlare a nome di tutti, il Segretario generale della CISL Frosinone Enrico Coppotelli, accompagnato dai colleghi UGL Enzo Valente e UIL Anita Tarquini. "Non è solidarietà che portiamo, non ne avete bisogno, è l'appoggio nella battaglia contingente. Il nostro impegno è fermo e convinto, fosse anche necessario arrivare a Roma il 31 Dicembre".

Nella tarda serata le dichiarazioni del sottosegretario Durigon, rilanciate via Facebook anche da Enrica Segneri, hanno aperto ancora di più uno spiraglio per i lavoratori di Vertenza Frusinate. C’è l’impegno, nella somma complessiva di 6 milioni di euro, di rifinanziare la mobilità in deroga per coprire fino al 31 Dicembre gli aventi diritto.
Lo scenario politico dunque sembra aver subito una scossa decisiva tanto da muoversi con una celerità fino ad ora rimasta sconosciuta. I fondi non saranno più inglobati nella finanziaria, la cui votazione è fissata per venerdì, piuttosto si procederà con un Decreto, convertibile in legge fino all'ultimo giorno dell'anno.

È il sindacalista CGIL Dario D'Arcangelis a riportare i nuovi provvedimenti alla platea permanente dei disoccupati. “Mettendoci la faccia, non posso che riportare le novità ottenute. L'accordo del 28 Febbraio è stato in parte tradito, ma senza di quello oggi non avremmo margine alcuno. Inoltre, l'impegno dell'Assessore Regionale del Lavoro, Di Berardino, è già proiettato a sbloccare i fondi vincolati all'INPS, proprio in previsione delle ulteriori manovre necessarie per il 2019. Da parte dell'Onorevole, c’è inoltre la completa disponibilità a giungere in Provincia ad incontrare Vertenza Frusinate. Impegno che intende rispettare in tempi brevi”.

Parole di amaro conforto, per il gruppo pronto a passare la seconda nottata nelle sale della Provincia. Le parole speranzose dovranno tramutarsi in azioni, prima che la tensione possa calare.

 

 

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18 dic ‘18

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Frosinone batte il Carpi e blinda il suo secondo posto

FedericoDionisi 350 260 mindi Tommaso Cappella* - Frosinone supera il Carpi, seconda piazza blindata.
Il Frosinone non manca l'occasione di superare al 'Benito Stirpe' un Carpi che comunque alla sua classifica non doveva più chiedere nulla dal momento che era tagliato fuori matematicamente per un posto nei playoff e di conseguenza era anche salvo. I giallazzurri ce l'hanno messa tutta per superare gli emiliani, hanno trovato il gol dopo soli cinque minuti con un sempre più ritrovato e convincente Federico Dionisi e conservato l'esiguo vantaggio fino al 90'. Una vittoria che acquista maggior valore perché il Parma, nel posticipo, sconfitto a Cesena, ha lasciato proprio ai canarini il secondo posto. La classifica vede ora, oltre all'Empoli, da due turni già in serie A, il Frosinone, come detto, al posto d'onore, con un punto di vantaggio sul Palermo, vittorioso a Terni e due sul Venezia, che ha superato di misura il Foggia, e sullo stesso Parma.

Tornando alla gara del 'Benito Stirpe', parte spedito il Frosinone e, dopo soli cinque minuti, trova il gol-partita con capitan Dionisi su perfetto lancio dalla destra di Paganini. Il vantaggio però, invece di dare la spinta per cercare il raddoppio, vede i ragazzi di Longo soffrire il ritorno degli emiliani. Subito dopo la mezz'ora si fa male Matteo Ciofani ed è costretto a lasciare, sostituito da Krajnc. Veri e propri pericoli la retroguardia canarina non ne corre, ma la manovra stenta a decollare. Ci provano in contropiede i vari Citro, Ciano e lo stesso Dionisi, ma il Carpi non corre seri pericoli.

Il secondo tempo di contro vede un Frosinone ancor più guardingo e la formazione di Calabro prova a riequilibrare le sorti del match. Ma inutilmente, Anzi, dal 25' in poi, in campo c'è solo il Frosinone che manca il raddoppio in almeno quattro occasioni. Due volte su calcio piazzato di Ciano subito dopo la mezz'ora e al 35', ma Colombi si supera, poi Ariaudo che non arriva per un soffio nella deviazione sotto porta e con Paganini il cui tiro termina di poco a lato. Vittoria quindi sofferta ma più che meritata per il Frosinone.

Ora, a due giornate dal termine, dovranno verificarsi tante componenti favorevoli per provare ancora a conservare la seconda piazza e, di conseguenza la promozione diretta. La logica dice che, con due vittorie di fila, i giallazzurri sarebbero matematicamente in serie A. Ma intanto nel prossimo turno ci vorrà l'impresa a Chiavari contro una Virtus Entella che ha perso a Salerno, mentre il Palermo riceverà il Cesena ormai salvo. La squadra di Longo troverà quindi un ambiente caldo perché i liguri hanno necessità di conquistare punti salvezza. Ci vorrà pertanto un Frosinone deciso e determinato, con l'immancabile sostegno dei suoi splendidi tifosi, per alimentare quella speranza di centrare il secondo posto ed evitare magari la lotteria dei playoff. Inutile nascondersi o fare calcoli inutili. Prima dell'ultima fatica in casa con il Foggia, quella di Chiavari sarà la partita che vale un'intera stagione: la partita della vita con in palio tre punti fondamentali per i colori giallazzurri.

*giornalista volontario in pensione

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Frosinone, a Cesena secondo ko di fila. Invertire subito la rotta

Luka Krajnc 350 260 mindi Tommaso Cappella* - Nel giorno del ritorno dell'Empoli in serie A, dopo appena un anno di 'purgatorio' tra i cadetti, cade anche a Cesena il Frosinone e conosce il secondo ko di fila. Occorre però aggiungere che, dopo il Palermo nell'anticipo a Venezia, anche il Parma perde e alle spalle dei toscani tutto resta invariato, anche se si sono fatte sotto sia lo stesso Venezia che il Bari. A quattro giornate dal termine sarà pertanto una bella lotta sia per la seconda promozione diretta che per la griglia dei playoff. Per i colori giallazzurri resta il rammarico di non aver portato via i tre punti da Cesena, perché avrebbero consentito di tornare nella piazza d'onore distanziando gli avversari di due lunghezze. Altra grande occasione persa pertanto, come spesso accaduto nel corso di questo campionato.

Tornando alla gara dell'Orogel Stadium, il primo tempo ha visto il Frosinone subire quasi sempre l'iniziativa del Cesena che è andato vicinissimo al gol verso il 20' con Laribi, ma Vigorito prima e Terranova dopo ci hanno messo una 'pezza'. Poi una continua sofferenza, con Dionisi e compagni quasi mai ad impensierire la difesa bianconera. L'unica occasione degna di nota per gli ospiti è capitata verso la mezz'ora con Gori ma il suo tiro da una decina di metri dalla porta è finito in curva. Troppo poco per una squadra che doveva cercare di imporre il proprio gioco contro una formazione che invece ha lottato su ogni pallone.
Nella ripresa la musica non è cambiata di molto. Ci ha provato l'undici di Longo che, dopo appena otto minuti, ha perso Maiello per infortunio e subito il calcio di rigore assegnato dall'arbitro Di Paolo per un fallo ingenuo di Krajnc su Kupisz. La reazione del Frosinone c'è stata ma il Cesena non si è fatto sorprendere. Il Frosinone ha però imprecato alla sfortuna per un clamoroso palo di Citro al 90' e per un dubbio calcio di rigore in pieno recupero per fallo di Scognamiglio sullo stesso giocatore. E alla fine è arrivata una sconfitta evitabilissima.

A questo punto occorre fare una considerazione. E' bene ricordare che questo Frosinone è maledettamente orfano di un giocatore fondamentale come Daniel Ciofani e questo fattore sta incidendo non poco sul rendimento della squadra in un momento delicato e decisivo della stagione. Però non è nemmeno il caso di piangersi addosso. Mai come adesso occorre invece reagire, sperando che anche la dea bendata assista i giallazzurri. Ma soprattutto che Dionisi e compagni sappiano imporre il loro gioco, la loro personalità e la voglia di arrivare fino in fondo.

A quattro giornate dal termine il Frosinone dovrà conquistare più punti possibili. Intanto per sperare pur sempre nella piazza d'onore che porterebbe alla promozione diretta, ma anche per conquistare quella posizione privilegiata in vista dei playoff. Ma occorre, dopo due ko di fila, tornare soprattutto alla vittoria, a cominciare dalla trasferta di martedi pomeriggio al 'Rigamonti' di Brescia per l'ultimo turno infrasettimanale.

*Tommaso Cappella, giornalista volontario in pensione

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Bravi. Il Frosinone al secondo posto ipoteca il ritorno in A

Il tiro gol di Paganini 350 260 mindi Tommaso Cappella - Frosinone corsaro ad Avellino, seconda piazza blindata.
Un Frosinone tutto cuore e determinazione va a vincere ad Avellino nel turno infrasettimanale e, approfittando del pareggio del Palermo a Cittadella, si riprende la seconda piazza con due punti di vantaggio sul Parma e sugli stessi siciliani. A sei giornate dal temine del campionato di serie B, con l'Empoli, prossimo avversario dei canarini, ormai virtualmente promosso, i giallazzurri dovranno dare il massimo per conservare questa posizione e spiccare il volo verso la serie A dalla porta principale.
L'undici di Longo era reduce da un momento decisamente delicato. Dopo aver perso a Parma, la squadra giallazzurra sabato scorso non era andata oltre il pareggio tra le mura amiche con lo Spezia. Un cammino decisamente negativo con una media punti da retrocessione. E pensare che, fino ad un paio di mesi fa, aveva dato la netta impressione di essere, al pari di Empoli e Palermo, la squadra da battere per quel che concerne la promozione diretta. Occorre anche dire che l'infortunio subito dal bomber Daniel Ciofani nel vittorioso match contro il Venezia, ha costretto il tecnico canarino a rivedere l'assetto tattico della squadra. E si sono notate queste difficoltà che, ci si augura, possano essere state superate nella vittoriosa gara del 'Partenio-Lombardi' di Avellino.
La gara contro lo Spezia aveva evidenziato ancora una volta la scarsa vena realizzativa, oltre ad un evidente calo soprattutto psicologico.
Ad onor di cronaca occorre comunque dire che, ad un primo tempo sotto tono, ha fatto riscontro una ripresa nel corso della quale Dionisi e compagni hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo, trovando il gol del vantaggio su rigore realizzato proprio dal capitano giallazzurro. La squadra a quel punto ha avuto almeno altre due palle gol per chiudere il match. E invece alla fine è arrivata anche la beffa che ha consentito ai liguri di portare via un punto dallo 'Benito Stirpe' ancora su calcio di rigore.
La vittoria di Avellino ha dissipato non pochi dubbi circa le potenzialità di questo Frosinone. Il tecnico Longo ha scelto una formazione decisamente più guardinga con un centrocampo a cinque, schierando a fianco del metronomo Maiello (superlativa la sua prova) due 'polmoni' come Konè e Chibsah e sulle fasce un ritrovato Paganini e Beghetto, con la coppia Ciano-Dionisi in attacco. La squadra ha saputo contenere un Avellino reduce da due risultati positivi, ha saputo soffrire e ha anche portato insidie alla porta dei padroni di casa. Ma soprattutto ha avuto la capacità di saper colpire al momento giusto con un uno-due micidiale firmato Dionisi-Paganini.
Una prova maiuscola quindi che proietta il Frosinone verso lo scontro al vertice nel posticipo di lunedi prossimo con la capolista Empoli in programma alle 20,30 al 'Benito Stirpe'. Dionisi e compagni hanno la ghiotta possibilità di rafforzare il secondo posto e dimostrare soprattutto che valgono la serie A. Ma ci vorrà la gara perfetta. E questo Frosinone ha spesso dimostrato che, quando è in giornata, per gli avversari non c'è 'trippa per gatti'.

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