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S.I. e le sue considerazione sul Comune di Anagni

ANAGNI

Gli iscritti di Anagni del coordinamento cittadino di Sinistra Italiana

Sinistra Italiana Logo Rosso Bianco 350 260Dal consiglio comunale del 21 giugno emergono diverse mancanze.

É mancata e manca da tempo (questo è lampante) la progettualità per una città che possa essere definita moderna e proiettata al futuro.
Constatiamo, a maggior ragione in sede di discussione del bilancio di previsione (pieno di buone intenzioni dopo quattro anni di nulla), che non solo non c’è stata progettualità: non sono state trovate soluzioni convincenti riguardo a diverse questioni.
A una nuova mobilità sostenibile ad esempio; siamo ancora alla mercé di un piano urbanistico del centro “flessibile” a seconda delle richieste di pochi privati. Intanto i problemi di un traffico soffocante e inquinante, non più sopportabile dai cittadini, persistono. Ha senso il bike sharing inserito in questo quadro generale?

Il piano regolatore a che punto è?
Si è pensato poi a una rivoluzione, laddove possibile, dell’edilizia scolastica? Dopo la situazione determinata dalla pandemia e dalla crisi climatica bisogna ponderare la questione dell’ efficientamento energetico delle strutture pubbliche e dell’adeguata areazione delle stesse, scuole comprese. Le due cose si permeano e vanno l’una a vantaggio dell’altra (e dei cittadini).
Si è pensato ad una copertura internet adeguata per tutti i quartieri della città, visto l’emergere esponenziale dell’esigenza della didattica a distanza e dello smart working?

Constatiamo poi che non c’è stata progettualità per trovare più spazi dedicati alla cultura. Si è proceduto all’acquisizione dell’ex cinema, ma su quale progetto? Con quale scopo? Si è pensato al recupero di strutture con la possibilità di realizzarvi anche un auditorium, degno di questo nome, dedicato alla musica e ad eventi teatrali, di cui la nostra città avrebbe tanto bisogno, soprattutto alla luce del fatto che si ha l’ambizione di presentarla come capitale della cultura 2026? Per non parlare degli spazi verdi e dei parchi pubblici. A mancare è proprio una visione. Non c’è una programmazione, né strumenti di programmazione e non vengono date risposte a bisogni sociali specifici.

Risulta con tutta evidenza che nella prossima consiliatura con la presenza di un Sindaco diverso da quello attuale, bisognerà cambiare passo e mettere in campo delle modalità diverse dell’agire amministrativo.

Innanzitutto, il Consiglio comunale dovrà ritornare ad essere quel luogo istituzionale dove si ascoltano le voci di tutti, dove ci si confronta nel rispetto reciproco e non si arrivi con una decisione già confezionata e blindata, non modificabile, pronta solo per essere votata dalla maggioranza. In seconda istanza non si può parlare di bilancio senza progetto di città. La gestione del denaro pubblico è una cosa seria. Il consiglio comunale lo è altrettanto.

 

 

 

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La ruta, una sconosciuta panacea

 SALUTEBENESSRE Rubrica

La rutina è una sostanza naturale con molteplici attività farmacologiche

di Dr. Antonio Colasanti
ruta 390FrescoAroma minLa rutina è un flavonoide dal quale deriva la quercitina. I flavonoidi furono scoperti durante il processo di isolamento dalla vitamina c dal prof Albert Szent Gyorgy scienziato ungherese, premio Nobel nel 1937 per aver scoperto ed isolato la vitamina "c".

Fu proprio durante la ricerca sulla vit c che scoprì i flavonoidi. Ad un amico che soffriva di emorragie gengivali aveva somministrato un preparato grezzo di vitamina c isolata dal limone riuscendo ad arrestare l'emorragia. Chiamò questa sostanza vitamina p in quanto riduceva la permeabilità vascolare. In pratica rafforzava i vasi sanguigni capillari. E' attraverso di essi che le cellule ricevono ossigeno, nutrienti, ormoni, anticorpi e  smaltiscono i rifiuti. Affinché il tutto avvenga, le pareti dei capillari devono essere permeabili, ma non troppo. Quando i capillari sono troppo fragili si rompono e si manifestano le ecchimosi e gli edemi. I flavonoidi contribuiscono a diminuire la fragilità capillare ed a prevenire una anormale permeabilita.

Tutte le cellule dipendono dalla capacità dei capillari di eliminare i rifiuti. I flavonoidi ad oggi scoperti sono piu di 5000 e tutti favoriscono l'assorbimento dei principi attivi delle piante. La vitamina c insieme alla rutina inibisce le cellule cancerose. Si è scoperto che solo la combinazione di vit c e bioflavonoidi è efficace. i bioflavonoidi si trovano nella polpa bianca degli agrumi che normalmente viene scartata, insieme al torsolo bianco.

La rutina non è frequente nei vegetali. Oltre agli agrumi la troviamo nel grano saraceno, the nero, buccia delle mele, inoltre è quasi insolubile in acqua. La rutina ha attività antiossidante, antinfiammatoria, anticancerogenica, antibiotica, citoprotettiva, vasoprotettiva ed edema venoso. Rafforza i capillari, protegge contro le tossine, previene l'ossidazione della vitamina c, ha effetti sulla dislipidemia.

Inoltre:
1 - previene la neuroinfiammazione, la rutina dimostra un effetto neuroprotettivo sull'ischemia cerebrale;
2 -  promuove la sopravvivenza delle cellule della cresta neuronale, promuovendo la sopravvivenza delle cellule potenziali neuronali e mesenchimali;
3 - ha un'attività anticonvulsivante. Previene le convulsioni e sembra un ottimo coadiuvante dei farmaci piu importanti;
4 - ha un'attività anti-alzheimer, infatti sopprime l'attivita delle citochine proinfiammatorie, tale effetto è utile nel trattamento dell alzheimer;
5  - ha effetti antidepressivi, in quanto dal favorisce l'aumento e la disponibilità della serotonina, ormone antidepressivo;
6  - è un analgesico che agisce sui sistemi nervosi centrale e periferico;
7 - ha effetti antiartritici, decrementa l'artrite reumatoide, rallenta i marcatori della cartilagine infiammata;
8 - ha effetti antidiabetici in quanto decrementa il glucosio plasmatico, aumenta i livelli di insulina, ringiovanisce le cellule pancreatiche;
9 - agisce sul colesterolo diminendone i livelli del colesterolo totale e di quello ldl, ha effetto protettivo su fegato ed arterie;
10 - riduce l'ipertensione perché aumenta la quantita di ossido nitrico e previene il danno ossidativo, migliora le funzioni endoteliali;
11 - ha funzioni: antibatterica-antifungina-antimalarica-antivirale-anti fatica-neuroprotettiva, come evidenziano studi internazionali.

La rutina è una sostanza fitochimica, flavonoide: con molteplici attività farmacologiche.
L'antico detto: "una mela al giorno toglie il medico di torno"... sembra essere vero, ma bisogna mangiarla con la buccia dato che la rutina è presente in essa.

 

 

 

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Chi si ammala e chi no

 SALUTEBENESSERE. Rubrica

 La differenza è legata alla capacità di difesa del sistema immunitario

di Dr. Antonio Colasanti

7 mosse per rinforzare il sistema immunitario UGEI 400 minLa vera causa del contagio è generata da diversi motivi: alimentazione scorretta, troppo lavoro, stress fisico ed emozionale prolungato, momenti difficili, eventi traumatici. Becham medico del 1800 ed anche Hahnemann padre dell omeopatia, affermavano: il germe non è nulla il terreno è tutto.

Per loro, la naturale resistenza alle malattie era conseguente allo stato di salute del corpo, dell'igiene alimentare, dei nutrienti necessari e della vitalità del sistema immunitario.

La salute è il risultato del nostro modo di essere. Il pensiero, il respiro, gli alimenti, l'esercizio fisico, la meditazione. Da due anni stiamo vivendo momenti di forte tensione dovuti al bombardamento mediatico che ci costringe a concentrare tutta la nostra attenzione sul pericolo del covid. Facilmente si genera paura che diventa pensiero fisso e comporta indebolimento del sistema immunitario.

Dalle ricerche internazionali si è notato che la differenza di contagio e legata alla produzione innata di interferone, molecola che viene prodotta contro le infezioni ed è praticamente la prima linea di difesa, chiamata immunità innata costituita da molecole che neutralizzano e bloccano il virus.

Dalle statistiche si è rilevato che tra i fattori di rischio il gruppo sanguigno zero si ammala con piu difficoltà, mentre quello "a" è piu facilmente attaccabile. L'obesità, l'età, le cardiopatie, e le polmoniti ed anche i geni hanno un peso sui rischi maggiori o minori di contrarre l'infezione. Questa variabile individuale non è prerogativa solo del covid, ma esiste anche per altre malattie infettive, come la tbc, la lebbra, aids ed altro. Anche chi si vaccina puo infettarsi, perché i virus presenti nei vaccini sono un risultato di studio non tenendo conto della mutazione genetica.

Gli individui si contagiano dal 20 al 50% e come mai non tutti si ammalano? Dipende dal sistema immunitario. L'alimentazione ha un ruolo primario nell'attivazione e nell'integrita del sistema immunitario. Per la prevenzione bisogna lavorare sul terreno, cioé modificare il ph della matrice extracellulare. Un terreno acido è alla base di tutte le patologie.

Modificare il ph potenziale redox e la resistività elettrica in modo naturale e non tossico per preparare la strada alla guarigione ed immunizzazione.

Il medico saprà aiutarci.

 

 

 

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Sindaco Natalia riconsideri il suo SI al Megabiodigestore

NO MEGABIODIGESTORE AD ANAGNI

Richiesta al Sindaco di Anagni di opposizione alla realizzazione del megabiodigestore in sede AIA

Il coordinamento ambientale di Anagni e Colleferro
Biodigestore di Anagni lInchesta 390 minLa vicenda riguardante il MegaBiodigestore da 84.000 tonnellate all'anno, in territorio del Comune di Anagni, sta procedendo ricca di colpi di scena! Come ormai tutti sanno, il mega impianto con il suo carico di apporti odorigeni e biologici maleodoranti e pericolosi, ha ricevuto l’approvazione della Conferenza dei servizi regionale per quanto riguarda la Valutazione di impatto ambientale (VIA) con il consenso del Sindaco di Anagni avv. Daniele Natalia. Subito dopo vi è stata una generale disapprovazione da parte di tutta la cittadinanza, a cominciare dal Vescovo di Anagni - Alatri Monsignor Lorenzo Loppa. In effetti finora nessuno, al di fuori dei diretti interessati alla remunerativa impresa industriale e qualche sindacalista collaterale, ha manifestato consenso al Megabiodigestore e alla favorevole posizione del sindaco Natalia. Contemporaneamente, forse proprio approfittando della benevola accondiscendenza del nostro primo cittadino, è stata indetta anche la prima riunione della Conferenza dei servizi, questa volta senza convocare le nostre associazioni, per decidere sulla Autorizzazione integrata ambientale (AIA), passo propedeutico al definitivo via libera all’avvio del Megabiodigestore. Nel frattempo ad Anagni si è organizzata una massiccia opposizione a base di ricorsi al TAR del Lazio: ne sono stati presentati ben tre, di cui uno preparato dal nostro Coordinamento per l’Ambiente di Anagni – Colleferro e patrocinato dai legali Alberto Floridi e Angelo Galante. Di tutti i sindaci della zona industriale della Valle del Sacco, minacciata dalla devastante operazione combinata di biodigestione e produzione di mattonelle con i residui da inceneritore, solo il Sindaco Antonio Corsi, con tutto il Consiglio Comunale di Sgurgola, si sono costituiti contro il MegaBidigestore di Anagni. A questo ricorso hanno aderito alcuni consiglieri di opposizione di Anagni.

Noi sappiamo che queste battaglie si vincono solo se, i sindaci del territorio minacciato da impianti ad alto impatto inquinante, si oppongono. Ma un solo sindaco non basta!
Il Sindaco Natalia nel dichiarare il proprio consenso al Megabiodigestore ha affermato che, a garanzia della sua non pericolosità, saranno messe in atto tutte le procedure di controllo sull’attività dell’impianto. A ben vedere però, sia la storia dei veleni della Valle del Sacco e sia i fatti di cronaca a cui assistiamo tutti i giorni, ci dicono che questi controlli non ci sono mai stati, non ci sono e non ci saranno mai!

Sarebbe estremamente salutare per tutti noi cittadini della Valle del Sacco, sindaci e amministratori compresi, che il Sindaco Natalia riconsideri il suo giudizio favorevole all’attività del Megabiodigestore e faccia pervenire, con somma urgenza, la revisione della sua valutazione alla Conferenza dei servizi che sta decidendo sulla Autorizzazione integrata ambientale (AIA) del Megabiodigestore di Anagni, SOTTOSCRIVENDO UN CHIARO NO AL MEGABIODIGESTORE!

IL COORDINAMENTO AMBIENTALE DI ANAGNI E COLLEFERRO
LE ASSOCIAZIONI:
ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO,
RAGGIO VERDE, DIRITTO ALLA SALUTE
PER SOSTENERE LE SPESE CHE IL COORDINAMENTO DELL'AMBIENTE DI ANAGNI STA SOSTENENDO, GIÀ DA DIVERSO TEMPO, PER IL RICORSO AL TAR CONTRO LA REALIZZAZIONE DEL MEGA BIODIGESTORE, I CONTRIBUTI POSSONO ESSERE VERSATI SULL’ IBAN N. IT 96 X08 344 7429 000000 184 8050 INTESTATO ALL'ASSOCIAZIONE ANAGNI VIVA, PRESSO BANCANAGNI, CON CAUSALE : NO AL BIODIGESTORE.

 

 

 

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Chi si opporrà alla normalizzazione talebana?

 DONNE AFGHANE E TALEBANI

La massa delle donne per noi senza volto cosa deciderà di fare? 

di Fiorenza Taricone
 coraggio e lotta delle donne afghane 380 minFare previsioni sulla geopolitica internazionale a caldo è rischioso, al quadro mancano troppe tessere, anche se qualche certezza di fondo è sempre valida. Il collante è costituito in ogni tempo dai rapporti di forza e dai profitti, il che starebbe quasi a significare la stessa cosa, visto che nelle società attuali, e non da ora, chi ha più danaro è più forte. Non ha per adesso insegnato nulla che il profitto fine a sé stesso ha distrutto un pianeta che si calcola abbia 4,5 miliardi di anni, corrispondenti approssimativamente ad un terzo dell'età dell'universo, vicino all’autodistruzione raggiunta in circa quattro secoli. La cosiddetta rivoluzione industriale, neonata in Inghilterra nel ‘600, espansa in Europa tra il secolo successivo e l’800, l’uso sconsiderato di materie prime, di sostanze chimiche, di rapina ambientale ha molto contribuito, e l’atomica ha fatto il resto. Insomma lo stupro ambientale, come spesso mi è capitato di definirlo, come sostantivo ci porta dritti al cuore della questione odierna: la rinascita talebana, scoppiata con le scelte della politica americana che giustamente si ritira dopo anni, ma senza una adeguato piano preventivo, e della politica cinese, che di capitalismo se ne intende, rassicurando sulla moderazione talebana; ma anche l’Europea deve fare i conti con i limiti pratici delle dichiarazioni di principio riguardanti le donne e i diritti umani; nell’aprile scorso la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è stata lasciata in piedi senza un posto a sedere dal Presidente turco Erdogan, mentre il suo omologo maschile, presidente del Consiglio europeo Charles Michel, è stato evidentemente riconosciuto come un suo simile con tutto il diritto di essere messo a suo agio. L’Europa sopporta anche troppo, rispetto alle fondamenta sulle quali è nata, i principi di non discriminazione e pari opportunità, paesi conservatori per non dire fascisti, misogini e a loro modo talebani, come la Polonia e l’Ungheria. Quest’ultima, infatti, si è affrettata ad annunciare disponibilità zero per i profughi talebani.

Altrettanto rischioso è un commento a caldo perché noi italiane stiamo rassicurate dalle conquiste del femminismo, attente a denunciare i ritorni all’indietro, sempre possibili e alcuni dietro l’angolo; pensare alle donne afghane può generare sentimenti contrapposti: la sorellanza di genere, in cui i buoni sentimenti trionfano, e uno opposto, in cui ci si chiede, rispetto alle immagini viste, dove sono le donne afghane. I commenti televisivi ci informano che tutti sono il più possibile nelle loro case, aspettando lo svolgersi degli eventi; di fatto, all’aeroporto di Kabul, attaccati in ogni modo agli aerei per poter partire, c’erano solo uomini; qualche altra rara immagine mostra uno sparuto gruppo femminile che sfida apertamente con i cartelli i talebani armati; qualche altrettanta rara donna, che finora ha avuto un ruolo pubblico o nell’informazione, esprime tutta la pericolosità della situazione attuale. La massa dov’è? Suppongo che data la diversità di trattamento riservata ai due generi dai talebani non sia indifferente a ciò che accade, come gli uomini dell’esercito che hanno opposto una resistenza assai scarsa. Si può arrivare a pensare che non si oppongono a uomini che comunque hanno la stessa, sacra fede, l’Islam? Perché in questo caso si aprirebbe davvero un solco rispetto all’Occidente in cui le donne hanno cominciato assai presto un percorso di liberazione e autoliberazione doloroso e pericoloso rispetto ai dogmi religiosi. Oppure le donne sottovalutano i rischi di quello che significa il ritorno alla normalità per i talebani? Difficile da credere, ascoltando Lucia Annunziata che in diretta argomentava un video appena arrivato sul suo cellulare: una donna non più giovane e neanche sessualmente attrattiva è stata fatta inginocchiare e uccisa con un colpo alla testa.

Da qualche anno è sulla bocca di molti progressisti che il grado di civiltà di un popolo o di un paese si misura dalla condizione femminile, qualcuno/a si ricorda che è un concetto appartenuto a Charles Fourier, socialista dell’Ottocento, e il fatto che sia stato anche un pensatore utopista è in totale sintonia con la frase che solitamente produce molto compiacimento, ma pochi effetti pratici. Senza arretrare così nel tempo, possiamo ricordare le proteste del neo-femminismo degli anni Novanta, in tutto l’Occidente, e le accuse contro il patriarcato, che non è mai morto, come i recenti avvenimenti dimostrano. Al tempo le femministe erano accusate di dogmatismo, di radicalismo, di estremismo, oggi gli aggettivi sembrano complimenti. Ma il femminismo sosteneva anche la conquista di una soggettività femminile che si faceva protagonista della sua liberazione, come la resistenza partigiana femminile in Italia, in un certo senso madre del femminismo stesso, sta lì a ricordarcelo. La lezione senza tempo è che nessuno s’incaricherà per te della tua liberazione.

Come la globalizzazione ha dimostrato ampiamente, oltre al fallimento di un capitalismo dal volto umano quando si tratta di profitti, le donne sono la chiave di volta su tutto il pianeta per il cambiamento; resistere, opporsi alla visione talebana può costare la vita, come hanno dimostrato da decenni, fra le altre, le donne iraniane costrette a espatriare per continuare la loro lotta; ma le donne sono la chiave di volta anche per la conservazione. Sulla loro obbedienza poggia il sistema patriarcale, ma al contrario, dalla loro disobbedienza nascono i cambiamenti; dalla obbedienza alla procreazione nascono figli maschi che saranno magari i nemici delle donne, come ricorda la scrittrice femminista Adrienne Rich nel suo libro ‘nato di donna’, ma sostanzialmente un estraneo; ma anche le figlie femmine possono essere educate in maniera diversa.

Le donne formano un corpo politico indispensabile per potersi garantire la sottomissione, e ascoltando notizie sulla auto clausura nelle case, penso per contrasto all’ultimo libro di Ritanna Armeni che ho presentato recentemente a Sant’Elia Fiume Rapido: "Per strada è la felicità"; mostrarsi, stare fuori dal perimetro della sottomissione, significa poter scegliere quale tipo di vita e di morte voler fare. I corridoi umanitari sono basilari, ma sono un’emergenza; la massa delle donne per noi senza volto cosa deciderà di fare, per sé stesse e per le proprie figlie che affermano di amare e voler mettere in salvo?

 

 

 

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PSI Frosinone: Si, ex dispensario a giovani e associazioni

PARTITI. Psi Frosinone

Plauso del PSI di Frosinone all'iniziativa dei giovani socialisti sulla riqualificazione dell'Ex dispensario di Viale Napoli

psi 350 minL’iniziativa dei giovani socialisti sull’ex dispensario di viale Napoli denota una sempre più crescente attenzione nei confronti delle strutture pubbliche in stato di abbandono; sia per quanto riguarda la riqualificazione delle stesse sia per quel che concerne la richiesta di spazi di aggregazione per la collettività, in questo caso avanzata dalla fascia più giovane della cittadinanza.

Tali esigenze non devono rimanere inascoltate dagli Enti territoriali, e pertanto, risulta assolutamente necessario un dibattito e un confronto tra gli enti preposti, (Asl di Frosinone e amministrazione comunale) al fine di dare una nuova destinazione alla struttura che sia coerente con le esigenze della collettività

Non solo, Il dispensario, abbandonato da anni, veniva utilizzato per attività sanitarie accessorie e, vista la pandemia che ci attanaglia da più di un anno ormai, la struttura (se non abbandonata) sarebbe stata sicuramente utile a deflazionare la congestione dei presidi ospedalieri locali.

Il recupero e la riqualificazione dei siti in stato di degrado e abbandono risultano fondamentali quindi non possiamo assolutamente permetterci di disperdere il nostro patrimonio immobiliare dall’alta valenza storico-artistica e a tal fine bisogna attivarsi in modo sinergico con la cittadinanza, le associazioni, le parti politiche e gli enti locali al fine della riqualificazione del patrimonio territoriale rendendolo fruibile per la cittadinanza.

PSI Frosinone

 

 

 

 

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Non parlate al manovratore stava scritto. Ma.. a Draghi SI

Cronache&Commenti

Non parlate al manovratore stava scritto. Al contrario, bisogna farsi sentire da Draghi

di Alfiero Grandi
Parlamento 460 47kRicostruire una maggioranza politica dopo la crisi di governo provocata irresponsabilmente da Italia Viva è risultato impossibile. Proseguire nella ricerca di una nuova componente della maggioranza del governo Conte 2 si è rivelato impercorribile e un errore. Una diversa maggioranza politica non esisteva, come ha accertato con l’incarico esplorativo il Presidente della Camera.

Il Presidente della Repubblica non poteva che trarne le conseguenze, per questo ha spiegato con nettezza che non ci sono oggi le condizioni per convocare elezioni anticipate, perché la pandemia non è sotto controllo (quasi 93.000 morti), perché è in atto una crisi sociale ed economica devastante che drammatizza le disuguaglianze, perché c’è l’urgenza di decidere sull’impiego delle imponenti risorse europee previste per sostenere la ripresa dell’Italia, garantendone l’impiego migliore.

Per evitare il voto anticipato e uscire dallo stallo politico il Presidente della Repubblica ha incaricato Draghi di formare un governo per affrontare questi compiti impegnativi, senza dimenticare la fine del blocco dei licenziamenti a marzo, che rischia di aprire una fase di crescita drammatica della disoccupazione, e la chiusura di tante attività economiche. Perfino decreti del Governo precedente per interventi urgenti sono a rischio decadenza.

Il governo Draghi è conseguenza dell’assenza di soluzioni politiche. Renzi ha provocato la crisi del Conte 2 senza porsi il problema di un’alternativa possibile, ora cerca di mettere il cappello sul governo Draghi. Lui ha certamente destabilizzato, ma altri hanno dovuto risolvere la crisi che ha provocato per evitare il crollo di credibilità delle istituzioni e il rischio di una crisi senza precedenti della nostra democrazia. Questa è la critica più forte e feroce agli irresponsabili destabilizzatori che hanno provocato scientemente la crisi della maggioranza politica precedente, costringendo a scelte di emergenza democratica, senza alternative se non le elezioni anticipate, finendo per favorire l’entrata nel governo di Forza Italia e della Lega. Non a caso la richiesta di elezioni anticipate è scomparsa tranne la flebile richiesta di Fratelli d’Italia.

Certo il governo Conte 2 era in evidente affanno da tempo, prigioniero dei veti di Italia Viva e di suoi limiti politici.

Le difficoltà del governo Conte 2 si sono manifestate con il taglio del parlamento, che ha trovato purtroppo il consenso parlamentare di tutta la maggioranza, malgrado i 3 voti contrari dati in precedenza dal Pd e Leu a questa modifica della Costituzione, voluta dalla precedente maggioranza giallo-verde. Il taglio è stato un colpo pesante al ruolo e alla credibilità del parlamento, al suo ruolo di rappresentante dei cittadini, a cui avevano già pesantemente contribuito l’abuso dei decreti legge, dei voti di fiducia e dei maxi emendamenti, usati a raffica per costringere il parlamento ad approvare i provvedimenti del governo. Quando i governi comprimono il ruolo del parlamento in realtà prenotano una loro crisi politica e di credibilità, perché la loro forza e legittimazione viene proprio dalla fiducia di chi è stato chiamato a rappresentare il paese.

Per questo le sfide da affrontare sono paragonabili alla ricostruzione postbellica.

La risposta a questa fase richiede non solo un sussulto di responsabilità del parlamento ma un protagonismo dei soggettiLa Platea di Landini 350 min sociali, delle associazioni, delle persone che debbono con proposte e con la critica contribuire in modo non subalterno a costruire la nuova fase. Non è il momento di deleghe, occorre rivendicare un protagonismo della società che le rappresentanze politiche oggi non sono in grado di raccogliere. Alla luce dell’emergenza democratica e degli effetti nefasti del taglio del parlamento, è urgente anzitutto approvare una nuova legge elettorale proporzionale, senza soglie di sbarramento, senza liste bloccate decise dall’alto, con un collegio unico nazionale per garantire la massima proporzionalità, garantendo alle elettrici e agli elettori di poter scegliere direttamente i loro rappresentanti, ricostruendo anche per questa via un rapporto di fiducia tra eletti ed elettori. In più per il Senato occorre garantire la massima proporzionalità, dopo il taglio del parlamento, superando il vincolo costituzionale delle circoscrizioni regionali. Il compito di approvare una nuova legge elettorale, urgente ed indispensabile, è compito del parlamento. Votare con quella attuale vorrebbe dire mantenere in vigore una legge non costituzionale. Il governo non può sostituirsi al parlamento, come fece Renzi con l’Italicum imponendolo con voti di fiducia, ma può aiutarne il lavoro favorendo un’intesa sulla rappresentanza proporzionale e sul diritto dei cittadini di scegliere gli eletti.

Il governo Conte 2 purtroppo non ha capito l’urgenza di una nuova legge elettorale.

Certo la legge elettorale non basta, per ridare credibilità alla politica occorre anche regolare la vita democratica dei partiti, interrompendo la sciagura dei capipartito che decidono chi verrà eletto, e i partiti debbono ritrovare una capacità di progetto, mentre oggi sono ridotti a comitati elettorali. Occorre bloccare l’avventura politica ed istituzionale dell’autonomia differenziata tra regioni, chiesta da alcune regioni forzando la Costituzione e gli stessi referendum regionali, che finirebbe con l’indebolire l’unità nazionale e minacciare la parità di diritti previsti all’articolo 3 della Costituzione per tutti i cittadini italiani, a partire da settori fondamentali come il sistema sanitario nazionale e il sistema scolastico nazionale.

Il governo può e deve fare una scelta, respingendo queste istanze al limite della secessione.

La nostra Costituzione ha già subito fin troppi stravolgimenti che hanno peggiorato la funzionalità delle istituzioni italiane, per questo non deve essere al riparo da ulteriori modifiche, intervenendo solo quando è indispensabile correggere gravi errori compiuti con modifiche costituzionali precedenti. Ad esempio introducendo una norma costituzionale che garantisca l’interesse nazionale e obblighi il governo ad intervenire per farla rispettare in tutti i campi ritenuti essenziali, anche con poteri sostitutivi. Per il resto sarebbe meglio blindare la Costituzione contro ulteriori modifiche stravolgenti, ad esempio alzando la soglia necessaria per modificarla.

La lotta alla pandemia in questa fase ha bisogno di vaccinazioni di massa, di riconoscimento delle variazioni del Covid 19, di sperimentazione di cure di avanguardia per salvare al massimo possibile le vite umane, prevedendo investimenti massicci nella medicina territoriale, per alleggerire il carico di malati degli ospedali e per evitare il taglio di altri interventi. La sanità è un campo che richiede una chiara, forte inversione di tendenza con investimenti massicci dopo anni di tagli nel settore pubblico. Il sistema sanitario è una risorsa pubblica al servizio della salute di tutti, il suo funzionamento deve tornare ai livelli più alti nel mondo, come in passato, organizzando il personale sanitario e para sanitario come una risorsa permanente del sistema, finendola con la precarietà del personale e con un piano per riportare in Italia e in Europa la produzione di tutti i presidi sanitari considerati indispensabili per garantire la disponibilità delle risorse necessarie.

Per quanto riguarda il PNRR finalizzato all’uso delle risorse messe a disposizione dall’Europa, è indispensabile che l’utilizzo dellevalledelsaccoallariscossa 350 min risorse europee avvenga in tempi rapidi fino all’ultimo euro, in aggiunta alle risorse nazionali, affidando alla maggior crescita del Pil il risanamento delle finanze pubbliche, escludendo in radice futuri interventi socialmente inaccettabili e lavorando per superare definitivamente in Europa le regole dell’austerità. Le finalità di fondo del PNRR dovranno essere ben chiare, a partire da una scelta sull’ambiente e sulla tutela del territorio come cifra di tutto il progetto, prevedendo l’uscita dall’uso delle risorse fossili nel più breve tempo possibile, compiendo scelte radicali come la diffusione a tappeto di tutte le energie rinnovabili. Scelte radicali, insieme ad altri paesi europei, possono collocare l’Italia all’avanguardia nella ricerca, nell’innovazione tecnologica, nell’occupazione di qualità, offrendo ai giovani una prospettiva occupazionale di grande valore per il futuro. Gestire la transizione dalla dismissione di tecnologie nemiche dell’ambiente e della salute a quelle green, innovative, rispettose dell’ambiente e del recupero del degrado, in grado di finalizzare l’istruzione e la diffusione dell’innovazione digitale, è la scelta più impegnativa per il governo, per il parlamento, per i partiti, per le associazioni, per i cittadini che vogliono contribuire a costruire l’Italia del futuro.

Più partecipazione, più democrazia, più coraggio su ambiente e sviluppo green, sono le sfide davanti a tutti noi. Se il governo ascolterà le istanze più innovative darà un quadro di riferimento e di sviluppo alle energie migliori del nostro paese. Altrimenti verrà perduta un’occasione.

 

 

 

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Ceccano. Consigliere/i convocati SI e NO?

Comuni del Frusinate. Ceccano

"Non siamo disposte ad accettare di essere screditate pubblicamente..."

di Valentino Bettinelli
ceccano palazzo antonelli 350 253Lunedì 11 gennaio si è svolta una riunione della VI commissione consiliare del Comune di Ceccano, in materia di edilizia scolastica. Un’adunanza che ha causato non poche polemiche. A lanciare le accuse, attraverso la stampa, i consiglieri di maggioranza Santucci, Macciomei e Mariella Bruni; addebiti pesanti rivolti alle colleghe di minoranza Emanuela Piroli (Il Coraggio di Cambiare) e Mariangela De Santis (Nuova Vita), colpevoli di aver “disertato l’incontro senza fornire giustificazioni”.

Le due consigliere dell’opposizione, mosse da spirito di giustizia e per fare chiarezza, hanno denunciato immediatamente la mancata ricezione della notifica di convocazione della commissione e hanno fortemente criticato l’operato della maggioranza. “Abbiamo appreso dal giornale Ciociaria Oggi che nella giornata di lunedì 11 gennaio si è tenuta una riunione della VI commissione“ -esordiscono- ”avente ad oggetto i lavori di adeguamento degli Istituti Comprensivi presenti sul territorio comunale. Con nostra sorpresa ed indignazione abbiamo subito attacchi pretestuosi ed infondati da parte del Presidente Santucci. Ed infatti, nonostante la rilevanza dell'argomento trattato e la fondamentale partecipazione della minoranza consiliare, la notifica della convocazione non è stata da noi ricevuta, motivo per cui, sin d'ora, chiediamo prova dell'inoltro e della conferma di lettura”. Piroli De Santis 350 min

Continuano con un duro affondo nei confronti del consigliere Santucci, presidente della commissione in oggetto, e degli altri membri di maggioranza . “Precisiamo, altresì, che la regolarità dell'inoltro delle convocazioni rappresenta un presupposto legale che deve essere verificato dal Presidente prima dell'inizio della discussione e prima di attestare l'assenza dei consiglieri. Oltretutto, gli altri componenti della commissione hanno la disponibilità dei nostri recapiti cellulari al pari degli Uffici Comunali e, quindi, nella 'lunga attesa' dell'arrivo dei colleghi di opposizione, avrebbero potuto benissimo sincerarsi della ricezione della notifica”.

Per sgomberare il campo da possibili recidive di tali episodi, le due consigliere comunali esprimono una netta volontà nel merito delle comunicazioni da parte dell’ente. “Detto ciò, evidenziamo che l'invio a mezzo mail ordinaria è una modalità di cortesia accordata dalle scriventi consigliere e che, a fronte della gravità dell'episodio, protocolleremo istanza per richiesta di notifica delle convocazioni esclusivamente a mezzo pec o messo comunale. Sottolineiamo, inoltre, come il Presidente della commissione e il Presidente del Consiglio abbiano il dovere di controllare che tutto si svolga nel rispetto delle regole”.

A far infuriare Emanuela Piroli e Mariangela De Santis l’atteggiamento poco garbato mostrato anche sui social network da parte dei colleghi consiglieri e di alcuni fedeli sostenitori di Caligiore & co.: “Non siamo disposte ad accettare di essere screditate pubblicamente, anche sui social network, ed intendiamo chiarire che mai ci saremmo assentate in una commissione centrale come quella avente ad oggetto l'edilizia scolastica. Esigiamo rispetto del regolamento ai fini del corretto e democratico funzionamento delle istituzioni che tutti noi rappresentiamo per garantire la tutela degli interessi dei nostri concittadini. La pubblicazione strumentale di una notizia pretestuosa ed infondata, volta a screditare il nostro impegno ed il nostro operato quali Consigliere Comunali, rappresenta una gravissima mancanza per la quale esigiamo pubblicamente delle scuse da parte di tutti gli attori in causa, a partire dal Sindaco Caligiore e dal Presidente del Consiglio Fabio Giovannone, che riveste ruolo di garanzia del corretto funzionamento dei lavori del Consiglio, riservandoci - comunque - di valutare ulteriori azioni a tutela del nostro ruolo e della nostra persona”.

Un episodio spiacevole, che pone di nuovo in imbarazzo il Sindaco Caligiore e la sua amministrazione, a pochi giorni dall’infelice sortita dell’assessore Gizzi, per il quale è stata anche lanciata una raccolta firme online per chiederne le dimissioni o la revoca della delega.
Una maggioranza che cade in un errore madornale, stanata con prontezza dalle due consigliere De Santis e Piroli. Un dibattito che, in vista di un consiglio comunale previsto per la fine del mese di gennaio, si infuoca sempre più, con il Sindaco Caligiore costretto nuovamente a dover correre ai ripari per degli errori dei suoi sodali.

Sicuramente un inizio di 2021 che lascia presagire un clima politico da botta e risposta nel centro fabraterno e che mostra una grande novità rispetto al recente passato, ovvero la presenza di un’opposizione organizzata e pronta a rispondere colpo su colpo alla maggioranza consiliare.

 

 

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Digestori SI, digestori NO. E dove?

Opinioni e Ambiente

No categorico dei ‘Medici di famiglia’ a un impianto a biogas nel Capoluogo

Digestori anaerobici. Dopo Patrica con la Recall ed Anagni con la Saxa Gres - ci si domanda se dopo essere diventati la discarica del Lazio queto territorio deve diventare la sede dei digestori anaerobici con un uteriore impianto a Frosinone. Pur essendo impianti diversi dai termovalorizzatori, ci sono condizioni di opportunità, dimensioni e localizzazioni da valutare. Dalle diverse posizioni ricavate la vostra opinione e la pubbicheremo integralmente. Poterbbe essere opportuno un sondaggio di opinione nel territorio, magari con un referendum? 

Qui oggi vi Digestore impianto 360 minproponiamo l'articolo di Marco Barzelli pubblicato il1 9 ottobre 2020 su frosinonetoday.it - Lo riportiamo integralmente come informazione delle posizioni dopo l'articolo di Umberto Zimarri.  (Si tratta chiaramente di un'opinione diversa da quella già pubbicata)  "Rifiuti organici, ‘No’ categorico dei ‘Medici di famiglia’ a un impianto a biogas nel Capoluogo ‘La Valle del Sacco in generale e Frosinone in particolare non possono sopportare un ulteriore peso’. Si parla del digestore anaerobico che dovrebbe sorgere in zona Asi. Ecco i potenziali rischi connessi alla salute e all'ambiente".

I “Medici di famiglia per l’ambiente”, membri della nota associazione presieduta dalla dott.ssa Marzia Armida e coordinata dal dott. Giovambattista Martino, sono categoricamente contrari all’insediamento un biodigestore anaerobico a Frosinone. Si parla dell’impianto a biogas per il trattamento della frazione organica del rifiuto solido urbano (Forsu), nello specifico di 50.000 tonnellate di “umido”, per la cui realizzazione la società Maestrale ha richiesto l’autorizzazione.

Nascerebbe nella zona industriale Asi, per l’esattezza in via Antonello da Messina. “Dopo Patrica con la Recall ed Anagni con la Saxa Gres - lamentano all'unisono la presidente Armida e il coordinatore Martino - anche il Capoluogo coinvolto nella decomposizione dei rifiuti organici”. E, secondo il duo dei “Medici di famiglia”, “la Valle del Sacco in generale e Frosinone in particolare non possono sopportare, per le già esistenti e riconosciute criticità ambientali e sanitarie, un ulteriore peso”.

Un “peso” che, stando alla dettagliata relazione dei medici ambientalisti, provocherebbe emissioni dannose per la salute umana e l'ambiente nonché inevitabili molestie a livello olfattivo. In pratica, non solo una “puzza” insopportabile ma anche e soprattutto il rischio di malattie, in particolar modo per i soggetti fragili: donne in gravidanza, feti e bambini. "A fronte - fa presenta l’associazione - di 8/10 posti di lavoro”.

Cos’è un biodigestore anaerobico?
Una struttura dove accedono i rifiuti organici, in pratica l'umido parzialmente differenziato, che dapprima viene separato dalla parte non idonea al trattamento, circa il 20% del totale, quindi ridotto in poltiglia e messo in decomposizione mescolato con batteri anaerobi in ambienti con assenza di ossigeno. Mantenuto poi a temperature variabili tra i 20 ed i 52 gradi, per 20-30 giorni durante i quali si ha produzione di biogas, composto principalmente da CO2 (anidride carbonica) e metano.

Il residuo: il digestato
A termine del processo resta un residuo semifluido, una poltiglia semiliquida, che va sotto il nome di digestato, rifiuto speciale che deve essere ulteriormente trasformato mediante una fase di fissaggio aerobico. La residua frazione liquida del digestato presenta anch'essa criticità notevoli, legate ad una elevata salinità e ad una elevata domanda chimica di ossigeno. Motivi per i quali deve essere inevitabilmente sottoposta a depurazione per essere resa idonea all'immissione nel sistema di scarico idrico.

Le emissioni di bioaerosol
Tutte le tecniche di trattamento biologico sono caratterizzate da emissioni di bioaerosol potenzialmente pericoloso per la salute umana a causa della possibile presenza di parassiti e microrganismi patogeni (salmonelle, listerie,escherichia coli, clostridi). Negli impianti di digestione anaerobica la produzione di bioaereosol e la sua immissione negli ambienti di lavoro e nell’ambiente esterno avviene nella fase di conferimento e pretrattamento della frazione umida e nella fase di compostaggio del digestato.

A proposito dei digestati
Spore patogene si ritrovano significativamente nel digestato tanto che per l'Istituto Superiore di Sanità: “Desta preoccupazione la capacità di alcune specie microbiche – in particolare il Clostridium botulinum - di sopravvivere in condizioni di anaerobiosi e alle temperature utilizzate nel processo di digestione” e la Regione Emilia Romagna dal 2011, ha vietato lo spandimento di digestati provenienti da impianti a biogas nelle terre destinate al foraggio per la produzione del parmigiano. Le emissioni gassose tipiche degli impianti di trattamento della frazione umida sono costituite da composti solforati (H2S), composti azotati (ammoniaca, NOx) e un ampio gruppo di composti volatili organici (COV).

Idrogeno solforato e “puzza”
L'H2S (idrogeno solforato), prodotto nel processo di fermentazione, si accumula nell'ambiente e nei tessuti animali, creando, anche a basse concentrazioni, danni a lungo termine all'apparato cardio-respiratorio, al sistema nervoso, alla vista ed al feto in gravidanza, con la potenzialità a basse dosi di stimolare il cancro del colon. L'H2S (“uova marcia”) insieme ai Composti Organici Volatili (COV) responsabili di odori molesti, determinano le decine e decine di segnalazioni delle genti che vivono a qualche chilometro di distanza dai biodigestori, esasperate dalla “puzza”, che assume importanza di emergenza sociale.

Le altre emissioni gassose
L'ammoniaca incide nella formazione di particolato secondario, modificando la composizione chimica delle polveri sottili, rendendole ancora più dannose. Il biossido di azoto (NO2) risulta uno dei principali determinanti di asma e disturbi respiratori, soprattutto nei bambini. Rispetto il tanto propagandato bilancio positivo per la l'anidride carbonica (CO2), tale non appare. Se è vero che la combustione del metano produce poca CO2, è altrettanto vero che la trasformazione del biogas in biometano necessita di un passaggio attraverso le membrane per la rimozione della CO2 con la successiva immissione in atmosfera della stessa. In conclusione, la CO2 emessa nel processo di trasformazione del biogas in biometano annulla il vantaggio delle ridotte emissioni della combustione del metano.

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Scuole chiuse SI, scuole chiuse NO

Opinioni

La corsa alle chiusure è il fallimento del sistema educativo

di Jacopo Nannini*
riapertura delle scuole e normative 380 minLa gara alla chiusura delle scuole non è un'operazione percorribile.

Le scuole sono di norma un luogo sicuro e bisogna lottare per applicare e migliorare i protocolli, evitare orde di studenti stipati sui mezzi pubblici per colpa di anni di distruzione di ogni servizio di efficienza e sicurezza della mobilità.
Questo testimonia il pressappochismo trasversale, il trattare i luoghi del sapere come una qualunque altra attività (tanto non produce economicamente che ci frega).
Non possiamo permetterci un nuovo blocco di questi luoghi, serve assumersi le responsabilità per non aver predisposto tutte le misure necessarie anzitempo.
Poi piantiamola con i giovani untori: scaricare con un mix di paternalismo e fariseismo la responsabilità del contagio su una generazione che sarà massacrata dalla crisi, che ha perso ogni luogo di socialità e ogni speranza in una vita civile e politica diversa , che si troverà ad affrontare una convulsa fase dell’umanità che si prospetta sempre più buia, mi sembra francamente un volontario cercare la soluzione facile.
E sia chiaro, questo non giustifica l’irresponsabilità idiota di alcuni comportamenti Inter-generazionali.

Urge dunque un profondo senso di responsabilità e collaborazione istituzionale, al fine di tutelare il diritto allo studio che non è in contraddizione con l'essenziale e centrale diritto alla salute di tutta la società.

Se fallisce la scuola e l'università, fallisce il Paese. Senza mezzi termini

*Jacopo Nannini- esecutivo regionale rete studenti medi Lazio

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