fbpx

Selvaggia Lucarelli e l'informazione a senso unico che la turba

 SelvaggiaLucarelli 390 min

 Selvaggia Lucarelli, durante il talk show "Piazza Pulita" di giovedì 5 maggio 2022, ospite di Corrado Formigli, illustra la sua opinione sull'informazione, che si dà prevalentemente in Italia, sulla guerra Russia VS Ucraina e spiega cosa non condivide e la turba moltissimo: "rimuovere la paura, per alimentare i conflitti,...mira a un fortissimo reclutamento emotivo...."

 

 

 Il video reso disponibile da La7

 



 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

 

con una carta oppure con l'App PayPal dal tuo smartphone, scansionando il QR Code che segue qrcode

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Clicky

 

 

Leggi tutto...

Il tentativo del "pensiero unico" è nemico della pace

COMMENTI

L’iniziativa dell’Onu per arrivare alla pace non deve fallire

di Alfiero Grandi
Guterres António Manuel de Oliveira Guterres 390 minÈ evidente il tentativo, in parte riuscito, di creare una sorta di pensiero unico: o con Putin o contro. Una semplificazione binaria che prelude alla coppia amico/nemico. In realtà la situazione ha una complessità non riducibile a questa coppia di opposti, sia nelle ragioni che hanno portato alla guerra che nell’individuare le soluzioni possibili. Con slittamenti successivi nella guerra in Ucraina siamo arrivati ad una situazione pericolosa, che rischia in ogni momento di prendere la mano ai vari protagonisti e di sfociare in un nuovo spaventoso conflitto mondiale e di mantenere in particolare la popolazione ucraina, che sta subendo le conseguenze tremende dell’aggressione russa, ancora nella condizione di vittima delle distruzioni e dei massacri.

La questione centrale era e resta trovare il modo di arrivare ad un cessate il fuoco prima possibile e avviare una trattativa. Obiettivo che le parti in campo a partire da Putin non sono disponibili in questo momento a realizzare. È proprio questa la forza dirompente dell’obiettivo di tregua e di conseguenti trattative di pace. Cessare il fuoco con l’obiettivo di portare soccorso alle persone, di alleviare da subito le pene tremende a cui sono sottoposte, deve essere l’obiettivo principale e la premessa per una trattativa, certamente difficile, per cercare di arrivare ad una pace stabile.

Ci sono alternative?

Le alternative sono altre vittime, altre distruzioni, un progressivo logoramento sociale ed economico dell’Ucraina, della Russia, dei paesi impegnati nel sostegno militare e nelle sanzioni, soprattutto quelli europei, un prolungamento della guerra, semprebandiera ONU 250 min con il rischio in ogni momento di deragliare verso un conflitto mondiale.

Un’alternativa è il rilancio del riarmo convenzionale e nucleare in un clima che rischia di essere peggiore della guerra fredda. Questa è certamente la responsabilità più grave di Putin che ha innescato con l’aggressione all’Ucraina una deriva reazionaria e guerrafondaia nel mondo tra le peggiori dalla seconda guerra mondiale, tanto che sullo sfondo ha fatto comparire la possibilità dell’uso delle armi nucleari. Una tragedia contemporanea.

Anche le trattative tra i contendenti fin qui sono servite a ben poco. Non poteva essere diversamente. Se una tregua, la pace stessa sono possibili debbono passare da un accordo e difficilmente questo può essere il risultato diretto tra i protagonisti del conflitto, perdipiù condizionati negativamente dai lutti della guerra e protagonisti di una guerra mediatica a livelli sconosciuti in precedenza.

Non basta indicare personalità autorevoli, non basta che stati si autocandidino per una mediazione di pace, occorre individuare la sede migliore e conquistare un reale consenso, ottenendo la disponibilità dei protagonisti.

È chiaro che se l’obiettivo è, come ha detto il titolare del Pentagono a Kiev, ottenere un annichilimento della Russia, l’obiettivo non è fare cessare la guerra prima possibile, ma farla durare a lungo, sostenendo con armi sempre più potenti l’Ucraina. Eppure sappiamo quanto peso abbiano avuto sentimenti di frustrazione nelle avventure politiche e militari in passato. Non a caso anche nel motivare l’invasione dell’Ucraina sono state portate ragioni di questo tipo.

È stata derisa per troppo tempo e con faciloneria la proposta di mettere in campo l’Onu come sede per affrontare la crisi Ucraina e trovare una soluzione immediata per cessare le ostilità, soccorrere le popolazioni, arrivare ad un vero negoziato di pace. Ovviamente c’è ostilità verso il ruolo dell’Onu da parte della Russia che ha aggredito l’Ucraina, forte del suo diritto di veto. Anche l’Ucraina ne ha sbeffeggiato il ruolo chiedendosi se non era preferibile sciogliere l’Onu per inutilità, sia pure come battuta polemica.

È da molto tempo che le grandi potenze – e quelle medie – hanno trovato conveniente indebolire la sede Onu, decidendo unilateralmente su guerra o pace, arrivando perfino a strangolarne il finanziamento, come hanno fatto gli Usa.

Quando l’Onu ha discusso brevemente sull’Ucraina è stata in realtà una passerella della propaganda dei protagonisti. Di più, l’assemblea è stata usata per escludere la Russia dal Consiglio per i diritti umani, anziché utilizzarla per tentare in ogni modo di aprire un difficilissimo quanto indispensabile confronto tra i protagonisti della guerra e i soggetti a vario titolo coinvolti. Eppure Luigi Ferrajoli aveva lanciato una proposta forte: convocare l’assemblea generale dell’Onu in modo permanente sulla guerra in Ucraina, per cercare in ogni modo di arrivare al cessate il fuoco e di avviare una trattativa per trovare una soluzione di pace. Ovviamente il presupposto è che i membri dell’Onu mettano avanti a tutto l’obiettivo di fermare la guerra.bandiera ONU 250 min

L’Onu non ha truppe sue, non è una super potenza ma rappresenta una forza quando gli stati membri, a partire dai più importanti, mettono le sorti del pianeta e dell’umanità avanti a tutto, avanti ai loro interessi immediati.

Il segretario generale dell’Onu Guterres andrà ad incontrare Putin e Zelensky per sondare la possibilità di arrivare almeno ad una tregua. Bene, è un’iniziativa necessaria, ma fa impressione il silenzio, la solitudine, perfino i rimbrotti che accompagnano questa iniziativa. Se le iniziative riguardano le armi gli applausi si sprecano, se si parla di pace è il contrario. È un grave errore che non sia venuto un immediato, corale, forte incoraggiamento a sostegno di questa iniziativa, che è destinata a fallire se le potenze più importanti del pianeta non daranno il loro contributo. Per ora la Russia insiste nell’aggressione, gli Usa si sbracciano a inviare armi sempre più letali a sostegno dell’Ucraina, come Gran Bretagna e Europa, e non risulta incoraggino questa iniziativa, l’Ucraina ha rimbrottato il segretario generale. La Cina si tiene lontana come è ben indicato da quanto detto con un apologo Xi a Biden: chi mette il sonaglio al collo della tigre ha il compito di toglierlo. Altre potenze più o meno importanti tentano una mediazione per loro troppo impegnativa o si tengono lontane da un impegno per mettere fine alla guerra in Ucraina.

Perché l’Onu è importante?

Perché potrebbe internazionalizzare la soluzione della guerra in Ucraina e quindi tutti i paesi del pianeta potrebbero contribuire, poco o tanto, ad affrontare e risolvere con maggiore oggettività questa gravissima e rischiosa crisi. Nella consapevolezza che se questa guerra non viene fermata è forte il rischio di un’escalation militare, che potrebbe coinvolgere direttamente le grandi potenze militari, con tutte le conseguenze del caso, ben rappresentate dalla frase del manifesto degli intellettuali del 1954, ricordata da papa Francesco: l’umanità è al bivio tra autodistruzione o distruzione delle soluzioni militari.

L’Onu è l’unica sede internazionale esistente, frutto del sogno dei vincitori della 2° guerra mondiale contro il nazifascismo per costruire un mondo senza più guerre terrificanti. La sua crisi è frutto della deriva di grandi potenze che, immemori della scelta iniziale, hanno voluto decidere unilateralmente della guerra e della pace, lasciando lutti, instabilità. Non uno dei conflitti importanti nel mondo si è risolto con una nuova stabilità. Vogliamo fare l’elenco, dall’Afghanistan, allo Yemen, alla Libia, delle guerre irrisolte? dei guasti tremendi per la vita delle persone e le enormi distruzioni? Il mondo è sempre meno aperto, meno globale.

Solo alcuni mesi fa il sogno era cooperare a livello mondiale per salvare la vita sul pianeta di fronte alla crisi climatica, al rischio di estinzione dell’umanità stessa. Oggi una parte dell’umanità sta agendo in modo da prefigurare il rischio della sua estinzione attraverso una guerra distruttiva, se dovesse andare fuori controllo lo scontro in Ucraina. Macron ha detto che l’Europa deve non solo sostenere gli Ucraini contro l’invasione russa ma anche lavorare per interrompere le ostilità e impegnarsi nella trattativa per la pace, ha prefigurato un ruolo autonomo dell’UE per arrivare alla pace.bandiera ONU 250 min

L’iniziativa di Guterres non deve fallire.

La sede Onu è la migliore possibile per tentare di superare questa crisi, la più grave da decenni, la più foriera di sviluppi imprevisti e drammatici. La grandi (e medie) potenze hanno il dovere di sostenere questa iniziativa dell’Onu. L’idea che i contendenti possano arrivare alla pace direttamente, senza una mediazione è campata in aria, che la mediazione possano farla paesi volenterosi più o meno con interessi in campo è destituita di fondamento, come si è visto.

Resta la sede Onu per sbloccare la situazione, ma ha bisogno di avere le potenze mondiali a sostegno della sua iniziativa, mentre oggi troppi lavorano contro. Per questo occorre fare crescere un largo, forte movimento per la pace, con l’obiettivo di impedire che le grandi potenze continuino a decidere unilateralmente e vengano spinte a favorire trattative e mediazione.

Per questo occorre fare crescere il sostegno al rappresentante dell’Onu, combattendo scetticismi e perfino dileggio, che hanno l’unico scopo di fare fallire questa iniziativa e continuare la guerra e la via delle forniture di armi.

 

united nations 700 min

26 Aprile 2022
Alfiero Grandi su www.jobsnews.it

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Clicky

 

 

 

Leggi tutto...

Polo unico Colleferro-Palestrina: la Asl Rm5 batte la ritirata

SANITA', VOCI DAL TERRITORIO

Urge un cronoprogramma sull’attività dei prossimi mesi

di Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro”
logocomitatodifesaospedalecolleferro 350 260Il danno è fatto e il rimedio è una “toppa” variopinta che mostra ancora meglio lo strappo dei giorni scorsi e che potrebbe avere come conseguenza quella di allontanare le pazienti donne dall’ospedale di Palestrina, Polo unico ospedaliero con Colleferro (dove fino a 7 anni fa si poteva partorire).

In appena 24 ore il Direttore generale della Asl Rm5, Giorgio Santonocito, ha disposto e subito annullato la comunicazione urgente del 18.1.2022 relativa all’utilizzo temporaneo da parte del DEA di Tivoli delle attrezzature del reparto di ostetricia e ginecologia di Palestrina (interamente centro Covid).

La Direzione generale della Asl Rm5, in una riunione “lampo”, ha comunicato ai Sindaci - assente o non invitato quello di Colleferro – che non procederà al trasferimento. Se il trasloco era urgente come si spiega il suo sollecito annullamento?

Il Sindaco di Palestrina, Mario Moretti, aveva tuonato nei confronti del potere d’impèrio della Asl Rm5 per essere venuta meno al dovere di collaborazione fra Enti pubblici. Lo stesso dovere che lui e la Direzione sanitaria dimenticano di avere nei confronti del Sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, in virtù dell’Atto aziendale istitutivo del Polo unico ospedaliero.
Collaborazione che i due Sindaci si erano solennemente giurati anche in occasione della costituzione del Tavolo permanente dei Monti Lepini, Prenestini e valle del Sacco, che li ha consacrati coordinatori, e della cui attività non hanno nemmeno tentato di dar bella prova.

Grazie ai social, Sanna si avvede tardivamente di essere stato bypassato e con un comunicato, che passa inosservato (proprio come voleva,) si limita a protestare per l’esclusione.
La disputa fa finire in secondo piano il disagio causato alle pazienti che da mesi, anzi anni, non hanno più il servizio di ginecologia e ostetricia nel Polo unico ospedaliero.
A parte le tesi complottistiche e le ricostruzioni dietrologiche, vero è che la mancata ripresa delle prestazioni materno-infantili entro settembre 2021, come garantito dal Direttore generale della Asl Rm5, è un fatto.

E’ un fatto vero che in oltre 5 mesi i Sindaci non hanno preso iniziative per pretendere dalla Asl Rm5 e dalla Regione l’immediata riattivazione ordinaria di tutti i reparti di Palestrina, al momento della sua riconversione in ospedale ordinario.
Dell’intera vicenda, che ha provocato un forte clamore mediatico, si è discusso nella trasmissione radiofonica ”Zeroinonda” su Radio Ondalibera, con il Sindaco Moretti, poi con il Presidente della Commissione regionale sanità, Rodolfo Lena (ex sindaco di Palestrina), ed infine con Franco Cerquetani, Consigliere comunale di Gallicano del Lazio, che ha criticato la decisione aziendale.
Il Presidente Lena non sa spiegarsi il loro allarmismo e trova infondato il sospetto dello smantellamento dell’ospedale che, assicura, resterà aperto, come prevedono gli atti regionali. Ribadisce che tutti i reparti, compreso ginecologia, pediatria e ostetricia, saranno riattivati una volta terminata l’emergenza Covid. Assicura che sono già in uso “10 posti letto di terapia intensiva e subintensiva, fondamenti in un ospedale dove (non) nascono bambini”.

Come non mettere nuovamente l’accento sul fatto che finora i Sindaci hanno taciuto sulla mancata attivazione della terapia intensiva? Hanno partecipato o no alla sua “doppia” inaugurazione e che, secondo recenti notizie di stampa, i posti letto di terapia intensiva sono mancanti?

In conclusione, tutto questo frastuono sarebbe da ricondurre ad un difetto di comunicazione tra la Asl ed i Sindaci, che sono stati biasimati e invitati ad investire più tempo nell’informazione istituzionale, sollevando così la Regione e il suo Assessore da ogni coinvolgimento.

C’è però un interrogativo in attesa di risposta: la Regione intende continuare l’esperienza del Polo unico ospedaliero Colleferro-Palestrina oppure vuole affossarlo? E’ stata fatta una valutazione dei risultati ottenuti da questa aggregazione ed integrazione ospedaliera?

Cosa accadrà domani? Dopo anni di chiusura, ci vorrà molto tempo prima che le partorienti possano tornare a Palestrina. Probabilmente non si raggiungerà il numero di parti previsto per legge e questo sarà il “pretesto” per chiudere il reparto, come accaduto a Colleferro e a Velletri.

Quando il Presidente Lena afferma che il reparto di pediatria e ginecologia è aperto solo a Tivoli e Palestrina dovrebbe aggiungere che in tutta la Asl Rm5 manca il reparto di chirurgia pediatrica e che i ragazzi fino a 18 anni devono essere operati a Roma, dove gli ospedali sono congestionati e insufficienti.

Sono ancora pochissimi i posti letto in tutta la Asl Rm5, c’è una grave carenza di personale da oltre 10 anni, manca una risonanza magnetica in tutti e 5 gli ospedali e le liste di attesa sono infinite. I “tagli” lineari poi hanno contribuito a spostare l'utenza verso la sanità privata e/o convenzionata.

Difficilmente nel prossimo futuro si riuscirà a recuperare questo gap e le responsabilità sono di chi negli ultimi anni non ha programmato l’organico e, anche in previsione del piano pandemico 2006, non ha pianificato il potenziamento delle strutture sanitarie.

E’ nostro dovere chiedere ai Sindaci, alla Asl Rm5 e alla Regione un cronoprogramma sull’attività dei prossimi mesi, che devono proseguire in modo concreto, prevendendo confronti periodici anche con i comitati e le associazioni.
La “grande sfida” nei nostri territori non sono i progetti del Piano nazionale di riprese e resilienza (PNRR), ma una urgente riorganizzazione della sanità regionale che riesca a garantire negli ospedali della Asl Rm5 i livelli essenziali di assistenza (LEA).

Gabriella Collacchi, Portavoce e Ina Camilli, Coordinatore del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” - Coordinamento territoriale
Colleferro, 6 febbraio 2022
Leggi tutto...

Ceccano. Finalmente il mercato in un unico posto

LOTTE&MOVIMENTI

Finalmente

mercat manifesto 350 minE’ vero che la vittoria è figlia di tutti ma un po’ di pudore non guasterebbe. Il mercato del mercoledi non sarà più uno spezzatino pericoloso per la circolazione, dannoso ai cittadini ed agli ambulanti, fastidioso agli abitanti di Piazza 25 luglio, Via Solferino, via Magenta perché privati di posto macchina ma viene ufficialmente annunciato, sarà riunito nei parcheggi adiacenti l’ex Pretura.

Finalmente !

Notiamo, senza fastidio ma accompagnata da una salutare ironia, che ad essere i laudatores di tale importante avvenimento sono (in competizione) membri dell’attuale maggioranza. Mentre in silenzio e quasi interdetti sono i consiglieri di opposizione.

Un filo nero purtroppo li unifica: un lungo, colpevole silenzio attorno alla questione mercato. Non va dimenticato che durante la lunga campagna elettorale di settembre 2020 abbiamo letto e sentiti tanti impegni ma nessuna coalizione ha posto tale obiettivo.

L’unificazione del mercato ha rappresentato uno dei tanti aspetti del distacco fra cittadini e ceto politico. Non è nostra intenzione riportare i tanti particolari di questa lunga, giusta e necessaria battaglia e di come il Comitato Spontaneo Cittadino, pur attento ad evitare strumentalizzazioni di parte, abbia avviato in solitudine una raccolta di 400 firme e stabilito un rapporto continuo con i cittadini. In tutti questi lunghi mesi dobbiamo registrare che non abbiamo mai letto da parte degli attuali festanti consiglieri comunali una dichiarazione di consenso attorno alla unificazione del mercato. Silenzi, doppiezze e furberie pur di avere qualche misero voto in più.

Nel salutare positivamente la realizzazione di tale avvenimento un punto ci sentiamo di porre all’attenzione di chi tale scelta ora la sostiene: perché non è stata fatta prima?

Il Comitato Spontaneo Cittadino
Ceccano 26 Giugno 2021

Leggi tutto...

Una “damnatio” a senso unico

 PCI centanni 

Una dimenticanza che pesa nella ricostruzione storica e la falsa non di poco

di Angelino Loffredi
1921 PSI 360 minAscoltando, vedendo e riflettendo sulla trasmissione andata in onda sabato 23 gennaio 2021 su Rai tre, riguardante la costituzione del partito comunista, mi sembra necessario evidenziare una questione che la trasmissione incomprensibilmente ha ignorato, preferendo insistere sulla “martellante“ interferenza dell’inviato dell’Internazionale Comunista, senza mai fare riferimento ai motivi di tale presenza. Avere ignorato tale premessa ha dato alla ricostruzione un senso non veritiero, deviante e sotto certi aspetti manipolatorio.

Anche se sinteticamente debbo far conoscere un fatto importantissimo e che gli autori della trasmissione hanno, come ho già scritto, incomprensibilmente ignorato: in occasione del XVI Congresso del Partito Socialista Italiano tenuto a Bologna dal 5 all’8 ottobre 1919 l’assemblea congressuale votò per acclamazione l’adesione del partito all’Internazionale Comunista, ratificando nello stesso tempo quanto già deliberato dalla Direzione nel mese di marzo, pochi giorni dopo la costituzione della Internazionale stessa. Questa dimenticanza pesa nella ricostruzione storica e la falsa non di poco.

A tale richiesta l’Internazionale, nel suo secondo congresso, del 7 agosto del 1920, risponde che l’adesione è legata al riconoscimento di 21 punti. La presenza al Congresso di Christo Kabakciev , delegato, appunto, dell’Internazionale, non può essere considerata una interferenza o una svista o sottovalutazione del gruppo dirigente socialista ma un atto dovuto, previsto proprio dalla procedura congressuale.

Non intendo dilungarmi sull’illustrazione dei 21 punti perché a me interessa ricordare che di questi la maggioranza del congresso non ne accetta due: il 17°, riguardante il cambio del nome in Partito Comunista d’Italia e il 7°, l’espulsione di Turati e Modigliani. Tutti gli altri 19 vengono accettati.

Per evidenziare come il richiamo della Rivoluzione di ottobre fosse penetrata nell’interno della volontà e dell’agire politico socialista mi preme indicare che la maggioranza congressuale votò anche per l’accettazione del 14° punto che affermava “Ogni partito che desideri entrare nell'Internazionale comunista deve dare appoggio incondizionato alla repubblica sovietica nella sua lotta contro le forze controrivoluzionarie. I partiti comunisti debbono svolgere una propaganda decisa per prevenire ogni invio di armi ai nemici delle repubbliche sovietiche; essi debbono altresì svolgere con ogni mezzo legale o illegale, propaganda tra le truppe mandate a strangolare le repubbliche dei lavoratori”.

Non ho alcuna difficoltà a scrivere che gli autori della trasmissione se ne sono guardati bene dall’approfondire una situazione che ancora oggi ai ricercatori presenta aspetti di eccezionale complessità, preferendo andare direttamente verso la colpevolizzare delle scelte fatte dai comunisti attraverso una scissione che pur tra tanti limiti, toni e valutazioni sbagliate, ha avviato la costruzione di un partito che ha interagito con la storia d’Italia. E che oggi a trenta anni dallo scioglimento ancora viene ricordato e spesso rimpianto. Tutto questo ovviamente non è stato indicato.

Autori che guidati da un anticomunismo edulcorato ma ingannevole se ne sono guardati bene dal precisare che se il 17° congresso socialista non vota per l’espulsione di Turati, sarà quello del 19°, nell’ottobre del 1922, a venti giorni dalla Marcia su Roma, che lo espellerà insieme a Treves, Modigliani e Matteotti ecc.

Più che approfondire, insomma le contraddizioni e il contesto generale in cui il fascismo si afferma si preferisce fare una “damnatio” a senso unico.

Ceccano 24 Gennaio 2021

 

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Dialogo e alleanze per cambiare: unico antidoto allo sfascio

Analisi e opinioni

Come andare avanti, anche ricordando

di Ermisio Mazzocchi.

AugustoPinochet 360 minL’11 settembre 1973 Salvatore Allende, socialista, Presidente del Cile venne assassinato.

Il golpe fascista di Augusto Pinochet era riuscito.

La coalizione di Unità popolare, vinte le elezioni, si era impegnata in un’opera di progresso della società cilena, che fu stroncata dai militari. Il golpe dell’esercito cileno, segretamente appoggiato dalla CIA e dall’amministrazione del presidente degli USA Richard Nixon, instaurò una brutale dittatura durata 17 anni.

Un’esperienza che indusse molti a riconsiderare le modalità delle alleanze e le capacità di non soggiacere a azioni reazionarie. La storia non si ripete, ma certamente induce a riflessioni e a considerazioni che possono a oggi avere una valenza in rapporto alle esigenze di creare condizioni favorevoli ad alleanze solide ed efficaci.

I nuovi caratteri delle criticità, prodotti dalla globalizzazione e in ultimo quelli del covid-19, impongono una reimpostazione della questione democratica nel nostro Paese, che non è solo limitata a esso, ma sono interessate altre nazioni.

La peculiarità del sistema democratico italiano consiste nella salvaguardia degli equilibri istituzionali e politici e allo stesso tempo impedisce tentazioni autoritarie e consente di sconfiggere i pericoli per la democrazia. E’ evidente che la pluralità delle culture storiche presenti nel nostro paese garantisce la possibilità di una composizione di alleanze con un impegno comune per il risanamento e il rinnovamento della vita pubblica e del Paese, oggi più che mai necessari per gli effetti della globalizzazione e del covid-19. I protagonisti di questo processo sono i partiti e lo devono essere in particolare i partiti della sinistra, i progressisti, i democratici, gli antifascisti.

Allo stato attuale il principale fautore di questo nuovo processo dovrebbe essere il Partito Democratico.

Non possiamo non rilevare che si è molto deteriorata la formazione dei partiti, spesso di dubbia composizione democratica, più soggetti a un leaderismo deleterio e a formule mediatiche di scarsa affidabilità. Questo nulla toglie all’impegno di ricercare strade per attivare aperture al contributo delle forze culturali e ideali, delle molteplici energie sociali, dei movimenti che esprimono i nuovi orientamenti e i nuovi bisogni che maturano nella società.

Spesso questa necessità non viene percepita da partiti della sinistra e dalle forze progressiste, privi spesso di una elaborazione culturale, ideale e se si vuole anche teorica, e che dovrebbe essere sempre e comunque fortemente immersa nella realtà sociale ed economica.

Sembra di assistere alla mancanza di un orientamento di questi partiti, in particolare del PD, orientamento capace di valorizzare movimenti, correnti culturali e sociali, espressioni delle diverse articolazioni della comunità. Si potrebbe estendere questa necessità a quelle forze che potrebbero, di fronte a una prospettiva di difesa della democrazia e della Costituzione repubblica, accogliere tutte le istanze e collaborare per una ricostruzione del Paese.

Spetta al Partito Democratico come forza maggioritaria nello schieramento progressista e di sinistra, esplorare vie di associazione e, se si vuole, di alleanze tra le forze democratiche. Deve maturare la necessità di un dialogo costruttivo che riporti al centro del confronto una consistente politica della alleanze e una condivisa valutazione del rapporto tra sviluppo economico e trasformazione sociale.

L’Ulivo di Prodi fu un tentativo che rispondeva a una logica di alleanze molto variegata e di diversa tradizione culturale e ideale. Conosciamo i motivi che portarono alla conclusione di quella esperienza, di cui una delle cause fu  probabilmente la debolezza del PDS che non ebbe la forza di portare a un alto livello il consenso della grande maggioranza del paese e di essere collante delle diverse espressioni politiche che componevano quelle alleanza.

Irripetibile quella fase storica, ma dalle differenze e dalle analogie oggi si può trarre motivo di approfondimento per definire meglio la composizione delle alleanze, stabilire delle convergenze di forze per uscire dalla emergenza e affrontare le nuove sfide della competizione globale.

Se ad Allende mancò una borghesia che mediasse la sua politica di cambio della struttura della società e attutisse i colpi di una destra totalitaria e antidemocratica e a Prodi un partito capace di catalizzare e supportare la sua politica riformista, il Partito Democratico oggi può, data la diversa situazione politica e culturale, stabilire delle strategie per la creazione di ampie alleanze democratiche e antifasciste, soppesando attentamente lo stato dei rapporti delle forze esistenti.

Bisogna approdare a una nuova analisi concreta delle forze in campo, delle dinamiche sociali, delle condizioni strutturali dei partiti e dei movimenti. Un cammino non facile per la complessità della società italiana con le sue stratificazioni sociali e una articolazione politica complessa, ma indispensabile in quanto il problema delle alleanze è decisivo per l’affermazione della democrazia e la sconfitta della destra fascista e sovranista.

Oggi è una questione vitale la definizione di un progetto e di una strategia per le alleanze, in cui il PD, ma non solo esso, debba svolgere un ruolo decisivo sempre più ampio possibile per realizzare quelle riforme necessarie a modernizzare il Paese e a creare condizioni di uno sviluppo sociale ed economico.

Se il campo di alleanze si restringe. diventa difficile avviare un processo di rinascita e di ricostruzione del Paese. Questa convergenza, non schematica e non ridotta a una gestione di breve durata, deve essere orientata verso obiettivi che offrono concretamente ai cittadini, nelle loro diverse collocazioni sociali, la certezza di prospettive che garantiscano e migliorino il loro livello di esistenza in un diverso sviluppo economico e sociale più giusto ed egualitario.

Il Partito Democratico ha bisogno urgentemente di determinare una sua evoluzione culturale e strategica nelle definizione delle alleanze, sufficiente a garantire la difesa e il progresso della democrazia e a battere il blocco di centrodestra.

Non si può in ogni caso pensare di sfuggire all’esistenza di forze, come il Movimento 5Stelle, oscillante e dai forti connotati populistici, vario e mutevole e che raccoglie sotto la sua influenza una larga parte di cittadini di diversa provenienza sociale. I suoi mutamenti sono determinati sia dalla sua “dialettica” interna sia dal modo in cui si sviluppano gli avvenimenti nel paese e nelle forze politiche.

Si pensi alla vicenda di Conte 1 e di Conte 2: la pressione di forze democratiche dal PD al PSI e di altri, l’incalzare dell’emergenza covid-9, la crisi economica pregressa rispetto alla pandemia, l’esigenza di ricucire i rapporti con l’UE, hanno portato allo sfaldarsi della coalizione di centrodestra e ad abbandonare la linea e le prospettive di quella alleanza.

Rispetto a questo nuovo scenario, incalzare lo stesso Movimento 5S per un serrato dialogo su basi programmatiche e su quelle della democrazia, favorirebbe la modifica di quegli aspetti populistici e di posizioni rigide per giungere a proposte costruttive utili all’intera comunità.

Il compito del PD è quello di agire in modo che prevalgano le tendenze che riconoscono la necessità di un dialogo costruttivo e di una intesa tra forze convergenti su un progetto comune per la crescita del Paese. Non sarà né facile né semplice, ma è l’unico percorso politico per evitare di cedere al richiamo di una destra illiberale e pericolosa.

Occorre, soprattutto da parte del Partito Democratico, intensificare una politica di consenso ampia e radicata nella società italiana, che si traduca in un allargamento della forza elettorale e quindi della crescita della rappresentanza istituzionale.

Le resistenze  saranno forti e le opposizioni minacciose. La sinistra e le forze più genuinamente democratiche si devono assumere la responsabilità di respingere questi tentativi, ma non limitarsi a essi. Serve, in particolare da parte del PD, suscitare intorno ai valori democratici, alla salvaguardia dei diritti e delle uguaglianze, un vasto movimento sociale e culturale.

Una politica di alleanze deve essere perseguita con il coinvolgimento di ampi strati della popolazione ed essere quotidianamente messa in atto nel territorio dalle piccole alle grandi città e nei diversi livelli istituzionali dai comuni alle regioni. Sono processi indispensabili per evitare scelte verticistiche e autoreferenziali e per, invece, far camminare la partecipazione dei cittadini, coscienti e attivi, convinti del ruolo determinante che loro hanno per consolidare un processo rigenerativo della politica italiana.

Consapevoli dei mutamenti sempre più celeri dello status sociale dei singoli, portatori di domande urgenti, le forze democratiche devono costruire alleanze per una efficace politica volta a rafforzare la democrazia e ad assicurare al popolo italiano un rinascita nel segno del progresso.

                                                                                                                              Ermisio Mazzocchi

Settembre 2020
Leggi tutto...

Si inabissa il polo unico Colleferro-Palestrina

 Una procedura da più parti contestata

comitatoresidenticolleferro 350 260Per far fronte all’emergenza del coronavirus la Asl Rm 5 ha deciso il 27 marzo 2020 di “superare”, con una procedura da più parti contestata, il Polo unico ospedaliero Colleferro-Palestrina (art. 23 Atto aziendale, Decreto Commissario ad Acta, 7 agosto 2019, n. U00354) di “chiudere” l’ospedale Coniugi Bernardini, trasformandolo in Centro Covid 19.

Le attività sanitarie, sospese, vengono trasferite all'ospedale di Tivoli, anziché al L.P. Delfino. Il Sindaco di Colleferro non ha nulla di ridire. Il Sindaco di Palestrina protesta.
Solo pochi mesi fa i Sindaci di Colleferro, Labico, Cave, San Vito, Gorga, Artena, Gavignano, Carpineto Romano, Rocca di Cave, Castel San Pietro, San Cesareo, Paliano, Piglio, Zagarolo, Gallicano nel Lazio, Genazzano, Valmontone e Capranica Prenestina, in cerca di consensi e visibilità, avevano difeso il Polo unico e costituito, in funzione anti Tivoli, il Tavolo permanente dei Comuni dei Monti Prenestini, della Valle del Sacco e dei Monti Lepini.

Oggi, invece, alcuni di loro con un comunicato-appello accettano la chiusura e la riconversione dell’ospedale di Palestrina in Covid 19 e, avallando il trasferimento praticamente di tutti i reparti a Tivoli anziché a Colleferro (salvo ortopedia ) permettono il ridimensionamento del Polo unico.

Per una corretta risposta dei Sindaci alla popolazione, la soppressione dei 100 posti letto autorizzati NO COVID di Palestrina doveva gioco-forza trasformarsi in un potenziamento dell’ospedale L.P. Delfino e non dovevano accettare che la Regione aggiungesse ad una emergenza un’altra emergenza, quando avrebbe dovuto riattivare ex strutture ospedaliere per i pazienti Covid.

Immediata la posizione, contraria a questa pasticciata soluzione, è stata espressa dal Comitato libero "A difesa dell'ospedale di Colleferro" - Coordinamento territoriale e sulla riconversione del Bernardini, dedicato esclusivamente alla cura dei pazienti affetti da coronavirus.

Cercheremo ora di dimostrare con i mezzi cartacei a nostra disposizione che non solo tutto viene imposto dall’alto, ma che le decisioni prese per il territorio vengono abbandonate con disinvoltura senza preoccuparsi di costruire percorsi alternativi validi e sicuri in grado di garantire comunque a tutti l’accesso alle cure.
Non da oggi infatti il Comitato denuncia la totale mancanza di coinvolgimento e trasparenza ai diversi livelli, in particolare comunale, su decisioni che devono essere condivise con la cittadinanza, che chiede partecipazione.

Della riorganizzazione della rete ospedaliera di Colleferro e Palestrina il Comitato non ne ha avuto notizia nè prima nè dopo la conclusione del processo amministrativo e come noi la cittadinanza, nonostante l’assoluta rilevanza del tema.
Questo Comitato, attraverso la consultazione dei documenti aziendali e la collaborazione con altre realtà ne è venuto a conoscenza e, in mancanza di canali ufficiali e di scambi con il Comune di Colleferro, che ha sempre negato il confronto, ha chiesto chiarimenti alla direzione sanitaria della Asl Rm 5, in un incontro tenutosi lo scorso anno.

E’ emerso che la Asl Roma 5 comprende 70 Comuni, molti montani, e si estende su un territorio di 1.813,7 Km 2, con un bacino di utenza intorno ai 500 mila abitanti. La percentuale di posti letto per acuti a Roma è di 3,2 per 1000 abitanti, mentre in provincia è solo dell’0,6 per mille. Dati e percentuali note ai Sindaci.
Uno degli obiettivi che si propone il suddetto Atto aziendale è quello di rinnovare l’offerta sanitaria, sia ospedaliera che territoriale della Asl Rm5 con la strutturazione di due Poli ospedalieri suddivisi in fasce territoriali “nord” (Tivoli-Subiaco-Monterotondo) e “sud” (Colleferro-Palestrina), a loro volta caratterizzati per l’emergenza-urgenza (Tivoli e Colleferro) e per l’elezione (Monterotondo e Palestrina).

Con l’esplosione della pandemia la Regione, la Asl Rm 5 e i Sindaci del distretto decidono l’immediata riconversione dell’ospedale Coniugi Bernardini in Covid 19. Solo il Sindaco del Comune di Palestrina protesta, chiede e ottiene una garanzia scritta dall’Assessore regionale D’Amato, di cui ora si dirà.

La più importante conseguenza di tale decisione riguarda la richiesta di sicurezza della struttura ospedaliera di Palestrina e del personale. Sul piano politico-amministrativo il Polo unico viene azzerato, perché tutto il distretto sanitario perde i seguenti servizi e attività afferenti al Bernardini: Pronto Soccorso con Osservazione Breve, Reparto di Nefrologia e Dialisi, Reparto di Medicina d'Urgenza con guardia h 24, Area Chirurgica con Chirurgia generale e annesso Servizio di Urologia, con guardia h 24, Ortopedia (Traumatologia soppressa), Area Materno-infantile, con Ostetricia e Ginecologia e Sala Operatoria, Pediatria con guardia h 24, Servizio di Anestesia con guardia h 24h, Servizio di Radiologia (senza Radiologo di notte), Laboratorio Analisi (senza il medico Patologo Clinico di notte), Servizio di Gastro-Enterologia, Reparto Operatorio con 2 Sale Operatorie per attività ordinaria e d'urgenza, Servizio di Day Surgery, Servizio di Cardiologia (molto carente in quanto non assicurava la copertura h 24 come prevede la legge), Ambulatori multidisciplinari, Farmacia Ospedaliera" (dott. Stefano Fabroni, Rappresentante Tribunale per i diritti del malato Cittadinanzattiva).

Il solo ospedale di Palestrina serve un'utenza di circa 100.000 pazienti ed ha oltre 34.000 accessi di Pronto soccorso, poco meno del Dea di Tivoli e molti di più degli altri presidi ospedalieri della Asl Rm5. Ed ora perde anche i suoi 80 posti letto attivi, che l’anno scorso hanno soddisfatto appena il 36,1% del fabbisogno del distretto prenestino, dove i posti letto mancanti attualmente sono ben 147, come quantifica lo stesso rapporto annuale dell’Azienda sanitaria.

Questo significa che il Pronto soccorso dell'ospedale di Colleferro con i suoi precari reparti a causa della carenza cronica di personale di tutti i livelli, sarà ancora più insufficiente, perchè dovrà accogliere oltre ai pazienti della valle del Sacco anche tutti i cittadini della zona prenestina.
“La Regione Lazio priva del tutto i pazienti NO COVID di un servizio sanitario già sofferente nel territorio, con la promessa di future migliorie a fine emergenza, invece di aggiungere nuove strutture adeguate per i pazienti COVID come fanno altre Regioni, e che tra l’altro vengono trasferiti anziché al Polo di Colleferro (con esclusione dell’ortopedia) all’ospedale di Tivoli”. Pazienti lasciati improvvisamente senza un riferimento certo. Reparti e attività trasferiti all’ospedale di Tivoli! Fine del Polo unico ospedaliero Colleferro-Palestrina, liquidato!

Presso l’Ospedale L. P. Delfino si è ipotizzata l’attivazione dallo scorso 28 marzo di 9 di posti letto di terapia intensiva per il Covid 19 e 2 di subintensiva, di cui ad oggi non abbiamo conferme. Ribadiamo che, qualora siano effettivamente attivati, devono essere assegnati in via permanente a Colleferro, anche dopo la fine della pandemia. Il Comitato ha chiesto alla Regione di assumere questo impegno, ora lo faccia anche il Comune di Colleferro, che finora non ha proferito parola sulla soppressione del Polo unico!

Non a caso, con riferimento al Punto nascita presso il Covid di Palestrina, dove è stata aperta la rianimazione (finora mancante) l’Assessore D’Amato, per rendere meno dolorosa e inaccettabile quella scelta, ha promesso che sarà rafforzato, anche dopo la fine dell’emergenza.

L'Assessore ha preso anche un altro importante impegno il 26 marzo scorso, quando ha firmato la lettera indirizzata al Sindaco del Comune di Palestrina, nella quale dichiara che "Passata questa fase emergenziale l'ospedale di Palestrina tornerà a svolgere il giusto ruolo nella rete sanitaria regionale sicuramente rafforzato dal punto di vista qualitativo e delle risorse umane", ovvero cesserà la sua funzione di Covid Hospital.

Passano pochi giorni e lo stesso Assessore dichiara: “I Covid Hospital resteranno anche dopo la fine dell’emergenza”. Si contraddice dunque con quanto sottoscritto nella lettera al Sindaco di Palestrina, implicando la non riassegnazione di tutti i reparti al Bernardini? Dai Sindaci del comprensorio inclusa Palestrina nessuna richiesta di ribadire l’impegno preso.
Intanto alle nostre precedenti richieste su questi temi nessuna risposta, nemmeno dai Comuni di Colleferro e Palestrina.

Anche per questo abbiamo unito le forze “A difesa degli ospedali di Colleferro e Palestrina.”
La lotta per far tornare oggi, non domani, #OspedalePalestrinaNoCovid è nell'interesse di tutti, così è interesse di tutti che anche a Colleferro ci sia un reparto di maternità, come a Palestrina (https://www.facebook.com/groups/Difesa.SanitaPubblica/).

Gabriella Collacchi, Portavoce e Ina Camilli, Coordinatore del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” - Coordinamento territoriale

 

Il Comitato Libero
FB “A difesa dell'ospedale di Colleferro”
Coordinamento territoriale
Tel. 349055850 - 333776788

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

{jd_file file==21}

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Rifiuti: Associazioni, Comitati, cittadini sono un unico e compatto “corpo sociale”

colleferro 8luglio no revamping 350 260da Associazioni varie di Anagni - L’imponente manifestazione che si è svolta nel pomeriggio di sabato 8 luglio a Colleferro per RIFIUTARE l’ammodernamento e la riaccensione dei due inceneritori e bruciare la “MONNEZZA“ di Roma ha segnato la forte e irrevocabile opposizione al Progetto Regionale che, al di fuori di ogni logica, viene imposto ad un territorio massacrato dall’ inquinamento e dalle sue conseguenze gravissime sulla salute e sull’ economia delle popolazioni residenti.
Le oltre 6.000 persone che, ordinate e pacifiche, hanno risposto alla chiamata delle Associazioni e dei Comitati organizzatori di Colleferro e dei Comuni della Valle del Sacco hanno dimostrato :
a) che il problema dei rifiuti riguarda tutti;
b) che le popolazioni non sono più quelle “ scarsamente reattive “ che avevano subito in passato ogni tipo di scelta.
Associazioni, Comitati, cittadini si sono mossi come un unico e compatto “corpo sociale” che si difende oggi per difendere i propri figli domani.
Nel corso della passata settimana molti cittadini si sono riuniti di nuovo per attivare ulteriori e nuove azioni di lotta. E’ necessario che chi grida contro i famigerati ambientalisti e li definisce nemici del progresso e dello sviluppo economico si convinca che non c’è alternativa a creare sviluppo in perfetta sintonia con la salvaguardia dell’ambiente. La storia della sventurata vicenda degli inquinamenti della Valle del Sacco, ora ormai tristemente nota come la valle dei veleni, sta a dimostrarlo.
Un ringraziamento grandissimo va rivolto a tutti gli organizzatori e collaboratori che hanno sottolineato come la manifestazione di sabato 8 luglio 2017 è l’ avvio di una campagna che vede unite le popolazioni della Valle del Sacco nelle iniziative che, con gli strumenti del confronto democratico e della legalità, hanno come obiettivo irrinunciabile il ritiro del progetto per Colleferro e di altri che , analogamente, propongono l’ incenerimento dei rifiuti, come quello della Marangoni di Anagni.
Una politica che si dimostra attenta agli interessi di parte ma lontana dai problemi e dalle esigenze delle persone, che chiude e smantella gli Ospedali, riduce i servizi di assistenza, indebolisce le risorse dei territori è una politica miope, autolesionista, destinata al fallimento.
DAS Diritto alla Salute
Associazione ANAGNI VIVA
LEGAMBIENTE Circolo di Anagni e Sgurgola
Comitato OSTERIA DELLA FONTANA
Comitato SAN BARTOLOMEO

Leggi tutto...

Americo Roma ora è l'unico candidato ufficiale del PD a Ceccano

americoroma 350 260riceviamo da Di Stefano, PD e pubblichiamo: "Americo Roma attualmente è l'unico candidato ufficiale del Partito Democratico"
Davide Di Stefano, candidato segretario al recente Congresso del PD di Ceccano esce allo scoperto: "Abbiamo perso un Congresso con il 27% dei voti con una lista in cui il più vecchio candidato aveva 34 anni. Abbiamo portato una proposta politica ed amministrativa strutturata e innovatrice, per il Partito e per la Città. L'abbiamo pensata e scritta con incontri pubblici, con la collaborazione di tanti cittadini ed oggi è rappresentata da un gruppo di dirigenti del PD eletti in Congresso e da quello che fino ad ora è l'unico candidato ufficiale del Partito Democratico, Americo Roma."
"Querqui e Tambucci" continua Di Stefano "si appropriano del simbolo del nostro Partito, con una tessera fatta negli ultimi 10 giorni prima del Congresso, senza mai essersi confrontati con i dirigenti e con il Circolo democratico cittadino. Nel Direttivo in cui si sono ufficializzate le Primarie, a precisa domanda, nessun Dirigente eletto del PD ha dato appoggio o sostegno palese a Querqui o a Tambucci. Attendiamo ancora di sapere ufficialmente chi sono gli uomini del PD che appoggiano i Farmacisti, che tanto vengono proclamati sui giornali. La raccolta firme a Sostegno di Americo Roma procede spedita e vede impegnati tanti tesserati e soprattutto dirigenti del PD di Ceccano. Sono tantissimi i cittadini che stanno sostenendo Americo Roma e un vero cambiamento, rappresentato da proposte concrete e non da vuoti proclami. La nostra è la candidatura di progetto riformatore e di un giovane uomo innovatore di 34 anni che è attivo da sempre nel Partito Democratico e soprattutto nella vita pubblica di Ceccano, con progetti e proposte. Invito tutti a prendere le proprie responsabilità in vista di Primarie estremamente importanti e delicate che possono determinare in modo definitivo un futuro diverso per Ceccano e i Ceccanesi. Noi, come Lista PD "Primarie delle Idee", regolarmente eletti nel Congresso cittadino, sosterremo e voteremo il vero cambiamento e la vera innovazione, rappresentata nel Centrosinistra oggi solo da Americo Roma"

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici