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La prima diretta streaming di UNOeTRE.it

Dirette Video

Vaccinazioni, Strutture, Carte sanitarie elettorniche

1e3it ombra 350quLa Regione Lazio ha concluso, forse completamente, la vaccinazione anticovid 19 di tutto il personale sanitario oltre che degli ospiti nelle Residenze Sanitarie. Nello stesso tempo ha annunciato da lunedì 1° febbraio 2021 l’avvio delle prenotazioni e l’inizio delle vaccinazioni dall’8 febbraio. Dopo alcune incertezze, dovute al blocco delle pagine web regionali di registrazione, si sono avviate le vaccinazioni di oltre 200mila ultraottantenni del Lazio.

Nel momento in cui consideriamo positivamente i primi passi ci permettiamo anche di evidenziare aspetti che meritano ugualeLocandina sanità 12feb21 300 min attenzione. La domanda che facciamo è: perché debbono essere i cittadini a prenotarsi e non invece la Regione, attraverso i propri uffici periferici, a predisporre il calendario vaccinale? Solleviamo questo aspetto non solo per evidenziare le difficoltà di molti nostri concittadini, in avanzata età, a utilizzare il mezzo elettronico ma in particolar modo per evidenziare proprio il ritardo che la Regione Lazio ha accumulato nel dotarsi di sicuri ed efficaci strumenti informatici per collegarsi con i cittadini, con i propri uffici, e con le altre istituzioni territoriali.

Riteniamo che ci siano strutture ospedaliere rese inattive che possono proficuamente essere riutilizzate, sollecitiamo doverosamente la predisposizione di un rinnovato impegno dell’estesa rete dei medici di famiglia e vorremmo che si colmasse il grande ritardo dell’indispensabile adeguamento delle funzionalità, previste in fase di progetto, delle carte sanitarie elettroniche. Tutti aspetti sottovalutati e che al contrario meritano di essere messi all’attenzione delle Istituzioni e seguito da tutti con sistematicità e tempismo.

Di questi argomenti Ina Camilli e Angelino Loffredi ne parleranno con il dottor Arturo Gnesi e con la dottoressa Emanuela Piroli in una diretta organizzata da UNOeTRE.it su Facebook per venerdì 12 febbraio 2021, coordinata da Ignazio Mazzoli. (vedi locandina a lato)
La trasmissione si svolgerà dalle 17,00 alle 18,00 (all’incirca un’ora, poco più poco meno) con interventi di 5 minuti per ciascuno.

La Redazione di UNOeTRE.it si accinge, con questo impegno, a fare di questa trasmissione la prima iniziativa di interventi regolari in video, complementari all’informazione scritta già in rete del giornale.

 

 

 

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UNOeTRE.it e le donne

UNOeTRE.it e il Forum di Lina Paniccia

20anni_di_UNOeTRE.itdi Maria Luigia Pietrobono - Le caratteristiche di novità di unoetre.it sono state egregiamente espresse da Ivano Alteri in un articolo uscito qualche giorno fa, in cui spiegava anche il significato della intestazione del giornale e cioè gli articoli Uno e Tre della Costituzione italiana riguardanti rispettivamente il lavoro e la tutela dei diritti umani.

Personalmente l'aspetto che trovai assolutamente interessante ed innovativo, all'inizio di questa avventura, fu la proposta di Ignazio Mazzoli di riservare, nel quotidiano, uno spazio alla questione femminile: un forum intitolato ad Angela Paniccia Pietrobono che doveva essere un luogo in cui si discutesse di parità di genere e diritti umani anche con gli uomini.

La intitolazione fu determinata dal fatto che Lina, una cattolica democratica e progressista, partecipò con ruoli dirigenziali alla vita del partito (comunista ndr) a cui aveva aderito all'indomani della guerra essendo anche un punto di riferimento per le più giovani.
Ella fu sempre impegnata sul fronte di battaglie essenziali per le donne quali ad esempio la creazione dei consultori, i referendum su divorzio e aborto per i quali si batté malgrado un sentimento religioso profondamente cattolico.

Nel corso dei 20 anni di unoetre, anche se con molta fatica, le donne hanno raggiunto alcuni importanti risultati, sebbene lungo ancora sia il cammino da percorrere.
Sul piano legislativo, il Parlamento italiano ha ratificato la Convenzione di Istanbul, documento fondamentale per il contrasto alla violenza contro le donne.
Sono state votate leggi che inaspriscono le pene per gli uomini violenti e prevedono la loro rieducazione, altre sui congedi parentali.

Sul piano culturale, in questi ultimi anni, uno splendido lavoro è stato iniziato dalla fondazione Nilde Iotti, impegnata nel promuovere le figure femminili che dalla Resistenza in poi hanno illuminato la storia repubblicana.
Come ha ricordato Livia Turco, in occasione delle celebrazioni del 2 giugno, l'impegno delle donne è sempre stato fondamentale per la storia di questo Paese ma tale contributo è irresponsabilmente sottovalutato e calpestato nella mancanza di diritti e di pari opportunità nel lavoro e nella società.

D'altro canto, se passi avanti sono stati fatti, alcune occasioni sono state clamorosamente perse dalla politica italiana; è il caso della campagna HeForShe, lanciata dalle Nazioni Unite nel 2014 per mettere in luce la necessità di coinvolgere gli uomini nella lotta per l'uguaglianza di genere.
Presentata in Italia dalla Senatrice Fedeli con la presidente di UNWomen (io ne scrissi su queste pagine) ha trovato ben poco appoggio, l'adesione di pochissime istituzioni (tra le altre la Vodafone con Presidente Colao) e meno di 18000 individui (la metà rispetto alla Francia ed un quarto rispetto al Regno Unito).

Del resto che l'Italia sia ancora lontana da una effettiva parità di genere si è da ultimo confermato in modo eclatante quando le parlamentari italiane, in maniera trasversale, hanno dovuto chiedere al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di modificare la composizione della task force economica, da lui nominata durante la pandemia,a causa della sotto-rappresentazione della componente femminile.

Stessa dinamica, ha spinto il Ministro Provenzano a rifiutare la partecipazione al Convegno virtuale delle città intermedie nella ricostruzione dell'Italia dopo la pandemia; accortosi che sindaci, docenti universitari ed esperti invitati erano tutti uomini, ha scritto agli organizzatori dicendo "chiedo scusa a chi ha preparato il Convegno ma vi prego di togliere il mio nome dalla lista che è l'immagine non di uno squilibrio, ma di una rimozione di genere".
Ogniqualvolta operiamo una rimozione di genere, dimentichiamo anche quei diritti umani che furono enunciati per la prima volta da Hillary Clinton alla Conferenza di Pechino nel 1995 parlando delle donne.
Per un vero progresso prese di posizione simboliche quali quella del Ministro Provenzano, pur lodevoli, non sono sufficienti se non saranno accompagnate da interventi importanti a livello legislativo, specie nel campo dell'educazione, anche sbloccando i tanti disegni di legge giacenti in Parlamento, tra cui quello sulla parità di genere nei libri di testo (Po.li.te) presentato già nel 1997 con l'allora governo Prodi.

La scuola è, infatti, fondamentale, insieme alle famiglie, per scardinare gli stereotipi di genere.
Abbiamo fiducia che le cose miglioreranno ma dobbiamo sempre vigilare che piuttosto che andare avanti si torni indietro rispetto a diritti e conquiste che riteniamo acquisiti per sempre.

 

 

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Mastracci: Cos'è stato UNOeTRE.it per me?

Daniela Mastracci, docente di Storia e Filosofia al liceo di Ceccano. E' stata impegnata anche nella Redazione di UNOeTRE.it

20anni1e3it minHo saltato il giorno perché i giorni, in questi giorni, passano quasi in uno stato di torpore adrenalinico.
Lo so, è una contraddizione in termini, ma forse restiamo a bocca spalancata dinanzi alla contraddizione perché non siamo più abituati a vederle, a sentirle, a pronunciarle. Il discorso si fa piano, lineare, senza increspature, quasi a specchiare una realtà altrettanto piana, lineare, senza increspature. Illusione, soltanto una menzogna lenitiva, ci fa star tranquilli e fiduciosi che la realtà non sia pregnante e vibrante di non detto, di non fatto, non visto, e però quel non visto si fa tanto più magmatico e potente, perché celato allo sguardo di chi non vede doppio, come quando si fissa lo sguardo davanti a sé verso un punto lontano e all'improvviso quel punto si sdoppia e non capisci più quale sia vero e quale un'illusione ottica. Ecco qui sta il punto: forse in quel doppio c'è il vero, in quel vedo e non vedo, in quelle pieghe sfumate, in quei contorni indefiniti. ....allora forse dire torpore adrenalinico può riuscire più comprensibile: un così tanto da fare che addormenta le facoltà del giudizio, della memoria, dell'attenzione all'altro, delle relazioni, delle cose importanti della vita: un fare senza fine, addormenta i sentimenti, dilaziona, rimanda...e allora poi dimentichi.

Ma ad un certo punto dici basta: ora mi fermo e ricordo, ora penso agli amici, penso ai pezzi della mia vita che non voglio perdere: alla memoria va la custodia degli affetti, delle persone che mi hanno dato e a cui spero di aver dato, relazioni vissute in reciproca fiducia e stima, in accordo, impegno, determinazioni in comune, amicizia...danielamastracci 350 260 min

E allora ho saltato il giorno ma non ne salto ancora, e scrivo che Unoetre è stato incontrare, scrivere, inviare, parlare, organizzare, invitare, leggere, studiare, correre, correggere, non rimandare, rispettare... Condividere, e nel senso più umano e concreto, nel senso di idee insieme, di progetti insieme, di scambio, di consigli, di obiettivi...di forze che si sono fatte forza una con l'altra.
E tutto questo non si dimentica, è scritto dentro, in quel posto dove non arriva vento a spazzarlo via.
Ringrazio Ignazio Mazzoli e Angelino Loffredi perché sono stati loro a farmi incontrare Unoetre.

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Auguri per oggi e domani a UNOeTRE.it

Ina Camilli, si definisce una lettrice storica di UnoeTre, ma lei è una dirigente popolare, coordinatrice del Comitato Residenti Colleferro e animatrice di lotte per la difesa dell'ambiente, contro l'inquinamento della Valle del Sacco e per la tutela e sviluppo della sanità pubblica.

20anni1e3it minAuguri alla redazione di UNOETRE che oggi compie 20 anni di attività per merito del suo direttore e collaboratori, un piccolo gruppo editoriale, che ha saputo mantenere un rapporto diretto con i lettori, senza i quali questo traguardo non sarebbe stato possibile.
In questo lungo lasso di tempo il mondo della stampa e del giornalismo ha conosciuto profonde trasformazioni, la cosiddetta “rivoluzione digitale”. Ha dovuto fronteggiare l’innovazione tecnologica, dovuta al progresso dell’informatica, e il cambiamento sociale, adeguandosi alle esigenze comunicative di un mondo interconnesso, continuamente in movimento.

Gli addetti al settore dell’informazione si sono trovati di fronte a implicazioni e sperimentazioni sempre nuove: per una redazione che vive di passione e costanza come UNOETRE raggiungere questo traguardo di continuità e di efficacia comunicativa è un vero primato.
UNOETRE oggi può con grandissima soddisfazione festeggiare i suoi 20 anni di attività e di presenza nel mondo dell’informazione per aver saputo sostenere la sfida tecnologica e interpretare il tumultuoso processo di trasformazione mediatica, superando intuibili difficoltà quotidiane legate alla dimensione virtuale della rete, accessibile ma talvolta invasiva e poco affidabile.

E lo ha fatto costruendo rapporti di collaborazione con quei corpi intermedi della società civile,Ina Camilli 350 min spesso ignorati in tanti contesti, a cui ha saputo dare e con loro condividere molte delle battaglie “scomode” in favore dei diritti fondamentali di cittadinanza. Proprio quelli che molti soggetti sociali non rivendicano più e che la redazione di UNOETRE mette al centro della sua linea editoriale, perchè “un giornale migliore crea migliori lettori” attraverso una informazione di qualità.

Preziosi e da preservare sono quindi la funzione di stimolo al pensiero e il ruolo informativo-culturale di UNOETRE: come testata locale indipendente dai gruppi di potere editoriali di grandi dimensioni, impegnata sul territorio come una sorta di osservatorio, e al contempo aperta alle istanze globali e all’accoglienza delle diversità, essa rappresenta un piccolo ma solido baluardo di democrazia e di verità, una garanzia di impegno critico, in grado di risvegliare e alimentare nei lettori l’interesse per la conoscenza dei fatti, la cultura nella sua interezza e la partecipazione alla politica, presupposti indispensabili per vivere la cittadinanza in modo attivo e consapevole.

La testata di UNOETRE ha il merito di essere uno rimasto, dopo 20 anni, uno strumento di novità, di impegno civile e di crescita politica nel panorama dell’informazione, che non conosce uguali, riuscendo a mantenere vivo e sempre aperto il dialogo con gli attori della società.
UNOETRE ha infatti offerto ai suoi lettori una informazione attenta, scevra da manipolazioni, su temi di primo piano di interesse locale, nazionale e internazionale, come anche su questioni meno d’impatto e spesso trascurate dai grandi circuiti comunicativi: trattando argomenti che si sottraggono al clamore facile e al sensazionalismo scontato, alle indiscrezioni e retroscena, ha dimostrato grande sensibilità e vastità di orizzonti.

Ha raccontato fatti salienti che accadono nella politica dentro e fuori i confini della Valle del Sacco, testimoniato la quotidianità delle nostre comunità cittadine e lo stato ambientale dei nostri territori negli aspetti più delicati e dolorosi, come la mancata bonifica, la deindustrializzazione dell’area del frusinate e la crisi occupazionale nel settore economico, distinguendosi nel panorama locale per quell’urgenza di portare nei propri articoli giustizia, diritti e solidarietà verso le componenti meno forti della società e più esposte a soprusi e violazioni.

La versione digitalizzata del giornale è consultabile in modo gratuito e senza difficoltà nel suo ricco e multiforme ventaglio di tematiche trattate, che spaziano dalla politica alla cultura, dalla società all’etica, dall’arte alla salute e allo sport.
Liberamente fruibili dagli utenti, le pagine del giornale raggiungono un pubblico vasto di lettori, tra i quali rientro anch’io, fino a raggiungere un pubblico indistinto ed eterogeneo qual è quello della rete.

La redazione di UNOETRE vanta un patrimonio di conoscenze ed esperienze fuori dal comune, una ricchezza necessaria per comprendere, interpretare e veicolare efficacemente a noi lettori la realtà sociale ed economica in cui viviamo.
Tra gli elementi qualificanti di UNOETRE indicano l’equilibrio di convivenza democratica e la capacità di sintesi, che vengono da quella predisposizione all’ascolto e all’approfondimento che ogni volta scopro sempre rinnovata.
Ancora emerge la scelta sostenuta con tenacia di porre al centro la tutela dei diritti umani e costituzionali, con una attenzione particolare al mondo del lavoro, dando coraggiosamente voce a chi dentro le Istituzioni rimane inascoltato e ha bisogno di far arrivare il proprio grido più in alto possibile.

A tal proposito per un servizio di informazione ancora più completo ed efficace risulterebbe utile introdurre all’interno del giornale uno spazio nuovo dedicato all’attività degli organi istituzionali a cominciare dall’attività del Consiglio regionale.
Raggiunto il traguardo di 20 anni ora è importante per questo piccolo media digitale guardare alle prospettive future ed è questa la sfida dei prossimi anni: preparare e avviare alla pratica giornalistica giovani leve, anche attraverso l’organizzazione di seminari o corsi di formazione, e soprattutto attrarre lettori giovani, spesso poco interessati alle notizie.

La crisi del coronavirus ha acuito drammaticamente le aspettative di crescita economica di moltissimi settori e riuscire a trovare un modo per i media digitali di piccole dimensioni, come UNOETRE, per reggere l’urto, in un mercato da tempo in difficoltà, non è solo una sfida, è una competizione da portare avanti nei prossimi anni con la certezza che la sua redazione continuerà a restare ancorato a valori vitali e ideali per il bene comune.

 

 

 

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I giornale della diaspora

di Ivano Alteri, fra i più impegnati fondatori di UNOeTRE.it

20anni1e3it minIn questo giugno 2020 ricorre il ventesimo anniversario di Unoetre.it e del suo antenato Edicolaciociara.it. È quindi l’occasione propizia per svolgere qualche riflessione in proposito.

Una prima riflessione che sorge, forse ovvia, è che Unoetre.it è un giornale che non c’era, ma ora c’è; perché qualcuno lo ha creato, lo ha cresciuto e lo fa vivere. È un impegno costante, quotidiano, che richiede dispendio di energie, non solo economiche, e che occupa, perciò, uno spazio importante nelle vite dei suoi redattori, sostenuti, per altro, soltanto dalla propria volontà. I suoi fondatori hanno ritenuto di dover fornire, a sé stessi, alla sinistra e a tutti gli altri, un segno di esistenza in vita, uno strumento di discussione, un luogo d’incontro, tenace e sicuro, per quei pensieri che sorgono quando si annaspa nella diaspora, e si inizia a temere la marginalità, se non l’estinzione, del proprio seme, del seme stesso della sinistra. Un segno vitale che ha particolare significato per la Ciociaria, dove Unoetre.it è nato, e dove la sinistra non ha, com’è noto, radici tradizionalmente profonde e diffuse.

Una seconda, riguarda il “mezzo” che ha consentito l’esistenza di Unoetre.it, ossia internet. Non vi è dubbio, infatti, che permanendo nell’era tecnologica delle pubblicazioni cartacee, senza il supporto informatico e la rete, il giornale non sarebbe mai nato; le difficoltà organizzative e tecniche, l’entità delle risorse necessarie ne avrebbero impedito l’esistenza. Dobbiamo all’esistenza di internet, quindi, la sua esistenza.

A seguire, ne sorge una terza, che riguarda i tanto vituperati social network, da internet germinati. Essi, nel corso di questi vent’anni, sono spesso stati oggetto di scandalo tra i dotti, per la numerosa schiera di “imbecilli” che osava esprimervi un’opinione. In effetti, abbiamo assistito ad un travaso di “imbecillità”, dal bar a facebook, senza soluzione di continuità; siamo effettivamente passati dalle superficialità espresse con la tazzina in mano a quelle pubblicate imbracciando una micidiale tastiera semi automatica. Ma forse quei dotti non hanno considerato che quel trabocco di “imbecillità” nella sfera pubblica proveniva da quell’infinità di persone che una sfera pubblica non l’avevano mai avuta, e non per incidente della storia; che essa quindi, l’imbecillità massiccia, forse era il prezzo nIvanoAlteri 350 minecessario per assurgere, un giorno, ad una discussione pubblica più evoluta, di livello superiore, ancorché partecipata da “tutti”. In altri termini, l’orgia di supposta imbecillità a cui abbiamo assistito e assistiamo potrebbe essere niente altro che “l’infanzia” di una discussione pubblica propriamente democratica, massivamente partecipata. In ogni caso, senza quei “tutti” e quegli “imbecilli”, non ci sarebbe mai stato nessuno a scrivere e leggere Unoetre.it.

In sostanza, perciò, possiamo dire che Unoetre.it è figlio delle nuove tecnologie ormai massificate, per quanto ancora in rodaggio. Ma le sue funzioni, quelle che si è modestamente attribuito, vengono da lontano; e attengono al bisogno di diffondere, in tutta umiltà, quella capacità critica sempre più necessaria ad interpretare la complessa realtà presente; cercando così di scansare i rischi di restarne prigionieri e soccombervi, per ignoranza o assuefazione. Diffondere modestamente i propri piccoli esempi di “pensiero critico” è stato il chiaro “fine” che Unoetre.it si è dato sin dalla sua fondazione.

Una quarta riflessione riguarda la collocazione politica di Unoetre.it. Essendo un giornale della diaspora della sinistra, e non genericamente della sinistra, già a partire dal nome, che si riferisce agli articoli 1 e 3 della Costituzione, il protagonista di questo anniversario ha segnalato la propria collocazione ideale, culturale e politica in una tradizione “anche” di sinistra, la Costituzione, appunto; con la consapevolezza, perciò, di essere parte di un tutto molto più ampio di sé. Ma senza rinunciare agli strumenti che la “propria” tradizione mette a disposizione di tutti, per rendersi individualmente e collettivamente consapevoli della realtà in cui viviamo immersi, conoscerla e migliorarla.

È la consapevolezza generalizzata dunque, in ultima istanza, il fine di UNOeTRE.it.

La consapevolezza di essere eredi e custodi di una tradizione ideale, culturale e politica; di un seme da cernere, preservare, accrescere e trasmettere. Ciò ha significato, innanzitutto, non gettar via quanto prodotto di originale e ricevuto in dote dagli avi politici, mentre in altri luoghi della sinistra si provvedeva, proditoriamente e incomprensibilmente, a disperderne il patrimonio.

La consapevolezza della “liquidità” della storia che stiamo vivendo; di quell’assenza di legami da cui deriva la solitudine politica, quando non esistenziale, in cui si ritrova chi si colloca a sinistra e i tanti altri uomini e donne dotati di inestirpabili sensibilità verso il prossimo e gli “ultimi”. E, a seguire, di quell’assenza di perimetri netti, necessari a distinguere questo da quello; della insostenibilità del confronto con la condizione delle generazioni precedenti, che invece di perimetri netti ne avevano, e potevano distinguere e distinguevano, perciò, questo da quello.

La consapevolezza della mancanza di rappresentanza politica, che condanna alla marginalità, ad una vita grama e ad una espressione incompiuta della propria natura il “99%” dei cittadini.

La consapevolezza, infine, che il modo migliore, più coraggioso, più lungimirante, più sicuro per preservare il seme è spargere tutto ciò ai quattro venti, a piene mani.

E seminare. Per esserci ancora, anche quando il tempo non promette niente di buono, anche quando sembra prospettarsi ogni avversità, anche quando si sente di essere al limite delle forze, prostrati, sfiniti, vinti. Anche quando tutto è, o appare, perduto.

Frosinone 28 maggio 2020

 

 

 

 

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I giorni dei nostri vent'anni

Maria Giulia Cretaro intervista Ignazio Mazzoli Direttore di UNOeTRE.it

20anni1e3it min

 

Il giro di boa dei 20 anni di UnoeTre.it. La nascita della testata è andata a coprire un vuoto nel bouquet dell'informazione locale. Quale esigenza ha mosso la fondazione di UnoeTre.it?

Il “giro di boa” per ora è un gradito augurio. Bisogna impostarlo e poi realizzarlo. Come e perché nacque? Posso essere più preciso. Nasce in un momento critico di mancanza di sedi di confronto reale. Segno evidente della crisi dei partiti quali luoghi fisici e culturali in cui elaborare programmi e orientamenti. Diventati all’improvviso (così sembrava) essenzialmente comitati elettorali al servizio di capicorrente. Un rinnovamento senza discutere non è rinnovamento è solo “revisionismo” deteriore.
La svolta era iniziata il 23 marzo ’97 al congresso dell’Eur contrassegnata dalla famosa frase di D’Alema agli imprenditori: “arricchitevi, ma create posti di lavoro”. Da quel momento in poi i diritti dei lavoratori e del lavoro verranno calpestati brutalmente. Il fallimento della Bicamerale in cui maggioranza e opposizione insieme avrebbero dovuto rileggere e aggiornare la Costituzione fu la riprova che allora un “giro di boa” avveniva e con quale fosse la posta in gioco. Il Congresso si ricorda come quello dello scontro durissimo del segretario dei DS con Sergio Cofferati segretario della Cgil. Quanto altro avvenne che gli ingenui non avevano previsto! Ci sarebbero voluti ancora 10 anni per arrivare alla svolta in cui nacque il PD con l’obiettivo di far dimenticare la sinistra del ‘900, il PCI e soprattutto il conflitto sociale. Con l’intento di avviare la più subdola campagna anticomunista attraverso gli slogan del pensiero unico che voleva far dimenticare la storia del più recente passato con la vulgata che “tutto” era cambiato.

Quindi UNOeTRE.it venne dopo?

Si. Allora capimmo bene solo che occorreva una sede di confronto e di informazione lontano dal pensiero unico neoliberista. Ci sembrò che i cittadini volessero leggere i problemi di vita delle persone raccontati dalla parte delle persone con le loro dirette testimonianze. Nacque “Edicolaciociara.it”. Aveva inizialmente una sola pagina. Eravamo in due a occuparcene Angelino Loffredi ed io. Quanti problemi tecnici ci arrivarono addosso! Quanto fu necessario imparare per essere non solo politici-giornalisti, ma anche webmaster! Generoso fu il contributo di giovani esperti come Fabio Mazzocchi e Alessandro Sau. Il giornale prende forma e crescono le pagine. Comincia a girare sulla piattaforma di Joomla! Nasce la prima Redazione, oltre me ci sono Angelino Loffredi, Ivano Alteri, Fausta Dumano e una bravissima giornalista neolaureata, Denise Compagnone. Si allargano le collaborazioni.

 

Con le Lavoratrici e i Lavoratori di ogni età

Radicata nei fondamenti costituzionali, UnoeTre.it non ha mai mancato di occuparsi di temi cardine come ad esempio il diritto imprescindibile al lavoro e la lotta combattuta passo dopo passo accanto a Vertenza Frusinate e non solo?

Qualche giorno addietro sulle pagine di FB si è sviluppato un dibattito intorno ad un importante articolo di Ermisio Mazzocchi (egoismo degli imprenditori). Uno degli intervenuti, Marcello De Santis, aprì il suo intervento scrivendo, «In questo dibattito manca il protagonista principale: l'uomo. Con la sua dignità ed il suo diritto alla felicità».
Era il 2014 quando riuscimmo a rendere indiscutibilmente evidente questa direzione di marcia. In, assoluta, coerenza con la Costituzione a cui si richiama il nostro titolo. Decidemmo che bisognava dare voce agli innumerevoli disoccupati di questa provincia. L’Amministrazione Provinciale in un suo documento denunciò 135.000 disoccupati (su una popolazione che non arriva a 450.000 abitanti). Drammatica era la condizione degli ultraquarantenni, troppo giovani per andare in pensione, troppo vecchi per essere assunti da imprenditori alla ricerca prevalentemente di giovani usa e getta e soprattutto di raccomandati dai potenti della politica per garantirsi appoggi di potere. Drammatico era il silenzio che circondava queste persone. Decine di migliaia di cittadini resi invisibili da un’informazione impegnata dietro le giravolte dei personaggi di potere. Tutt’al più di loro si parlava come dei pigri che volevano solo essere assistiti. Il chiacchiericcio interno dei partiti faceva velo alla realtà socioeconomica di questo territorio.

Si trattava di aprire una vertenza per il lavoro, il reddito mancava ed era offesa la dignità di almeno due generazioni di lavoratori buttati sul lastrico. Eravamo consapevoli che doveva essere un messaggio per rivendicare il lavoro come diritto per tutti: giovani e vecchi. Denunciammo anche con le immagini la desertificazione industriale che impoverì il nostro territorio e ne indicammo le responsabilità politiche di ogni livello Istituzionale. Lanciammo un sasso nello stagno e trovammo anche un prezioso e forte alleato, il quotidiano L’Inchiesta diretto da Stefano Di Scanno.
Partimmo da una iniziativa ad Anagni con Stefano Gavioli, il disoccupato ciclista che in bicicletta, da Mantova raggiunse il Parlamento Europeo per consegnare una lettera a nome dei disoccupati espulsi dalla produzione e non più riassunti.
Abbiamo seguito e continuiamo a seguire i disoccupati nelle loro lotte civili e democratiche dentro le istituzioni, ma anche con le istituzioni. Il nostro impegno e la nostra sfida iniziale si tradusse in un obiettivo rispettato da noi e L’Inchiesta: non passi settimana senza dare notizia dei disoccupati e della vita dei lavoratori ovunque collocati. Oggi questo mondo esiste ed è visibile. E’ stato un contributo a riaffermare il diritto costituzionale alla rivendicazione senza rinunce.
Sei anni di impegni e di lotte raccolte nella nostra sezione “Vertenza Frusinate” che ha ricevuto tantissimi contributi anche di ispirazioni diverse https://www.unoetre.it/lavorosocieta/lotte-e-vertenze/per-una-vertenza-frusinate.html

 

Per l'Ambiente

Valle del Sacco e tema ambientale: un binomio imprescindibile della realtà ciociara. La testata è sempre stata con coloro che erano in prima linea per la tutela e la salvaguardia del territorio.

Tanti erano e sono sensibili al tema dell’inquinamento in tutte le sue forme, C’è voglia di partecipazione, di stare dalla stessa parte. La bonifica della Valle del Sacco può ancora essere una battaglia vincente. Notevoli e prestigiose le forze in campo, la facoltà di Biologia della Sapienza nella persona della professoressa Margherita Eufemi, (Gruppo Lindano Fabio Altieri, Margherita Eufemi, Silvia Chichiarelli) il dottor Luigi Montano responsabile del progetto EcoFoodFertility). Ricordo tante associazioni e anche corpi dello stato impegnati (il Comando dei Carabinieri forestali di Frosinone intervenne individuando alcuni responsabili dell’inquinamento schiumogeno di tratti del fiume Sacco tra il 24 e il 30 novembre 2018)
Il punto più alto del nostro impegno fu il forte incontro da noi promosso il 25 Gennaio ‘19 presso la basilica di S. Maria a Fiume di Ceccano per illustrare anche la Mozione Muroni che avrebbe dovuto essere discussa alla Camera dei Deputati, convinti che solo l’intervento del Parlamento avrebbe potuto dare respiro ad una vertenza per l’ambiente e contro l’inquinamento che riguarda il nostro territorio insieme a tante aree del Paese. La Mozione non arrivò in alla Camera dei deputati anche per pretestuose preoccupazioni (?) giunte dal nostro territorio.
Il nostro giornale deve ancora scavare per portare alla luce quale è l’intreccio di interessi che paralizza ogni iniziativa mirante alla bonifica del fiume Sacco.
Abbiamo chiesto ripetutamente l’intervento della magistratura perché ai cittadini ed alla loro salute a tutti noi interessa la bonifica del fiume non solo la ripulitura di terreni per valorizzare aree da destinare all’edilizia spesso speculativa come il piano da 53 milioni mai diventato operativo.
Fiumi, discariche terreni orti da Colleferro fino al Garigliano sono un intero territorio offeso e mortificato
Impianti di depurazione pubblici e privati vanno verificati, gli “sversatori” abusivi vanno puniti, le encomiabili indagini dei carabinieri di cui si è parlato devono avere un seguito anche facendo conoscere nomi e cognomi degli inquinatori. Anche le Associazioni, hanno slanci generosi, ma devono ripensarsi e ripensare la loro vita interna, basta osservare la facilità con cui si frammentano, sembrano mercurio che schizza in infiniti pallini d’argento, quando si intravvedono i risultati. Quanti sindaci e politici sono alleati degli sversatori. Qual è lo stato della situazione, oggi, nella stagione del coronavirus, chi ce lo dice?
https://www.unoetre.it/lavorosocieta/ambiente.html

 

 

ignazio m.giulia 600 min

 

Per la sanità


Sanità, piaga dolente di questo territorio. Le battaglie condotte in materia di salute sono raccolte in una lunga storia raccontata con inchieste ma anche con un libro?

Grazie di questa domanda. Abbiamo dedicato tre rubriche per dare voce ai disagi nella Sanità Laziale in questa provincia: “Sanità inchiesta”, curata da Angelino Loffredi, “Sanità voci dal territorio”, avviata dal dottor Giuliano Fabi e “SaluteBenessere” a cura del dottor Antonio Colasanti.
Sanità negata? Sanità pasticciona? Anche. È una seria critica argomentata da fatti alla politica sanitaria della ragione Lazio in provincia di Frosinone. La raccontano i fatti che Angelino Loffredi raccoglie dal novembre del ’17. “Attacco alla salute” è il libro di cui si parla nella domanda e rappresenta sin dalla copertina, in maniera esplicita l’obiettivo del nostro impegno: salvare la sanità pubblica si può e si deve, lottando contro la selvaggia privatizzazione di strutture e servizi. Il covid 19 con i drammi che ha generato in questi mesi, ne ha dato ampia dimostrazione e conferma in tutta Italia in termini di intervento diffuso sul territorio e capacità di ricerca (un esempio per tutti il ruolo dello Spallanzani, ma non mancano intuizioni di altri ospedali e medici anche qui nel frusinate e be abbiamo dato documentata informazione). In larga parte dell’opinione pubblica nazionale si va affermando la convinzione che la privatizzazione della sanità lombarda sia alla base della situazione più drammatica d’Italia sviluppatasi in quella regione in particolare nelle provincie di Milano e Bergamo.
Dal 1997 in poi, in generale da parte del governo e delle regioni si attua un drastico taglio alla sanità pubblica. Abolizione degli ospedali piccoli, eliminazione drastica dei posti letto, turn over bloccato da anni e negli enti essenziali: mancano circa 60.000-70.000 tra infermieri e operatori dei servizi sociosanitari. Lavoratori delle agenzie interinali, precari, sostituiscono il personale mancante degli enti del Servizio Sanitario Nazionale e di quello Regionale. Tutto questo in un quadro generale di riduzione di diritti del lavoro.
Mancava, in questa provincia di Frosinone una ricognizione d’assieme della situazione, in cui il dettaglio non impedisse un giudizio globale. 21 articoli di Angelino Loffredi su UNOeTRE.it e contemporaneamente su L’Inchiesta quotidiano, hanno colmato questo vuoto. Una prima raccolta, che diventa libro, per una diffusione di conoscenza unitaria e non dispersiva, in poco più di tre mesi, gli articoli sono stati letti da oltre 16000 visitatori.
C’è la convinzione che nella Sanità anche il più distratto dei pazienti, coglie in pieno cosa significa privatizzazione costantemente progressiva del Servizio Sanitario Nazionale e ne dà un giudizio preoccupato e negativo.

https://www.unoetre.it/lavorosocieta/sanita.html

 

UNOeTRE.it domani 

Voce fuori dal coro e libertà d'espressione: cosa significa oggi essere un megafono indipendente dell'informazione?

Prima di tutto “spirito critico” in autentica autonomia da ogni potere, sempre e ovunque con tanta voglia di approfondire e studiare. Non si sa mai abbastanza.

L’emergenza prodotta dal Covid 19 ha dato un duro colpo alle tifoserie. Quelle nate da semplici annunci che pretendono di tracciare la demarcazione fra buono e cattivo, vecchio e nuovo. Il timore per la propria vita ha quasi di colpo riportato all’attenzione dei sentimenti la solidarietà, tanto mortificata negli ultimi due decenni e mezzo e oggi sembra primeggiare fra i valori veri da vivere. Tranne poche esasperazioni, la domanda di giustizia ed uguaglianza si ripropone con tutta la sua naturale forza.
Il voto del maggio 2019 per il rinnovo del parlamento Europeo ci ha lasciati, nel frusinate, un centrodestra al 57%. Vecchi equilibri spazzati via anche rispetto al 4 marzo 2018 che, prima di tutto, condannò duramente il PD. Noi anticipammo il giudizio su quel partito. Era la primavera del 2012 quando subì una durissima sconfitta nel voto amministrativo di Frosinone e Ceccano. Fummo i primi e gli unici a scrivere e sostenere che quello non era un incidente di percorso. Stava andando in crisi il progetto che avrebbe dovuto dare corpo al PD. Sostenemmo che era già entrato in crisi il rapporto con il tradizionale elettorato di sinistra e di parte del centro sinistra.
Oggi verifichiamo che il coronavirus ha accelerato la crisi economica, «crisi sanitaria e crisi economico-sociale si intrecciano e si condizionano a vicenda»...la natura del capitalismo dominante si mostra con effetti disastrosi e imprevedibili» (scrive P. Ciofi), avendo trovato un terreno favorevole per le già pessime condizioni del paese, che chiede con determinazione un nuovo progetto per uscire dalle difficoltà. Credo che dobbiamo indagare di più cosa si muove dentro i partiti (parlo delle posizioni non del gossip) e non solo nella società, che comunque resta il primo obiettivo di attenzione. Prima di tutto le persone e i loro bisogni.

Qualche esempio?

Prima di tutto serve un piano per il lavoro in cui siano tutelati diritti e redditi. Cito Ermisio Mazzocchi: questa “globalizzazione che abbiamo conosciuto ha impoverito la vita di milioni di persone e ha piegato il diritto al lavoro e le garanzie del welfare a logiche speculative e finanziarie”.
Un piano per il lavoro discusso con le forze sociali ed i lavoratori di questa realtà e non l’esclusiva espansione dell’idea che questa provincia sia l'immondezzaio della Regione. Significherebbe aggravare l’inquinamento di questo territorio.

Che ne sarà della FCA di Piedimonte S. Germano? Voci di stampa riportano che i francesi di Peugeot non vorrebbero includerlo negli stabilimenti da utilizzare. Che c’è di vero? Perché la Giunta regionale non fa chiarezza? Già questo stabilimento lavora a singhiozzo, come dimostrano le ore di Cassa Integrazione, conoscere cosa l’aspetta è un dovere per tutta la società frusinate e regionale. Non è ora che alle multinazionali sia impedito di fare il proprio comodo?

Due decenni trascorsi tra storie, battaglie e impegno sociale. Quale linea vede per il futuro di UnoeTre.it?

Primum vivere. Venti anni sono un bel traguardo, ma il dovere di informare come per due decenni abbiamo fatto deve continuare. Due scelte si impongono, una di argomenti ed una di organizzazione e strutturazione.

Il primo obiettivo è di aiutare, nelle nostre dimensioni. a diffondere e sostenere l’esigenza dell’applicazione integrale della nostra Costituzione, con particolare attenzione al rispetto dell’Articolo UNO da parte di chi opera nel dettato dell'Articolo 41 (l’iniziativa privata se non lo rispetta pratica solo arbitri). Significative e preoccupanti alcune affermazioni di Confindustria in questi giorni: «superamento, cioè eliminazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Attaccandosi al fatto che la ripresa produttiva necessita di forte flessibilità nel lavoro e nelle turnazioni semplificazione delle procedure amministrative, contro la ‘burocrazia imperante’ (prendersela con la burocrazia è troppo facile, ma..anche ipocrita). Il che tradotto, in termini concreti, significa di fatto annullare le certificazioni, rendere labili i controlli e lasciare mano libera alle imprese: pensiamo, ad esempio, a cosa vuol dire, in termini di appalti, sicurezza del lavoro e svolgimento delle grandi opere. Ancora, è di questi ultimi giorni, che ha quasi dell’incredibile, la richiesta di abolizione dell’IRAP (Imposta Regionale Attività Produttive) sulle imprese, cioè si chiede di abolire la tassa che finanzia il sistema sanitario.» Ce n’è d’avanzo per sostenere il rispetto integrale della legalità Costituzionale.

Argomentare e sostenere la partecipazione e la presenza popolare è compito che ci appartiene. È indispensabile in un territorio in cui la rappresentanza politica locale ha un peso non certo percepibile nella Regione e in Parlamento. Mi è chiaro che contribuire a costruire mobilitazioni è un tema complicato. Molti si sentono scoraggiati e non vedono il bandolo della matassa da cui poter ripartire. Né credo che esistano ricette pronte ma ci sono tante energie e realtà, qui e a livello nazionale che territoriale, a partire dai movimenti e dalle organizzazioni sociali, che già si muovono in un’ottica di alternativa al Pensiero Unico e alle ricette neoliberiste. Forse allora varrebbe la pena aiutare con UNOeTRe.it costruire un dibattito e una riflessione a più voci anche su questo punto decisivo. E perché non partire proprio dal Frusinate e dai suoi problemi?

Come Assicurare il suo futuro?

Si ora, deve proprio esserci, il giro di boa. Il giornale già fornisce molti servizi per la scuola, la lettura, le iniziative artistiche i diritti del cittadino e molto altro, ha 3 rubriche dedicate alle donne e gestite da autrici, allarghiamo ancora le rubriche, la prossima sarà “L'arte trovata per caso”, dedicata alle creatività comprese quelle nate durante il covid 19. Vogliamo sempre più coinvolgere i lettori a scrivere.
Invitiamo anche chi ci legge a sostenerci, è necessario per assicurare più servizi, soprattutto più inchieste. Vogliamo, pur riconfermando il carattere di impegno volontario da parte di chi  scrive, costruire una rete di sostenitori per trovare energie giovani e soddisfare la loro voglia di giornalismo libero. In molti, lettori e osservatori ci chiedono che UNOeTRE.it continui il suo lavoro: “Insieme possiamo farcela”.

 

 

In rigorosissimo ordine alfabetico i nomi di chi s'impegna con più continuità verso UNOeTRE.it

Redazione. Oltre me Ignazio Mazzoli, Valentino Bettinelli - Dottore in Scienze politiche. Vive a Ceccano; Paola Bucciarelli - Docente di storia e filosofia, di Sezze in provincia di Latina; Tommaso Cappella - Giornalista in pensione, cronista sportivo, di Ceccano; Nadeia De Gasperis: (vicedirettrice) Dottoressa in Scienze Ambientali. vive a Sora; Angelino Loffredi: Storico, già Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985; Ermisio Mazzocchi: Storico e docente universitario. vive a Ceccano.

Collaboratori. Ivano Alteri, Consulente del lavoro, fra gli animatori di UNOeTRE.it; Ina Camilli, responsabile del Comitato Residenti Colleferro; Luigi Carlini, Disoccupato sindacalista, di Ceccano; Paolo Ciofi, Saggista e Presidente Onorario di Futura Umanità, Roma; Maria Giulia Cretaro, laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, giornalista, di Veroli; Arianna Fermani, Docente di Storia della Filosofia Antica Università degli Studi di Macerata; Elia Fiorillo, giornalista e sindacalista Cisl, di Napoli; Anna Rosa Frate, dottore commercialista, Frosinone; Donato Galeone, dirigente provinciale regionale sindacale della Cisl, Roma;Alessandra Maggiani, Funzionaria Banca D’Italia, Frosinone; Fausto Pellecchia, Docente universitario di Filosofia Unicas e Sapienza, Cassino, Aldo Pirone, giornalista professionista, già de L’unità, Roma; Elisa Tiberia, Ingegnere, Ceccano.

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Uno spazio per tutti

di Loredana Ferri narratrice di Storie e di Favole, amante dei quadri d'autore. Da Ivrea

20anni1e3it minUnoetre compie vent’anni! Accipicchia… vent’anni!
Ho provato un misto di stupore e gioia quando l’ho saputo.
Unoetre, il primo giornale on-line della Ciociaria!

All’epoca deve essere stata sicuramente un’idea geniale pensata da Ignazio Mazzoli, creando un giornale virtuale, moderno, interattivo, nato in una città antica come Veroli. È così che dovrebbe andare il Mondo, sempre con uno sguardo oltre il nostro orizzonte e uno, dietro le nostre spalle.

La sua creatura, non sbraita, non scalcia, piuttosto spiega. Racconta il passato e il presente, sollevando garbatamente i problemi del Frusinate e spaziando oltre i suoi confini. I sui pensieri? Sono a sinistra, ma senza calcare la mano. I suoi autori? Raccontano la libertà, conquistata con il lavoro e lottano contro ogni forma di discriminazione sociale, favorendo l’integrazione.

In questo periodo di quarantena per via del Covid-19, forse per paura, rabbia o per altre nostre insicurezze nascoste, ci siamo aggrappati a te scrivendo in questi due mesi, i dubbi, le speranze, di questa nostra Italia malconcia. Tu, anche in quell’occasione ci sei stato.loredanaferri 350 min

Ricordo, sette anni fa, quando ho scritto per la prima volta.
La mia idea, era di scrivere racconti ispirandomi a dei quadri di pittori famosi. A Mazzoli piacque questa idea. Il mio cuore batteva a mille quando il giorno dopo ho visto il racconto pubblicato su UnoeTre. Non potevo crederci! Io, che scrivo mentre cucino e viceversa. Questo è il segreto, la carta vincente di UnoeTre, dare voce e spazio a tutti.

Grazie per darci l’occasione di scrivere su questa piattaforma. Per te saremo sempre dei cuochi, dove ognuno porta i suoi ingredienti per cucinare insieme dei piatti per tutti i palati. Augurandoci, nonostante tutto, di trovare sempre delle ricette nuove.

Buon compleanno… Unoetre!

 

 

 

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Quale sarà la futura condizione sociale?

“Andrà tutto bene”. ???

Angelino Loffredidi Angelino Loffredi - In questo lungo periodo determinato dal Corona Virus e dalla forzata clausura, c’è uno slogan che abbiamo ascoltato continuamente, un tam-tam assordante che con sbalorditiva sicurezza assicura che “Andrà tutto bene”.

Pur comprendendo l’iniziale necessità di neutralizzare il panico ed il senso di isolamento che colpiva tutti e contemporaneamente l’obbiettivo di rassicurare e far sperare in una positiva via d’uscita, con il passare del tempo comincio a pormi delle domande, sicuramente impegnative: “Andrà tutto bene” è riferito alla nostra salute fisica oppure alle condizioni sociali di tutti i cittadini?

Per quanto riguarda l’andamento e la diffusione in Italia della pandemia, i dati che ci vengono indicati mi sembrano essere promettenti, nello stesso tempo però, ritengo che i rischi di una ripresa dell’infezione rimangano sempre all’ordine del giorno perché basta una sottovalutazione delle indicazioni di protezione, per rilanciare il contagio.

Alla luce delle ripercussioni procurate dalla mancata produttività, vorrei provare invece a discutere e approfondire la questione riguardante la futura condizione sociale. I danni certamente saranno ingenti e attualmente incalcolabili. Mi limito allora ad avviare la discussione partendo dalle notizie sentite, lette e viste riguardanti l’estesa reazione delle varie categorie, associazioni, sindacati e varie corporazioni per indicare i danni ricevuti e la giusta protesta per le promesse fatte dal governo e non mantenute, oltre che le varie proposte di natura finanziaria o fiscale.20anni1e3it min

Accanto a questo variegato e scalpitante mondo esiste un’area umana che purtroppo non ha avuto momenti di ascolto, pur nei limiti dei divieti non è stata portata in piazza, non è al centro dei grandi dibattiti, mi riferisco a quella degli ultimi, dei disoccupati, dei poveri in generale, agli invisibili. Le varie sigle sindacali, per questa imperdonabile sottovalutazione hanno perso una buona occasione per dimostrare di essere le rappresentanti di tutti i cittadini, a cominciare dai più deboli. Hanno lasciato un’area di oltre cinque-sei milioni di persone priva di rappresentanza. L’insieme della discussione ricevuta attraverso il circuito dell’informazione è quella che tiene conto e privilegia le richieste dei settori economici più forti dell’economia. La necessaria lotta alla burocrazia sollecitata dalla Confindustria rappresenta (sperando di sbagliare) solo un maldestro tentativo per coprire la pretesa di avere mano libere, potrei scrivere di volere “Licenza di uccidere“ anche perchè settori economici come la Fiat (FCA) hanno rafforzato la loro influenza sull’opinione pubblica attraverso l’acquisto di la Repubblica, uno dei più letti giornali italiani.

Mi accorgo con preoccupazione che alcune posizioni come quella di Andrea Orlando, vice segretario del PD, riguardanti alcune sue riserve sulle ipotizzate garanzie bancarie da assicurare anche a settori economici ed industriali che hanno residenze in Paradisi Fiscali, non hanno ricevuto il necessario sostegno del suo partito. Potrei scrivere, per confermare, che il PD oramai è scalabile da chiunque a cominciare dai ceti proprietari.
Anche le stesse proposte del segretario della CGIL Maurizio Landini per provare ad uscire dalla crisi indicando linee di giustizia sociale mi sembrano essere sottovalutate dall’insieme della sua Confederazione.
Vorrei sottoporre a chi legge una piccola ma significativa questione riguardante il tele-lavoro a domicilio. Una forma di lavoro che da 23 anni vado auspicando https://www.loffredi.it/telelavoro-a-domicilio.html.

Ebbene chiedo di vedere meglio nell’interno di questa positiva applicazione per rilevare come, pur nella necessaria innovazione, c’è sempre chi privatizza i profitti e magari prova a socializzare le perdite. E’ necessario conoscere il numero esatto dei lavoranti a domicilio, sapere se tale condizione si voglia consolidarla, o se passata la pandemia si ritornerà alla prima soluzione. Infine c’è l’urgenza di conoscere la quantità dei lavoratori che hanno avviato tale attività con strumenti tecnici non messi a disposizione dalle aziende ma acquistati a proprio carico. Inoltre mi sembra opportuno verificare fino a che punto è estesa l’ipotesi, in tanti casi già attuata, della revoca del buono mensa. Diritto sempre valido sia quando si lavora in azienda, sia quando si opera da casa.

Fatte queste rapide considerazioni, non sento di accodarmi a chi afferma che andrà tutto bene anzi, ritengo che si debba aprire un’altra finestra di discussione legata all’altra grande affermazione: “Niente sarà come prima” eliminandone l’equivoco, l’illusione, l’ambivalenza per affrontare la decisiva questione : sarà meglio o sarà peggio di prima? E dirimerne un’altra ancora più decisiva: meglio o peggio per quali ceti, quali categorie, quali classi? Non so come andrà a finire ma dopo questi mesi mi sento di scrivere di aver visto le classi dominanti sempre più aggressive e predatorie, prive di attenzione verso gli altri ceti, ma confesso purtroppo, di non vedere l’elaborazione di una linea alternativa proposta dalle forze del lavoro che possa ridurre le disuguaglianze, che ripristini i servizi universali (sanità, scuola, ricerca), preservi l’ambiente, ristabilisca il diritto sui posti di lavoro, assicuri l’occupazione.

Ceccano 26 maggio 2020

 

 

 

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"Via dal coro". Le nuove rubriche di UNOeTRE.it

indagare 350 minC’era una volta… su UNOeTRE.it la raccolta delle Pagine di…, spazio che il nostro giornale rende disponibile ad ogni lettrice/ore, impegnata/o e fedele, perché scriva le sue opinioni (non in conflitto con l'etica giornalistica) su qualsiasi argomento.

"Ciociaria. Disappunti di Viaggio" è la prima "Rubrica" pronta all'esordio (che avverrà mercoledì 6 novembre '19), curata da Valentino Bettinelli e presentata nella pagina che si raggiunge da link che segue https://www.unoetre.it/informazione/via-dal-coro-rubriche/ciociaria-disappunti-di-viaggio.html

Oggi così nasce un nuovo spazio “Via dal coro - Raccolta di Rubriche”. Non sostituisce Pagine di…, ma introduce a lavori curati dai Redattori di UNOeTRE.it- La "Rubrica" è parte integrante della struttura del giornale in quando affronta temi definiti, annunciati dall'autore della stessa, che rivestono un interesse generale e di questi ne sviluppano aggiornamenti costanti e approfondimenti con testi, immagini e video. Le Rubriche avranno una cadenza regolare dichiarata, riguardante anche il giorno della settimana in cui sarà in rete.

- La "Rubrica" sarà gestita autonomamente dalla sua curatrice o dal suo curatore che avrà premura di: dotare il suo lavoro ogni volta di testi, foto e/o video; mantenere i rapporti con i lettori che avvieranno per e-mail un dialogo sulla materia trattata all’indirizzo che sarà segnalato nelle pagine di presentazione di ogni responsabile e in coda ad ogni pagina.

- La "Rubrica" non sostituisce e non è in alternativa al lavoro corale della Redazione, la sua funzione è e sarà quella di avvicinare il giornale ai lettori che vorranno diventare testimoni della realtà sociale in cui vivono attraverso interviste e racconti. Questa pratica di lavoro aiuterà la valorizzazione della professionalità dei Redattori che sceglieranno di dedicarsi anche a questo impegno.

Le "Rubriche" saranno promosse attraverso tutti in canali ora in uso da UNOeTRE.it: Newsetter, Social (FB, Twitter, LinkedIn, Pinterest e le notifiche di SendPulse) e quanto di nuovo potrà esser messo in essere.

 

 

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