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Villa Santo Stefano: “Poeticamente in dialetto”

VILLA S. STEFANO. Poesia dialettale 

Premiazione del concorso di poesia dialettale “Poeticamente in dialetto” - 29 agosto 2021

di Franca Colonia
Poesia Villa S. Stefano 390 270 minErnesto Petrilli vince a parimerito con Giuseppe Giorgettini la IV edizione del concorso di poesia dialettale “poeticamente in Dialetto” promosso dall’Ancescao di Frosinone con i Centri anziani del comprensorio. L’evento è stato realizzato con il patrocinio della Regione Lazio per la terza età e del Comune di Villa Santo Stefano.

Grazie a Floriana Sacchetti responsabile settore cultura Ancescao, a Franca Malizia per l’impegno pluriennale nella commissione ed a tutti gli altri che hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento . Una splendida iniziativa che vuole fermamente riaffermare l’importanza del dialetto da riscoprire e trasmettere alle nuove generazioni.
Diverse menzioni speciali e targhe ricordo consegnate fra cui quella al poeta Franco Petrilli che ha partecipato a diverse edizioni, prematuramente scomparso.
Nel corso della premiazione sono state lette tutte le 17 poesie in concorso: dagli autori, da Tommaso Cecilia e da Giovanni Bonomo.
Il premio offerto ai vincitori dal presidente del Centro anni d’argento di Villa Santo Stefano, Fernando De Filippi, è stato una “pignata” di terracotta, simbolo della “Panarda di San Rocco” che a Villa vanta tradizioni antichissime, contenente un sacchetto di ceci ed un caciocavallo locale.
3° classificato Ernesto Mastropietro “La mania degli nomi strani”
2° “Atri tiempi” di Davide Mirabella

2 Primi classificati:
-Giuseppe Giorgettini
con “Sor Mae” e
- Ernesto Petrilli con “Alesio Vallecorsano”

Questa la poesia di Ernesto Petrilli:

ALESI’ I’UALL’CURSAN’

Alessio il vallecorsano
Alè, ammazza accumm’ stei’ s’dat’,
Alè guarda come sei sudato,
accionc’t’ na cica sott’a ‘sta p’rgu’lata
siediti un poco sotto questo pergolato
ca i’munn ‘ns’ gli ha cumprat’ mai n’ciun’.
ché il mondo non se l’è comprato mai nessuno.
Anz’ ti’gli’na marz’lina,
Anzi prendi una marzolina,Poesia Villa S. Stefano 390 min
du iu’ uerd d’lla Lauina,
due olive verdi della Lavina
‘na lesca d’pan’ d’ran,
una fetta di pane di granì,
i’chell’ uin’ biancu’,
e quel vino bianco,
friscu’ d’cantina.
Fresco di cantina
Ammasci’ca pian’ pian’
mastica piano piano
I’guarda ‘sto bi’gli’ pai’saggi’:
e guarda questo bel paesaggio:
Pr’ssed’, P’sti’rz’, P’pern’, Gi’glian’,
Prossedi, Pisterzo, Priverno, Giuliano,
guarda’a m’ntagna piena d’iu’
guarda la montagna piena di ulivi
i’ d’ fiur’ d’ i’nestra giall’ uiu’.
e di fiori di ginestra giallo vivo.
I’mentr’ guerd’ S’si’rn’
E mentre guardi Siserno
T’ruid’mammocci’
ti rivedi bambino
a pascia l’crapett’,
a pascolare le caprette ,
Prciò, all’ntana i brutt’ p’nsi’r’ dalla ment’
allontana i brutti pensieri dalla mente
ca ‘a cunt’ntezza, mannaggia,
che la felicità purtroppo
dura sol’ ‘n’ m’ment’
dura solo un istante
i’ gli’p’nzier’d’lla mort’
e il pensiero della morte
Aradd’uenta‘n t’rment.
Diventa un tormento.

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