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2 giugno 2022. 76 anni di Repubblica Italiana

2 GIUGNO 2022

Una Repubblica che garantisca Pace Lavoro e Uguaglianza a tutte e a tutti

di Ermisio Mazzocchi
2 giugno ultima Perugiacomunica 400 minIl 2 giugno 1946 i cittadini italiani scelsero la Repubblica.
La vittoria repubblicana concluse in questo modo le lotte del popolo italiana per la democrazia e la libertà nello spirito della Resistenza, riprendendo l'ispirazione di quella parte del Risorgimento che si era battuta per una "Repubblica una e indivisibile".

Una Repubblica che in questi 76 anni, grazie alla sua Costituzione, ha saputo respingere ogni tentativo interessato a tradirne la sostanza democratica: due falliti colpi di Stato, il terrorismo e le molteplici azioni per svuotare i suoi valori di progresso, di solidarietà, di libertà.
Una Repubblica costituzionale che ha consentito la trasformazione economica e sociale del paese. Nel corso della storia della Repubblica sono stati ottenuti grandi risultati.
Lo Statuto dei lavoratori, le 40 ore lavorative, una regolamentazione degli straordinari, la revisione del sistema pensionistico, il diritto di assemblea, la legge sul divorzio e quella sull'aborto.

La Repubblica italiana, cha ha avuto origine dalla Resistenza e da un Referendum popolare - a Frosinone la Repubblica ebbe il 43,3% -, continua il suo iter per l'affermazione costituzionale dei diritti sociali.
I fatti dicono che il percorso non si è ancora compiuto e siamo molto lontani, nonostante i molti traguardi raggiunti, dalla quella parità dei diritti, sanciti dalla Costituzione.
La costruzione di un sistema democratico fondato sul pieno riconoscimento delle libertà e dei diritti è ancora un problema, tanto che sono aperti i modi di come giungere a una loro soluzione.

Una ricorrenza, quella del 2 giugno, che cade in un periodo critico per l'Italia aggravato dai danni provocati dal Covid19 e dalla guerra russo-ucraina.
Permangono nel Paese le disuguaglianze e sono sempre più vistose.
L'occupazione ristagna, il precariato dilaga, prospera il lavoro nero, cresce il lavoro povero con retribuzioni che portano alla soglia della povertà, l'inflazione incalza con un aumento del 6,9%, i redditi di milioni di lavoratori sono falcidiati dal caro energia, avanza la schiavitù legalizzata.
Ne sono un esempio i sessantamila rider con contratti capestro e sfruttamento impietoso con il massimo profitto da parte delle piattaforme - società di delivery food: Giovo, Deliveroo, Uber Eats, Just Eat, le quali hanno un guadagno netto, senza nessun rischio di impresa, di circa due euro per ogni consegna.
Gli introiti milionari permettono a queste società di quotarsi in Borsa e di essere sponsor di squadre sportive a livello nazionale e fare pubblicità milionarie su emittenti televisive nazionali.
I contratti nazionali di altre categorie lavorative hanno minimi retributivi da lavoro povero e, secondo il ministero del Lavoro, riguardano un terzo dei lavoratori italiani.

Realtà drammatiche con un pesante impatto sul reddito delle famiglie che subiranno una perdita del potere di acquisto di quasi cinque punti.
Una situazione che richiede un programma di ristrutturazione del sistema contrattuale e salariale. Inutili sono gli aumenti una tantum proposti dal Governatore della Banca d'Italia. Occorre, come sostiene Orlando, adeguare i salari italiani all'inflazione. Le chiusure degli industriali a queste proposte vanno respinte.
La lotta alle disuguaglianze passa necessariamente attraverso una riforma dello Stato rivolta a una concreta possibilità di una vita migliore.
Un obiettivo che implica una partecipazione ampia di forze sociali e politiche in grado di mettere in campo un vasto movimento di cittadini a sostegno di un cambiamento del paese. Soprattutto serve una straordinaria e costante presenza di popolo per assicurare nuove, reali condizioni di parità economica e sociale. Per esigere una Repubblica che si batta per per una Pace certa, duratura che sia garantita a tutti i popoli capace di assicurare soluzioni anche alle più difficili controversie fra Stati.
Il futuro dell'Italia riguarda tutti e non può essere una questione in cui prevalgano posizioni corporative.

Il PD, partito progressista e democratico, dovrebbe essere il motore di questi cambiamenti, la forza propulsiva per affermare i diritti per il lavoro e del lavoro.
Dovrebbe proiettarsi in una dimensione sociale, affrontare prioritariamente le questioni di fondo della società italiana e presentare una proposta complessiva di ampio respiro sociale e di una rinnovata cultura di governo. Ma si accusano forti ritardi e talvolta vistose assenze che devono essere prontamente recuperati per essere accreditati come un partito riformista e dei lavoratori di ogni categoria sociale e dalla parte delle aree più deboli del paese.

La Repubblica italiana, che ha vissuto momenti drammatici e ottenuto risultati apprezzabili, è l'unico strumento per affrontare i problemi con le regole democratiche sancite dalla Costituzione.
Il nostro presente è il risultato di quella stagione uscita dalla Resistenza e vissuta in questi anni in modo intenso.

Avremo una stagione della Repubblica gravida di difficoltà e di aspre lotte, ma che saranno affrontate con straordinaria partecipazione dei cittadini in cui sono fortemente radicati i valori di uguaglianza e democrazia.
La Repubblica è la speranza, ma anche la certezza per proseguire la costruzione del futuro nella luce della pace.

Così deve essere, così lo fu allora: "Era una giornata straordinariamente bella. Dopo quel passaggio di nuvole mitiche (...) era tornato il sereno e il sole splendeva liberamente senza che nulla si frapponesse tra la città e la sua luce". (da Petrolio di P. P. Pasolini).

2 giugno 2022

 

 

 

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