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25 aprile, oggi nel 2021

25 APRILE 2021

Il 25 aprile non deve essere solo memoria

di Ermisio Mazzocchi
25aprile 350 260Non solo memoria il 25 aprile, ma anche simbolo della democrazia. Un giorno di festa per la libertà. Il giorno della sconfitta definitiva del fascismo e del nazismo. La lotta di un popolo per eliminare la dittatura e costruire la democrazia, per diffondere i valori della libertà, della solidarietà, della cooperazione. In questo giorno si celebra il sacrificio dei partigiani, uomini e donne, dei cittadini uccisi nelle stragi nazifasciste, di quanti combatterono la dittatura. Si conclude così un lungo periodo di lotte antifasciste, oltre che in Italia, anche in altri paesi come la Francia, in cui molti nostri cittadini combatterono e morirono per la Resistenza francese. Tra questi Carlo Pozzi fucilato per propaganda sovversiva, Vittoria Nenni deportata ad Auschwitz, suo marito Henry Dabeuf e l'italiano Riccardo Boatti fucilati per propaganda comunista.

Oggi la Resistenza ha il più alto significato nella Costituzione Repubblicana, che unisce il popolo italiano e garantisce i diritti della democrazia.

Sono molti i tentativi di scardinare la Costituzione, indebolirne i suoi principi e ridurre l'antifascismo a icona del passato. Essi vanno combattuti e sconfitti. L'antifascismo raccoglie i sé gli ideali più alti delle democrazie avanzate e progressiste come la libertà, la pace, la giustizia, la tolleranza, la solidarietà. Le destre oggi identificabili in FdI e nella Lega agiscono per negare la democrazia come risultato dell'antifascismo, rifugiandosi nella formula "memoria condivisa" e cercando di portare nell'oblio ciò che è stato il ventennio fascista. Noti i tentativi di dedicare il 25 aprile ai caduti di tutte le guerre. Il disegno è quello di cancellare la cultura dell'antifascismo, la cui caduta porterebbe a disconoscere i suoi valori e a ridurre il peso della Costituzione. Assistiamo ogni giorno a manifestazioni che spingono verso lo svilimento dell'antifascismo con comportamenti che tendono a introdurre i germi di una destra sovranista e antieuropea. Numerosi sono gli atti con questi intenti, compiuti da organizzazioni inneggianti al fascismo, sui quali tace la Meloni. Si tratta di segnali preoccupanti. Il 28 ottobre 2019 ci fu una cena di commemorazione della marcia su Roma; il 21 aprile facinorosi di destra inneggiavano con la bandiera alla Repubblica sociale italiana (RSI) all’interno del Monumento dei Caduti di Paliano; due giorni fa la Gioventù nazionale, una organizzazione giovanile di FdI, celebrava un criminale di guerra nazista, tra i fondatori del fascismo e poi ufficiale delle SS naziste.

Germi di un processo di formazione di una cultura antidemocratica, anticostituzionale e antieuropea, componente di una destra compatta e aggressiva. Non isolata dal resto dell'Europa. L'Ungheria e la Polonia sono paesi governati da forze di destra, che violano lo stato di diritto. In Germania prende sempre più piede Bernd Lucke, nuova stella polare del populismo di destra, che si candida alle prossime elezioni federali di settembre per sostenere gli esclusivi interessi dei tedeschi e che invoca l'uscita dall'euro e il ritorno al marco.

Celebrare la Resistenza è essenziale per rafforzare e allargare il fronte della democrazia e intensificare la lotta alle pulsioni autoritarie e sovraniste. Quel simbolo deve far lievitare la democrazia rivolta a garantire con i suoi strumenti diritti e giustizia, progresso e sviluppo. Un ancoraggio vitale nel momento in cui in Italia il prossimo confronto elettorale sarà inevitabilmente tra sinistra e destra o, se si vuole, tra le nuove formazioni di centro-sinistra e centro-destra.
Le forze che si riconoscono nei valori della Resistenza e dell'antifascismo e soprattutto, la più rappresentativa della tradizione democratica ed europeista, il PD, dovranno affrontare una sfida inedita alimentata da quegli stessi valori che sconfissero la dittatura e garantirono la democrazia.

24 aprile 2021

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