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Isole Vicine

 I libri di Diego

 Isole vicine. L'arcipelago delle Isole Eolie e le comunità umane nella preistoria mediterranea

di Diego Protani
isole vicine 350 minIsole vicine. L'arcipelago delle Isole Eolie e le comunità umane nella preistoria mediterranea

Autore : Maria Clara Martinelli
Editore: Edizioni di Storia e studi sociali
Sinossi: La presenza umana si inserisce tardi, solo a partire dal Neolitico, in questo paesaggio nato dai vulcani, difficile da raggiungere poiché il mare condiziona la mobilità, gli spostamenti e il tempo. Il volume ne racconta la preistoria e la protostoria, sulla scorta delle ricerche e degli studi, fondamentali per l'intero Mediterraneo, di Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier, condotti nelle Eolie dal 1950 al 2000, e con l'attenzione dovuta al lavoro di altri studiosi, che hanno ampliato notevolmente, soprattutto dal 1990, la bibliografia archeologica dell'arcipelago tirreno. L'Autrice traccia dapprima la storia degli studi e la linea del tempo, raccordando le attività vulcaniche con le fasi culturali delle comunità umane che hanno abitato l'arcipelago, per poi focalizzare, in ordine cronologico, il Neolitico e l'età del Bronzo, dei quali sottolinea gli elementi caratterizzanti delle diverse facies culturali.

Intervista a Maria Clara Martinelli

1) Come è nata l'idea di questo saggio e quanto sono durate le ricerche?
Lavoro nelle isole Eolie dal 1990 e nel corso del tempo sono stati avviati molti studi e ricerche delle quali alcune concluse e altre ancora in corso. Ogni tassello, ogni traccia serve per guardare alla vita dei nostri lontani antenati. Per esempio l’insediamento dell’età del Bronzo (1500-1300 a.C.) di Portella a Salina fu scoperto nel 1954 e poi ho ripreso le indagini nel 1999-2000 che si sono concluse nel 2008. Non si tratta solo di scavare da buon archeologo, ma bisogna restaurare, catalogare, studiare, documentare, analizzare ecc.. Per fare questo, oltre al mio lavoro ci sono tanti altri ricercatori che si occupano delle Eolie in modo diretto sul territorio e indiretto attraverso studi che si confrontano con quelli eoliani. La ricerca scientifica si può leggere su riviste specializzate che raccolgono articoli su specifici argomenti. Mi sono resa conto che era necessario riunire in un unico volume gli studi condotti nelle Eolie per dare una visione generale che possa aiutare a ricostruirne la storia passata.
Nella ricerca delle preistoria mediterranea l’arcipelago eoliano può considerarsi un laboratorio a cielo aperto.

2) Lei nel libro cita gli studi di Madeleine Cavalier. Quanto sono stati importanti?
Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier sono stati i due archeologi che hanno costituito il Museo Archeologico di Lipari attraverso le importanti ricerche condotte a partire dal 1948 nell’arcipelago. L’importanza dei loro studi è internazionale ma ha soprattutto contribuito in modo determinante alla ricostruzione della cronologia culturale della preistoria e della protostoria del Mediterraneo. Il Museo oggi porta il nome del suo fondatore, Luigi Bernabò Brea.
Madeleine Cavalier per me è stata un insegnante fondamentale e ancora oggi mi confronto con lei e ascolto le sue osservazioni. Ho imparato molto da lei soprattutto nella pratica: dalla ricerca scientifica all’organizzazione di un museo, con i magazzini e gli archivi.

3) Come si legge nel libro ci sono stati anche degli scambi nel Tirreno Meridionale. Quindi è stato un punto logistico per lo sviluppo dell'economia del periodo?
L’arcipelago fin dal Neolitico costituì un luogo dove raccogliere ossidiana (presente solo a Lipari) e sfruttare questa materia prima per gli scambi a lunga distanza. Dall’età del Bronzo le Eolie ebbero una importanza strategica per la posizione geografica nel basso Tirreno sulla via delle rotte che dall’Oriente percorrevano il Mediterraneo per la ricerca di metalli e materie prime preziose. L’economia di questo periodo si avvalse di beni “esotici” come
raffinate ceramiche micenee ma anche di merci contenute nel vasellame. Per esempio olii profumati. Ma soprattutto era il metallo (rame +stagno=bronzo) che circolava con metallurghi itineranti. Nelle Eolie la presenza di forme di fusione, cioè manufatti di pietra con l’impronta dell’oggetto che si doveva realizzare attraverso la fusione del metallo, è costante nei villaggi di questo periodo. Questo vuol dire che la fusione era un attività eseguita nel villaggio.

4) Quanto è stato rivoluzionario il nuovo modello di architettura abitativa sulla Rocca del Castello ?
Direi che il termine “rivoluzionario” si adatta meglio alla scoperta di questo sito. Negli anni 1950-1960 non era immaginabile che sotto le macerie del campo di concentramento fascista potesse conservarsi una stratigrafia archeologica di 10 metri. Dal neolitico all’età romana. Durante la preistoria e anche nelle epoche successive, la scelta di vivere in questo luogo fu determinata dalla sua forma, una cupola di lava (duomo riolitico) a picco sul mare, che assicurava una protezione naturale all’insediamento.

5) Quale è il messaggio che vuole inviare con questo saggio e a chi è rivolto oltre agli studiosi della materia?
Il mio desiderio è stato quello di fornire ai lettori una sintesi aggiornata sull’archeologia preistorica delle Eolie, una specie di manuale per tutti quelli -studenti, appassionati,
studiosi- che vogliano conoscere la storia più antica di questo piccolo arcipelago così ricco di testimonianze archeologiche. La presenza nei capitoli anche di dati ancora inediti può essere un incentivo per gli studiosi.
La storia di queste “Isole Vicine” dimostra come l’isolamento può far conservare le tradizioni ma anche sviluppare forme di creatività; può allontanare ma anche avvicinare perchè il mare è da sempre la principale via di comunicazione tra le comunità. L’immagine iconografica che più rappresenta questo mondo è per me la tazza “narrante” di Filicudi che ho scelto per la copertina del libro. Scoperta durante lo scavo di una capanna nel villaggio di Filo Braccio dell’antica età del Bronzo riporta sulla sua superficie il disegno del mare, le barche e una figura umana.

 

 

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