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Il Vecchio e il Mare. Un sempreverde

 LIBRI

Due anime disperate e ferite, quella del pescatore e quella del pescespada 

di Rossana Germani
Il vecchio e il mare di Hemingway la solitudine delluomo nella natura minCome ogni 15 giorni mi appresto a dover/voler recensire un libro ma trovo sempre una gran difficoltà a sceglierne uno. Lavorando provvisoriamente (purtroppo) in una biblioteca, mi passano tra le mani molti libri. Vorrei leggerli tutti o averli già letti tutti ma poi penso che il piacere che provo derivi proprio da questa voglia di leggere tutti questi libri che stanno lì in fila, uno di seguito l'altro, nei vari scaffali contrassegnati da lettere e nei vari ripiani, ognuno con il proprio numero, ognuno con la propria posizione e che non aspettano altro che qualcuno li prenda e viaggi attraverso loro, ma mi rendo conto che non basterebbe una vita intera per farlo.

Così ogni volta mi trovo davanti a mille bivi. E non so quale prendere e da dove incominciare il mio viaggio. Questo viaggio che sempre mi coinvolge e appassiona.
Mi sento piccola piccola davanti a sì tanti illustri scrittori e ogni volta che provo a fare una recensione penso di non essere all'altezza del mio compito perché non ho alcuna qualifica specifica per farlo. Ma quasi sempre ci provo. A volte mi viene facile, altre volte inizio ma poi mi dico che non posso permettermi di dare un giudizio su una grande opera. E a volte rimando o rinuncio a farlo.

È da tanto che il mio pensiero va a "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway. Un capolavoro. E, proprio per questo, ho sempre rimandato il mio piccolo commento. Difficile giudicare Santiago, il vecchio pescatore! Difficile è violare quel personaggio. Vedo ancora le gocce di sudore che scorrono nelle sue rughe. Vedo lo sforzo fisico, la sua tenacia, le sue mani lacerate dalla lenza, sanguinanti ma forti. Vedo e sento l'odore dei suoi sporchi vestiti, impregnati delle sue fatiche, del sole, del mare, del pesce diventato carcassa. Percepisco il suo pensiero di vecchio, stanco, vissuto. Di pescatore che non abbandona mai la sua barca e la sua pesca. Di uomo di mare che ha un profondo rispetto per la sua necessaria vittima e che difende il suo pescato fino allo stremo delle forze e con ogni mezzo. Santiago è un uomo vero. Uno che vive appieno la sua esistenza e tiene fede ai suoi ideali. Conduce una lotta per la sopravvivenza estenuante ma rispettosa col suo pescespada – un marlin - che dura più giorni e più notti. Nonno fittizio di quel ragazzo che crescerà con l'ammirazione per quel vecchio testardo ma ancora capace di pescare. Santiago, nonostante la sorte irrimediabilmente avversa dopo tre mesi senza pescato, riesce a dimostrare che lui è ancora un pescatore, anche se poi la storia avrà un epilogo non molto felice. Il suo marlin di oltre cinque metri, dunque talmente grande da non poter essere issato in barca, arriverà in porto con solo la sua nobile testa seguita dal lungo scheletro e la bella e maestosa coda. Il vecchio ora riposa nella sua capanna allo stremo delle forze, accudito amorevolmente dal ragazzo, suo grande amico, che riceverà con piacere in dono la lunga spada e tornerà a pescare con il suo maestro dopo che ne era stato allontanato visti gli ultimi mesi di malasorte.

Hemingway mette a confronto due anime disperate e ferite, quella del pescatore e quella del pescespada, in lotta entrambe per la sopravvivenza. Scritto nel 1952, "Il vecchio e il mare", è un racconto apprezzato molto sia dai critici che dall'autore stesso tanto da considerarlo la sua più bella opera letteraria.

 

Rossana Germani fa parte della redazione di CiesseMagazine e per essa cura anche la rubrica di cultura, libri e poesia.

 

 

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